10 feb 2012
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Quanto io creda nel Ponte sullo stretto di Messina è risaputo. Un’opera straordinaria che proietterebbe una luce positiva sulla Sicilia che anziché essere solo l’isola dei Gattopardi, della mafia e dell’inefficienza diventerebbe anche la terra della più straordinaria opera realizzata al mondo.

Una delle più grandi infrastrutture mai costruite con ricadute sul nostro turismo, sul mercato del lavoro, sull’intera economia siciliana. Un’opera alla quale non possiamo rinunciare.

Se il governo Monti, una volta superata la valutazione di impatto ambientale, dovesse dirci: “fuori dalle risorse pubbliche, promuovete una iniziativa per portare nelle casse della società 1 o 2 miliardi di euro”, io mi farei in quattro e girerei il mondo, a cominciare dalla Sicilia, per raccogliere la disponibilità di chi ci crede.

E’ un impegno che assumo e sono pronto a mettermi in gioco in tal senso perché ho sentito troppa gente disposta ad investire, anche piccole cifre, per partecipare a quel grande progetto di finanza che i privati stanno mettendo su.

Avremmo poi tutto il diritto, e anche il dovere, di chiedere a qualunque governo per quale motivo, se si è spinto fino a questo punto il progetto e la realizzazione del ponte, da un momento all’altro dovremmo fermarci e riprendere tra 5 o 10 anni. E perché mai ad un progetto del genere si dovrebbe negare una partecipazione pubblica di 1,5 o 2 miliardi di euro quando invece l’alta velocità che attraversa il nord del paese, la pianura Padana partendo dalla Val di Susa, costa 10 volte tanto?

09 feb 2012

La proposta di modifica della rete transeuropea dei trasporti deve essere corretta ancora, allungando il corridoio fino a raggiungere Malta per collegare l’Europa alla sponda sud del Mediterraneo.

E’ questa la sintesi della proposta illustrata a Bruxelles al direttore generale della dg “move” Jean Eric Paquet, da Francesco Attaguile, nell’ambito dei lavori dell’ufficio politico della Conferenza delle regioni periferiche e marittime d’Europa.

La Sicilia guida la commissione intermediterranea e dopo aver ottenuto, nello scorso ottobre, il ripristino del collegamento Napoli-Palermo all’interno del nuovo corridoio Helsinky-La Valletta, ha presentato oggi una serie di osservazioni tecniche che si trasformeranno in emendamenti al documento presentato dalla Commissione europea.

“Il corridoio – ha spiegato Attaguile – non risolve il problema della strozzatura dell’attraversamento dello stretto di Messina e non prevede l’inclusione nel core network, nella rete principale di collegamento cioe’, dei porti e degli aeroporti siciliani che sono terminale ferroviario e stradale essenziale al collegamento del corridoio all’isola di Malta.

“Si tratta – ha concluso – di errori materiali che comprometterebbero la funzionalita’ del sistema. L’aeroporto di Catania, il porto di Augusta e quello di Pozzallo sono terminali naturali delle rotte verso Malta”.

La proposta siciliana e’ stata condivisa e sostenuta dall’ufficio politico della CRPM e fara’ parte del documento stretegico sulla politica mediterranea che sara’ esitato il prossimo 9 marzo a Montpellier.”

Ieri, sempre a Bruxelles, la Sicilia aveva chiesto nel corso dei lavori della “commissione isole” della CRPM, la deroga sulla procedura degli aiuti di stato introdotta dalla commissione per tutti i finanziamenti alle infrastrutture di trasporto.

La Commissione infatti ha imposto la procedura di valutazione della direzione concorrenza per tutti i finanziamenti che riguardano le infrastrutture di trasporto, sebbene gestite da enti pubblici. Una procedura mai utilizzata nelle regioni in ritardo di sviluppo che, introdotta adesso, allungherebbe i tempi di realizzazione di gran parte delle opere previste dalle schede dei cosiddetti “grandi progetti”.

Anche questa proposta siciliana – che parallelamente e’ stata portata al tavolo tecnico con il governo nazionale – e’ entrata nel pacchetto di proposte che le regioni europee sosterranno nel corso del nuovo processo di co-decisione che coinvolge tutte le istituzioni comunitarie.

