28 lug 2010

Sono 77 i Comuni siciliani che non hanno ancora istituito, a distanza di 17 anni dalla legge che ne prevedeva la creazione, l’Ufficio relazioni con il pubblico. Il dato emerge da un monitoraggio disposto dal dipartimento regionale delle Autonomie locali presso le Province e i comuni siciliani.

Tra gli enti inadempienti non c’e’ nessun capoluogo e la provincia con il maggior numero di comuni ritardatari e’ Messina (21), seguita da Palermo (14), Agrigento (12) e Catania (11). Chiudono l’elenco Caltanissetta, Enna, Ragusa e Siracusa (tutti con 4) e Trapani (3).

“La mancata istituzione degli Urp – afferma l’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici – dimostra quanto ancora siano lontani pubblica amministrazione e cittadino. Anche le difficolta’ ad avere il dato, da parte degli enti locali, nonostante le ripetute richieste di informazioni dell’assessorato, deve fare riflettere. Anche se la legge non prevede espressamente una sanzione nel caso di mancata istituzione dell’Urp, si tratta di un adempimento obbligatorio, al quale gli enti locali avrebbero dovuto far fronte nell’interesse del cittadino per assicurare trasparenza, efficienza ed efficacia all’azione amministrativa”.

Proprio a seguito del monitoraggio, l’assessore Chinnici ha emanato una direttiva ai presidenti delle 9 Province e ai sindaci dei 390 Comuni siciliani, evidenziando come l’assessorato per “rispondere alle esigenze dei cittadini intende promuovere e sviluppare la cultura del risultato e dell’efficienza organizzativa, per la cui concreta attuazione gli uffici per le relazioni con il pubblico costituiscono strumenti di importanza strategica”.

Nella direttiva si fa riferimento anche alla particolare attenzione che deve essere prestata in sede di scelta del personale da assegnare agli Urp da istituire e all’adeguata formazione alla quale lo stesso deve essere sottoposto.

“Gli Urp – scrive l’assessore nella direttiva – devono avviare processi di verifica sulla qualita’ dei servizi resi all’utente e sul loro livello di gradimento, tramite la strutturazione di un sistema che registri opinioni e giudizi dei cittadini”.

Per rendere ancora piu’ trasparente le attivita’ della pubblica amministrazione, l’assessorato creera’ e mettera’ a disposizione di tutti gli Urp un’apposita sezione nel proprio portale internet, nella quale far confluire le informazioni sull’attivita’ dei singoli uffici per le relazioni con il pubblico, rendendo cosi’ disponibile in rete un valido strumento di comunicazione istituzionale e di orientamento per il cittadino.

L’implementazione di questa sezione costituira’ un ulteriore collegamento tra gli Urp dislocati sul territorio della Regione, per sviluppare procedure amministrative omogenee e diffondere e scambiare best practices attraverso comunicazioni immediate ed efficaci.

La direttiva si conclude invitando i 77 enti locali ancora inadempienti a provvedere, con la massima tempestivita’, all’istituzione degli Urp e darne comunicazione all’assessorato entro il 10 ottobre 2010.

22 lug 2010

Il dibattito politico e giornalistico che riguarda i consulenti esterni nominati dalla Regione, è frutto della scelta di assoluta trasparenza compiuta da questo governo che, per la prima volta, oramai dal 2008, rende noti a tutti, tramite il web, nomi, compensi e materie di ciascuno dei consulenti nominati. Una scelta in controtendenza rispetto al passato recente, quando le consulenze venivano assegnate quasi in clandestinità, senza che né l’opinione pubblica, né l’informazione conoscesse i dettagli, le cifre, i curricula e le competenze di ciascuno.

Accanto alla trasparenza delle informazioni, è tempo che oggi il governo, nella sua collegialità, e con i poteri di raccordo conferiti al Presidente, eserciti anche un’attività di vigilanza, che garantisca circa l’effettività delle prestazioni di consulenza erogate, e, soprattutto, in ordine alla rispondenza dei requisiti dei soggetti incaricati rispetto alle materie in cui si richiede il loro apporto professionale.

Né cortesie, di vago sapore clientelare, né prebende, dunque, ma un utilizzo del ricorso a consulenze esterne come strumenti straordinari per rispondere alla domanda di professionalità specifiche da parte dell’amministrazione, o per ottenere, per periodi di tempo limitato e ben perimetrato, assistenza indispensabile per lo svolgimento di compiti istituzionali.

Nessuna caccia alle streghe, ma una valutazione serena di ciò che serve e di ciò che è superfluo, eliminando sprechi e doppioni, e proseguendo invece nei rapporti virtuosi che hanno determinato un reale e comprovato arricchimento per la macchina amministrativa regionale.

Per queste ragioni ho inviato una nota per sollecitare tutti gli Assessorati a revocare qualunque rapporto di consulenza non strettamente indispensabile e, all’ufficio legale per predisporre uno schema di procedura pubblica di selezione finalizzata alla creazione di una long-list dalla quale poter attingere per l’individuazione delle professionalità esterne.

Scarica la nota della Presidenza della Regione Sicilia sui consulenti inviata a tutti gli Assessorati e all’Ufficio legale (pdf)

Visualizza l’elenco e i curricula dei consulenti della Regione Siciliana

14 feb 2010
Immagine anteprima YouTube

TgWeb di venerdì 12 febbraio 2010. Il servizio sull’approvazione da parte della Giunta del disegno di legge sulla trasparenza e semplificazione amministrativa. Intervistata l’assessore Caterina Chinnici.