03 feb 2012
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Aver diffuso la voce che si licenziano le persone e che non c’è copertura è da irresponsabili. Gli enti incasseranno più o meno le stesse somme. Certo devono avere gli studenti, devono fare le lezioni bene, devono qualificare il personale, devono avere sedi con le condizioni di sicurezza necessarie.

La formazione era una fonte di sperpero a prescindere dagli operatori, che sappiamo che sono eccessivamente numerosi. Tutto gravava ogni anno sul bilancio della regione e con le risorse che sono state spese in dieci anni si sarebbe potuto forse fare il ponte sullo stretto. In questi tempi ciò non è possibile.
Cosa abbiamo fatto quindi? Abbiamo passato la formazione sul fondo sociale e questo significa anche sottoporla a delle regole.

Regole vuol dire che ci vuole qualità. Quello che vogliamo fare è migliorare il sistema e poi ridurne l’onere. Noi dobbiamo tagliare gli sperperi e quello che risparmiamo investirlo in sviluppo che dà lavoro e porta benessere. Oggi più che mai questa riconversione a pratiche virtuose è fondamentale.

Questo serve a tutta la Sicilia, ai giovani formatori, agli operatori.

12 gen 2012

Ho preso atto delle cortesi parole del senatore D’Alia. Non mi facevo nessuna illusione visto che fin dal momento della scelta che hanno fatto il 27 si era capito che non c’entrassero per nulla le ragioni del governo regionale.

Avevamo offerto la possibilità di potenziare la loro presenza in giunta già settimane fa, così come non ho ecluso che entrassero in giunta politici, preferibilmente non deputati regionali. Ho anche detto che sul piano delle riforme si guardasse a quanto è successo in questi tempi dalla sanità agli appalti, dalle Asi ai rifiuti, tutti rami dell’amministrazione nei quali si è realizzata un’opera di modernizzazione, di riforma e di moralizzazione che, nonostante gli insulti che ci possono venire strumentalmente fatti, credo non abbia precedenza nella storia della Sicilia.

Le ragioni sono altre e se sono altre è inutile stare a parlare e perder tempo. C’è stata una conferma che quelle valutazioni non erano errate. Che questo poi sia legato ad una ricollocazione per le prossimo politiche o regionali, sono discorsi che esulano, non sono stati fatti ieri e certamente emergeranno nei prossimi giorni. Mi auguro che questa condizione possa essere superata prima o poi e comunque i fatti dei prossimi giorni si incaricheranno, ammesso che non incidano quelli di oggi e di quanto è capitato a Roma, di fare chiarezza sulla scelta dell’Udc.

Mi fa piacere comunque che l’Udc non farà mancare il proprio contributo ad iniziative positive e sono certo comunque che l’Udc nel suo lavoro e nel suo impegno politico possa riconoscere il buon lavoro che stiamo facendo e ritrovare la via di una collaborazione più forte.

10 gen 2012
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La storia del referendum del Pd ha dell’incredibile, a un anno dalle elezioni politiche regionali e a poche settimane dalle amministrative di Palermo. E’ un colpo di scena che sinceramente i più non si sarebbero mai aspettato e che neppure la più fervida immaginazione avrebbe potuto produrre.

C’era stata una raccolta di firme, peraltro su quesiti che sono stati profondamente modificati. Per quanto mi riguarda credo sia assurdo per un gruppo dirigente che ha instaurato con me un rapporto di collaborazione che è stato fondamentale per la produzione legislativa e per l’azione riformista che abbiamo portato avanti e quando faremo l’elenco delle riforme che abbiamo definito per legge e per azioni di governo non so se troveremo molti paragoni nella storia della nostra terra.

Adesso cosa si fa con il referendum? Si mette in discussione o meno l’appoggio al governo ora? E’ assurdo e folle e io non posso consentire che si faccia. Piuttosto che fare questo referendum, il Pd decida di non sostenere l’azione riformatrice del governo. Si vada a qualunque conseguenza ed eventualmente per togliere di imbarazzo e per eliminare qualunque dubbio o sospetto, gli assessori tecnici che si sentissero espressione per una ragione o per un’altra del Pd lascino pure la giunta e tolgano dall’imbarazzo questa parte di Pd che non so qual è. Non credo sia quella minoranza che ha chiesto il referendum perché il quesito sottoscritto dai loro firmatari è tutt’altra cosa. Non è neppure della maggioranza dell’80% dei componenti dell’assemblea perché di certo non vogliono il referendum. Eppure lo si fa. Leggo oggi che sarebbe illeggittimo perché è stata discrezionalmente cambiata la data.

