22 feb 2010
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Non solo Fiat a Termini Imerese. Raffaele Lombardo, infatti, si augura che la casa automobilista torinese rimanga in Sicilia ma se vogliono farsi avanti anche i giapponesi, gli indiani, i francesi, gli spagnoli e i tedeschi, ben vengano. “Così, anziché chiudere, allarghiamo il settore auto”.

Non è mancata la stoccata a Sergio Marchionne, l’amministratore delegato della Fiat, che sa essere “provocatorio nelle sue dichiarazioni e fastidioso nei suoi atteggiamenti“. Lombardo, visti i precedenti, preferirebbe non incontrarlo.

Comunque, il governatore ha annunciato che il 5 marzo ci sarà un tavolo tecnico, “ma stavolta io ci andrò il 4 o il 6. Incontrarci senza aver detto cosa siamo disposti a mettere in campo mi sembra inutile. La Regione propone 350 milioni euro. E la Fiat?

13 gen 2010

“Marchionne deve spiegare perché la Fiat imbarca a Catania le auto assemblate a Termini Imerese e non dalle banchine del porto della città, che si trovano a pochi metri dallo stabilimento. Marchionne ha detto che la logistica è un costo aggiuntivo e insostenibile per il Lingotto? Ebbene, se la logistica gli è imposta da ambienti non sani, Marchionne ha il dovere di denunciare”. Lo ho dichiarato l’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, questa mattina conversando con i giornalisti all’Assemblea regionale siciliana, dove è in programma una seduta d’aula sulla questione Fiat e dove è corso il sit-in degli operai dell’impianto termitano.

Secondo Venturi, l’amministratore delegato di Fiat dovrebbe rivedere la sua posizione: “Non dobbiamo interrompere il dialogo con l’azienda, serve uno sforzo per trovare una soluzione conveniente per entrambi, partendo dal presupposto che per quanto ci riguarda lo stabilimento di Termini non può essere chiuso e deve continuare a produrre auto. Ma – prosegue – se Fiat ha deciso di chiudere Termini Imerese allora ce lo faccia sapere e non solo a mezzo stampa con dichiarazioni provenienti da oltreoceano o attraverso monologhi senza alcuna possibilità di interloquire. La Fiat ceda lo stabilimento e i terreni alla Regione – sostiene Venturi – come beni strumentali al costo di un euro e noi bandiremo una gara internazionale per cercare una casa automobilistica interessata a rilevare la fabbrica e rilanciare l’auto in Sicilia”.

Venturi ricorda al manager del Lingotto che “la Fiat quarant’anni fa ha ricevuto il capannone industriale e i terreni a titolo gratuito o comunque per poche lire. Oggi, invece, sostiene che assemblare un’auto in Sicilia costa al gruppo mille euro in più. Ceda dunque lo stabilimento ad un prezzo simbolico alla Regione – conclude l’assessore – così la Fiat non sosterrà più le perdite e si potrà procedere ad una gara internazionale. In ogni caso, è urgente discutere di tutti gli aspetti in un tavolo nazionale che veda presenti tutti i protagonisti dalla Fiat ai sindacati, dal governo nazionale alla Regione siciliana, in cui chiaramente ci si possa confrontare e non solo ascoltare l’esposizione di idee e piani senza possibilità di discutere”.

13 gen 2010

Fiat-Termini-Imerese-le-dichiarazioni-del-Ministro-Scajola-e-la-risposta-dellad-Marchionne

Non poteva di certo mancare la replica veemente del presidente Raffaele Lombardo all’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, che ieri ha dichiarato: “Riabilitare Termini Imerese è da pazzi. Non lo farebbe nessuno“.

Adesso basta! Marchionne dica la verità sul perché del suo accanimento contro lo stabilimento di Termini Imerese.

Il popolo siciliano vuole lasciarsi alle spalle l’assistenzialismo e la mafia. Vogliamo una Sicilia produttiva e non vogliamo nessun aiuto dalla Fiat, ma, al contrario, vogliamo noi aiutare la Fiat. Vogliamo produrre automobili moderne e ad alta tecnologia. Siamo l’unica Regione che è pronta ad investire in totale 400milioni di euro: 200milioni in infrastrutture e 200milioni in innovazione tecnologica.

