Pubblichiamo l’intervento di Raffaele Lombardo con il quale si sono chiusi i lavori del Congresso Federale del Movimento per le Autonomie svoltosi all’Hotel Ergife a Roma il 7 e 8 luglio 2012.
Io sono per esprimere un voto autonomista, oggi più che mai. Il nostro Statuto è messo sotto i piedi quotidianamente e chi ha osato opporsi a questo andazzo rischia di lasciarci le penne.
I cittadini devono comprenderlo: smettiamo di farci menare per il naso dalle logiche dei partiti nazionali che mettono in ginocchio il sud e la Sicilia, comprimono l’autonomia e non danno speranza ai cittadini.
Sosteniamo quindi il Mpa dove è presente e soprattutto il candidato sindaco che il nostro partito sostiene oppure le liste autonomiste e certe liste civiche, la grande famiglia autonomista espressione di una insofferenza verso una politica dei partiti nazionali che fa solo la fortuna dei capi e dei leader che ragionano su alleanze e lottizzano le cariche pubbliche fregandosene delle esigenze della gente.
Solo il 6% delle circa 2.000 grandi imprese italiane ha sede nel Mezzogiorno d’Italia. Questo 6% di grandi imprese ha risentito della crisi piu’ di quanto non ne abbiano risentito le analoghe grandi aziende del Nord. Non va meglio con le medie imprese che sono un po’ di piu’, ma si attestano all’8% del totale nazionale. Nel Mezzogiorno ne sono censite 341. Piu’ di tre quarti di queste imprese sono suddivise fra sole tre regioni: Campania, Abruzzo e Puglia. Infine nel Sud esistono soltanto 22 insediamenti di grandi gruppi industriali.
Sono alcuni dei dati che emergono da “Le imprese industriali del Mezzogiorno. Rapporto sui dati cumulativi di bilancio 2008-2010″ redatto dalla Fondazione Ugo La Malfa e realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione con il Sud e Terna.
Il rapporto e’ stato presentato oggi nella sala Alessi di Palazzo d’Orleans a Palermo.
Presente la quasi totalita’ della giunta della regione siciliana, a presiedere la presentazione e’ stato il professor Carlo Dominici. Le conclusioni sono state affidate al presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.
Il Rapporto della Fondazione Ugo La Malfa e’ uno studio sui dati di bilancio delle imprese industriali di medie e grandi dimensioni che hanno sede nel Sud d’Italia, raccolti e elaborati dalla Fondazione grazie a un accordo con l’Area studi di Mediobanca, che dispone di un vasto archivio di bilanci di impresa. Il volume, relativo al triennio 2008-2010, e’ il primo di una serie che avra’ cadenza annuale.
Il Rapporto colma una lacuna evidente perche’ fino a oggi non esistevano studi sistematici sui settori di attivita’, sulla localizzazione e sui bilanci delle imprese che hanno sede nel Mezzogiorno d’Italia. La raccolta, l’analisi e la pubblicazione periodica di questi dati, posti al confronto con quelli di altre aree d’Italia, puo’ contribuire a mettere a fuoco i problemi del Sud e a supportare le proposte per il rilancio dell’economia di questa area del Paese. Una base di conoscenza piu’ specifica contribuira’ a impostare le discussioni di politica economica, riducendo le contrapposizioni ideologiche e metodologiche suscitate dai temi legati alla “questione meridionale”.
“I dati illustrati oggi – ha commentato il presidente Lombardo – evidenziano, in modo organico e non estemporaneo, una situazione purtroppo ben nota, le cui cause vanno ricercate non solo nella storia, ma anche in scelte politiche a volte scellerate, che risiedono non soltanto in Sicilia. C’e’ certamente una responsabilita’ comune che viene da lontano, che in taluni casi parte da Bruxelles, passa sempre da Roma e giunge infine in Sicilia per le sue pesanti ricadute. Noi siamo impegnati a fare la nostra parte, ma il vero problema sta nella fragilita’ del sistema industriale e infrastrutturale e non puo’ essere affrontato senza un impegno comune e convinto di tutto il ‘sistema Paese’ anche con il sostegno dell’Europa. Un’azione che deve saper guardare lontano per conseguire risultati stabili e non effimeri”.
