01 feb 2012
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Leggo che si annuncia la ripresa delle proteste da parte del cosiddetto movimento dei forconi, pare perché non siano stati convocati ai tavoli tecnici. Ma noi cosa stiamo facendo? Forse è il caso di renderne conto a scanso di equivoci e  in modo che nessuno abbia l’alibi per inscenare proteste che magari gli danno la ribalta della stampa o della tv ma che hanno lasciato macerie in Sicilia.

Ho ricevuto molte persone a partire da Tamburello un imprenditore che sta sul mercato e che ha dovuto licenziare personale e con il quale abbiamo parlato di cantine, consorzi e di un vino di base che dobbiamo fare e per il quale siamo in fase avanzatissima di progettazione e di realizzazione.

Stiamo organizzando una collaborazione tra le forze – la nostra forestale, l’istituto zooprofilattico, la guardia di finanza e i nas – per il controllo, a cominciare dalla Sicilia, contro il taroccamento, uno dei punti della piattaforma di chi protestava e di tutto il mondo agricolo. Mi aspetto che anche a Roma si faccia così. La vicenda di Vittoria con i prezzi eccessivi dei prodotti di cui abbiamo letto in questi giorni non è ovviamente estranea a questo tipo di ragionamento. Quindi il controllo anche da parte degli istituti sanitari per verificare che il prodotto sia sicuro. Cominciamo dalla Sicilia e lo faremo con grandissimo rigore e lo faremo giorno per giorno in modo che si capisca che non si può colpire né il produttore né il consumatore.

Ancora, ho incontrato fino a poco fa il presidente della Serit, la dottoressa Cannata. Stiamo lavorando per alleggerire la pressione della Serit sul mondo agricolo e sull’artigianato.

Il fotovoltaico, stiamo lavorando per istituire un fondo di garanzia che aiuti gli agricoltori, gli artigiani, le famiglie che vogliono farsi il loro impianto. Per cui ci sarebbe un limite di prestito per le banche e poi bisognerebbe intervenire per il resto. Se riuscissimo ad assicurare una media di 100 kilowatt ad ogni famiglia daremmo una mano all’economia siciliana come non mai. Questo fondo da 1 miliardo andrebbe istituito anche utilizzando il nostro patrimonio immobiliare e daremmo una mano grandissima al mondo agricolo e a tutti i siciliani.

Stiamo poi pensando ad una banca. Oggi ne ha parlato l’assessore Armao in aula. Non è una cosa facile, so come la Banca d’Italia sia durissima in tal senso, e so come ci sono stati rapinati il Banco di Sicilia e Cassa di Risparmio, con tutto il rispetto per le regole del gioco che vanno rispettate. Ma so anche che sarebbe importante avere istituti di credito veramente siciliane che, nel pieno rispetto delle regole, puntino sull’impresa, la sostangano e l’aiutino piuttosto che rendergli il credito quantomeno difficile.

Stiamo lavorando poi ad una serie di note con le quali intervenire su sprechi e privilegi a cominciare da quelli della macchina amministrativa regionale.

Ancora, sui fondi strutturali. Abbiamo un ritardo, non c’è dubbio. Ieri ci siamo incontrati con il ministro Barca al quale abbiamo chiesto, così come fatto in Campania, che ci sia una collaborazione stretta con il ministero in modo che si veda giorno per giorno cosa facciamo, dove sbagliamo, cosa si deve correggere. Il 7 incontrerò dei tecnici del ministero e la settimana successiva faremo un incontro qui da noi e poi verrà anche il ministro Barca a visitare alcuni luoghi e alcune imprese importanti del nostro sistema economico.

Vado ogni settimana a Roma per vedere il ministro dei trasporti per parlare di ecobonus da incrementare, abbiamo insediato il tavolo per il federalismo fiscale e per le accise. Tutti argomenti e temi che andavano a dieci a l’ora e noi dobbiamo farli andare a 120 se non a 150 all’ora.

Mi auguro che i cittadini siano, non dico tranquillizzati, ma almeno consapevoli che non ci si deve fermare e io e il mio governo non ci fermeremo.

27 gen 2012

Dopo l’incontro a Roma si apre una nuova fase, verificheremo settimana per settimana e accelereremo un percorso che abbiamo il dovere di accelerare perché questo serve ai siciliani.

