15 dic 2011
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Sulla manovra nazionale si stanno modificando le norme sulla casa e le pensioni. Dal governo ci aspettiamo le misure per la crescita e l’equità. Perché sarebbe penoso assistere da un lato a misure di rigore che finiscono col penalizzare i più deboli e i territori più deboli, come il Sud e la Sicilia, e non vedere poi un ritorno in termini di investimenti per la crescita che può avere successo se parte dal Sud.

11 dic 2011

Oltre duemila persone hanno preso parte stamane all’incontro del Movimento per le Autonomie al Cefpas di Caltanissetta “Per il nuovo Sud e per la nuova Italia – La naturale evoluzione è la militanza” alla presenza del leader Mpa e presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo.

L’occasione per avviare la campagna del tesseramento 2011-2012 del movimento autonomista, ma anche per lanciare ufficialmente con una apposita diretta web “Radioautonoma.it, struttura diretta da Giacomo Cagnes.

Ad aprire i lavori è stata la proiezione di un video sulle note della canzone di Patty Smith “People have the power”. Quindi gli interventi, alternati, di giovani e dirigenti del Movimento.

“Siamo in piena emergenza – ha detto Lombardo nel corso del suo intervento, seguito in diretta web da migliaia di ascoltatori – e stiamo sostenendo un governo che possa ridare quella credibilità che il nostro paese in parte ha perso. Con i nostri pochi deputati abbiamo contribuito seriamente a mutare il corso della politica nazionale. I nostri parlamentari – ha spiegato – non si sono venduti, rimanendo coerenti con le scelte del nostro movimento. Lo scenario politico indica una scomposizione che inevitabilmente sarà seguita da una ricomposizione e nel frattempo dovremo organizzarci per essere forti, per contarci e per valere”.

D’accordo rigore, d’accordo equità – ha proseguito – ma soprattutto Mezzogiorno. Non ha senso, infatti, il rigore e non ci può essere crescita se non assistiamo alla ripresa di un Sud del paese, oggi, indebolito”.

Da domani il Movimento per le Autonomie rafforzerà la propria azione in difesa dei diritti del Sud, con una serie di iniziative concentrate su alcuni temi ritenuti prioritari, come il ripristino dei collegamenti ferroviari per i treni a lunga percorrenza, il versamento delle accise per tamponare il caro benzina, l’applicazione di misure per il credito e la fiscalità di vantaggio a sostegno della ripresa economica.

Lombardo ha poi lanciato la nuova fase del tesseramento, rivolgendo a tutti i militanti l’invito a proporre idee nuove, a mettersi in discussione ogni giorno con nuovi obiettivi nuovi ed a valutare i risultati raggiunti.

25 nov 2011

La Sicilia, il meridione e l’Italia intera hanno, oggi e nonostante il grave momento di crisi che stiamo tutti attraversando, una grande opportunità di sviluppo e di crescita all’insegna di una vera e concreta coesione nazionale.

Il governo nazionale, presieduto da Mario Monti, ha ottenuto larghissima fiducia da parte del Parlamento. I ministri sono tutti di altissimo profilo tecnico e sono già al lavoro per tracciare una strada che possa far uscire il Paese dalla crisi. Superata la lunga parentesi di ombre degli anni scorsi, l’Italia pare aver riacquistato in ambito europeo il ruolo che le spetta di diritto.

E’ vero, come da più parti è stato sottolineato, che i ministri e lo stesso presidente del consiglio sono uomini e donne del nord, tranne alcune eccezioni. Ma è pur vero che la loro storia e i loro curricula li pongono finalmente in uno stato di terzietà e quasi di garanzia nei confronti di un più complessivo ragionamento che possa affrontare la questione meridionale e quella settentrionale in un’ottica di concreta coesione nazionale. In questo senso abbiamo sottolineato con piacere la nomina di Fabrizio Barca ad un ministero che avrà il compito, certo non facile, di tenere insieme e coniugare al meglio le varie esigenze del territorio nazionale, così come abbiamo apprezzato il concreto segnale, suo e del governo Monti, ieri a proposito dello sblocco di 100 milioni di euro di finanziamenti per affrontare l’emergenza delle alluvioni nel messinese.

Abbiamo tutti insieme, regioni del nord, del centro e del sud, la possibilità concreta non solo di lavorare per far superare la crisi al Paese ma anche di raggiungere finalmente il traguardo di una reale unità nazionale – sociale, economica e politica – che non penalizzi parti del territorio, come finora avvenuto per il mezzogiorno e la Sicilia, ma anzi ne valorizzi il ruolo, le competenze e le enormi potenzialità.

17 nov 2011

Adesso atti concreti per il Sud

scritto da Raffaele Lombardo 18 commenti

Il discorso di Monti al Senato conferma il giudizio positivo che avevo già espresso sul nuovo governo. I primi passi del Presidente del Consiglio ed i percorsi politici ed istituzionali che hanno portato alla formazione di un governo tecnico, confermano la bontà dell’intuizione che avevamo avuto in Sicilia già un anno addietro e che ci ha permesso di realizzare riforme epocali.

