TgWeb ha raccolto gli auguri di Pasqua ai siciliani di Raffaele Lombardo.
Ecco il suo messaggio:
“Oggi io sono nel mirino di molti. Siamo l’unica regione dell’Italia meridionale che ha saputo portare a pareggio i conti della sanità e ciò ha comportato un risparmio nelle gare e una riduzione di budget che portavano utili straordinari ai beneficiari. Utili che, adesso, si sono contratti o che sono scomparsi del tutto. Volete che questa gente mi voglia bene?.
L’altro giorno abbiamo approvato in giunta una relazione che certifica che il sistema dei rifiuti e, in particolare, quello dei termovalorizzatori, era organizzato con la mafia dentro. Ecco, io mi sento nel mirino di questa disonorata società e lo sono veramente. Però sono a posto con la mia coscienza, faccio il mio dovere e quindi mi sento più che sereno. Si corrono rischi enormi ad amministrare la Sicilia ma chi si candida a farlo questo lo sa già.
In questi due anni il mio è stato un impegno continuo, spasmodico, soffocante. Questa esperienza è cento volte più complicata e faticosa di tutte quelle che ho vissuto in passato da amministratore pubblico o da parlamentare europeo. Ma alla fine, al di là degli articoli di stampa che contengono una serie di cose che vanno dal paradossale al ridicolo, verrà fuori la verità. Affari e boss non appartengono alla mia storia“.
Sui rapporti col Partito Democratico, Lombardo ha sottolineato che esistono “obiettivi comuni e una forte convergenza sulle riforme come quelle, assai importanti, fin qui approvate. Sono certo che, secondo questo spirito e senza ipotesi di patti clandestini, si può e si deve andare avanti”.
Mentre, sulle conseguenze del voto delle elezioni regionali, il governatore ha detto che “il ruolo decisamente più autorevole e incisivo conquistato dalla Lega all’interno del Pdl rischia di dare al federalismo un’impronta tutta nordista. Oggi più che mai è necessario che il popolo meridionale e la sua classe dirigente si dotino di una formazione politica che eviti che l’unità del Paese vada in frantumi.
Già le condizioni di occupazione, reddito pro capite, infrastrutture, qualità della vita e dei servizi sono mille miglia distanti tra lombardi e calabresi, tra veneti e siciliani. Se ci aggiungiamo lo squilibrio che può determinare un federalismo non solidale, l’Italia si rompe veramente e a pagarne le spese, così come accade da 150 anni, sarà il Sud.
Per questi motivi questa nostra esperienza non si interromperà assolutamente e dovrà evolvere in un grande partito del Sud che possa avviare una unificazione vera dell’Italia e raggiungere la fine del divario”.
Il governatore siciliano, poi, ha sottolineato che è prossima “una grande, importante, essenziale finanziaria riformatrice in cui inserire, per emendamento, una serie di riforme che riguarderanno precariato, formazione professionale, cooperazione edilizia”.
Ai siciliani, sia coloro che vivono nell’isola che quelli che stanno altrove, il presidente Lombardo augura “tanta serenità” e garantisce “un impegno sempre più forte“.
Infine, Lombardo ha affermato che “la fiducia dobbiamo conquistarcela portando a casa risultati importanti, risanando il sistema regione, tagliando gli sprechi, investendo in sviluppo e dimostrando che siamo delle persone perbene. E allora sì che la fiducia, senza bisogno di chiederla, crescerà”.
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