15 nov 2011
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La festa dello Statuto di domenica scorsa è stata un grande successo. Bisogna riscoprire lo spirito dello Statuto non tanto la lettera. E cioè quella lotta prima per l’indipendenza della Sicilia e poi la conquista dell’autonomia. Quell’autonomia per la quale però non si è più lottato perché andava tradotta in una grande forza autonomista, cosa che noi stiamo tentando di fare con l’Mpa.
Perché in Trentino o in Val d’Aosta le cose funzionano bene? Perché c’è una forza politica che lotta quotidianamente per quell’autonomia e che esprime tutta la classe dirigente che governa da sempre quelle regioni. Affidare l’autonomia a persone che appartengono a partiti nazionali e che quindi legano il loro destino alle scelte dei partiti nazionali significa renderli subalterni anche nel governo della regione a quegli interessi che coincidono con i poteri forti che hanno tutti testa, cuore e prospettive al nord.
Per questo è importante riscoprire lo spirito dello Statuto e bene hanno fatto dall’assessore Armao ai movimenti sicilianisti ad organizzare questa festa che ha avuto un grande successo.

25 ott 2011

Con l’approvazione in prima Commissione “Affari istituzionali” dell’Ars dello schema del disegno di legge costituzionale di modifica dell’art 36 dello Statuto regionale si fa un altro significativo passo in avanti nella definizione dell’annoso problema delle accise.

Nel testo approvato oggi si stabilisce che spetta alla Regione sia il gettito dell’imposta di produzione dei prodotti petroliferi, che, tenuto conto del fatto che in Sicilia si raffina il 41% dell’intera produzione italiana, sia valuta sia di circa 8 milioni di euro l’anno, sia il gettito sulla raffinazione pari a circa 1 milione di euro annui. La stessa norma stabilisce che spetta alla Sicilia anche il 20% del “gettito dell’imposta di produzione sugli stessi prodotti raffinati nel territorio regionale, ma immessi in consumo in altre Regioni”.

“Lavorando sull’emendamento presentato dell’onorevole Cimino – ha spiegato l’assessore regionale per l’Economia, Gaetano Armao – abbiamo voluto che alla Sicilia si riconoscessero non solo le accise sui prodotti petroliferi raffinati ed immessi in consumo nell’isola ma anche una congrua restituzione (20%) di quelle prodotte dei petroliferi raffinati nel territorio regionale e immessi al consumo nelle altre regioni”.

“Questa iniziativa – ha concluso Armao – costituisce certamente una spinta verso il rafforzamento dell’autonomia finanziaria della Sicilia, e sara’ un utile riferimento per il serrato negoziato che il Governo regionale sta conducendo con lo Stato”.

14 giu 2011

Riconoscere alla Sicilia non solo le accise sui prodotti petroliferi raffinati ed immessi in consumo nell’Isola ma anche una congrua restituzione (20%) delle accise sui prodotti petroliferi raffinati nel territorio regionale e immessi al consumo nelle altre regioni. E’ il fine di un emendamento illustrato oggi in Commissione Affari Istituzionali dell’Ars, dall’assessore regionale per l’Economia, Gaetano Armao.

L’emendamento prevede l’aggiunta di un secondo comma all’art. 1 del disegno di legge 702 per la modifica dell’art 36 dello Statuto siciliano, primo firmatario l’On. Michele Cimino.

“Come evidenziato alla Commissione – dice Armao – sarebbe opportuno evitare di attivare l’intervento del legislatore sulle norme finanziarie. Cio’ anche perche’ la questione puo’ ritenersi risolta sul piano interpretativo nel negoziato in corso tra Regione e Stato sul Federalismo fiscale sulla base della normativa vigente e che vale circa 1,7 md di euro. Tuttavia, laddove si ritenga di procedere nel percorso intrapreso, appare opportuno estendere la richiesta di modifica normativa in modo da incrementare significativamente le entrate regionali”.

Cio’ in considerazione della circostanza che la Sicilia raffina il 41% dei prodotti petroliferi consumati nel Paese, mentre se ne immettono in consumo soltanto il 10%. Ma la normativa fiscale prevede che il presupposto d’imposta maturi solo con l’immissione in consumo.