02 feb 2012

La compagnia aerea Ryanair pubblicizzera’ sul suo sito, che conta 45 milioni di visite a settimana, i percorsi naturalistici e ambientali della Sicilia, comprese le informazioni relative alla ricettivita’ e agli eventi culturali e fieristici.

E’ quanto concordato nel corso dell’incontro di questo pomeriggio a Palazzo d’Orleans tra il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e l’amministratore delegato di Ryanair Garry Walsh. Presenti anche l’assessore all’Ambiente Sebastiano Di Betta, il presidente vicario di Airgest Paolo Angius, e l’AD della societa’ “Autostradale”, che gestisce i trasporti passeggeri di Ryanair, Egidio Zoncada.

“Questo accordo sara’ operativo gia’ dalla fine di febbraio – ha detto il presidente Lombardo – Ryanair ha anche annunciato che presto partiranno dall’aeroporto di Trapani Birgi nuovi collegamenti per Madrid, Oslo e il Sud Africa”.

Il presidente della Regione ha inoltre comunicato al management irlandese che entro luglio sara’ in funzione anche l’aeroporto di Comiso. “Ryanair e’ interessata – ha aggiunto Lombardo – a questo scalo. Ci ha confermato che, insieme al traffico turistico, vorrebbe effettuare delle tratte verso il Maghreb con aeromobili destinati per l’80% al traffico merci e il restante 20 a quello passeggeri. Sarebbe questa un’importante occasione di sviluppo per gli operatori economici del sud est della Sicilia”.

01 feb 2012
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Leggo che si annuncia la ripresa delle proteste da parte del cosiddetto movimento dei forconi, pare perché non siano stati convocati ai tavoli tecnici. Ma noi cosa stiamo facendo? Forse è il caso di renderne conto a scanso di equivoci e  in modo che nessuno abbia l’alibi per inscenare proteste che magari gli danno la ribalta della stampa o della tv ma che hanno lasciato macerie in Sicilia.

Ho ricevuto molte persone a partire da Tamburello un imprenditore che sta sul mercato e che ha dovuto licenziare personale e con il quale abbiamo parlato di cantine, consorzi e di un vino di base che dobbiamo fare e per il quale siamo in fase avanzatissima di progettazione e di realizzazione.

Stiamo organizzando una collaborazione tra le forze – la nostra forestale, l’istituto zooprofilattico, la guardia di finanza e i nas – per il controllo, a cominciare dalla Sicilia, contro il taroccamento, uno dei punti della piattaforma di chi protestava e di tutto il mondo agricolo. Mi aspetto che anche a Roma si faccia così. La vicenda di Vittoria con i prezzi eccessivi dei prodotti di cui abbiamo letto in questi giorni non è ovviamente estranea a questo tipo di ragionamento. Quindi il controllo anche da parte degli istituti sanitari per verificare che il prodotto sia sicuro. Cominciamo dalla Sicilia e lo faremo con grandissimo rigore e lo faremo giorno per giorno in modo che si capisca che non si può colpire né il produttore né il consumatore.

Ancora, ho incontrato fino a poco fa il presidente della Serit, la dottoressa Cannata. Stiamo lavorando per alleggerire la pressione della Serit sul mondo agricolo e sull’artigianato.

Il fotovoltaico, stiamo lavorando per istituire un fondo di garanzia che aiuti gli agricoltori, gli artigiani, le famiglie che vogliono farsi il loro impianto. Per cui ci sarebbe un limite di prestito per le banche e poi bisognerebbe intervenire per il resto. Se riuscissimo ad assicurare una media di 100 kilowatt ad ogni famiglia daremmo una mano all’economia siciliana come non mai. Questo fondo da 1 miliardo andrebbe istituito anche utilizzando il nostro patrimonio immobiliare e daremmo una mano grandissima al mondo agricolo e a tutti i siciliani.

