30 set 2011

Entra in vigore da domani la riorganizzazione dell’autoparco della Regione siciliana. In questa prima fase, il piano prevede la riduzione di 30 veicoli e l’assegnazione, non piu’ in forma esclusiva, delle vetture ai dirigenti generali e ai capi di gabinetto. Una manovra che consentira’ alla Regione un risparmio stimato in almeno 200 mila euro l’anno, per il solo costo di noleggio.

“La nuova organizzazione – afferma l’assessore per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici – rientra nel piano di contenimento della spesa pubblica e dei costi della politica varato dalla giunta regionale all’inizio del mese di agosto per fronteggiare gli effetti della crisi economica sui bilanci pubblici”.

Il piano prevede che da lunedi’ le auto non verranno piu’ assegnate, in modo esclusivo, ai dirigenti generali e ai capi di gabinetto, ma direttamente a ciascun dipartimento o ufficio di diretta collaborazione per assolvere a tutte le esigenze di mobilita’ ordinarie degli stessi, comprese quelle del servizio posta.

Da domani, inoltre, verranno dismesse 30 autovetture, man mano che scadranno i contratti di noleggio e, in conseguenza della progressiva riduzione del parco auto, si procedera’ al ridimensionamento dei servizi di mobilita’, proporzionalmente e prioritariamente con gli uffici periferici.

“Il piano – spiega il dirigente generale del dipartimento della Funzione pubblica, Giovanni Bologna, che ha firmato la direttiva per la riorganizzazione – punta alla riduzione dei costi, cercando di mantenere, comunque, un adeguato livello di funzionalita’ dei servizi”.

Resta ancora da definire, per il momento, la parte relativa al trattamento economico degli autisti, attualmente oggetto di trattative sindacali.

28 lug 2011
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Non si tratta di un no alla manovra, come leggiamo da più parti, ma di una accelerazione in modo che la parte amministrativa venga adottata domani e lo faremo con una giunta prima di andare in vacanza.

E’ emersa una volontà ampia. Una serie di tagli e di incentivi per lo sviluppo sono condivisibili e condivisi. Gran parte dei temi della manovra sono affrontabili e il problema si può risolvere con provvedimenti amministrativi. Si è ritenuto di non farne  una legge che potrebbe richiedere mesi per essere approvata.

Tireremo fuori da questa ipotesi di manovra tutti quei provvedimenti che si possono adottare con delibera di giunta e li adotteremo. Una parte di questioni sono poi state tratte dalla finanziaria e queste sono già state tradotte in disegni di legge che possono andare in aula e che potrebbero diventare un solo provvedimento, per semplicità, da esaminare in settembre. Ci sono poi misure che riguardano lo sviluppo e, anche queste, possono essere adottate con delibera di giunta.

Stesso ragionamento va fatto per il disegno di legge per l’abolizione delle province, riforma che sta entrando nella testa di tutti i deputati, verrà presentato prima della pausa estiva.

La settimana prossima presenteremo i dati dell’incremento del turismo in Sicilia. Mi si dice che in molti comuni i dati parlano di un incremento del 40%. Questo vuol dire lavoro, ricchezza, benessere. Temevamo l’effetto Libia e invece questo lo stanno pagando i paesi del nord Africa. Se riusciamo a trattare bene questi turisti e li spingiamo a visitare il nostro immenso patrimonio artistico, credo che acquisiremo clienti che potrebbero tornare anche nei prossimi anni.

Anche nel settore agricolo i dati sono positivi. E’ diminuita l’età media degli imprenditori agricoli, grazie anche agli incentivi che abbiamo messo in campo. E’ poi aumentata la superficie coltivata e sono diminuite le aziende. Questo vuol dire che le dimensioni medie delle imprese crescono superando quello che era uno dei punti di debolezza della nostra agricoltura. Se a questo aggiungiamo la politica per il vino che l’assessore sta portando avanti, se si fa una buona politica del grano e se puntiamo a spingere il comparto della trasformazione e della commercializzazione, la nostra agricoltura non potrà che crescere e svilupparsi.

Rispetto poi alla questione del fotovoltaico, abbiamo fatto chiarezza e liberato un assessorato da ritardi storici. Prima si autorizzava solo l’eolico che è una grandissima porcheria perché è tutto in mano a grandi gruppi non siciliani che portano altrove il guadagno e l’utile infestando le nostre campagne e il nostro paesaggio.

