01 ott 2011

“L’assessorato segue da vicino, da molto vicino, l’evolversi delle indagini della magistratura e dei Nas ai quali va il ringraziamento mio e dei siciliani. Sappiamo perfettamente che siamo all’inizio di un’indagine ben piu’ complessa e articolata che mettera’ a nudo quel tipo di sistema che abbiamo ereditato e che sto combattendo con forza fin dal giorno del mio insediamento, grazie anche a una forte collaborazione con le forze dell’ordine”.

Lo afferma l’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, dopo le notizie di stampa sulle indagini della magistratura nei confronti della clinica palermitana Latteri.

“I fatti contestati, se confermati, sono di inaudita gravita’ e adesso vedremo se ci sono le condizioni per adottare fin da subito i consequenziali provvedimenti amministrativi, compresa la revoca del convenzionamento. Credo che sia chiaro – aggiunge Russo – il senso delle mie numerose denunce contro il malaffare e nei confronti di alcune lobby che hanno speculato sulla sanita’: cosi’ come e’ ancora piu’ chiaro adesso il perche’ di certe iniziative nei miei confronti atte a delegittimarmi con il fine evidente di provare ad arrestare l’irreversibile processo di cambiamento della sanita’ voluto con estrema determinazione da questo governo. Sono scomodo e a molti non piace il mio concreto agire per fare rispettare le regole che ovviamente valgono per tutti, per il pubblico e per il privato”.

01 set 2010
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Speriamo che la tragedia di Messina sia ridimensionata e che il bambino stia bene. Purtroppo la madre ha perso l’organo attraverso il quale poter continuare ad avere figli. L’episodio è grave e non può rimanere impunito.

Non vorrei che quando l’autorità istituzionale, politica o amministrativa comminerà una sanzione finisca che dopo sei mesi questa venga annullata in qualche modo. Io mi auguro che ci sia la sensibilità di tutte le istituzioni affinché le sanzioni vengano applicate con fermezza.

La Regione farà la sua parte. L’assessore Russo è molto più rigoroso di qualunque ministro, con tutto il rispetto, e lo è giorno per giorno tanto a Messina quanto a Mazzarino o  Caltanissetta, dove perse la vita un ragazzo di 22 anni.

Dove succedono episodi di sconsideratezza e di disonestà da parte di medici che devono capire che il sistema è cambiato. C’è una legge, c’è una riforma e una amministrazione rigorosa ma, soprattutto, deve esserci al primo posto la salute e la vita dei cittadini e dei pazienti.

Per il resto, ci si scandalizzi anche perché, purtroppo, su questo tema c’è un certo razzismo intollerabile, non dovremmo dimenticare quanto è successo in questi giorni a Roma  o in passato nelle cliniche private lombarde dove si ammazzavano le persone come se niente fosse.

Noi abbiamo imboccato una strada che ci porterà a livelli di virtuosità superiori a quelli delle regioni del nord.

02 lug 2010

La valutazione del ministro Tremonti sull’effettiva spesa dei fondi europei da parte delle regioni del Meridione, sollecita alcune considerazioni di commento, almeno per quanto riguarda la Sicilia.

Innanzitutto la spesa nell’ultimo biennio, o meglio la spesa insufficiente, risente della inadeguata programmazione a monte, certo non riferibile alla mia esperienza di governo.

I criteri di spesa dell’UE prevedono infatti che, per l’erogazione effettiva dei fondi, la Regione sia in possesso di un parco progetti cantierabili che certo non si crea in poco tempo, nonostante le volontà politica. L’assenza di opere immediatamente appaltabili da parte della Regione ma anche e soprattutto degli Enti locali ha determinato il rallentamento della spesa sul versante delle opere infrastrutturali.

La richiesta dei fondi FAS non è in antitesi con il livello di spesa dei fondi europei, poiché, mentre i fondi UE rispondono ad una vecchia programmazione fatta dai precedenti governi e non più modulabile, i fondi FAS possono essere utilizzati secondo la strategia che il governo regionale ritiene più idonea, senza vincoli di ripartizione in rigide misure, come accade invece per la spesa dei fondi comunitari.

