07
set 2010
Il governo dei tecnici non mi appassiona ma occorre grande determinazione e compattezza
scritto da Raffaele Lombardo
Il governo dei tecnici non mi appassiona in maniera particolare. Anch’io mi sento più a mio agio circondato da cosiddetti politici come me, eletti dalla gente e titolari di una rappresentanza chiara.
Bisogna vedere però come accrescere i numeri di questa maggioranza che dovrà essere determinata per portare avanti ancora una serie di riforme fondamentali per la vita della Sicilia.
Occorre cambiare il sistema in cui funziona la Regione, decentrare i poteri ai comuni, farli organizzare in liberi consorzi, reimpostare la politica agricola sui controlli ed impostare una politica del turismo del tutto diversa.
L’altro giorno ad esempio abbiamo emanato la direttiva contro la grande distribuzione organizzata che sta massacrando la Sicilia: i produttori che vendono a due lire ed i consumatori che comprano a prezzo salato. Nel mezzo chi ci sta? Quella distribuzione organizzata cui si sono aperte le porte, con qualche complicità che prima o poi verrà alla luce, per distruggere produttori, consumatori ed il piccolo commercio. Perché poi per ogni mega centro di grande distribuzione chiudono decine e centinaia di piccoli esercizi commerciali.
Si è polemizzato dalle parti di Messina ad esempio, per questo o per quell’altro soprintendente. I soprintendenti non sono stati lottizzati. Sono tutti miei fedelissimi uomini? Ormai non si lottizza il soprintendente così come un direttore di un museo per poi andargli a chiedere di fare questo o quell’altro. Tutti dovranno fare il loro dovere aiutando la Sicilia, aiutando i cittadini senza figli e figliastri. Senza amici cui dire di si e non amici a cui dire di no se non passano nella segreteria di tizio o di caio. Deve valere così per la sanità come per la cultura, per l’agricoltura e come per tutto. E’ la Sicilia che cambia e per fare queste cose io credo che ci voglia una grande determinazione e una grande compattezza.
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06
set 2010
Comiso aeroporto di interesse nazionale grazie alla nostra resistenza
scritto da Raffaele Lombardo
Sull’aeroporto di Comiso ho espresso una firma condizionata, il protocollo è sottoscritto.
Ho posto delle condizioni e ho detto agli illustri interlocutori che ritengo, com’è giusto, che questo aeroporto è di interesse nazionale perché integrato nel sistema della Sicilia orientale così come quello di Trapani è integrato in quello della Sicilia occidentale.
La Sicilia è difficilmente raggiungibile in auto e anche per nave. Non c’è dubbio che l’aereo sia il mezzo più comodo. E l’area di Comiso è di importanza fondamentale perché è una terra molto bella, ospitale, ricca e interessante dal punto di vista ambientale e dei beni culturali. Io quindi lavoro in una prospettiva positiva.
Aeroporto nazionale, quindi, con i servizi pagati dallo Stato centrale che non andrà in fallimento per questo mentre per l’aeroporto sarebbe stato di certo un grave danno.
La firma è data ma considero scontato che l’aeroporto non sia regionale e che meriti che lo Stato sostenga quei servizi e se nessuno mi contesta ciò io non intendo revocarla.
Grazie alla nostra resistenza, perché noi dobbiamo imparare a dire di no ai diktat e ai voleri dei padroni di Roma, mentre l’art. 4 del protocollo definiva l’aeroporto non di interesse nazionale, noi abbiamo preteso che si eliminasse la voce “aeroporto” in modo che l’interesse non nazionale fosse riferito alle aree. Che le aree siano di interesse non nazionale e siano cedute dallo Stato è una cosa giustissima.
Abbiamo resistito perché questo declassamento dell’aeroporto venisse cancellato e grazie alla nostra resistenza siamo riusciti ad ottenere questo piccolo grande risultato.
Io sono convinto che l’aeroporto di Comiso avrà un grandissimo sviluppo e sarà fondamentale per la Sicilia. E’ questo il motivo per cui ci siamo battuti.
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04
set 2010
Gli ascari di ieri e quelli di oggi
scritto da Staff
Gli ascari erano un corpo armato che, ben pagato, lavorava per conto dell’Italia coloniale in Somalia e in Eritrea e uccideva il proprio popolo, i propri fratelli.
Il termine ascari viene oggi usato per quei politici che tradiscono la propria gente pur di compiacere i propri padroni, per fare carriera, perché altrimenti vengono cacciati o sgridati. Non preoccupandosi di maltrattare il proprio popolo e pur di fare carriera, l’ascaro politico serve il padrone romano e nuoce alla propria comunità.
Se non ci fossero gli ascari, la Sicilia non sarebbe trattata e considerata come una colonia.