Ci sono una miriade di piccoli e medi impianti di fotovoltaico che sono stati finanziati. Adesso stiamo valutando un protocollo per realizzare 5000 impianti, già finanziati, al di sotto dei i 200 kilowatt che staranno su dei capannoni che saranno utilizzati per stivare i prodotti o gli attrezzi agricoli e per produrre energia. E’ la piccola dimensione per l’agricoltura che noi auspicavamo. Questo porterà a rendere l’impresa agricola più produttiva incentivando ulteriormente la coltivazione dei campi.

19 lug 2011
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Non so se la borsa terrà. So solo che questa manovra si è rivelata intempestiva e bruciata da quello che le borse vanno perdendo.
Questo ci dice alcune cose per quanto riguarda la Sicilia e mi auguro che i 90 deputati siciliani ne assumano la consapevolezza.
La prima è che, così come la manovra è stata approvata in quattro e quattr’otto ascoltando il monito del capo dello stato, anche qui da noi si sia più uniti. C’è un rigetto contro la politica incapace o sperperatrice, inefficiente o complice, che deve spingere la politica a dare risposte immediate e se possibile unitarie.
Oggi incontro l’assessore Armao per discutere di una manovra regionale che dovrà esserci. Il nostro paese vive una fase di crisi drammatica. Non siamo sulla soglia della vicenda greca, ma il momento è di grande difficoltà e da più parti si parla di un governo di unità nazionale e del superamento dell’attuale assetto.
Mi auguro che nell’arco di poco tempo noi possiamo presentare questa manovra e la legge di riforma della Regione fondata sulla sussidiarietà, sul decentramento dei poteri ai comuni e sulla creazione di un ente sovracomunale che non costi nulla: il libero consorzio dei comuni.
Si tratta di attuare una norma dello Statuto, l’articolo 15, che prevede un ente sovracomunale e che non è mai stato attuato. Non c’è niente da abolire e non voglio contestare nulla. Non c’è dubbio che se anche questo tema vedesse il concorso, la partecipazione e il consenso di tutti sarebbe il segno che noi vogliamo offrire alla Sicilia e al Paese intero una riforma che si può fare e che in questo momento rappresenterebbe uno dei tagli contro i privilegi della cosiddetta casta che i siciliani e gli italiani attendono.

22 lug 2010

Il dibattito politico e giornalistico che riguarda i consulenti esterni nominati dalla Regione, è frutto della scelta di assoluta trasparenza compiuta da questo governo che, per la prima volta, oramai dal 2008, rende noti a tutti, tramite il web, nomi, compensi e materie di ciascuno dei consulenti nominati. Una scelta in controtendenza rispetto al passato recente, quando le consulenze venivano assegnate quasi in clandestinità, senza che né l’opinione pubblica, né l’informazione conoscesse i dettagli, le cifre, i curricula e le competenze di ciascuno.

Accanto alla trasparenza delle informazioni, è tempo che oggi il governo, nella sua collegialità, e con i poteri di raccordo conferiti al Presidente, eserciti anche un’attività di vigilanza, che garantisca circa l’effettività delle prestazioni di consulenza erogate, e, soprattutto, in ordine alla rispondenza dei requisiti dei soggetti incaricati rispetto alle materie in cui si richiede il loro apporto professionale.

Né cortesie, di vago sapore clientelare, né prebende, dunque, ma un utilizzo del ricorso a consulenze esterne come strumenti straordinari per rispondere alla domanda di professionalità specifiche da parte dell’amministrazione, o per ottenere, per periodi di tempo limitato e ben perimetrato, assistenza indispensabile per lo svolgimento di compiti istituzionali.

Nessuna caccia alle streghe, ma una valutazione serena di ciò che serve e di ciò che è superfluo, eliminando sprechi e doppioni, e proseguendo invece nei rapporti virtuosi che hanno determinato un reale e comprovato arricchimento per la macchina amministrativa regionale.

Per queste ragioni ho inviato una nota per sollecitare tutti gli Assessorati a revocare qualunque rapporto di consulenza non strettamente indispensabile e, all’ufficio legale per predisporre uno schema di procedura pubblica di selezione finalizzata alla creazione di una long-list dalla quale poter attingere per l’individuazione delle professionalità esterne.

Scarica la nota della Presidenza della Regione Sicilia sui consulenti inviata a tutti gli Assessorati e all’Ufficio legale (pdf)

Visualizza l’elenco e i curricula dei consulenti della Regione Siciliana