02 set 2010

Il governo della Regione siciliana e’ vicino al sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, che ha ricevuto una vile intimidazione mafiosa.

“Burrafato e’ un uomo coraggioso come lo fu suo padre, ed e’ fortemente impegnato per il bene dei suoi concittadini e per lo sviluppo del territorio di Termini Imerese”. Lo dichiara il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

“La storia di Termini e’ legata a doppio filo alla storia della sua famiglia, sono certo che la sua azione amministrativa non verra’ rallentata dalle intimidazioni mafiose”.

27 lug 2010

Siamo certi che oggi il governo e tutti i suoi esponenti faranno i salti mortali per impedire che a Mirafiori tocchi una sorte simile a quella di Termini Imerese. Se la stessa determinazione si fosse registrata allora per lo stabilimento di Termini forse la storia avrebbe avuto un percorso diverso. La Fiat sta disvelando finalmente il proprio piano complessivo che la porterà a delocalizzare, piano piano se non immediatamente, la gran parte delle produzioni italiane.

Ne prendiamo atto e diamo per scontato che Fiat vada via, a fine anno prossimo, da Termini Imerese. Vuole il governo, una volta per tutte, fare la sua piccolissima parte perché il patrimonio di esperienza e di competenza che centinaia di lavoratori hanno acquisito nell’indotto e nella fabbrica non vada disperso?

Abbiamo selezionato alcune proposte in accordo con il governo nazionale, con il ministero dello sviluppo economico e con Invitalia. Una di queste, in particolare, soddisfa tutti dal governo all’ente locale ai lavoratori e alla Regione che si è impegnata ad investire risorse che sono oggi disponibili e pronte ad essere impiegate.

Vogliamo, una volta per tutte, sbloccare questa pratica e far sì che da prima che vada via la Fiat questo imprenditore possa cominciare a lavorare, visto che garantisce gli stessi posti di lavoro, realizza vetture con margini di profitto e senza lamentare, come faceva Fiat, di perdere mille euro a vettura?

Non ci vorrebbe molto. Ci sono le risorse stanziate dal governo regionale e lo stabilimento si è impegnata la Fiat a lasciarlo.

Vogliamo cominciare da subito sottoscrivendo un protocollo prima che questo imprenditore, preso dalle nostre lungaggini, faccia saltare il banco? Sarebbe drammaticamente grave che noi perdessimo questa opportunità per colpa di ritardi burocratici o di disinteresse politico e amministrativo.

Il governo regionale, in accordo con l’ente locale e con i lavoratori e dopo averne parlato più volte in sede nazionale, sollecita che questa pratica si chiuda a giorni, ben prima delle vacanze.

02 lug 2010

La valutazione del ministro Tremonti sull’effettiva spesa dei fondi europei da parte delle regioni del Meridione, sollecita alcune considerazioni di commento, almeno per quanto riguarda la Sicilia.

Innanzitutto la spesa nell’ultimo biennio, o meglio la spesa insufficiente, risente della inadeguata programmazione a monte, certo non riferibile alla mia esperienza di governo.

I criteri di spesa dell’UE prevedono infatti che, per l’erogazione effettiva dei fondi, la Regione sia in possesso di un parco progetti cantierabili che certo non si crea in poco tempo, nonostante le volontà politica. L’assenza di opere immediatamente appaltabili da parte della Regione ma anche e soprattutto degli Enti locali ha determinato il rallentamento della spesa sul versante delle opere infrastrutturali.

La richiesta dei fondi FAS non è in antitesi con il livello di spesa dei fondi europei, poiché, mentre i fondi UE rispondono ad una vecchia programmazione fatta dai precedenti governi e non più modulabile, i fondi FAS possono essere utilizzati secondo la strategia che il governo regionale ritiene più idonea, senza vincoli di ripartizione in rigide misure, come accade invece per la spesa dei fondi comunitari.

Per fare un esempio, se voglio fare un tratto autostradale con i fondi Fas posso programmarlo liberamente anche oggi, mentre con i fondi comunitari se non è stata programmata da 5 o 6 anni, non c’è modo di poterlo realizzare.

Altro esempio ancora più clamoroso la vicenda della riconversione dello stabilimento FIAT di Termini: con i fondi FAS la Regione può contribuire liberamente alla riconversione, mentre con i fondi comunitari ciò non è possibile, poiché non programmata per tempo.

Altro paradosso, nonostante oggi la Sicilia sia virtuosa nel settore della spesa sanitaria, possiamo costruire un nuovo polo d’eccellenza con i Fondi FAS ma non con quelli comunitari se non programmato in un periodo precedente la riforma.