Stiamo poi pensando ad una banca. Oggi ne ha parlato l’assessore Armao in aula. Non è una cosa facile, so come la Banca d’Italia sia durissima in tal senso, e so come ci sono stati rapinati il Banco di Sicilia e Cassa di Risparmio, con tutto il rispetto per le regole del gioco che vanno rispettate. Ma so anche che sarebbe importante avere istituti di credito veramente siciliane che, nel pieno rispetto delle regole, puntino sull’impresa, la sostangano e l’aiutino piuttosto che rendergli il credito quantomeno difficile.

Stiamo lavorando poi ad una serie di note con le quali intervenire su sprechi e privilegi a cominciare da quelli della macchina amministrativa regionale.

Ancora, sui fondi strutturali. Abbiamo un ritardo, non c’è dubbio. Ieri ci siamo incontrati con il ministro Barca al quale abbiamo chiesto, così come fatto in Campania, che ci sia una collaborazione stretta con il ministero in modo che si veda giorno per giorno cosa facciamo, dove sbagliamo, cosa si deve correggere. Il 7 incontrerò dei tecnici del ministero e la settimana successiva faremo un incontro qui da noi e poi verrà anche il ministro Barca a visitare alcuni luoghi e alcune imprese importanti del nostro sistema economico.

Vado ogni settimana a Roma per vedere il ministro dei trasporti per parlare di ecobonus da incrementare, abbiamo insediato il tavolo per il federalismo fiscale e per le accise. Tutti argomenti e temi che andavano a dieci a l’ora e noi dobbiamo farli andare a 120 se non a 150 all’ora.

Mi auguro che i cittadini siano, non dico tranquillizzati, ma almeno consapevoli che non ci si deve fermare e io e il mio governo non ci fermeremo.

27 gen 2012

Dopo l’incontro a Roma si apre una nuova fase, verificheremo settimana per settimana e accelereremo un percorso che abbiamo il dovere di accelerare perché questo serve ai siciliani.

Il nostro atteggiamento è stato di grande tenacia nel sostenere le nostre ragioni. Ci siamo impegnati anche a fare alcuni provvedimenti che ci riguardano: dal sistema della Serit che va visto nei dettagli a leggi fondamentali per le quali si è perso troppo tempo come quella sul commercio visto che il problema della nostra agricoltura è la trasformazione dei prodotti e la loro commercializzazione.

E’ naturale che il confronto non si chiude qui, emergeranno tanti altri problemi a proposito ad esempio dei commercianti o degli artigiani e in questo confronto renderemo conto di quello che facciamo, monitorandoci a vicenda con il governo nazionale in maniera tale che questo serva da stimolo per fare fino in fondo il nostro dovere.

Allo stesso tempo vogliamo confrontarci con i cittadini e con gli imprenditori, parlando con tutti e non solo con chi protesta ma anche con chi magari non ha voce per protestare. A cominciare dal quell’imprenditore del trapanese che ho sentito nel corso di una intervista che ha rilasciato e che produce attrezzature per le cantine sociali che sono in crisi. Si chiama Tamburello e lo incontrerò per sentire dalla sua voce coma mai tante misure che sono state adottate non stanno funzionando e come mai non siamo capaci, piuttosto che aspettare che vengano ad acquistare il nostro mosto a due lire, di fare noi il nostro vino in brick come si fa possibilmente utilizzando il nostro prodotto di base. Così come capita con altri prodotti, dalla pasta al pane. Il nostro latte parte per il nord, viene confezionato, triplica il suo costo e torna di nuovo in Sicilia sui banchi dei supermercati. Oppure, perché non dovremmo fare noi le marmellate se la migliore frutta parte dalla Sicilia? Siamo incapaci o non vogliamo lavorare? Utilizziamo le risorse dei fondi strutturali per “autonomizzarci” e per evitare che altri facciano i furbi sulla nostra pelle.

Credo che quello con Monti sia stato un ottimo confronto, nel quale, come forse si era soliti fare, non siamo andati con il cappello in mano. Ci siamo incontrati sul piano tecnico e tra tecnici.

