06 feb 2011
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Da quando a 12 anni mi sono trasferito a Catania non sono mai mancato alla festa di sant’Agata che è divenata la mia seconda o prima patrona visto che vengo da Grammichele dove san Michele e santa Caterina sono i patroni.

Devo dire che ho trovato nel mondo, laddove mi sono trovato a partecipare a feste religiose, pochi eguali per quanto riguarda la devozione, la fede, la partecipazione, l’affetto e l’amore dei cittadini di Catania a sant’Agata.

Ricordo bene quando ero vicesindaco che la cifra dei partecipanti supera il milione di persone nel corso della festa che dura qualche giorno. Stasera ce ne saranno tre o quattrocentomila fuori. Vengono da tutto il mondo a rivedere sant’Agata e ai tanti che non hanno potuto venire mi sento di rivolgere un saluto affettuoso in nome di questa santa patrona che, credo, come santa e come donna vada richiamata per l’attualità del suo esempio e della sua testimonianza. Una ragazza di buona famiglia che, per non rinnegare la propria fede, veniva prima mutilata e poi uccisa.

Sono, i nostri, tempi nei quali i valori della fede, dell’onestà e della trasparenza di una donna, in un momento nel quale si mercifica tutto, anche il nostro corpo, vanno richiamati e indicati come un esempio importante per i giovani.

Quanti hanno partecipato a questa uscita di sant’Agata hanno visto come piazza Duomo sia gremita da un blocco impenetrabile di uomini e donne che stanno attorno a sant’Agata e hanno potuto toccare con mano e prendere parte a questo momento di grande commozione e di grande emozione.

11 feb 2010
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TgWeb 5 febbraio 2010: “Restituita alla città di Catania, nel pieno delle celebrazioni agatine, la nuove veste del bassorilievo settecentesco di Sant’Agata“.