22 gen 2011

“In questo momento esprimo la mia profonda amarezza. La sentenza della Cassazione va accettata senza commenti e con atteggiamento di rispetto”. Lo dice il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

“Di Cuffaro non si puo’ non segnalare – aggiunge – il continuo rispetto dimostrato lungo tutto l’iter processuale e anche in queste ore, per lui e i suoi familiari,sicuramente difficilissime”.

17 set 2010


Riportiamo l’intervista rilasciata dal presidente Raffaele Lombardo al Corriere della Sera pubblicata oggi.

Presidente, è l’ennesimo annuncio o questa volta nasce davvero il quarto governo di Raffaele Lombardo?
Lo presenterò martedì prossimo all’assemblea siciliana. Ascolterò suggerimenti e consigli, poi però il governo lo faccio io. E se la signora assemblea accetta bene, altrimenti si stacca la spina e si va a casa. Ma non credo che lo farà.

Per restare in sella ha rotto con la maggioranza del Pdl e con i cuffariani, dialoga con Fini, Casini e Rutelli e accetterà l’appoggio esterno del PD di Bersani…
Per  metà sarà un governo di tecnici, per l’altra metà di politici. Non politici di professione, però!

In gergo si chiama ribaltone.
Il ribaltone lo ha fatto il PDL quando ha votato con il Pd.

E quando lei ha liquidato i “lealisti” di Schifani e Alfano…
Sono loro i traditori, fedeli al mandato di lasciare che la Sicilia naufraghi. Noi invece cerchiamo di tenere a galla la barca con l’apporto di chi ci sta. E se poi questa esperienza sarà riprodotta su scala nazionale in un terzo polo, tanto meglio.

Non è trasformismo il suo?
No, io la chiamo trasformazione radicale. La riforma della sanità me la invidiano in tutta Italia, ho avuto il coraggio di cancellare un piano dei rifiuti che era in mano a ditte palesemente mafiose e rivendico il diritto di avere bloccato le assunzioni. E’ trasformismo? No, è la Sicilia che cambia, la Sicilia che prova a uscire dallo sfruttamento eterno.

Non è possibile cambiare l’isola senza rompere alleanze?
Avrei potuto continuare  la politica sultanesca dei miei  predecessori tenendomi privilegi, lussi e vantaggi. Bastava non pestare i piedi alle lobbies e ai poteri forti, che sono i veri veicoli con cui la mafia governa la Regione. Invece sono andato aventi con il mio programma.

Prima ha fatto fuori  i cuffariani.
Se  sulla sanità o sui rifiuti un pezzo della mia vecchia maggioranza si sfila e mi aggredisce, pur di difendere  il sistema, io che faccio? Me la tengo e cambio il programma? No, mollo un pezzo di maggioranza  a costo di farmi tacciare di trasformismo da chi preferisce una Sicilia immobile.

L’ex presidente Cuffaro ha detto che la gestione Lombardo è molto più clientelare della sua.
Il clientelismo cos’è, scambiare favori? Io li ho cancellati, i favori. Sto risanando una Regione la cui situazione finanziaria mi è stata lasciata in termini drammatici.

Accetterà  l’appoggio del Pd ma non vuole Miccichè, perché?
Con l’approssimarsi delle politiche Miccichè ha scelto di tornare a casa, forse perché Berlusconi gli ha offerto la presidenza della Regione. Ma se qualcuno contava di andare al voto a novembre o in primavera si sbaglia, io lavoro perché ci si vada fra tre anni. Speravano di azzopparmi per via giudiziaria? Mi dispiace per loro, non ho ricevuto alcun avviso. Quella è una parentesi chiusa.

Il 28 settembre l’Mpa voterà la fiducia a Berlusconi?
La mia è una fiducia molto esigente, non gratuita. Non faccio parte dell’area della responsabilità e non darò nessuna fiducia cieca. Voglio leggere il programma, vedere cosa succede sulla giustizia e accettarmi che, per il Sud, non ci sono solo miraggi e un po’ di fumo. Farò di tutto per scongiurare che Berlusconi vada in crisi. Ma se succede…

Se succede?
Sono pronto ad aderire a qualunque governo che riformi la legge elettorale. Con gli uomini di Fini abbiamo avviato un percorso di leale consultazione e condivisione.