Non abbiamo fatto un discorso solo per la Sicilia. L’agricoltura non è solo siciliana ma italiana, quella meridionale soffre e la nostra è particolarmente penalizzata in quanto di qualità e paga ancora di più lo scotto di una competizione sleale. Garanzia di tracciabilità e di controlli per garantire la sicurezza alimentare per vedere se i prodotti concorrenziali hanno sostanze dannose alla salute. Controlli vuol dire scoprirlo e soprattutto comminare sanzioni pesanti a chi usa quei prodotti nocivi. E’ poi importante che si indichi la provenienza e la tracciabilità dei prodotti in modo che la gente sappia cosa mangia e da dove viene il prodotto. Così come è necessario che si sappia che un pomodorino che si vende a tre euro lascia nelle tasche del produttore che si accolla i maggiori oneri forse trenta centesimi. Che lo scandalo venga alla luce perché uno scandalo c’è: la moltiplicazione per 10 o per 20 del costo dal produttore al consumatore, l’altro fregato della catena, che paga caro i prodotti mentre il produttore non riprende le spese.

Si è poi parlato di flessibilizzazione per quanto riguarda i tributi. Un principio che starebbe già in qualche decreto del governo e che significa rateizzare senza interessi stratosferici perché la gente non può pagare.

Si sono poi affrontate altre questioni: a partire dai costi minimi della sicurezza degli autotrasportatori che ricevono concorrenza sleale da parte di trasportatori bulgari o rumeni o russi che questi costi minimi non li fanno pagare e diventano più interessanti per le aziende produttrici o commerciali. Che le sanzioni riguardino anche la committenza oltre che un controllo molto forte. Questi sono impegni che il governo ha già preso.

Ancora, ci sentiremo con il consigliere diplomatico del presidente del consiglio per stilare un elenco di aziende che sono disposta ad andare a lavorare in Libia per la ricostruzione. Piccole imprese certo non da 50 miliardi di euro di lavoro ma lavori da 100, 200 o 500 mila euro per ricostruire un albergo distrutto o una casa o un ufficio o un acquedotto o un ufficio.

Poi abbiamo parlato dei treni a lunga percorrenza e il governo ci ha subito assicurato che uno di questi verrà ripristinato. Uno, erano molti di più e adesso si dovrà avviare una trattativa serrata con le ferrovie.

Tutta una serie di questioni che saranno verificate settimana per settimana da gruppi di lavoro. Uno si occuperà di pesca, agricoltura e trasporti – e a proposito di trasporti ci saranno interventi per il potenziamento dell’eco bonus, interventi per ridurre i costi delle tariffe autostradali. Del tema della benzina se ne parla nel tavolo che si occupa di federalismo fiscale. E’ importante fare accordi, come hanno fatto altre regioni a statuto speciale con lo stato e con il governo perché si tocchi il tema delle accise petrolifere. Questo tavolo comincerà ad incontrarsi già dalla settimana prossima.

Per un governo tecnico e per un presidente del Consiglio lontano mille miglia dalla politica e dai problemi della politica è stato un buon inizio di collaborazione. Si sono avute risposte concrete e realistiche. Non ci siamo sottratti alle nostre responsabilità e alle nostre lentezze. Dobbiamo accelerare ed essere impegnati per uno sforzo straordinario al servizio del popolo siciliano.

24 gen 2012

Domani incontrerò Mario Monti a Roma insieme agli assessori Elio D’Antrassi, Massimo Russo, Piercarmelo Russo e Gaetano Armao perché a prescindere dai temi che il presidente vorrà affrontare, le questioni che tratteremo riguradano anche le competenze specifiche dei loro assessorati.

Affronteremo le questioni che sono state sollevate nei giorni della protesta sia da coloro che ho ricevuto – Forza d’urto, i Forconi, l’Aias – e anche le altre categorie che sono state ricevute dagli assessori.

I temi sono sia quelli che riguardano il trasporto – il costo della benzina, il traghettamento, le tariffe autostradali – sia le tematiche della pesca – sono molto influenzate dalle decisioni dell’Unione Europea – così come le questioni che attengono all’agricoltura dove bisogna affrontare la concorrenza sleale e la competizione impari con i prodotti del nord Africa o della Turchia non più sostenibile visto che da noi c’è un’agricoltura pulita e occorro norme rigorose contro le agro-piraterie e controlli che fino ad oggi non ci sono stati.