Per quanto attiene la stabilizzazione dei precari, è evidente a tutti che si tratta di precariato creato prima dell’avvento di questo governo, ed in molti anni di sprechi e clientele, cui tutti, da destra e sinistra, passando per il centro, hanno partecipato. Recuperare fondi  per chiudere questa partita, vietando ogni forma di nuovo precariato, è un atto di buon senso, sia politico che di strategia economica. Stabilizzare definitivamente oltre 22.000 precari significa dare certezze ad altrettanti nuclei familiari e distoglierli dal ricatto di certa  politica che, di rinvio in rinnovo, tiene sulla corda migliaia di famiglie che lavorano, producono e potrebbero, anche grazie alla stabilizzazione, alimentare la ripresa della spesa al consumo con evidenti ricadute positive in un periodo di crisi internazionale che non ha determinato certo il governo siciliano ma di cui la Sicilia soffre più di altre regioni.

La valutazione va dunque fatta non solo sull’immediato, ma tenendo anche conto delle ricadute che ogni decisione genererà nel medio e lungo termine.

In sostanza, pur avvertendo la necessità di accelerare la spesa sui fondi comunitari, la nostra azione di governo ha però raggiunto alcuni obiettivi fondamentali del proprio programma, resistendo a qualsiasi forma d’infiltrazione criminosa nella programmazione e nella gestione della spesa pubblica:

  • riduzione della spesa sanitaria in attuazione di una riforma strutturale
  • riqualificazione del bilancio e della spesa pubblica, con il blocco delle assunzioni e la riduzione drastica degli sprechi
  • miglioramento del rating internazionale con la relativa crescita di credibilità sugli investitori istituzionali ed esteri
  • stabilizzazione della crescita del costo della vita rispetto al resto del meridione.

Tali risultati si commentano da soli e ritengo siano ineccepibili, così come non credo possa essere messo in discussione un aspetto di base: vero è che oltre tre lustri di governi che mi hanno preceduto hanno ottenuto risultati percentuali, relativi alla spesa dei fondi europei, accettabili. Altrettanto vero è però che i benefici di quegli investimenti e di quei fondi non sono ricaduti nelle tasche e nella vita quotidiana dei siciliani, costituendo un’occasione persa e uno spreco di risorse cui l’azione del governo che io conduco certamente non andrà incontro. Quei fondi e quegli investimenti hanno generato benefici prevalentemente verso aziende del Nord che sono calate in Sicilia con un atteggiamento neocolonialista o sono stati giustificati mediante il meccanismo dei “progetti sponda”, in violazione del principio di addizionalità caratteristico delle risorse comunitarie.

Certo, un’attività di sprone maggiore è indispensabile nei confronti dei centri di spesa locali e periferici ma in questi anni abbiamo avviato un percorso virtuoso di riforme rivoluzionarie, strutturali e culturali, dal quale ormai non si torna indietro. Non abbiamo più occasioni da perdere e non abbiamo alcuna intenzione di farlo.

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26 giu 2010

Di ritorno da Roma, Raffaele Lombardo traccia una sintesi della giornata di incontri tesi ad affrontare alcune delle questioni economiche e amministrative della Sicilia.

Insieme ai dirigenti del ministero dell’Economia è stato affrontato il tema dei 22mila precari siciliani: “Il problema si deve risolvere. Dobbiamo risolvere la questione in maniera definitiva stabilizzando i precari e sottraendoli alla logica delle proroghe”.

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Raffaele Lombardo ha poi incontrato Invitalia a proposito del futuro di Termini Imerese: “Abbiamo messo in campo le risorse che erano destinate alla Fiat e che alla Fiat non sono servite perché ha fatto un’altra scelta. Queste risorse possono servire perché altra industria automobilistica si insedi a Termini Imerese. Questa azienda si impegna ad assumere tutto il personale che attualmente lavora alla Fiat.”

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Nel corso dell’incontro con Guido Bertolaso e gli uomini della protezione civile sono state affrontate le questioni dei fondi per  Giampilieri e San Fratello e l’emergenza dei rifiuti in Sicilia.

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18 giu 2010

Come presidente della Regione Siciliana, insieme a tutto il mio governo, ho assunto un impegno solenne nei confronti degli operai della Fiat di Termini Imerese, insieme a tutti quelli che lavorano nel suo indotto, e alle loro famiglie: garantire loro il lavoro, la professionalità acquisita e la dignità di sentirsi cittadini di questa Regione. Diverse sono le soluzione allo studio così come certa ed acquisita è la disponibilità e l’impegno economico deciso dalla Regione.

Pochi giorni fa è stata siglata l’intesa su Pomigliano d’Arco. Salutata dalla maggior parte dei commentatori, istituzionali e non, con dichiarazioni dal tono assolutamente positivo per l’impegno profuso da parte di tutti i soggetti coinvolti alla ricerca di una soluzione che potesse, in un modo o in un altro, salvaguardare il lavoro di migliaia di persone tra operai e loro famiglie, ha addirittura fatto registrare una spaccatura all’interno di alcuni settori del sindacato tanto da essere sottoposta ad un referendum tra gli operai che si svolgerà a breve.

Non posso far altro che rallegrarmi per l’esito che si sta profilando su tale vicenda, soprattutto perché l’obiettivo della salvaguardia del lavoro e delle famiglie che del proprio lavoro vivono è, e sempre dovrebbe essere, primario nell’azione di qualsiasi governo che abbia a cuore il bene dei propri cittadini.