Io onestamente non mi ci raccapezzo. Come non ci si raccapezzano gran parte delle persone serie, competenti, per bene, validissime che militano all’interno del Pd e non solo i deputati molti dei quali ho sentito.

Mi auguro che nel giro di qualche ora si riesca a fare chiarezza oppure ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Non c’è dubbio che il gran lavoro che si è fatto in questi anni e che ha prodotto ottime amministrazioni espressioni di questa alleanza nei vari comuni in cui si è votato l’anno scorso va a farsi benedire a cominciare dal comune di Palermo. E allora chiaramente ognuno farà le proprie scelte e prenderà la propira strada.

23 dic 2011
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Mi sento di fare un bilancio. Io non solo accetto le critiche più o meno feroci, purché siano ispirate da onestà intellettuale e dalla coscienza libera da condizionamenti e interessi. Molto spesso queste condizioni non si verificano.

Il bilancio è di un immenso lavoro che si è fatto e che, solo per guardare ai giorni scorsi, ci ha visto lanciare il credito d’imposta per l’occupazione, 120 milioni impegnati per aziende piccole e piccolissime che si potenziano e danno lavoro. Risorse che abbiamo risparmiato da un bilancio che abbiamo riportato ai livelli di dieci anni fa, prima che si allargasse tanto, risparmiando 1 miliardo con la prima manovra Tremonti, 400 milioni con la successiva e oggi siamo chiamati a risparmiarne altri 400, visto che le diavoleria di una finanza più o meno creativa e di un sistema finanziario che specula sulla pelle della gente, mettono il nostro paese in ginocchio e nelle condizioni di dover fare quadrare i conti a tutti i costi, conti che pagano spesso le persone e i territori più deboli come il sud.

Abbiamo poi fatto una legge di aiuto all’agricoltura molto apprezzata e abbiamo finalmente riformato le aree di sviluppo industriale. Ce n’erano 11 e in ognuna di queste c’erano assemblee fatte di 50-60 persone e consigli di amministrazione di 10 e lo sviluppo industriale in Sicilia, con questo sistema, non c’è stato. Adesso abbiamo creato un organismo unico che sarà un interlocutore credibile che potrà orientare in tutto il territorio della Sicilia qualunque imprenditore voglia venire a lavorare e investire da noi.

Abbiamo approvato la legge sull’abitazione sociale e abbiamo portato avanti la ristrutturazione del sistema sanitario che magari fa registrare proteste e critiche – e molto spesso la demagogia la fa da padrone – che ci ha fatto risparmiare un sacco di soldi e ci ha consentito di rispettare il piano di rientro e di avere una premialità che ci consente di investire nella nuova edilizia ospedaliera e al tempo stesso ci deve fare migliorare la qualità di una sanità che era la più cara d’Italia e forse la peggiore come funzionamento.

Queste sono le riforme che abbiamo fatto e per ognuna di queste, compresa la chiusura dell’accordo per Termini Imerese, si investono decine di milioni di euro, si fanno decine di trattative, si vanno inseguendo tutte le emergenze che sorgono nel frattempo. E si cerca di provvedere ai bisogni dei cittadini soprattutto quelli di Giampilieri, San Fratello, Saponara, Barcellona molto spesso con risorse nostre visto che il governo centrale è stato quanto meno avaro nell’affrontarle.

Questo è il bilancio che mi sento di tracciare. La prospettiva e l’augurio intanto riguarda il mio impegno che sarà portato avanti con rigore, con grande fermezza e con l’onestà di chi sa dire, quando serve, di no e quando dice sì deve essere un sì vero. Ma anche con il senso di solidarietà che ci deve fare guardare a chi ha più bisogno, ai poveri, ai malati, agli anziani e ai ragazzi che cercano la prima occupazione.

Se si rivoluziona il sistema siciliano, se decentreremo i poteri ai comuni e ai liberi consorzi con la riforma che mi auguro l’assemblea senta sua e la approvi il più presto possibile, allora il sistema si rifonderà in tutti i campi.

Non c’è settore dell’amministrazione regionale dove non abbiamo avviato una riforma rivoluzionaria che deve portarci a far costare di meno le cose, a farle funzionare meglio e a determinare risparmi da investire nello sviluppo e nell’impresa privata che crea posti di lavoro e premia i meritevoli.

