Le polemiche sulla nomina del vice commissario al comune di Palermo sono legate al malanimo e alla carenza di argomentazioni di chi vuole fare opposizione a tutti i costi.
Opposizione e maggioranza, governo e non governo, uomini politici e dirigenti riconoscono la competenza, la determinazione la grande efficienza del capo di gabinetto dottoressa Patrizia Monterosso che non ha appertenenze politiche come non ce l’hanno molti dei miei collaboratori, dalla dottoressa Li Calzi, capo della segreteria tecnica o il segretario generale avvocato Carapezza. Checché se ne dica nessuno di loro è stato scelto per appartenenza politica all’MpA o ad altri partiti. Sono tecnici che fanno il loro lavoro.
Sono certo che tra la Monterosso e il prefetto Latella si instaurerà un rapporto di assoluta franchezza, lealtà e collaborazione.
Al commissario poi rinnoviamo gli auguri di buon lavoro. Conosciamo la sua bravura e la sua lunga esperienza anche nel governo di enti locali difficili come quelli della Calabria. Siamo convinti anche che abbia bisogno di qualcuno che conosca meglio la città, i palermitani, i problemi reali e sviluppi la connessione con la Regione che di certo la Monterosso assicurerà.
Sulla questione della candidatura a sindaco di Palermo, si è tornati sul nome della Chinnici la quale dichiarò a suo tempo che non si sentiva di fare questa scelta. Si è voluto tornare sul suo nome, le ha parlato anche il presidente della Camera Fini ma le difficoltà che c’erano sono state riconfermate. Conoscete la mitezza e la delicatezza ma anche la competenza e la serietà dell’assessore Chinnici, un tecnico di indubbio valore che non si è sentita di entrare in un contesto di polemica a volte furiosa e furibonda che non appartiene al suo stile.
Anche perché c’è poco da ridere, qualcuno dice di essere anche commosso dalla mia generosità. Io non ho da accampare pretese. Se mi si chiede di esprimere un candidato scelto tra le persone di Palermo che fanno politica nel Mpa perché non farlo? Così come, eventualmente, componenti della Giunta, quindi figure tecniche. Ma solo quando me lo chiederanno tutti, e solo dopo che nessuno di loro avrà espresso un candidato al quale, se all’altezza, io assicuro in anticipo il mio appoggio. Sarebbe auspicabile che la candidatura venga fuori dal concerto di più partiti dell’area del centro dell’area autonomista e moderata.
Tutta questa area ha difficoltà a ritrovarsi con il Pdl con il quale, per quanto riguarda l’Mpa, i rapporti si sono rotti per fatti regionali partiti forse proprio dalla vicenda palermitana. Lì noi abbiamo dato un contributo, essenziale per l’elezione di Cammarata, all’insegna di un progetto. Nonostante questo c’è stata la volontà di tagliare con un colpo di accetta questa collaborazione. Il secondo mandato del sindaco, sostenuto, ispirato portato avanti giorno per giorno dal Pdl non ha prodotto gli effetti che i palermitani si sarebbero aspettati.
Non voglio aggiungere polemiche; si dice che la Regione non ha fatto nulla per Palermo, ed invece l’altro ieri mattina, ad esempio, ho firmato un decreto con il quale Palermo sarà liberata dall’ipoteca di Bellolampo. La chiusura delle vasche vorrà dire che anche quell’area della città, interessata da quella grande vergogna, sarà liberata. Tutto il resto lo rappresenteremo nei prossimi giorni e settimane nel corso di un convegno in cui diremo cosa il governo ha fatto per questa città e per i suoi cittadini.
Questo l’apporto che il mio movimento e altri partiti potranno dare ad una candidatura che, mi auguro, venga fuori non dall’appartenenza partitica. Forse oggi serve una candidatura di questo tipo e che non si caratterizzi per l’aggressività, la polemica, gli insulti all’avversario, ma che faccia un programma e che la persona sia stimata per la sua bravura e per il suo stile. C’è tanto da contestare ma non credo che oggi serva una candidatura che viva di contrapposizione a tutti i costi.




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