26 ago 2010

“Siamo giunti finalmente alle decisioni importati sul federalismo, quelle che deriveranno dai decreti di attuazione. Vedremo così se c’è la reale volontà di superare il dualismo nel quale vive ancora il nostro Paese”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, intervenendo al Meeting di Rimini al dibattito su “Federalismo e federalismo fiscale nell’Italia che cambia”, cui hanno preso parte anche i presidenti della Lombardia, Roberto Formigoni, del Veneto, Luca Zaia, e della Basilicata, Vito De Filippo.

“Mi auguro – ha detto Lombardo – che il federalismo faccia saltare il patto fra centralismo e governi locali su cui si è fondata la storia del nostro Paese e si produca in tal modo una svolta reale per le sorti di tutte le nostre regioni”.

“Noi – ha proseguito – abbiamo fatto la nostra parte, a partire dal ripianamento dei conti della sanità, ma attendiamo che dal Governo nazionale seguano scelte conseguenziali, come quelle sull’attuazione del nostro Statuto, riguardo alle accise che dobbiamo incassare. Basterebbe un decennio di questi introiti per superare anche il complesso problema dei fondi Fas che attendiamo da un anno e che ancora non ci vengono assegnati”.

O il federalismo è vero o sarà un ennesimo inganno. Siamo pronti ad assumere nuove responsabilità se ci saranno assegnate contestualmente le risorse necessarie. Ma vorremmo anche decidere sul nostro sviluppo, scegliendo noi e contrattando noi se avere o no una centrale nucleare, piuttosto che subire la decisione dall’alto. Abbiamo ereditato una difficile situazione, per esempio, in tema di precariato, cui abbiamo messo mano impedendo nuove assunzioni. Ma – ha concluso - è giunto il tempo di rendere giustizia a tanti precari che prestano da tempo la loro opera nell’amministrazione regionale. Questo è il nostro modo di metterci in regola”.