Questo sarà l’impegno per l’avvenire. I siciliani devono essere consapevoli che questo governo, fatto da persone in gamba che ho l’onore di presiedere, farà fino in fondo il proprio lavoro senza risparmiarsi e cercherà di contribuire affinché questo augurio abbia un senso e possa essere reale.

Un augurio quindi di un anno sereno per chi mi ascolta e anche per i siciliani che non stanno in Sicilia e che sono stati costretti a lasciare la propria terra, fenomeno che tutte le famiglie hanno vissuto e conoscono bene e che ha determinato nel nostro popolo quel sentimento di solidarietà e ospitalità che ha fatto sì che a Lampedusa e in Sicilia abbiamo accolto i migranti e i loro figli. Un sentimento di solidarietà e ospitalità nella consapevolezza che conquistare la serenità, la dignità, il lavoro ci vedrà impegnati giorno per giorno.

14 dic 2011
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A proposito della riforma delle Asi, abbiamo una gestione finalmente unitaria che può seriamente avviare uno sviluppo industriale in Sicilia.

Un grande imprenditore che viene a dialogare con una regione non sa dove andare e non si può pensare che vada girando nelle 11 aziende di sviluppo industriale. Se ha un interlocutore unico che gli consiglia dove andare ed ha uno sguardo d’insieme certamente quasto imprenditore trova più facile investire in Sicilia.

Questa riforma è una vera e propria rivoluzione, una riforma che in Sicilia si aspettava ormai da molti anni. Fino ad oggi avevamo 11 Asi, 9 per le province più due per Gela e Caltagirone, che determinavano assemblee di una cinquantina di persone e cda di una decina e quindi ritardi nelle scelte, mancate risposte ecc., che hanno fatto sì che noi abbiamo il tasso di imprese, vecchie e nuove, tra i più bassi d’Italia. E questo nonostante il nostro territorio offra condizioni importanti e positive perché si investa.

Il nostro governo regionale ha fatto riforme strepitose, dal sistema sanitario a quello dei rifiuti, dal blocco delle assunzioni alla riforma delle Asi, che cercano di determinare una svolta storica alla nostra terra. Mi auguro che queste riforme abbiamo successo e diano i risultati desiderati e, soprattutto, che per l’avvenire nessuno pensi di tornare indietro. Altrimenti ci sarebbe da lasciarla la Sicilia, e siccome così non deve essere, lungo la strada dell’autonomia e delle riforme bisogna andare avanti.

Allo stesso tempo abbiamo approvato il finanziamento del microcredito che partirà il prossimo 11 gennaio:  si riferisce a piccoli prestiti, fino a 6 mila euro, che si danno alle famiglie che magari non hanno i titoli per accedere al prestito bancario. Si possono mettere in movimento 2.500 piccole iniziative che molto spesso riguardano la salute delle persone fidandosi di gente che magari è in condizione di povertà e che però poi restituirà il prestito che ottiene.

Si è fatto con la Caritas e con molte associazioni di volontariato che conoscono il territorio e le persone che ne hanno bisogno.

E’ una cosa molto positiva che in questo momento di grande difficoltà economico-finanziaria serve alla Sicilia.

18 ott 2011

Compito della buona politica è riuscire a leggere e interpretare le richieste provenienti dalla società e dai cittadini e trasformarle in concreti provvedimenti amministrativi. Il disegno di legge sull’abolizione delle province, sul decentramento delle funzioni regionali e la riforma dei liberi consorzi dei Comuni, appena approvato dal mio governo, va in questa direzione e costituisce uno dei capisaldi del nostro progetto di riformare in profondità la Sicilia.

Avvicinare le istituzioni e l’amministrazione della cosa pubblica ai cittadini, decentrando i poteri e le funzioni, limitando il ruolo della burocrazia e lo sperpero delle risorse, significa rimettere al centro del ragionamento politico e amministrativo le esigenze e le aspettative dei siciliani determinando, al contempo, un notevole risparmio in termini di spesa ed una efficienza maggiore delle strutture amministrative.

Grazie al nostro Statuto speciale, il superamento del sistema delle Province, che a livello nazionale pare essere stato relegato a inutile chiacchiera – se non a reciproco ricatto o minaccia tra le forze politiche della maggioranza e, nella migliore delle ipotesi, a semplice enunciazione di principio, in Sicilia potrebbe essere presto tradotto in realtà.