Dica la verità, davvero non sta trattando con Berlusconi per tornare nel centrodestra?
Io non sto trattando con alcuno. Ho con il premier un rapporto istituzionale e ne avrei uno buono sul piano personale, se non fossero successe tante cose. Il mio piccolo gruppo è già stato addentato da Berlusconi. Avevamo otto deputati e quattro se ne sono andati con quel finto Noi Sud, poi è arrivato Misiti…

E siete diventati cinque. Voti preziosi per Berlusconi.
Fino al 28 c’è tempo…

Qui l’intervista in formato Pdf

02 giu 2010

di Giuseppe Oddo per Il Sole 24ore

Nell’inchiesta sui termovalorizzatori siciliani entra in veste di indagato anche il sindaco di Palermo, Diego Cammarata. All’uomo che guida la giunta di centro-destra sostenuta da Udc e Pdl «lealista» (che non sostiene in Regione il governatore Lombardo ndr.), la Procura di Palermo ha recapitato un’informazione di garanzia.

Le ipotesi di reato spaziano dal disastro doloso all’inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva di discarica all’abbandono di rifiuti speciali. Cammarata avrebbe impartito gli ordini su come gestire l’Amia e la discarica di Bellolampo. L’Amia è la società per l’igiene ambientale, al 100% del Comune di Palermo, dichiarata insolvente dal Tribunale su richiesta della Procura.

L’inchiesta ha compiuto un salto di qualità dopo che il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha denunciato, durante una recente seduta dell’assemblea di Palazzo dei Normanni, l’irregolarità delle gare che erano state indette dall’Arra (Agenzia regionale per i rifiuti e le acque) nell’era Cuffaro e che avrebbero dovuto portare alla realizzazione di quattro mega-inceritori, a Bellolampo, Paternò, Casteltermini e Augusta.

Ritenute illegittime dalla Corte di Giustizia europea successivamente alla loro aggiudicazione, le gare sono state reindette dall’Arra con nuovi bandi dopo le dimissioni di Cuffaro da presidente della Regione. Ma l’assenza di partecipanti alle nuove gare ha fatto decadere il progetto e indotto la giunta Lombardo a varare una riforma del sistema dei rifiuti. La nuova legge, approvata in parlamento con i voti determinanti del Pd, ha cancellato il progetto dei quattro maxi-inceneritori, ridotto da ventisette a nove il numero degli Ato rifiuti, che versano in gravi condizioni finanziarie, e ruota intorno alla raccolta differenziata.

I magistrati di Palermo stanno cercando di verificare se il processo che ha portato all’aggiudicazione delle gare e all’assegnazione dei primi lavori non sia stato oliato con tangenti versate ai politici.

Lo stesso Lombardo ha denunciato l’infiltrazione di Cosa nostra nei progetti dei quattro inceneritori facendo il nome di un’azienda, l’Altecoen, presente in uno dei raggruppamenti d’imprese che risultarono aggiudicatarie delle prime gare, riconducibile al boss catanese Nitto Santapaola.

L’ipotesi che comincia a prevalere a Palermo in ambienti della Procura e della politica è che l’emergenza rifiuti che esplode periodicamente a Palermo e provincia sia parte di un disegno tendente a drammatizzare la situazione della città per far rientrare dalla finestra il progetto del termovalorizzatore di Bellolampo uscito dalla porta in seguito alla nuova legge sui rifiuti. Sta di fatto che la discarica palermitana rischia di diventare un problema esplosivo, soprattutto con l’incalzare dell’estate, per l’accumularsi di un vero e proprio lago di percolato che sta infiltrandosi nelle falde acquifere e che mette a repentaglio la salute dei cittadini e addirittura un pezzo di costa.