Il nostro atteggiamento è stato di grande tenacia nel sostenere le nostre ragioni. Ci siamo impegnati anche a fare alcuni provvedimenti che ci riguardano: dal sistema della Serit che va visto nei dettagli a leggi fondamentali per le quali si è perso troppo tempo come quella sul commercio visto che il problema della nostra agricoltura è la trasformazione dei prodotti e la loro commercializzazione.

E’ naturale che il confronto non si chiude qui, emergeranno tanti altri problemi a proposito ad esempio dei commercianti o degli artigiani e in questo confronto renderemo conto di quello che facciamo, monitorandoci a vicenda con il governo nazionale in maniera tale che questo serva da stimolo per fare fino in fondo il nostro dovere.

Allo stesso tempo vogliamo confrontarci con i cittadini e con gli imprenditori, parlando con tutti e non solo con chi protesta ma anche con chi magari non ha voce per protestare. A cominciare dal quell’imprenditore del trapanese che ho sentito nel corso di una intervista che ha rilasciato e che produce attrezzature per le cantine sociali che sono in crisi. Si chiama Tamburello e lo incontrerò per sentire dalla sua voce coma mai tante misure che sono state adottate non stanno funzionando e come mai non siamo capaci, piuttosto che aspettare che vengano ad acquistare il nostro mosto a due lire, di fare noi il nostro vino in brick come si fa possibilmente utilizzando il nostro prodotto di base. Così come capita con altri prodotti, dalla pasta al pane. Il nostro latte parte per il nord, viene confezionato, triplica il suo costo e torna di nuovo in Sicilia sui banchi dei supermercati. Oppure, perché non dovremmo fare noi le marmellate se la migliore frutta parte dalla Sicilia? Siamo incapaci o non vogliamo lavorare? Utilizziamo le risorse dei fondi strutturali per “autonomizzarci” e per evitare che altri facciano i furbi sulla nostra pelle.

Credo che quello con Monti sia stato un ottimo confronto, nel quale, come forse si era soliti fare, non siamo andati con il cappello in mano. Ci siamo incontrati sul piano tecnico e tra tecnici.

Non abbiamo fatto un discorso solo per la Sicilia. L’agricoltura non è solo siciliana ma italiana, quella meridionale soffre e la nostra è particolarmente penalizzata in quanto di qualità e paga ancora di più lo scotto di una competizione sleale. Garanzia di tracciabilità e di controlli per garantire la sicurezza alimentare per vedere se i prodotti concorrenziali hanno sostanze dannose alla salute. Controlli vuol dire scoprirlo e soprattutto comminare sanzioni pesanti a chi usa quei prodotti nocivi. E’ poi importante che si indichi la provenienza e la tracciabilità dei prodotti in modo che la gente sappia cosa mangia e da dove viene il prodotto. Così come è necessario che si sappia che un pomodorino che si vende a tre euro lascia nelle tasche del produttore che si accolla i maggiori oneri forse trenta centesimi. Che lo scandalo venga alla luce perché uno scandalo c’è: la moltiplicazione per 10 o per 20 del costo dal produttore al consumatore, l’altro fregato della catena, che paga caro i prodotti mentre il produttore non riprende le spese.

Si è poi parlato di flessibilizzazione per quanto riguarda i tributi. Un principio che starebbe già in qualche decreto del governo e che significa rateizzare senza interessi stratosferici perché la gente non può pagare.

Si sono poi affrontate altre questioni: a partire dai costi minimi della sicurezza degli autotrasportatori che ricevono concorrenza sleale da parte di trasportatori bulgari o rumeni o russi che questi costi minimi non li fanno pagare e diventano più interessanti per le aziende produttrici o commerciali. Che le sanzioni riguardino anche la committenza oltre che un controllo molto forte. Questi sono impegni che il governo ha già preso.

Ancora, ci sentiremo con il consigliere diplomatico del presidente del consiglio per stilare un elenco di aziende che sono disposta ad andare a lavorare in Libia per la ricostruzione. Piccole imprese certo non da 50 miliardi di euro di lavoro ma lavori da 100, 200 o 500 mila euro per ricostruire un albergo distrutto o una casa o un ufficio o un acquedotto o un ufficio.

