09 lug 2010
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Raffaele Lombardo è stato nominato commissario per l’emergenza rifiuti in Sicilia. La decretazione dello stato di emergenza e la nomina sono state decise oggi dal Consiglio dei Ministri.

“Si è convenuto con il governo di chiedere l’emergenza che fotografa una situazione complicata. C’è un nuovo piano rifiuti da fare e una legge che semplifica e riduce gli Ato e fa fronte al grande buco di bilancio.

“A cosa serve l’emergenza che è incentrata sulla mia figura come commissario? Si tratta di fronteggiare una situazione fatta di Bellolampo, discariche che rischiano di esaurirsi, percolato, personale che spesso entra in sciopero. Si tratta di realizzare quanto previsto dalla legge dell’assemblea con una serie di deroghe che ci consentono di accelerare l’iter della realizzazione delle opere. Acquisto degli impianti, differenziata nella misura del 35 per cento entro l’anno prossimo. I siciliani devono capire che questo serve per non avvelenare l’aria e per risparmiare.”

Non è escluso che ci siano anche i termovalorizzatori ma niente del vecchio piano. Cercheremo di utilizzare al minimo la termovalorizzazione. Per farlo abbiamo bisogno dei fondi Fas. Io potrò avvalermi della collaborazione di  quattro soggetti attuatori e dei prefetti che collaboreranno al piano che ci dovrebbe far superare l’emergenza.”

06 lug 2010
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“Abbiamo fatto una riforma e stiamo dialogando col governo che vuole imporre l’emergenza. Ma il piano deve essere quello che noi decidiamo di fare. Puntiamo sulla differenziata e su questa dobbiamo crescere. Se poi dobbiamo bruciare la parte residua lo facciamo pure”

01 lug 2010
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Raffaele Lombardo ha incontrato ieri a Roma il ministro Raffaele Fitto con il quale ha discusso dei fondi Por e Fas. “Credo si sia instaurato un buon rapporto di collaborazione che dovrebbe preludere alla definizione della materia sia del Fas sia del Por e del decreto che ci aspettiamo dal settembre scorso a proposito del Fas

Questa mattina, poi, il governatore ha incontrato Guido Bertolaso con cui ha discusso la questione della ordinanza di protezione civile sui rifiuti. “Puntiamo sul nuovo piano dei rifiuti a partire dalla differenziata. Non escludiamo la termovalorizzazione anche per la produzione di energia elettrica ma non sarà un sistema fondato sui termovalorizzatori.”

“Se la condizione che il governo e il ministero dell’ambiente pone – aggiunge Lombardo – è che tutto debba concludersi se non con cinque magari con tre o quattro termovalorizzatori da 500mila tonnellate, non si può pretendere che, dopo aver smantellato un piano sul quale lo zampino della mafia c’era, che il potere straordinario debba servire perché quel piano lo esegua io. Questo non lo consentiremo mai. Anche perché sappiamo con certezza matematica che non pochi dei rivolgimenti che sono successi contro questo governo sono dovuti a questa scelta di pulizia, di legalità e di buona amministrazione che abbiamo fatto.”

10 giu 2010
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La straordinaria azione della Procura di Palermo, a cui va il ringraziamento mio e del governo regionale per l’incisività con cui sta conducendo l’inchiesta, è la conferma di come ci fossero forti inquinamenti mafiosi dietro il progetto della costruzione dei termovalorizzatori.

È una risposta autorevole a quella voglia di ripristinare la legalità nella vita pubblica che i cittadini siciliani chiedono ogni giorno di più a gran voce.

Su questa vicenda, che non abbiamo mai voluto strumentalizzare politicamente, il Governo regionale ha fatto una forte scommessa di legalità che peraltro è facilmente testimoniata dalla relazione che la Giunta di Governo ha approvato il 18 marzo scorso e inviato alla Procura nel mese di marzo e dalla documentata relazione dell’assessore al ramo Pier Carmelo Russo che ha dimostrato grande competenza e coraggio nel ricostruire tutti i passaggi di questa delicata vicenda.

Credo che il Governo abbia fatto fino in fondo solo il proprio dovere fornendo alla Procura tutte le informazioni utili a fare chiarezza in un settore che riteniamo fortemente condizionato da interessi illeciti.

È un contributo che saremo ben felici di poter fornire a tutte le altre Procure siciliane che per competenza stanno lavorando sull’affare dei termovalorizzatori.

Gli arresti di oggi sembrano essere proprio la conferma che tutto quello che abbiamo denunciato in questi mesi aveva pieno fondamento.

Sono anche contento che questa operazione avvenga proprio in queste ore in cui si trova in Sicilia la commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti.

10 giu 2010
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02 giu 2010

di Giuseppe Oddo per Il Sole 24ore

Nell’inchiesta sui termovalorizzatori siciliani entra in veste di indagato anche il sindaco di Palermo, Diego Cammarata. All’uomo che guida la giunta di centro-destra sostenuta da Udc e Pdl «lealista» (che non sostiene in Regione il governatore Lombardo ndr.), la Procura di Palermo ha recapitato un’informazione di garanzia.