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04
set 2010
Il protocollo su Comiso operativo se il Governo rispetterà gli impegni. A dispetto degli ascari
scritto da Raffaele Lombardo
Chi erano gli ascari? Un termine sempre più diffuso nella dialettica politica quotidiana che non mi pare però ben compreso, spesso, anche dagli stessi utilizzatori.
Gli ascari non devono confondersi con gli ascaretti, il noto gelato alla panna ricoperta di cioccolato. Anche se la figura allegorica dell’ascaretto potrebbe bene inserirsi nel linguaggio politico odierno per rappresentare quegli uomini siciliani che in una posizione gerarchica sottostante a quella degli ascari lavorano soltanto per operare azioni gradite ai loro capi, capetti e danti causa.
Allora chi erano gli ascari e chi sono oggi? L’ascaro era il soldato indigeno delle vecchie truppe coloniali europee, specialmente quelle italiane in Eritrea, Somalia e Libia. Lo dice lo Zingarelli che aggiunge questa definizione: “chi serve da ausiliario i partiti”. Oggi ascaro e’ proprio questi, colui che urla ai quattro venti, ad esempio, la necessità e l’urgenza di sottoscrivere il protocollo per l’aeroporto di Comiso in spregio ai diritti dei Siciliani, con le spese per il controllo aereo e per la sicurezza non a carico dello stato, con il rango di aeroporto regionale e non nazionale come invece accade per aeroporti meno rilevanti quali quello di La Spezia o Ancona.
Adesso pare, dalle corrispondenze e dalle trattative di questi ultimi giorni che la Sicilia e Comiso otterranno quello che meritano: il pari trattamento con altre regioni Italiane ed il rango di aeroporto inserito nella rete nazionale. Per questo ho scritto al presidente del Consiglio e a tutte le autorità competenti la nota che riporto qui di seguito.
La Regione Siciliana dà per sottoscritto il protocollo ma solo alle condizioni favorevoli per l’aeroporto e per tutto il territorio. Non mi arrendo davanti al tentativo di calpestarne i diritti e i legittimi interessi, nonostante il lavorio subdolo di ascari e ascaretti.
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03
set 2010
La legge elettorale va riformata a tutti i costi
scritto da Raffaele Lombardo
Questa legge elettorale è assurda perché fa sì che un deputato di un territorio, visto che è stato nominato dal suo capo chiunque egli sia, destra, sinistra, centro o quant’altro, piuttosto che servire il territorio stesso obbedisca agli ordini del suo capo.
E’ una violenza alla democrazia e un sovvertimento delle regole, nonostante tutta la buona volontà degli uomini e delle donne eletti.
La democrazia è scelta, è potere del popolo e il popolo esercita tale potere se sceglie i propri rappresentanti. Per questo ritengo che la legge vada riformata a tutti i costi.
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01
set 2010
Sulle riforme non si torna indietro, azzerarle sarebbe la rovina della Sicilia
scritto da Raffaele Lombardo
Si è tanto scritto anche in mancanza di vere notizie. Si è tanto fantasticato e sono state dette mille cose inesatte. Sono convinto che ci sia bisogno di un rilancio forte dell’azione riformista senza se e senza ma, molto rigorosa e dura.
Questa compagine governativa deve sottoscrivere un patto di legislatura sottraendosi ai capricci di chicchessia, me compreso.
Se l’azione di governo deve puntare a riformare un sistema di falsa o mezza autonomia che si è consolidato in 60 anni, questa ha bisogno di un lungo tempo e chi intraprende tale cammino deve impegnarsi a continuarlo non per tre anni ma per trenta, se fosse possibile, passando il testimone a persone che siano degne e capaci di continuare questo percorso difficile e faticoso che non può essere azzerato.
Tornare indietro come se niente fosse sarebbe la rovina della Sicilia e dei siciliani che emigrano e che non hanno lavoro e ai quali dobbiamo assicurare il lavoro qui facendo valere le regole e assumendoci le nostre responsabilità.
Nei prossimi giorni o nelle prossime ore mi auguro di poter incontrare i nostri alleati in modo da definire questi punti e far sì che finalmente il nodo venga sciolto facendo giustizia delle sciocchezze che si sono sentite e lette.
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01
set 2010
Sanità: al primo posto la salute e la vita dei cittadini. Basta razzismo intollerabile
scritto da Raffaele Lombardo
Speriamo che la tragedia di Messina sia ridimensionata e che il bambino stia bene. Purtroppo la madre ha perso l’organo attraverso il quale poter continuare ad avere figli. L’episodio è grave e non può rimanere impunito.
Non vorrei che quando l’autorità istituzionale, politica o amministrativa comminerà una sanzione finisca che dopo sei mesi questa venga annullata in qualche modo. Io mi auguro che ci sia la sensibilità di tutte le istituzioni affinché le sanzioni vengano applicate con fermezza.