Poi abbiamo parlato dei treni a lunga percorrenza e il governo ci ha subito assicurato che uno di questi verrà ripristinato. Uno, erano molti di più e adesso si dovrà avviare una trattativa serrata con le ferrovie.

Tutta una serie di questioni che saranno verificate settimana per settimana da gruppi di lavoro. Uno si occuperà di pesca, agricoltura e trasporti – e a proposito di trasporti ci saranno interventi per il potenziamento dell’eco bonus, interventi per ridurre i costi delle tariffe autostradali. Del tema della benzina se ne parla nel tavolo che si occupa di federalismo fiscale. E’ importante fare accordi, come hanno fatto altre regioni a statuto speciale con lo stato e con il governo perché si tocchi il tema delle accise petrolifere. Questo tavolo comincerà ad incontrarsi già dalla settimana prossima.

Per un governo tecnico e per un presidente del Consiglio lontano mille miglia dalla politica e dai problemi della politica è stato un buon inizio di collaborazione. Si sono avute risposte concrete e realistiche. Non ci siamo sottratti alle nostre responsabilità e alle nostre lentezze. Dobbiamo accelerare ed essere impegnati per uno sforzo straordinario al servizio del popolo siciliano.

24 gen 2012

Domani incontrerò Mario Monti a Roma insieme agli assessori Elio D’Antrassi, Massimo Russo, Piercarmelo Russo e Gaetano Armao perché a prescindere dai temi che il presidente vorrà affrontare, le questioni che tratteremo riguradano anche le competenze specifiche dei loro assessorati.

Affronteremo le questioni che sono state sollevate nei giorni della protesta sia da coloro che ho ricevuto – Forza d’urto, i Forconi, l’Aias – e anche le altre categorie che sono state ricevute dagli assessori.

I temi sono sia quelli che riguardano il trasporto – il costo della benzina, il traghettamento, le tariffe autostradali – sia le tematiche della pesca – sono molto influenzate dalle decisioni dell’Unione Europea – così come le questioni che attengono all’agricoltura dove bisogna affrontare la concorrenza sleale e la competizione impari con i prodotti del nord Africa o della Turchia non più sostenibile visto che da noi c’è un’agricoltura pulita e occorro norme rigorose contro le agro-piraterie e controlli che fino ad oggi non ci sono stati.

Per non parlare poi delle altre misure che servono al mondo agricolo che magari in passato è stato abituato a vivere di contributi e ora non riesce a riconquistare i mercati. Mercati che oggi sono rappresentati dalla grande distribuzione che si approvvigiona dove ritiene più comodo e mette in ginocchio le produzioni di qualità della nostra agricoltura.

Alcuni provvedimenti vanno presi da noi: già abbiamo operato con la Serit e la Crias e abbiamo avviato qualche iniziativa legislativa che deve cercare di frenare la proliferazione di strutture della grande distribuzione che non giovano né alla produzione né al medio e piccolo commercio che sono le dimensioni tipiche della nostra economia.

Faremo quindi il punto della situazione. Sarà un discorso che non si chiuderà domani e che dovrà essere verificato giorno per giorno nei risultati perché credo che questa sensibilizzazione straordinaria che la protesta ha determinato sia servita a richiamare l’attenzione.

Aggiungo poi che onestamente continuare a farci del male sia non solo controproducente ma anche stupido e insopportabile. Fermare le nostre produzioni che senza i camion restano a marcire nei campi o impedire il rifornimento dell’acqua potabile o del latte o del metano per il riscaldamento è un volerci fare del male che la gente non sopporta.

19 gen 2012

Abbiamo avuto un confronto chiesto dai Prefetti con i manifestanti e con le organizzazioni che hanno dato vita a queste manifestazioni. Hanno stilato un documento e io ho assunto gli impegni che le cose che competono alla Regione, alcune di carattere amministrativo, le sbloccheremo a partire dal settore delle riscossioni.

Si parla di un disegno di legge, che è già in Assemblea e ne solleciteremo la trattazione in aula, relativo al commercio. I trasporti sopravvivono se la produzione è competitiva. Se la produzione non è competitiva finisce e non c’è più cosa trasportare.

Ho poi chiesto un confronto al presidente del consiglio dedicato esclusivamente a questi argomenti: il costo dei carburanti, le autostrade, gli alti costi del traghettamento.