E’ per queste ragioni che chiedo alla Fiat di rivedere le posizioni assunte su Termini Imerese. E per le stesse ragioni mi appello al governo nazionale e al ministro del lavoro perché facciano il possibile, e anche l’impossibile, per trovare una soluzione concordata a tutela degli operai e per il lavoro e lo sviluppo della Sicilia.

Non vorrei che, per citare il bel libro di Carlo Levi, ancora una volta si debba poter ripetere che Cristo si sia fermato un po’ più a nord di Eboli.

25 mag 2010
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Nel futuro di Termini Imerese ci potrebbero essere le auto di lusso dell’imprenditore piemontese Gian Mario Rossignolo, il cui piano industriale è “uno dei più seri” tra quelli proposti per il rilancio dello stabilimento siciliano.

Il gruppo di Rossignolo ha in mente la produzione di cinque modelli di auto di lusso “per fare concorrenza a quel segmento di mercato in cui la produzione italiana è inesistente ed è occupato, ad esempio, dai tedeschi”, ha spiegato Lombardo.

In particolare, in Sicilia si prevede la realizzazione di due dei cinque modelli, di media dimensione ma di altissimo livello: “con sellerie fatte a mano, con design di lusso, con buoni motori e con un costo elevato”.

E protagonisti naturalmente saranno tecnici di elevata competenza, come Peter Arnell, colui che ha realizzato l’auto elettrica per Arnold Schwarzenegger, il governatore della California.

Lombardo ha dichiarato che in Sicilia ci sono tutte le condizioni affinché questo progetto abbia successo e che il governo farà la sua parte, ricordando la delibera di giunta che ha autorizzato l’investimento di 350 milioni di euro ma ribadendo che tutti i posti di lavoro dovranno essere salvaguardati, sia quelli direttamente impegnati che quelli dell’indotto.

17 mar 2010

“Presto verra’ Istituito il Parco archeologico di Himera per valorizzare un’area di grande valenza culturale e paesaggistica”.

Lo dice l’assessore regionale per i Beni culturali e per l’Identita’ siciliana, Gaetano Armao, che ha incontrato il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato.

“Sull’area archeologica di Himera – afferma Armao – esistono dei pregevoli studi condotti qualche anno fa dal professore Nicola Bonacasa, dall’Universita’ di Palermo, e dalla Sovrintendenza”.

Gli scavi effettuati a Himera dal 2008 ad oggi, stanno portando alla luce quella che si annuncia come la piu’ grande necropoli del Meridione d’Italia con circa 10 mila tombe.

“Gli straordinari reperti trovati a Himera – dice sempre l’assessore – nonche’ l’esistenza dell’antiquarium con i suoi pregevolissimi reperti, ci inducono a valutare positivamente la proposta d’istituzione del Parco archeologico avanzata dalla Sovrintendenza di Palermo”.

Gli uffici della Sovrintendenza potranno cosi’ proseguire l’iter di istituzione del Parco, coinvolgendo i Comuni che si snodano nel comprensorio della valle dell’Himera.

“E’ questa la nostra risposta – sottolinea Armao – a chi ritiene di mercanteggiare con il futuro di Termini Imerese”.

“L’istituzione del Parco archeologico – dice il sindaco di Termini Imerese, Burrafato – puo’ costituire un’opportunita’ importante per il rilancio economico di tutta l´area di Termini Imerese che vive in questi mesi una difficolta’ legata al futuro produttivo dello stabilimento Fiat e del suo indotto”.

“Fermo restando il nostro impegno per garantire il mantenimento dell’industria automobilistica nell’area di Termini – precisa Burrafato – siamo pronti a cogliere appieno questa opportunita’ per fare del futuro Parco archeologico di Himera e, in generale, di tutta l’area di questo comprensorio il volano per una nuova stagione di sviluppo economico centrato sulla piena valorizzazione del nostro patrimonio culturale”.

09 mar 2010

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Nell’aula consiliare del Comune di Termini Imerese c’è stata oggi una tavola rotonda sul tema “Quale futuro per la Fiat di Termini Imerese?“, organizzata dalla Fiom Cgil, a cui ha partecipato anche Raffaele Lombardo:

Termini Imerese è l’emblema del fallimento di un modello di sviluppo imposto dallo Stato, alternativamente al quale i lavoratori, i sindacati e tutte le istituzioni devono sforzarsi per costruire un modello di sviluppo che parta dal territorio.

Per il governatore ci sono tutte le condizioni affinché lo stabilimento possa ripartire:

“È importante che della vertenza Termini si continui a parlare, anche a livello internazionale. La chiusura sarebbe una rovina, quando, invece Termini potrebbe essere un’opportunità, per la stessa Fiat”, aggiungendo che “parlerò con il ministro Scajola perché pretendiamo che si mettano tutte le carte in tavola sui progetti destinati al rilancio della Fiat di Termini. La Regione ha già messo nero su bianco il suo impegno, che è concreto e serio”.

(continua…)