Spero adesso di non venire smentito dagli atti concreti del Governo e di poter apprezzare interventi immediati per il Meridione, nella consapevolezza che il Sud rappresenta una grande risorsa e non un problema per l’Italia intera. In questo senso saremo al fianco del Governo, condividendone metodi ed obiettivi, nel rispetto del programma di rigore e risanamento che si è prefissato e che da tempo applichiamo anche in Sicilia.

15 nov 2011
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Abbiamo dato pieno sostegno a Monti, una persona che mi auguro possa sobbarcarsi l’onere di governare il paese in questo momento drammatico. Abbiamo dato dei suggerimenti: attenzione e priorità al mezzogiorno così come da sempre predica Napolitano, purtroppo inascoltato soprattutto a causa della politica antimeridionale della Lega.

E poi abbiamo suggerito a Monti di guardare, per la costituzione della squadra di governo, anche al sud dove ci sono uomini e donne che hanno le stesse competenze e la stessa bravura e però conoscono meglio il meridione perché ci vivono. Un mezzogiorno che ha bisogno di voci autorevoli e competenti per essere difeso e per essere aiutato a crescere.

12 nov 2011

Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha inviato una lettera aperta al senatore a vita, il professore Mario Monti che, secondo quanto si apprende dalla stampa, si accinge a formare un governo di unita’ nazionale. Di seguito il testo integrale della nota.

Illustre Professore, nel momento in cui si accinge, su incarico del Presidente della Repubblica, a formare il governo, a cui il gruppo del Movimento per l’autonomia darà il suo modesto, ma convinto contributo nell’Aula della Camera e del Senato, mi permetto di segnalarle, come Presidente di una Regione del Sud, il problema di questa difficile area del paese, che secondo me dovrebbe trovare un posto importante nella sua agenda. In controtendenza rispetto all’atteggiamento tenuto dai governi degli ultimi anni.

Come sa, se si esclude il Capo dello Stato che ricorda sempre il permanere di un problema irrisolto all’interno della necessaria coesione nazionale, nessuno osa più pronunciare la parola Mezzogiorno.

E’ come se, scusi la brutalità del linguaggio, facesse ribrezzo.

Purtroppo è stato inoculato negli ultimi venti anni nelle vene degli italiani un diffuso sentimento antimeridionale, che è diventato il pretesto utilizzato da alcuni governi per penalizzare il Sud, investendolo di slogan ed annunci, ma sottraendogli nei fatti risorse e speranza. Può essere che alla creazione dello stereotipo di un territorio non più difendibile non sia stato estraneo il comportamento di una larga parte della classe dirigente meridionale che ha commesso in questi decenni di democrazia errori grandissimi.

Voglio però sperare che da questo giudizio liquidatorio venga esclusa la società meridionale onesta, oltremodo impoverita e atterrita dalla contiguità con la criminalità organizzata, a cui paga un pesante prezzo d’immagine.

Lei stesso ha affermato nei giorni scorsi che tra i tanti problemi che si pongono con forza alla Sua attenzione, c’è anche quella delle disuguaglianze diventate negli ultimi tempi insopportabili.

Se così è non può sfuggirle che la condizione in cui versa il Sud rappresenta il punto più alto delle disuguaglianze del nostro paese e dell’intera Europa.

Una condizione che rende, per molti cittadini di quest’area meridionale, solo formale il riferimento all’articolo cinque della nostra Costituzione, più e più volte da più parti richiamato nell’arco di questi mesi nel ricordo dei 150 anni trascorsi dall’unità dell’Italia.

Non nego che il Mezzogiorno è oggi diventato il luogo dove sembrano concentrarsi molte cose negative, ma uno Stato che si rispetti non lascia al suo destino un pezzo di territorio, che ha contribuito con il suo lavoro a far diventare l’Italia una delle nazioni più importanti del pianeta.

Mi rendo conto che il momento attuale è il meno adatto ad affrontare temi di struttura, ma nel momento in cui si avvia a ricevere da parte del Presidente della Repubblica, l’incarico di formare un governo in grado di meritarsi la fiducia dei mercati, insieme all’augurio di buon lavoro, ho avvertito il bisogno di ricordarLe che esiste un problema Sud, che lasciato al suo destino può esplodere.

Con stima

Raffaele Lombardo
Presidente della Regione Siciliana

12 nov 2011

Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha inviato una lettera aperta al senatore a vita, il professore Mario Monti che, secondo quanto si apprende dalla stampa, si accinge a formare un governo di unita’ nazionale. Di seguito il testo integrale della nota.

“Illustre Professore, nel momento in cui si accinge, su incarico del Presidente della Repubblica, a formare il governo, a cui il gruppo del Movimento per l’autonomia dara’ il suo modesto, ma convinto contributo nell’Aula della Camera e del Senato, mi permetto di segnalarle, come Presidente di una Regione del Sud, il problema di questa difficile area del paese, che secondo me dovrebbe trovare un posto importante nella sua agenda. In controtendenza rispetto all’atteggiamento tenuto dai governi degli ultimi anni.