In tal modo, la Regione potra’ ottenere, dopo 65 anni, non solo quel che le spetta, al pari delle altre Regioni, ma anche rilevanti risorse aggiuntive, anche quale ristoro del danno ambientale e sociale subito per il rilevante contributo offerto al fabbisogno energetico del Paese.

L’assessore ha espresso nell’occasione al presidente Vinciullo e al deputato Cimino, il sostegno per l’iniziativa della Commissione che costituisce una spinta verso il rafforzamento dell’autonomia finanziaria della Sicilia, ed un utile riferimento per il serrato negoziato che il Governo regionale sta conducendo con lo Stato per un’attuazione del federalismo fiscale che garantisca l’integrale applicazione dello Statuto autonomistico.

Questo il testo dell’emendamento: “A compendio dell’integrale spettanza tributaria, lo Stato riconosce alla Regione, oltre al gettito dell’imposta di produzione sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi e sui gas petroliferi raffinati ed immessi in consumo nel territorio regionale, ed a titolo di ristoro ambientale, anche il venti per cento del gettito dell’imposta di produzione sugli stessi prodotti raffinati nel territorio regionale, ma immessi in consumo in quello delle altre regioni”.

15 mag 2011
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L’autonomia va conquistata tutta. Va governata e fatta crescere. E va fatta produrre. L’autonomia non sono gli articoli di uno Statuto in gran parte sostanzialmente poco attuati.

Autonomia è la consapevolezza di una libertà, di una capacità di autogoverno e di una indipendenza nel pensiero e nell’azione che, purtroppo, noi abbiamo forse conquistato e poi ci siamo lasciati andare facendo fare ad altri.

Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: raffinerie e grandi fabbriche che se ne vanno e depositano i loro tributi e i frutti del loro lavoro altrove e noi con livelli di disoccupazioni altissimi, grandi difficoltà, devastazioni ambientali e malattie e con tantissime risorse che invece lasciamo inutilizzate. Dai beni culturali e ambientali alla nostra produzione agricola che va riorganizzata attraverso una politica diversa che faccia sì che non siamo più mercato di consumo ma terra e persone che sanno produrre, creare lavoro e assicurarlo ai loro figli.

Per far questo ci vuole la consapevolezza di una nostra autonomia di pensiero, di azione politica e di governo: una grande forza politica dell’autonomia. Un presidente di Regione, un ministro, un uomo politico che deve la sua carriera a un partito nazionale non potrà far valere, anche quando questo possa voler dire conflitto, le proprie ragioni rispetto ai partiti e ai governi nazionali.

Al contrario, uomini di una forza politica del mezzogiorno e della Sicilia, che hanno la consapevolezza della loro libertà e l’orgoglio dell’essere meridionali o siciliani, non condizionati dai diktat o dalle clausole poste dai governi nazionali, potranno, in un contesto di una Italia che cominci finalmente ad unirsi, produrre autonomia e generare sviluppo e pace, anche nel Mediterraneo.

22 apr 2011

“Siamo soddisfatti per la decisione dei giudici della Consulta, i quali hanno stabilito che le entrate della lotta all’evasione fiscale in Sicilia vanno versate nelle casse della Regione”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

“Ancora una volta la Corte Costituzionale ha riconosciuto valide le prerogative della nostra autonomia in materia di tributi – ha aggiunto Lombardo -. Questa sentenza rafforza il ruolo e l’attualita’ dello Statuto siciliano soprattutto nella prospettiva del federalismo fiscale”.

28 dic 2010
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Il Tar ha sospeso il decreto che revocava la concessione delle autostrade al nostro consorzio. Il decreto di due ministri, Matteoli e Tremonti, è stato bloccato e sospeso da un tribunale amministrativo.
Questo vuol dire che piuttosto che imprecare e far polemica gratuita, quando riterremo di avere ragione, ricorreremo contro i provvedimenti che riteniamo iniqui. Non c’è dubbio che i deliberati del Cipe che orientavano 22 miliardi verso il nord, saranno oggetto di un nostro ricorso. Così come impugneremo i provvedimenti del consiglio dei ministri sulla Sicilia adottati senza la presenza del presidente della regione, come previsto dal nostro Statuto.
Ci auguriamo che la magistratura tenga conto della nostra Carta fondamentale così come tutti noi crediamo nella Costituzione.

