19 mar 2012

La nostra riforma del settore della formazione professionale, nonostante quello che se ne dice e se ne scrive in questi giorni, è una vera e propria rivoluzione.

Abbiamo infatti raggiunto il fondamentale risultato di determinare un risparmio per il bilancio della Regione. Le risorse necessarie per finanziare il settore saranno a totale carico dell’Unione Europea e i dipendenti della formazione non graveranno più sulle casse regionali.

Questo si traduce non solo in un risparmio ma anche in un maggior controllo, basato su standard europei, della qualità della formazione che verrà erogata.

L’introduzione poi del costo standard per ora di formazione, fissato a 129 euro, semplifica e razionalizza l’intero sistema. Con quella cifra gli enti dovranno coprire tutti i costi, dal rimborso per gli alunni alle docenze, dai locali alla logistica e a tutto quanto occorre per formare i nostri giovani e i nostri lavoratori.

Questi fattori, uniti alla scelta di indirizzare il piano triennale dell’offerta formativa verso settori prioritari e strategici per la nostra regione – energia alternativa, gestione dei rifiuti, valorizzazione dei beni ambientali e culturali, agricoltura e agro-alimentare – consentiranno di offrire finalmente una formazione di qualità sviluppando e rafforzando al contempo settori della nostra economia per creare sviluppo, occupazione e crescita alla Sicilia.

17 feb 2012

L’approvazione da parte del parlamento europeo dell’accordo che apre la strada ai prodotti agricoli e della pesca del Marocco è un autentico misfatto che non potrà che arrecare enormi danni all’agricoltura meridionale e siciliana.

In un momento di profonda crisi della nostra economia l’intero sistema politico italiano, e soprattutto quello meridionale e siciliano, non può permettersi di far passare sotto silenzio un provvedimento che rischia di mettere in ginocchio il nostro comparto agricolo gettando sul lastrico centinaia di migliaia di famiglie che lavorano la terra.

L’impegno mio e del governo regionale, e sul quale ritengo debbano necessariamente convergere tutte le forze politiche e sociali che hanno a cuore la Sicilia e il suo sistema economico e produttivo, non può limitarsi alla solidarietà con i lavoratori e le aziende che operano nel settore ma si esplica in azioni concrete di sostegno e sviluppo.

A cominciare da uno dei comparti che saranno maggiormente colpiti dall’accordo appena ratificato, quello dell’agrumicoltura e soprattutto della produzione di arance, il nostro governo si assume l’impegno di avviare azioni e campagne di sostegno alla produzione e alla commercializzazione delle nostre arance DOP e IPG, prodotti ottenuti nel pieno rispetto dei disciplinari di produzione biologica, che possano contrastare gli effetti nefasti di quell’accordo.

E’ già stato decretato un accordo di filiera che prevede la trasformazione delle arance in spremuta fresca e sono allo studio e in fase avanzata di realizzazione campagne di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori.

Così come, nei giorni scorsi, abbiamo firmato un protocollo con l’Abi e diverse assicurazioni per il sostegno e il finanziamento destinato ai giovani imprenditori agricoli.

Se l’Europa fa orecchie da mercante di fronte alle richieste e agli appelli dei nostri operatori agricoli e se il sistema politico italiano non riesce ad essere sensibile e compatto a difesa della nostra economia e dei nostri lavoratori, non ci resta altra strada che agire in autonomia a difesa dei nostri prodotti, della nostra terra e del lavoro dei nostri figli.

15 feb 2012

“Ritengo necessario rivolgere un appello ed un allarme sulle conseguenze certamente destabilizzanti e penalizzanti per l’economia, per i giovani e per le prospettive di sviluppo della Sicilia e delle Regioni meridionali, che deriverebbero dall’approvazione dell’accordo tra Unione Europea e Marocco, all’ordine del giorno del Parlamento europeo, che introduce misure di liberalizzazione del commercio di prodotti agricoli e della pesca”.

Lo scrive il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, in due lettere recapitate al Presidente del Consiglio Mario Monti ed alla deputazione italiana al Parlamento Europeo in vista del voto sulla liberalizzazione dei prodotti agroalimentari provenienti dal Marocco.

Lombardo che aveva gia’ espresso piu’ volte la sua forte contrarieta’ a questa scelta, torna a lanciare il suo “appello affinche’ emerga, in maniera compatta, la volonta’ di sostenere le ragioni dell’agricoltura meridionale le cui produzioni non potrebbero competere con quelle marocchine, che affrontano costi di manodopera certamente inferiori, determinando prezzi di vendita molto piu’ bassi, secondo gli effetti tipici della concorrenza sleale”.