Credo che sia Monti sia Barca saranno attenti affinché in Europa queste ragioni vengano prese in considerazione. Credo a che a questo punto il disagio determinato dai blocchi venga pagato solo dalle famiglie e dagli stessi produttori siciliani. Questa mobilitazione si è fatta sentire e notare, ha sensibilizzato, la si condivide nelle sue ragioni ma non la si può condividere né nelle degenerazioni che ha avuto né nel disagio che comincia a produrre.

Mi auguro che i presidi vengano tolti e comunque si facciano circolare le merci per non danneggiare i produttori e i cittadini siciliani.

Da presidente della Regione mi metto al lavoro anche perché questo è un movimento e una iniziativa che non trova esclusiva rappresentanza né in una persona né in un gruppo di persone. Il mio appello è rivolto direttamente a tutti gli interessati.

13 gen 2012

“Ho ricevuto con piacere una delegazione dell’Aias, l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, e del Movimento dei Forconi, venuti a preannunciare una manifestazione di protesta per i prossimi giorni e a illustrarne i motivi. Ho condiviso l’allarme sulle grandi difficolta’ nelle quali versa l’intera economia, in particolare quella siciliana, e il settore dei trasporti”.

Lo ha detto il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, dopo l’incontro odierno con i rappresentanti delle categorie, che sciopereranno da lunedi’.

“Sull’intero sistema – ha proseguito Lombardo – pesano enormemente anche i rincari in vari settori, dai pedaggi autostradali al prezzo dei carburanti, dagli aumenti di quelli dei traghetti e del trasporto navale agli intollerabili costi di produzione nel settore agricolo. Una situazione che rischia di lasciare la Sicilia fuori dai mercati, anche con le sue produzioni d’eccellenza. Una cosa assolutamente inaccettabile”.

“Ho assicurato loro che gia’ martedi’ prossimo durante il previsto incontro con il governo chiedero’ di affrontare specificamente questi temi. La Regione e’ vicina ai manifestanti e alle loro motivazioni che riguardano l’intero tessuto produttivo isolano, e fara’ l’impossibile per dimostrarlo”

04 gen 2012

“Il governo nazionale si decida ad intervenire su tagli effettuati da Trenitalia sui convogli a lunga percorrenza dal Sud verso il centro-Nord e viceversa, ripristinando le tratte soppresse. Il meridione e la Sicilia non possono continuare ad essere penalizzati, occorre che sia garantita la continuita’ territoriale”.

Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, intervenendo nuovamente sui ridimensionamenti e sulle soppressioni disposte da Trenitalia. Lombardo gia’ ad inizio dicembre aveva chiesto formalmente al governo centrale l’istituzione di un tavolo di confronto fra azienda e governo, questione che e’ stata riproposta nel corso dell’incontro avuto il 27 dicembre alla Presidenza del Consiglio.

“Dopo le assicurazioni ricevute nel corso degli incontri romani, avuti a cavallo delle festivita’ natalizie, dall’esecutivo nazionale ci aspettiamo un segnale forte, che possa porre rimedio ai pesanti contraccolpi patiti da lavoratori, solo in Sicilia sono 85 ad aver perso il posto, viaggiatori e pendolari”.

27 dic 2011

Molto profiquo l’incontro con il sottosegretario Catricalà di oggi pomeriggio nel corso del quale si sono affrontati molti dei temi in campo circa i rapporti tra il governo regionale e quello nazionale.

Innanzi tutto abbiamo affrontato il tema dell’ordinanza su Saponara e i comuni del messinese coinvolti nei recenti disastri. Quell’ordinanza ha bisogno di una dotazione finanziaria consistente e si è discusso della proposta di attingere alle accise sulla benzina per un piano serio di prevenzione e messa in sicurezza del territorio messinese e siciliano in generale.

Abbiamo parlato anche della questione dei treni a lunga percorrenza per i quali ho chiesto un confronto con le Ferrovie dello stato ma anche con il ministero delle infrastrutture. Ho ribadito al governo nazionale che i siciliani non possono subire questa scelta unilaterale da parte delle ferrovie sia per quanto riguarda l’aspetto inerente l’assenza di sevizio che per quanto concerne i lavoratori che da un momento all’altro si sono ritrovati in mezzo ad una strada.