In conclusione, il presidente della Regione ha invitato Giorgio La Malfa ad approfondire in incontri successivi i risultati dell’analisi presentata oggi per trasformarli in proposte da avanzare anche al governo nazionale perche’ le trasformi in future scelte di politica meridionalistica”.
Sulla manovra nazionale si stanno modificando le norme sulla casa e le pensioni. Dal governo ci aspettiamo le misure per la crescita e l’equità. Perché sarebbe penoso assistere da un lato a misure di rigore che finiscono col penalizzare i più deboli e i territori più deboli, come il Sud e la Sicilia, e non vedere poi un ritorno in termini di investimenti per la crescita che può avere successo se parte dal Sud.
Oltre duemila persone hanno preso parte stamane all’incontro del Movimento per le Autonomie al Cefpas di Caltanissetta “Per il nuovo Sud e per la nuova Italia – La naturale evoluzione è la militanza” alla presenza del leader Mpa e presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo.
L’occasione per avviare la campagna del tesseramento 2011-2012 del movimento autonomista, ma anche per lanciare ufficialmente con una apposita diretta web “Radioautonoma.it“, struttura diretta da Giacomo Cagnes.
Ad aprire i lavori è stata la proiezione di un video sulle note della canzone di Patty Smith “People have the power”. Quindi gli interventi, alternati, di giovani e dirigenti del Movimento.
“Siamo in piena emergenza – ha detto Lombardo nel corso del suo intervento, seguito in diretta web da migliaia di ascoltatori – e stiamo sostenendo un governo che possa ridare quella credibilità che il nostro paese in parte ha perso. Con i nostri pochi deputati abbiamo contribuito seriamente a mutare il corso della politica nazionale. I nostri parlamentari – ha spiegato – non si sono venduti, rimanendo coerenti con le scelte del nostro movimento. Lo scenario politico indica una scomposizione che inevitabilmente sarà seguita da una ricomposizione e nel frattempo dovremo organizzarci per essere forti, per contarci e per valere”.
“D’accordo rigore, d’accordo equità – ha proseguito – ma soprattutto Mezzogiorno. Non ha senso, infatti, il rigore e non ci può essere crescita se non assistiamo alla ripresa di un Sud del paese, oggi, indebolito”.
Da domani il Movimento per le Autonomie rafforzerà la propria azione in difesa dei diritti del Sud, con una serie di iniziative concentrate su alcuni temi ritenuti prioritari, come il ripristino dei collegamenti ferroviari per i treni a lunga percorrenza, il versamento delle accise per tamponare il caro benzina, l’applicazione di misure per il credito e la fiscalità di vantaggio a sostegno della ripresa economica.
Lombardo ha poi lanciato la nuova fase del tesseramento, rivolgendo a tutti i militanti l’invito a proporre idee nuove, a mettersi in discussione ogni giorno con nuovi obiettivi nuovi ed a valutare i risultati raggiunti.
Il discorso di Monti al Senato conferma il giudizio positivo che avevo già espresso sul nuovo governo. I primi passi del Presidente del Consiglio ed i percorsi politici ed istituzionali che hanno portato alla formazione di un governo tecnico, confermano la bontà dell’intuizione che avevamo avuto in Sicilia già un anno addietro e che ci ha permesso di realizzare riforme epocali.
Spero adesso di non venire smentito dagli atti concreti del Governo e di poter apprezzare interventi immediati per il Meridione, nella consapevolezza che il Sud rappresenta una grande risorsa e non un problema per l’Italia intera. In questo senso saremo al fianco del Governo, condividendone metodi ed obiettivi, nel rispetto del programma di rigore e risanamento che si è prefissato e che da tempo applichiamo anche in Sicilia.
Abbiamo dato pieno sostegno a Monti, una persona che mi auguro possa sobbarcarsi l’onere di governare il paese in questo momento drammatico. Abbiamo dato dei suggerimenti: attenzione e priorità al mezzogiorno così come da sempre predica Napolitano, purtroppo inascoltato soprattutto a causa della politica antimeridionale della Lega.
E poi abbiamo suggerito a Monti di guardare, per la costituzione della squadra di governo, anche al sud dove ci sono uomini e donne che hanno le stesse competenze e la stessa bravura e però conoscono meglio il meridione perché ci vivono. Un mezzogiorno che ha bisogno di voci autorevoli e competenti per essere difeso e per essere aiutato a crescere.