Per non parlare poi delle altre misure che servono al mondo agricolo che magari in passato è stato abituato a vivere di contributi e ora non riesce a riconquistare i mercati. Mercati che oggi sono rappresentati dalla grande distribuzione che si approvvigiona dove ritiene più comodo e mette in ginocchio le produzioni di qualità della nostra agricoltura.

Alcuni provvedimenti vanno presi da noi: già abbiamo operato con la Serit e la Crias e abbiamo avviato qualche iniziativa legislativa che deve cercare di frenare la proliferazione di strutture della grande distribuzione che non giovano né alla produzione né al medio e piccolo commercio che sono le dimensioni tipiche della nostra economia.

Faremo quindi il punto della situazione. Sarà un discorso che non si chiuderà domani e che dovrà essere verificato giorno per giorno nei risultati perché credo che questa sensibilizzazione straordinaria che la protesta ha determinato sia servita a richiamare l’attenzione.

Aggiungo poi che onestamente continuare a farci del male sia non solo controproducente ma anche stupido e insopportabile. Fermare le nostre produzioni che senza i camion restano a marcire nei campi o impedire il rifornimento dell’acqua potabile o del latte o del metano per il riscaldamento è un volerci fare del male che la gente non sopporta.

19 gen 2012

Abbiamo avuto un confronto chiesto dai Prefetti con i manifestanti e con le organizzazioni che hanno dato vita a queste manifestazioni. Hanno stilato un documento e io ho assunto gli impegni che le cose che competono alla Regione, alcune di carattere amministrativo, le sbloccheremo a partire dal settore delle riscossioni.

Si parla di un disegno di legge, che è già in Assemblea e ne solleciteremo la trattazione in aula, relativo al commercio. I trasporti sopravvivono se la produzione è competitiva. Se la produzione non è competitiva finisce e non c’è più cosa trasportare.

Ho poi chiesto un confronto al presidente del consiglio dedicato esclusivamente a questi argomenti: il costo dei carburanti, le autostrade, gli alti costi del traghettamento.

Credo che sia Monti sia Barca saranno attenti affinché in Europa queste ragioni vengano prese in considerazione. Credo a che a questo punto il disagio determinato dai blocchi venga pagato solo dalle famiglie e dagli stessi produttori siciliani. Questa mobilitazione si è fatta sentire e notare, ha sensibilizzato, la si condivide nelle sue ragioni ma non la si può condividere né nelle degenerazioni che ha avuto né nel disagio che comincia a produrre.

Mi auguro che i presidi vengano tolti e comunque si facciano circolare le merci per non danneggiare i produttori e i cittadini siciliani.

Da presidente della Regione mi metto al lavoro anche perché questo è un movimento e una iniziativa che non trova esclusiva rappresentanza né in una persona né in un gruppo di persone. Il mio appello è rivolto direttamente a tutti gli interessati.

13 gen 2012

“Ho ricevuto con piacere una delegazione dell’Aias, l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, e del Movimento dei Forconi, venuti a preannunciare una manifestazione di protesta per i prossimi giorni e a illustrarne i motivi. Ho condiviso l’allarme sulle grandi difficolta’ nelle quali versa l’intera economia, in particolare quella siciliana, e il settore dei trasporti”.

Lo ha detto il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, dopo l’incontro odierno con i rappresentanti delle categorie, che sciopereranno da lunedi’.

“Sull’intero sistema – ha proseguito Lombardo – pesano enormemente anche i rincari in vari settori, dai pedaggi autostradali al prezzo dei carburanti, dagli aumenti di quelli dei traghetti e del trasporto navale agli intollerabili costi di produzione nel settore agricolo. Una situazione che rischia di lasciare la Sicilia fuori dai mercati, anche con le sue produzioni d’eccellenza. Una cosa assolutamente inaccettabile”.

“Ho assicurato loro che gia’ martedi’ prossimo durante il previsto incontro con il governo chiedero’ di affrontare specificamente questi temi. La Regione e’ vicina ai manifestanti e alle loro motivazioni che riguardano l’intero tessuto produttivo isolano, e fara’ l’impossibile per dimostrarlo”