“Pur non sottovalutando il fine di rafforzare il dialogo e la cooperazione con i Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo non possiamo consegnare una parte del Paese al disastro che ne deriverebbe, sottovalutando l’inevitabile contraccolpo negativo che verrebbero a subire le aziende meridionali, gia’ duramente provate dai costi di produzione europei e dagli standard normativi alle stesse imposti, quanto a protezione ambientale, sicurezza alimentare e protezione dei lavoratori”.

15 feb 2012
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Quando si dovesse ratificare questo accordo tra Unione Europea e Marocco per la libera entrata di prodotti agricoli da quel paese a tutta l’Europa non c’è dubbio che con quella concorrenza, visto che lì si usano anticrittogamici e si paga la manodopera un decimo di quanto la paghiamo noi, i nostri prodotti saranno spacciati e abbiamo voglia di bloccare la Serit o di attivare il fotovoltaico o effettuare controlli sulla tracciabilità dei prodotti come sta facendo in queste ore il corpo forestale della Regione siciliana.

O si blocca un trattato come questo oppure è inutile discutere: si condanna l’economia meridionale e siciliana, centinaia di migliaia di persone, alla fame.

L’Europa non può far finta di niente. Da un canto ci impone i tagli per restare dentro i parametri, affama popoli che magari avranno anche i loro torti e poi con un trattato di questo genere ci condanna alla fame.

Se di una drammatica realtà come questa non ci si rende conto non c’è protesta che tenga. Francamente non ce la possiamo fare. Per questo ho lanciato questo appello. Mi auguro che i nostri parlamentari europei tutti, quelli italiani, si facciano carico di questo problema e si intervenga attraverso i gruppi parlamentari dei partiti e blocchino questo trattato. Io mi impegno a scrivere a Monti e ai deputati e speriamo di essere in tempo. In caso contrario non avremmo che piangerci addosso e disperarci.

13 feb 2012

“Ferma contrarieta’ alle misure di liberalizzazione per i prodotti agricoli e ittici contenute nell’ipotesi di accordo tra Unione Europea e Marocco”.

La manifesta il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

“Denuncio i rischi gravissimi per la nostra economia e, in particolare, per il settore specializzato nella coltivazione di ortaggi e frutta – continua Lombardo – e cio’ non solo per l’attuale grave crisi di mercato, ma anche per la salvaguardia stessa delle nostre produzioni”.

“Le produzioni siciliane, come e’ noto, devono rispettare parametri e standard imposti dall’Unione Europea, ad esempio in materia di protezione ambientale, condizione dei lavoratori e sicurezza alimentare. In base a questo accordo, le produzioni siciliane e meridionali finiranno col subire la concorrenza di mercati non soggetti agli stessi vincoli normativi e che affrontano costi di manodopera certamente inferiori determinando prezzi di vendita molto piu’ bassi”.

“Se da un lato – prosegue Lombardo – dobbiamo, giustamente rispettare i trattati e le regole dell’UE, che gia’ oggi determinano sofferenze nei settori della pesca e dell’agricoltura, dall’altro e’ intollerabile che la stessa UE ci metta nelle condizioni di dover subire la concorrenza, sostanzialmente sleale, di mercati diversamente strutturati”.

“Faccio, pertanto, appello al presidente Monti, al Governo nazionale – conclude Lombardo – nonche’ a tutte le forze politiche affinche’ si manifesti la massima mobilitazione per evitare che una votazione favorevole penalizzi ancora di piu’ la Sicilia e il Sud”.

05 feb 2012

Da martedi’ a venerdi’ una fitta serie di appuntamenti impegnera’ la Regione Siciliana tra Roma e Bruxelles, alla definizione di una nuova strategia operativa per l’utilizzazione dei fondi comunitari.

A Bruxelles, da martedi’, la conferenza delle regioni periferiche e marittime (CRPM) riunisce, nella sede del Comitato delle Regioni, prima la commissione delle isole e poi il “bureau politico”, il suo organismo politico.

All’ordine del giorno c’e’ la valutazione della politica europea di coesione. Si parlera’ delle proposte di revisione delle politiche della pesca e di quelle dell’agricultura e della rimodulazione della rete transeuropea dei trasporti: di tutte le variabili che maggiormente incidono nella vita delle comunita’ geograficamente marginali rispetto al cuore dell’Europa continentale.

Sempre martedi’, ma a Roma, continua il lavoro del tavolo tecnico aperto con il ministero delle politiche di coesione. Dopo la riunione di venerdi’ scorso si entra nel merito dei problemi.

Al centro dell’attenzione i primi tre “nodi” che rischiano di ostacolare la spesa comunitaria nel 2012, proprio quando il programma operativo regionale dovrebbe far segnare le performance di massima efficacia.

La costituzione di una cabina di regia e di una task force di assistenza tecnica coordinata tra Stato e Regione potrebbe rappresentare, intanto, una soluzione in grado di accelerare le procedure burocratiche e di rispettare le tabelle di marcia comunitarie.

