18 mag 2010
Immagine anteprima YouTube

Raffaele Lombardo è stato ieri ospite di Gad Lerner a L’infedele su La7.

Nel brano che vi proponiamo, Lombardo cita l’articolo 37 dello Statuto della Regione Siciliana sottolineando che, se tale  norma fosse realmente applicata, l’introito fiscale della Regione derivante dai tributi dovuti dalle aziende che producono in Sicilia raggiungerebbe la cifra di 30 miliardi.

Il governatore della Sicilia ha aggiunto “io non voglio questi 30 miliardi, ma cerchiamo di avviare un percorso verso un federalismo che non cristallizzi la secessione e la divisione attuale nella quale viviamo a proposito di emigrazione e di reddito“.

04 mar 2010
Immagine anteprima YouTube

Il governatore Raffaele Lombardo è ritornato sulla vicenda dell’impugnativa delle nomine dei dirigenti generali della Regione da parte del Consiglio dei Ministri, su iniziativa del ministro Raffaele Fitto, precisando che le sue “scelte sono incostituzionali“, nonché che “abbiamo un governo nazionale che fa cose contro la Costituzione“.

Lombardo, infatti, ricorda che lo Statuto prevede che il Presidente “quando si tratta di affari che riguardano la Sicilia, sia presente al Consiglio dei Ministri con voto deliberativo”. Invece, “io non sono stato invitato” e quindi “quella delibera è nulla“.

Il ministro Fitto, poi, ha ignorato l’articolo 14 dello Statuto, che affida alla Regione “ogni competenza in materia di organizzazione e di personale“.

Lombardo, comunque, ha tenuto a precisare che ben altra è la questione sulla percentuale dei dirigenti esterni:

“Noi abbiamo una legge, che si riferisce a quell’articolo dello Statuto, che ci consente il 30%. Possiamo ridurlo a 20, al 10 o azzerarlo, ma lo dobbiamo fare noi con una nuova legge, rispetto alla quale il Consiglio dei Ministri si toglierà tanto di cappello”.

02 mar 2010

533656820_d68cf8863b

Il ministro Fitto ha replicato a Raffaele Lombardo e il governatore ha ribattuto così:

“Non ho inteso aprire alcuna polemica col ministro Fitto, ma riaffermare con chiarezza quanto risulta dalla lettura del nostro Statuto autonomistico, il cui valore costituzionale non può essere messo in discussione.

Le competenze esclusive previste dall’art. 14, tra le quali è posta al capo p) l’ordinamento degli uffici e degli enti regionali è evidente. Non va dimenticato, inoltre, che l’art. 21 prevede espressamente la partecipazione del Capo del Governo Regionale alle sedute del Consiglio dei Ministri con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione.

Quanto al conflitto di attribuzione in materia di trasporti forse il Ministro Fitto non ha avuto tempo di leggere quanto già ieri ha dichiarato l’assessore regionale ai trasporti Nino Strano che, in riferimento a queste vicende, ha detto:

È stata confermata dal Consiglio dei Ministri la bontà della visione del governo Lombardo a favore del trasporto pubblico locale in Sicilia. Questa, ovviamente, è la posizione dell’intero governo regionale“.

Foto di Lorca56.

02 mar 2010

lombardo1

Dopo la diffusione delle prime notizie provenienti da Palazzo Chigi sull’impugnativa delle nomine dei dirigenti generali della Regione Siciliana, è intervenuto Raffaele Lombardo:

“Apprendo dalle agenzie di stampa che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Fitto, avrebbe disposto l’impugnativa, mediante conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale, delle deliberazioni con le quali la Giunta regionale di Governo ha provveduto alla nomina di 9 dirigenti generali esterni.

Si tratta di una notizia che era stata anticipata dai vertici regionali del partito del Ministro Fitto. Sembrerebbe che la violazione venga individuata nel fatto che la percentuale di nominati sia pari al 30% dei posti disponibili, mentre la legge nazionale prevede un limite del 10%.

Se le notizie trovassero riscontro, saremmo di fronte ad un accadimento che, oltre a non avere precedenti noti, lascia attoniti per la sua palese estraneità al sistema istituzionale.

Infatti, secondo quanto prevede l’art. 14 dello Statuto, la Regione siciliana ha potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici regionali e del suo personale. Nessuna competenza ha, in materia, lo Stato, le cui leggi trovano applicazione solo se la Regione non abbia altrimenti disposto.

(continua…)