
“Dal dicembre 2011 lo stabilimento di Termini Imerese non produrrà più auto“, ha annunciato ieri a Palazzo Chigi l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, a cui ha immediatamente replicato l’assessore regionale all’industria, Marco Venturi:
“Adesso sappiamo con certezza qual è la posizione della Fiat nei confronti dello stabilimento di Termini Imerese. L’azienda torinese ha presentato un grosso piano industriale che prevede il rilancio dell’azienda con grossi investimenti in Italia e nel mondo dimenticandosi tuttavia di Termini Imerese. Non lo condividiamo perché crediamo che a Termini Imerese bisogna continuare a produrre automobili”.
Ed ha aggiunto: “Oggi prendiamo atto che Fiat non crede di potere continuare a produrre auto a Termini. Ci auguriamo che questa posizione possa essere rivista ma qualora non ciò non accadesse allora mi sembra doveroso verificare se ci siano le condizioni affinché a Termini si possano continuare a costruire automobili rivolgendosi ad investitori stranieri“.
Il governatore Raffaele Lombardo, da par suo, ha dichiarato quanto segue:
“Il sud e la Sicilia hanno già dato, al nord e alla Fiat, con un esodo biblico durato oltre un secolo, braccia e cervelli, contribuendo alla costruzione di enormi fortune e di incommensurabile ricchezza. Non possiamo permettere quindi a mister Marchionne di calpestare con cinica ironia la nostra dignità.
Dinanzi a questo atteggiamento mi aspetto dal governo nazionale e dai sindacati una coerente reazione, in linea con quanto già ampiamente annunciato: il taglio di qualsiasi incentivo a favore della Fiat e delle sue consociate. Ai lavoratori dico che con le risorse che abbiamo destinato a Termini, sono certo che riusciremo a trovare una soluzione con buona pace di mister Marchionne.
Il governo nazionale sia consequenziale e stacchi un biglietto di sola andata per il canadese Marchionne”.
Appena due giorni fa Raffaele Lombardo aveva annunciato sul blog le intenzioni della Regione sulla vicenda.
Ed ecco, infine, cos’ha dichiarato il governatore ai giornalisti in conclusione del vertice di Palazzo Chigi di ieri:
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