Il tavolo di lavoro si occupera’ anche delle soluzioni da adottare per eliminare una grande contraddizione delle norme europee. La Regione, per rispettare il “cronoprogramma” del POR, dovra’ aumentare le spese in una percentuale di gran lunga superiore rispetto a quella consentita dal cosiddetto patto di stabilita’. Il rispetto di una regola prevede la violazione dell’altra. Ed entrambe prevedono pesanti sanzioni finanziarie.

E al tavolo tecnico romano e’ arrivata anche la piu’ recente contraddizione della tecnocrazia europea. La ‘DgRegio’ e la ‘DgCompetitivita” hanno infatti emanato di recente una direttiva che ha bloccato un congruo pacchetto di progetti delle regioni in via di sviluppo.

Secondo la posizione dei due direttori, mai seguita prima nelle regioni in via di sviluppo, i finanziamenti destinati alle opere pubbliche gestite “a tariffa” devono ottenere il visto anti concorrenza destinato agli aiuti di stato.

Tre “grandi progetti” siciliani sono gia’ stati bloccati: si dovra’ valutare se le opere previste negli interporti di Catania e Termini Imerese e per il potenziamento del porto di Augusta turbano la “concorrenza” europea.

Ma per ottenere il contributo comunitario previsto per la nuova via europea dei trasporti ‘TEN-t’, la Commissione stessa pretende che i lavori siano avviati entro dodici mesi dall’approvazione del piano. Esempio pratico del rispetto di una regola che impone, di fatto, la violazione dell’altra.

07 nov 2011

Si e’ svolto oggi a Roma l’incontro tra le Regioni del Sud, il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto,il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta ed il commissario per le Politiche Regionali Joahnnes Hahn, per ratificare il Piano d’Azione per il Sud. Il Piano segue la rimodulazione dei fondi comunitari destinati alle Regioni del Mezzogiorno. Chiave di volta dell’intesa e’ la garanzia, chiesta al governo nazionale anche dal Commissario Hahn, che le risorse liberate a seguito della riduzione al 25% della compartecipazione nazionale restino destinate alle Regioni a cui sono assegnate. A rappresentare la Regione Siciliana l’assessore all’Economia, con delega alla programmazione europea, Gaetano Armao.

“Il Piano d’azione per il Sud siglato oggi a Palazzo Chigi – ha dichiarato l’assessore Armao – segna un passo positivo nei rapporti tra il Governo e le Regioni, rivede una programmazione delineata ormai 5 anni fa, in un contesto economico molto diverso dall’attuale, e raccoglie le chiare spinte della Commissione UE.

Quando il governo nazionale ha scelto la strada del contrasto con le Regioni ha determinato solo paralisi. Sul pieno impiego dei fondi europei si volta pagina e sembra che ci si avvii verso l’unico modo efficace di gestire, in un momento di crisi, quello della corretta collaborazione interistituzionale. Di questo cambio di passo va ringraziato il ministro Fitto che ha accolto il chiaro indirizzo in questo senso del commissario Hahn. Bene anche la concentrazione della spesa su pochi e grandi settori, come richiesto gia’ mesi fa dalla Sicilia alla commissione UE, come le reti ferroviarie, l’istruzione, la banda larga e l’occupazione.

Non possiamo, pero’, tralasciare altri ambiti. Sicilia e Sardegna, infatti, hanno chiesto di includere nei quattro ambiti di intervento gia’ definiti anche quelli dell’ambiente e dell’energia. Questa operazione di concentrazione e razionalizzazione finanziaria e’ un obiettivo importante che accelera al spesa, ma che deve rafforzare quella perequazione infrastrutturale verso il Mezzogiorno che vede il governo, purtroppo,in grave ritardo.”

03 nov 2011

Oggi abbiamo sottoscritto un documento condiviso sulla riprogrammazione dei fondi strutturali. Comprendiamo le difficoltà che sta attraversando il nostro Paese, e purtroppo le nostre regioni del sud sono in prima fila nel sopportare sacrifici e tagli. Credo che l’idea della riprogrammazione orientata verso pochi, grandi obiettivi condivisi, per superare la logica della dispersione delle risorse in mille rivoli, sia una buona strada.

I quattro settori di intervento sui quali si è convenuto di concentrare le risorse – istruzione, banda larga, infrastrutture e occupazione – sono quelli che prioritariamente riceveranno attenzione, ma non esclusivamente. Abbiamo chiesto che altri settori, come quelli dell’ambiente e dell’energia, siano degni di attenzione e di finanziamenti che, vista l’esiguità delle risorse pubbliche, potranno essere ricercati con lo strumento del project financing.

Il documento che abbiamo sottoscritto darà forza al governo affinché la Commissione europea e il commissario Hahn aderiscano a questa ipotesi.