Il governo regionale ha fatto la propria parte approvando in giunta il disegno di legge; spetta adesso all’Assemblea ed alla politica assumersi la responsabilità di manifestare coerenza e dare concretezza, mi auguro nel più breve tempo possibile, a questa riforma discutendo ed approvando il testo, aperti ai contributi della politica, modificando ciò che è necessario modificare al fine di rendere concreta ed applicabile immediatamente la riforma delle province, trasformandola in una svolta epocale.

Il mio impegno è quello di lavorare affinché il processo di riforme avviato da questo governo non si interrompa. La Sicilia e i siciliani non lo meriterebbero e difficilmente potrebbero perdonarlo.

28 set 2011

Sulla mozione di censura dell’assessore alla Salute, Massimo Russo, si continuano a dichiarare amenità e non poche stupidità. Penso sia evidente, ed è sotto gli occhi di tutti, che a votare la mozione sono stati circa trenta deputati, un terzo dell’assemblea.

Gli ispiratori della mozione di censura contro Russo hanno fallito: tre anni fa il numero dei deputati che volevano ostacolare la riforma el sistema sanitario era il doppio.

Il dammatico problema è quello di un sistema sanitario costosissimo, in cui non poche erano le disfunzioni, gli sperperi e le inefficienze che ponevano la Sicilia agli ultimi posti in italia. Oggi, dopo tre anni di terapia d’urto che ci hanno consentito di risalire la china, conquistiamo riconoscimenti non solo in sede nazionale ma sopattutto registriamo una riqualificazione che i cittadini e gli operatori sanitari cominciano ad apprezzare.

L’assessore Russo, dopo questa inqualificabile performance dell’opposizione, dovrà procedere nel completare la riforma con rinnovato vigore e ancora maggiore determinazione. La politica della sanità è la politica del governo regionale.

Il Pdl ed il Pid con questo tentativo hanno tentato soltanto di distrarre l’attenzione dei cittadini siciliani dal massacro che il governo nazionale sta operando contro l’italia e contro il sud in particolare. Piuttosto collaborino affinché il sistema si riformi completamente e si ripristini la perequazione tra il sud ed il resto del paese.

13 set 2011

Credo che ci sia piena sintonia nelle cose che ci siamo detti in spirito di grande collaborazione e di armonia.

Il valore di questa alleanza va avanti e si apre ai moderati autonomisti e progressisti ma anche ad altre collaborazioni. Su questo argomento il Partito democratico vuole coinvolgere forze che gli stanno accanto o alla sua sinistra. Facciano pure: al momento opportuno valuteremo e comunque nessuna preclusione.

Non escludiamo, anche se nella nostra storia e tradizione non c’è il sistema delle primarie, che ci siano ampie forme di partecipazione dei cittadini alla scelta dei candidati a sindaco o alle altre cariche.

Sulla questione delle elezioni anticipate io e gli alleati valuteremo anche nel quadro dell’ipotesi delle elezioni politiche. Io posso essere dell’idea che è bene che ci sia un governo regionale in carica per affrontare le politiche; ma se anche domani mattina, pur di consolidare questa esperienza che io definisco autonomista oltre che autonoma, i sondaggi ci dessero il 60% di elettorato, io staccherei la spina perché vinceremmo e per altri 5 anni potrebbe andare avanti il processo riformista.

Su questi punti, come su altri, che saranno discussi dal Pd oltre che in casa nostra, così come sulla via delle riforme, dai liberi consorzi al decentramento al taglio degli sprechi, tutti punti portati avanti anche dai partiti del terzo polo e dagli autonomisti, il Pd conviene con noi.

C’è tanta carne al fuoco nelle direzioni dei partiti dove questi punti si discuteranno nei prossimi giorni e si arriverà ad una piattaforma che potrà portare alla sottoscrizione di un patto politico ed elettorale.

A cominciare dalle elezioni comunali, nelle quali questi partiti si sono detti disponibili, anzi volenterosi, a collaborare. Quando questa grande alleanza si sarà sperimentata nei comuni di Agrigento, Trapani, Palermo, è chiaro che sarà una alleanza solida che potrà affrontare bene insieme anche gli altri passaggi politici. E servirà molto a determinare le scelte dei partiti anche a livello nazionale perché qui siamo molto più avanti; abbiamo iniziato qui questa esperienza, mentre a Roma ci sono ancora movimenti vari. Se in Sicilia si consolida questa alleanza credo che servirà anche per il resto del paese.