Poi si e discusso anche di patto di stabilità e federalismo e delle premialità (seicento milioni) che deve essere trasferita alla Sicilia per avere mantenuto gli obiettivi di rigore in ambito sanitario. Abbiamo inoltre affrontato il tema dell’ultima quota del Fas che deve essere approvato da CIPE secondo un piano già definito e condiviso col governo centrale.

Abbiamo anche incontrato il ministro Clini con il quale si è defiito il discorso delle ordinanze di protezione civile per i rifiuti e si e discusso di bonifiche.

Tutto questo mentre teneva banco la questione politica con gli alleati e in particolare con L’Udc. Se l’obiettivo del gesto dell’Udc è il rilancio del governo sulla base dell’alleanza con il Pd, che ad oggi ha consentito di realizzare riforme rivoluzionarie per la Sicilia, ribadisco che da parte mia c’è volontà piena di costruire questa fase nuova dell’azione del governo fondata su un patto programmatico chiaro e su una alleanza capace di procedere senza incertezze verso le elezioni amministrative prossime e le elezioni politiche e regionali dell’anno successivo.

09 dic 2011
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Il governo della regione sta impostando una vera e propria politica estera della Sicilia e la nostra politica estera non può che guardare al mediterraneo. E’ quello il nostro bacino naturale perché è lì che abbiamo costruito nei secoli rapporti di collaborazione, di amicizia, di convivenza, scambi commerciali ecc.

Il forum interistituzionale mediterraneo che si è aperto oggi ha visto la presenza di consoli, ambasciatori, docenti universitari, delegazioni, operatori commerciali provenienti da 21 paesi che si sono riuniti e continueranno i propri lavori oggi e domani intesseranno o rafforzeranno dei rapporti.

Importantissimo che oggi sia venuto a farci visita e abbia fatto un intervento bellissimo il ministro degli esteri Giulio Terzi di Sant’Agata.

Ormai le politiche dei vari stati che hanno avuto rapporti con i dittatori sono state superate dalla primavera araba: giovani generazioni e società civile che lottano per conquistare, mi auguro, diritti e democrazia e partecipazione dei cittadini. Quei rapporti non vanno più. Il modello alternativo è quello che è stato costruito in questi anni e cioè il partenariato tra istituzioni locali della nostra regione e istutizioni di quei paesi che oggi sono venuti da noi. Progetti che vedono insieme università, camere di commercio, singoli imprenditori con municipalità di quelle regioni. Una fittissima rete molto partecipata, molto diffusa, basata sulla cooperazione che può servire per cambiare musica nel rapporto tra il nostro paese e i paesi del mediterraneo, il mezzogiorno e la Sicilia in particolare che sta coltivando questi rapporti.

Il mediterraneo deve tornare ad essere un mare di pace, sviluppo, lavoro, crescita come è stato nei secoli scorsi quando si collaborava e si veniva in Sicilia per imparare o per svolgere un ruolo nelle corti di Federico II.

Se noi ci sottraessimo alla logica dei mercati finanziari e delle borse che molto spesso sono vittime delle grandi speculazioni che poi vengono pagate dalla povera gente e invece puntassimo su relazioni con quello che è il nostro mondo dove siamo imbattibili avremo qualcosa da guadagnare e qualcosa da dare.

Il forum mette insieme tutte queste esperienze di partenariato, di collaborazione e di rapporti. Al ministro degli esteri abbiamo chiesto di riprendere in mano questi temi ed aiutare ad esempio le nostre imprese in Libia dove ci sono da ricostruire le case e lì il nostro piccolo imprenditore edile può svolgere un ruolo importante e trovare occasioni di lavoro. E poi abbiamo chiesto al ministro che se davvero la Sicilia deve essere il terminale per il continente europeo nel mediterraneo, questo terminale ha un senso se le vie di collegamento stabile, dal ponte sullo stretto ma anche ferrovia e porti di Augusta e Pozzallo, diventino realtà e non sogni o lusinghe che ad ogni cambiar di governo ottengono prima una accelerazione e poi una cancellazione dall’agenda della politica.

Vorremmo una continuità e vogliamo conquistare, perché nessuno ci regala niente e per questo la forza politica è fondamentale, un ruolo dal quale possono derivare benefici per la nostra gente e per i partner dei paesi del mediterraneo.