La Regione farà la sua parte. L’assessore Russo è molto più rigoroso di qualunque ministro, con tutto il rispetto, e lo è giorno per giorno tanto a Messina quanto a Mazzarino o Caltanissetta, dove perse la vita un ragazzo di 22 anni.
Dove succedono episodi di sconsideratezza e di disonestà da parte di medici che devono capire che il sistema è cambiato. C’è una legge, c’è una riforma e una amministrazione rigorosa ma, soprattutto, deve esserci al primo posto la salute e la vita dei cittadini e dei pazienti.
Per il resto, ci si scandalizzi anche perché, purtroppo, su questo tema c’è un certo razzismo intollerabile, non dovremmo dimenticare quanto è successo in questi giorni a Roma o in passato nelle cliniche private lombarde dove si ammazzavano le persone come se niente fosse.
Noi abbiamo imboccato una strada che ci porterà a livelli di virtuosità superiori a quelli delle regioni del nord.
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31
ago 2010
Su Comiso occorre fare valere i diritti della Sicilia
scritto da Staff
C’è un pasticcio compiuto in passato. L’aeroporto è stato realizzato con fondi europei e senza il contributo del governo centrale. Esiste il sedime di quello che era l’aeroporto militare. Il pasticcio è stato fatto con una serie di storie che andranno verificate dal punto di vista giuridico, dai governi nazionali e forse anche dal comune di Comiso.
In tutti i documenti l’aeroporto di Comiso è stato considerato di rilievo nazionale e non posso consentire, perché farei un torto a Comiso, ai cittadini di quella provincia e a tutta la Sicilia, che ora di soppiatto e senza che nessuno se ne debba accorgere, venga declassato a livello regionale.
Se si tratta di trasferire il sedime e se questo non può andare direttamente al comune, la regione farà da “stazione di transito” ma non possiamo tollerare che tra le righe quell’aeroporto venga ridotto a rango regionale il che potrebbe comportare che i servizi di controllo Enac, molto costosi, e i servizi di sicurezza vengano a gravare sulla Regione. Non si capisce il motivo per cui Ancona o La Spezia che hanno un volume di traffico irrisorio debbano avere questi servizi pagati dallo stato.
Noi saremmo anche disposti a pagarceli da soli. Ma ci comincino a consentire, in omaggio al federalismo, di trattenere la corrispondente cifra delle accise petrolifere. Vogliamo cominciare con il federalizzare i trasporti? Se questi costano 100 ci consentano di trattenere 100 delle accise petrolifere. E’ questo il federalismo fiscale. Vediamo se questa amministrazione regionale è sprecona e cialtrona oppure se governa meglio di come non sappiano fare da Roma.
Io mi auguro che non ci siano compartamenti ascaristici della classe politica siciliana, che è messa lì con la coda in mezzo alle gambe e la lingua di fuori in attesa di firmare, purchessia.
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31
ago 2010
Intendiamo partecipare all’acquisto di Tirrenia e Siremar insieme. E’ grave pensare di smembrarle per regalarle a questo o quell’imprenditore
scritto da Staff
Su Mediterranea Holding è stato deliberato un aumento di capitale. Non ci si meravigli che la Regione Siciliana non lo abbia sottoscritto perché noi non siamo li per avere la maggioranza. A noi basta lo 0,1%. Peraltro, favoriamo l’ingresso di un gruppo di dipendenti che vogliono entrare, di qualche armatore delle isole minori della stessa Sicilia e di altri imprenditori, alcuni di Catania, che intendono sottoscrivere una parte di questo capitale e anche altri nomi.
Il fatto che qualcuno sia uscito mi dispiace, ma credo che non avessero versato ne il 30% e neppure il 10% del capitale. Ci sono stati dei soci che sono stati nella compagine sociale in attesa di vedere cosa succedesse. Io credo che con la sostituzione di questi soci la Mediterranea Holding avrà le idee più chiare e potrà procedere più speditamente. Noi intendiamo partecipare all’acquisto di Siremar e Tirrenia insieme e intendiamo dare un messaggio preciso: è sbagliato ed è grave pensare di smembrare il sistema Tirrenia – Siremar per regalicchiarlo, magari sotto mentite spoglie, a questo o a quell’imprenditorie più o meno amico.
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13
ago 2010
A Shanghai per attrarre il turismo cinese in Sicilia
scritto da Staff
Siamo presenti all’Expo di Shanghai dove si inaugurerà il nostro stand lunedi con gli argenti di Morgantina e questo susciterà una grande attenzione attorno alla presenza italiana e siciliana.
Il turismo cinese è molto presente e attivo in Europa ma non in Italia perché i cinesi lamentano una scarsa organizzazione da parte del sistema ricettivo italiano.
Non c’è dubbio che se la nostra proposta turistica sfondasse in Cina, se riuscissimo ad attrarre il turismo cinese in Sicilia, avremo fatto un buon investimento.
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