23 dic 2010
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In questo contesto di crisi, così come era 60 anni fa quando si lottò per l’autonomia e si ottenne lo Statuto speciale, le norme dello Statuto erano lo strumento attraverso cui avviare il superamento della condizione di emarginazione. Lo Statuto non è stato rispettato. La politica e i governi siciliani non hanno prodotto questi effetti.

Oggi in un momento di crisi credo che i siciliani si rendano conto che c’è da rialzare la testa e quella bandiera.

Il presidente della Regione ha il rango di ministro e partecipa al Consiglio dei ministri quando questo si occupa di provvedimenti che riguardano la Sicilia. Non è stato fatto da molto tempo a questa parte?. Bene, ricorriamo alla Corte Costituzionale perché viene violato lo Statuto che ha lo stesso rango della Costituzione. Abbiamo acquisito la consapevolezza, la responsabilità e la determinazione per ricorrere ed invocare il rispetto della legge da parte del governo.

Hanno detto che siamo cialtroni perché non abbiamo speso i fondi del Fas entro il 2006: molti di questi soldi sono in mano di Anas e Ferrovie dello Stato che non hanno speso. Operiamo in regime di monopolio, le strade e le ferrovie avrebbero dovuto farle loro. Noi stiamo facendo una causa civile per chiedere il risarcimento dei danni che sono di immagine e di sostanza perché non aver fatto ferrovie veloci e strade ha comportato un ritardo nello sviluppo.

E’ stata fatta una delibera del Cipe che ha penalizzato il sud e la Sicilia? Ricorriamo contro queste delibere perché ci sono leggi che sono state violate. La nostra non è una lotta per il piacere di alzare una bandiera o per volere rompere. E’ esattamente il contrario: vogliamo unificare questa Italia dopo 150 anni, visto che fino ad oggi si è lavorato per separarla.

Vogliamo recuperare sul reddito, sull’occupazione, sulle infrastrutture. Leggiamo queste cose in tutte le leggi. L’ultima quella sul federalismo: perequazione infrastrutturale. Ma come? Se dei 22 miliardi del Cipe la maggior parte sono andate al nord e solo le briciole al sud? E’ una vergogna.

Noi non diciamo, come altri fanno, che vogliamo prendere i fucili. Noi vogliamo ricorre alla legge e aprire gli occhi e capire che dobbiamo dotarci di una forza politica del territorio e finire di farci ingannare dai partiti nazionali che rispondono a logiche che fanno gli interessi del nord. Noi, in ogni caso, non faremo passare liscio nulla.

12 ago 2010
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Credo che la Sicilia avrà un ruolo fondamentale nell’evolversi della situazione. Lo ha avuto a proposito delle vicende del Pdl e lo avrà con il governo che noi riorganizzaremo dopo la pausa estiva. Voglio capire se il governo nazionale intende fare la propria parte e il proprio dovere istituzionale o vuole, come abbiamo registrato nei giorni scorsi, continuare ad attaccare e ad aggredire il popolo siciliano e meridionale.

Lo scempio della Tirrenia, vicenda sulla quale, lo ribadisco, noi ricorreremo, a cominciare dalla Corte Costituzionale, perché il decreto del governo non ha visto la presenza del presidente della Regione. Questo vuol dire mettersi sotto i piedi lo Statuto che prescrive che il presidente della Regione sia presente quando si riunisce il Consiglio dei ministri per trattare questioni che riguardano la Sicilia. Si vede che non c’era nessun siciliano interessato alla questione Tirrenia.

Un misfatto quello delle autostrade. C’è un disegno per far accaparrare le autostrade siciliane a qualcuno per far poi pagare ai siciliani il pedaggio per trenta o cinquanta anni. Un misfatto che non possiamo consentire e che denunceremo alla magistratura che, sono certo, farà giustizia.