Come sa, se si esclude il Capo dello Stato che ricorda sempre il permanere di un problema irrisolto all’interno della necessaria coesione nazionale, nessuno osa piu’ pronunciare la parola Mezzogiorno.

E’ come se, scusi la brutalita’ del linguaggio, facesse ribrezzo.

Purtroppo e’ stato inoculato negli ultimi venti anni nelle vene degli italiani un diffuso sentimento antimeridionale, che e’ diventato il pretesto utilizzato da alcuni governi per penalizzare il Sud, investendolo di slogan ed annunci, ma sottraendogli nei fatti risorse e speranza. Puo’ essere che alla creazione dello stereotipo di un territorio non piu’ difendibile non sia stato estraneo il comportamento di una larga parte della classe dirigente meridionale che ha commesso in questi decenni di democrazia errori grandissimi”.

“Voglio pero’ sperare che da questo giudizio liquidatorio venga esclusa la societa’ meridionale onesta, oltremodo impoverita e atterrita dalla contiguita’ con la criminalita’ organizzata, a cui paga un pesante prezzo d’immagine.

Lei stesso ha affermato nei giorni scorsi che tra i tanti problemi che si pongono con forza alla Sua attenzione, c’e’ anche quella delle disuguaglianze diventate negli ultimi tempi insopportabili.

Se cosi’ e’ non puo’ sfuggirle che la condizione in cui versa il Sud rappresenta il punto piu’ alto delle disuguaglianze del nostro paese e dell’intera Europa.

Una condizione che rende, per molti cittadini di quest’area meridionale, solo formale il riferimento all’articolo cinque della nostra Costituzione, piu’ e piu’ volte da piu’ parti richiamato nell’arco di questi mesi nel ricordo dei 150 anni trascorsi dall’unita’ dell’Italia.

Non nego che il Mezzogiorno e’ oggi diventato il luogo dove sembrano concentrarsi molte cose negative, ma uno Stato che si rispetti non lascia al suo destino un pezzo di territorio, che ha contribuito con il suo lavoro a far diventare l’Italia una delle nazioni piu’ importanti del pianeta.

Mi rendo conto che il momento attuale e’ il meno adatto ad affrontare temi di struttura, ma nel momento in cui si avvia a ricevere da parte del Presidente della Repubblica, l’incarico di formare un governo in grado di meritarsi la fiducia dei mercati, insieme all’augurio di buon lavoro, ho avvertito il bisogno di ricordarLe che esiste un problema Sud, che lasciato al suo destino puo’ esplodere”.

Con stima

Raffaele Lombardo

Presidente della Regione Siciliana

07 nov 2011

Si e’ svolto oggi a Roma l’incontro tra le Regioni del Sud, il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto,il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta ed il commissario per le Politiche Regionali Joahnnes Hahn, per ratificare il Piano d’Azione per il Sud. Il Piano segue la rimodulazione dei fondi comunitari destinati alle Regioni del Mezzogiorno. Chiave di volta dell’intesa e’ la garanzia, chiesta al governo nazionale anche dal Commissario Hahn, che le risorse liberate a seguito della riduzione al 25% della compartecipazione nazionale restino destinate alle Regioni a cui sono assegnate. A rappresentare la Regione Siciliana l’assessore all’Economia, con delega alla programmazione europea, Gaetano Armao.

“Il Piano d’azione per il Sud siglato oggi a Palazzo Chigi – ha dichiarato l’assessore Armao – segna un passo positivo nei rapporti tra il Governo e le Regioni, rivede una programmazione delineata ormai 5 anni fa, in un contesto economico molto diverso dall’attuale, e raccoglie le chiare spinte della Commissione UE.

Quando il governo nazionale ha scelto la strada del contrasto con le Regioni ha determinato solo paralisi. Sul pieno impiego dei fondi europei si volta pagina e sembra che ci si avvii verso l’unico modo efficace di gestire, in un momento di crisi, quello della corretta collaborazione interistituzionale. Di questo cambio di passo va ringraziato il ministro Fitto che ha accolto il chiaro indirizzo in questo senso del commissario Hahn. Bene anche la concentrazione della spesa su pochi e grandi settori, come richiesto gia’ mesi fa dalla Sicilia alla commissione UE, come le reti ferroviarie, l’istruzione, la banda larga e l’occupazione.

Non possiamo, pero’, tralasciare altri ambiti. Sicilia e Sardegna, infatti, hanno chiesto di includere nei quattro ambiti di intervento gia’ definiti anche quelli dell’ambiente e dell’energia. Questa operazione di concentrazione e razionalizzazione finanziaria e’ un obiettivo importante che accelera al spesa, ma che deve rafforzare quella perequazione infrastrutturale verso il Mezzogiorno che vede il governo, purtroppo,in grave ritardo.”