Per fare un esempio, se voglio fare un tratto autostradale con i fondi Fas posso programmarlo liberamente anche oggi, mentre con i fondi comunitari se non è stata programmata da 5 o 6 anni, non c’è modo di poterlo realizzare.

Altro esempio ancora più clamoroso la vicenda della riconversione dello stabilimento FIAT di Termini: con i fondi FAS la Regione può contribuire liberamente alla riconversione, mentre con i fondi comunitari ciò non è possibile, poiché non programmata per tempo.

Altro paradosso, nonostante oggi la Sicilia sia virtuosa nel settore della spesa sanitaria, possiamo costruire un nuovo polo d’eccellenza con i Fondi FAS ma non con quelli comunitari se non programmato in un periodo precedente la riforma.

Per quanto attiene la stabilizzazione dei precari, è evidente a tutti che si tratta di precariato creato prima dell’avvento di questo governo, ed in molti anni di sprechi e clientele, cui tutti, da destra e sinistra, passando per il centro, hanno partecipato. Recuperare fondi  per chiudere questa partita, vietando ogni forma di nuovo precariato, è un atto di buon senso, sia politico che di strategia economica. Stabilizzare definitivamente oltre 22.000 precari significa dare certezze ad altrettanti nuclei familiari e distoglierli dal ricatto di certa  politica che, di rinvio in rinnovo, tiene sulla corda migliaia di famiglie che lavorano, producono e potrebbero, anche grazie alla stabilizzazione, alimentare la ripresa della spesa al consumo con evidenti ricadute positive in un periodo di crisi internazionale che non ha determinato certo il governo siciliano ma di cui la Sicilia soffre più di altre regioni.

La valutazione va dunque fatta non solo sull’immediato, ma tenendo anche conto delle ricadute che ogni decisione genererà nel medio e lungo termine.

In sostanza, pur avvertendo la necessità di accelerare la spesa sui fondi comunitari, la nostra azione di governo ha però raggiunto alcuni obiettivi fondamentali del proprio programma, resistendo a qualsiasi forma d’infiltrazione criminosa nella programmazione e nella gestione della spesa pubblica:

  • riduzione della spesa sanitaria in attuazione di una riforma strutturale
  • riqualificazione del bilancio e della spesa pubblica, con il blocco delle assunzioni e la riduzione drastica degli sprechi
  • miglioramento del rating internazionale con la relativa crescita di credibilità sugli investitori istituzionali ed esteri
  • stabilizzazione della crescita del costo della vita rispetto al resto del meridione.

Tali risultati si commentano da soli e ritengo siano ineccepibili, così come non credo possa essere messo in discussione un aspetto di base: vero è che oltre tre lustri di governi che mi hanno preceduto hanno ottenuto risultati percentuali, relativi alla spesa dei fondi europei, accettabili. Altrettanto vero è però che i benefici di quegli investimenti e di quei fondi non sono ricaduti nelle tasche e nella vita quotidiana dei siciliani, costituendo un’occasione persa e uno spreco di risorse cui l’azione del governo che io conduco certamente non andrà incontro. Quei fondi e quegli investimenti hanno generato benefici prevalentemente verso aziende del Nord che sono calate in Sicilia con un atteggiamento neocolonialista o sono stati giustificati mediante il meccanismo dei “progetti sponda”, in violazione del principio di addizionalità caratteristico delle risorse comunitarie.

Certo, un’attività di sprone maggiore è indispensabile nei confronti dei centri di spesa locali e periferici ma in questi anni abbiamo avviato un percorso virtuoso di riforme rivoluzionarie, strutturali e culturali, dal quale ormai non si torna indietro. Non abbiamo più occasioni da perdere e non abbiamo alcuna intenzione di farlo.

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02 lug 2010
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“Il piano di rientro ci ha costretto a fare delle scelte che adesso sono state metabolizzate. Il presidente Lombardo ha scelto di assumersi la responsabilità di scelte, a volte impopolari, pur di non subire la mortificazione per la Sicilia di un commissariamento.”