02 set 2010

Il governo della Regione siciliana e’ vicino al sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, che ha ricevuto una vile intimidazione mafiosa.

“Burrafato e’ un uomo coraggioso come lo fu suo padre, ed e’ fortemente impegnato per il bene dei suoi concittadini e per lo sviluppo del territorio di Termini Imerese”. Lo dichiara il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

“La storia di Termini e’ legata a doppio filo alla storia della sua famiglia, sono certo che la sua azione amministrativa non verra’ rallentata dalle intimidazioni mafiose”.

17 mar 2010

“Presto verra’ Istituito il Parco archeologico di Himera per valorizzare un’area di grande valenza culturale e paesaggistica”.

Lo dice l’assessore regionale per i Beni culturali e per l’Identita’ siciliana, Gaetano Armao, che ha incontrato il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato.

“Sull’area archeologica di Himera – afferma Armao – esistono dei pregevoli studi condotti qualche anno fa dal professore Nicola Bonacasa, dall’Universita’ di Palermo, e dalla Sovrintendenza”.

Gli scavi effettuati a Himera dal 2008 ad oggi, stanno portando alla luce quella che si annuncia come la piu’ grande necropoli del Meridione d’Italia con circa 10 mila tombe.

“Gli straordinari reperti trovati a Himera – dice sempre l’assessore – nonche’ l’esistenza dell’antiquarium con i suoi pregevolissimi reperti, ci inducono a valutare positivamente la proposta d’istituzione del Parco archeologico avanzata dalla Sovrintendenza di Palermo”.

Gli uffici della Sovrintendenza potranno cosi’ proseguire l’iter di istituzione del Parco, coinvolgendo i Comuni che si snodano nel comprensorio della valle dell’Himera.

“E’ questa la nostra risposta – sottolinea Armao – a chi ritiene di mercanteggiare con il futuro di Termini Imerese”.

“L’istituzione del Parco archeologico – dice il sindaco di Termini Imerese, Burrafato – puo’ costituire un’opportunita’ importante per il rilancio economico di tutta l´area di Termini Imerese che vive in questi mesi una difficolta’ legata al futuro produttivo dello stabilimento Fiat e del suo indotto”.

“Fermo restando il nostro impegno per garantire il mantenimento dell’industria automobilistica nell’area di Termini – precisa Burrafato – siamo pronti a cogliere appieno questa opportunita’ per fare del futuro Parco archeologico di Himera e, in generale, di tutta l’area di questo comprensorio il volano per una nuova stagione di sviluppo economico centrato sulla piena valorizzazione del nostro patrimonio culturale”.

10 feb 2010

Una seduta straordinaria del Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno l’emergenza Fiat di Termini Imerese e la partecipazione del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. È la richiesta che i sindacati e il coordinamento dei sindaci del Termitano hanno formulato all’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, questo pomeriggio nel corso di un incontro che si e’ svolto presso la sede dell’assessorato.

“La riunione informale, richiesta dai sindaci di Termini, Salvatore Burrafato e di Campofelice di Roccella, Francesco Vasta e dai sindacati, è servita soprattutto ad illustrare la delibera approvata dalla giunta di governo, “con la quale – ha detto l’assessore Venturi – si ribadisce l’investimento di circa 350 milioni per il miglioramento delle infrastrutture ed il vincolo dell’area a zona industriale per la produzione di automobili”.

“Girerò al presidente Lombardo – ha continuato Venturi – la richiesta, presentata oggi, di chiedere la convocazione di un consiglio dei Ministri straordinario che abbia al centro la questione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese”.

I sindacati hanno ribadito che, dopo la riunione del tavolo tecnico presso il ministero dello Sviluppo economico (il 5 marzo a Roma), vista la delicatezza della vicenda, è necessario che gli incontri tornino a svolgersi a Palazzo Chigi.
L’assessore Venturi inoltre concorderà con l’assessore regionale del Lavoro, Lino Leanza, un incontro per definire la costituzione di un eventuale bacino che possa accogliere i lavoratori Fiat e quelli dell’indotto, nel caso in cui dovessero perdere il posto di lavoro.