Le ipotesi di reato spaziano dal disastro doloso all’inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva di discarica all’abbandono di rifiuti speciali. Cammarata avrebbe impartito gli ordini su come gestire l’Amia e la discarica di Bellolampo. L’Amia è la società per l’igiene ambientale, al 100% del Comune di Palermo, dichiarata insolvente dal Tribunale su richiesta della Procura.

L’inchiesta ha compiuto un salto di qualità dopo che il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha denunciato, durante una recente seduta dell’assemblea di Palazzo dei Normanni, l’irregolarità delle gare che erano state indette dall’Arra (Agenzia regionale per i rifiuti e le acque) nell’era Cuffaro e che avrebbero dovuto portare alla realizzazione di quattro mega-inceritori, a Bellolampo, Paternò, Casteltermini e Augusta.

Ritenute illegittime dalla Corte di Giustizia europea successivamente alla loro aggiudicazione, le gare sono state reindette dall’Arra con nuovi bandi dopo le dimissioni di Cuffaro da presidente della Regione. Ma l’assenza di partecipanti alle nuove gare ha fatto decadere il progetto e indotto la giunta Lombardo a varare una riforma del sistema dei rifiuti. La nuova legge, approvata in parlamento con i voti determinanti del Pd, ha cancellato il progetto dei quattro maxi-inceneritori, ridotto da ventisette a nove il numero degli Ato rifiuti, che versano in gravi condizioni finanziarie, e ruota intorno alla raccolta differenziata.

I magistrati di Palermo stanno cercando di verificare se il processo che ha portato all’aggiudicazione delle gare e all’assegnazione dei primi lavori non sia stato oliato con tangenti versate ai politici.

Lo stesso Lombardo ha denunciato l’infiltrazione di Cosa nostra nei progetti dei quattro inceneritori facendo il nome di un’azienda, l’Altecoen, presente in uno dei raggruppamenti d’imprese che risultarono aggiudicatarie delle prime gare, riconducibile al boss catanese Nitto Santapaola.

L’ipotesi che comincia a prevalere a Palermo in ambienti della Procura e della politica è che l’emergenza rifiuti che esplode periodicamente a Palermo e provincia sia parte di un disegno tendente a drammatizzare la situazione della città per far rientrare dalla finestra il progetto del termovalorizzatore di Bellolampo uscito dalla porta in seguito alla nuova legge sui rifiuti. Sta di fatto che la discarica palermitana rischia di diventare un problema esplosivo, soprattutto con l’incalzare dell’estate, per l’accumularsi di un vero e proprio lago di percolato che sta infiltrandosi nelle falde acquifere e che mette a repentaglio la salute dei cittadini e addirittura un pezzo di costa.

28 mag 2010

Il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha completato oggi la sua audizione dinanzi ai magistrati della procura di Palermo che indagano sulla vicenda dei termovalorizzatori: Sergio De Montis, Leonardo Agueci e Nino Di Matteo.

Il primo incontro tra Lombardo e gli investigatori della Procura di palermo risale al 12 maggio scorso.

Sentito come persona informata dei fatti, il presidente Lombardo ha fornito ogni notizia a sua conoscenza sulle procedure che erano state oggetto dell’impugnativa dell’Alta Corte europea.

Su richiesta della Procura il Presidente ha integrato la sua deposizione esibendo alcuni documenti agli atti dell’amministrazione regionale.

21 mag 2010

Raffaele Lombardo ha scritto a Silvio Berlusconi in merito alla questione della realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia, chiedendo, ai sensi del dettato del 3° comma dell’articolo 21 dello Statuto, di partecipare alla discussione e al voto sull’argomento, in Consiglio dei ministri, perché ritiene che la materia sia tra quelle di sicuro interesse della Regione.

Nel ringraziare il presidente del Consiglio per l’attenzione e la cura dimostrate nei confronti della Regione siciliana, Lombardo ha riassunto nella sua nota il percorso che ha portato il governo regionale alla definizione di un nuovo piano di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

“Un percorso”, ha scritto il Presidente, “di risanamento dei guasti consumati negli anni in cui la gestione dei rifiuti è stato il luogo in cui gli interessi criminali si sono saldati alle disfunzioni organizzative. Esempio canonico di questa sintesi la gara per la realizzazione dei quattro termovalorizzatori, bocciata dalla Corte di giustizia europea.

Non c’è una ostilità preconcetta rispetto all’adozione di una congrua soluzione tecnologica. In questo senso l’Assemblea regionale ha, con voto unanime, previsto con la legge regionale n.9, approvata lo scorso 8 aprile, il ricorso a trattamenti di incenerimento dei rifiuti che garantiscano le prescrizioni della direttiva comunitaria 2008/98/CE.

Per definire la questione potrebbe essere utile un confronto e una determinazione in Consiglio dei ministri, così come previsto dallo Statuto regionale“.