Non è vero che le infrastrutture non ci sono. Da subito, da domani si possono abbattere i costi dei trasporti. La verità è che la Fiat vuole produrre in Italia solo 900mila autovetture e le vuole produrre solo al nord.

Siamo nel cuore del Mediterraneo e conviene alla Fiat puntare sulla nostra regione. Non ci faremo umiliare da scelte che penalizzano la Sicilia produttiva, la legalità e il cambiamento.

Chiedo al Governo italiano di fare quello che hanno fatto i Governi federali degli Stati Uniti e della Germania: trattare direttamente e con convinzione per non far chiudere nessuno stabilimento.

11 gen 2010
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TgWeb 8/01/2010. Il presidente Raffaele Lombardo invita l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, a cambiare atteggiamento sul futuro dello stabilimento siciliano.

08 gen 2010

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Invito l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, a cambiare atteggiamento sul futuro dello stabilimento di Termini Imerese. Non vedo ragioni perché a Termini non debba essere mantenuta la produzione di auto.

La Regione ha fatto alla Fiat delle proposte serie di partecipazione al rilancio dello stabilimento di Termini, in termini finanziari consistenti. Confidiamo, poi, che il governo nazionale sia coerente con le dichiarazioni che subordinano al potenziamento di Termini ogni nuovo incentivo. Nello stabilimento siciliano ci sono lavoratori e professionalità che non possono essere buttati via come pezzi di carta.

Poi, se dovessero nascere altre realtà produttive, che dovrebbero essere comunque aggiuntive e non sostitutive della Fiat, noi non possiamo che accoglierle positivamente.

23 dic 2009

fiat

Dal dicembre 2011 lo stabilimento di Termini Imerese non produrrà più auto“, ha annunciato ieri a Palazzo Chigi l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, a cui ha immediatamente replicato l’assessore regionale all’industria, Marco Venturi:

“Adesso sappiamo con certezza qual è la posizione della Fiat nei confronti dello stabilimento di Termini Imerese. L’azienda torinese ha presentato un grosso piano industriale che prevede il rilancio dell’azienda con grossi investimenti in Italia e nel mondo dimenticandosi tuttavia di Termini Imerese. Non lo condividiamo perché crediamo che a Termini Imerese bisogna continuare a produrre automobili”.

Ed ha aggiunto: “Oggi prendiamo atto che Fiat non crede di potere continuare a produrre auto a Termini. Ci auguriamo che questa posizione possa essere rivista ma qualora non ciò non accadesse allora mi sembra doveroso verificare se ci siano le condizioni affinché a Termini si possano continuare a costruire automobili rivolgendosi ad investitori stranieri“.

Il governatore Raffaele Lombardo, da par suo, ha dichiarato quanto segue:

“Il sud e la Sicilia hanno già dato, al nord e alla Fiat, con un esodo biblico durato oltre un secolo, braccia e cervelli, contribuendo alla costruzione di enormi fortune e di incommensurabile ricchezza. Non possiamo permettere quindi a mister Marchionne di calpestare con cinica ironia la nostra dignità.

Dinanzi a questo atteggiamento mi aspetto dal governo nazionale e dai sindacati una coerente reazione, in linea con quanto già ampiamente annunciato: il taglio di qualsiasi incentivo a favore della Fiat e delle sue consociate. Ai lavoratori dico che con le risorse che abbiamo destinato a Termini, sono certo che riusciremo a trovare una soluzione con buona pace di mister Marchionne.

Il governo nazionale sia consequenziale e stacchi un biglietto di sola andata per il canadese Marchionne”.

Appena due giorni fa Raffaele Lombardo aveva annunciato sul blog le intenzioni della Regione sulla vicenda.

Ed ecco, infine, cos’ha dichiarato il governatore ai giornalisti in conclusione del vertice di Palazzo Chigi di ieri:

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