02 feb 2012
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Sulla formazione questo governo ha determinato una svolta epocale. E’ stato molto rigoroso anche negli anni scorsi. Non abbiamo ripetuto quello che capitava negli anni precedenti nei quali c’era stato un incremento degli operatori, assunti spesso senza neanche guardare ai titoli, da 2500 fino agli 8500 che abbiamo trovato noi.
Adesso stiamo facendo una politica organica, razionale e di riorganizzazione del settore. Già la metà degli operatori del Cefop hanno ripreso a lavorare. Ci sono stati sacrifici ma se non si passa attraverso una fase difficile non si possono aggiustare le cose.
Grazie a Centorrino e ad Albert, questo dirigente che viene da lontano, di grande esperienza e grande rigore; quando mi fanno la polemica sui dirigenti esterni si dovrebbe considerare che gli esterni non hanno un condizionamento dall’ambiente e non si fanno trascinare su strade sbagliate.
Il passaggio della formazione, sul piano della copertura finanziaria, dal bilancio regionale al fondo sociale europeo per il quale abbiamo ricevuto i complimenti dal ministro Fornero e ancora ieri dal ministro Barca determina l’alleggerimento per circa 300 milioni di euro del bilancio regionale e determina anche che ci devono essere realmente gli studenti e che i centri di formazione devono rispettare degli standard, dalla qualità dei docenti al percorso formativo. Questi standard imposti dall’Europa garantiranno un miglioramento della qualità della formazione; il dramma qual era? Un costo eccessivo, operatori che, in alcuni casi, insegnavano senza avere neppure la laurea, impedendo ai formati di acquisire competenze.
Adesso non sarà più così e mi auguro che si riconosca che questa è una svolta che abbiamo voluto noi.
Così come l’altro giorno leggevo che gli Ato rifiuti non funzionano e hanno spese eccessive. Ma chi l’ha determinata la svolta negli Ato rifiuti se non la legge che l’assessore Russo ha portato in aula sulla riduzione degli Ato e sul passaggio ad un regime di razionalizzazione? E non ci sono emergenze rifiuti da qualche tempo a questa parte. Semplicemente, ce ne stiamo occupando con impegno straordinario, lasciandoci alle spalle un passato certamente non virtuoso.

13 dic 2011

Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione, in Assemblea Regionale Siciliana, del disegno di legge di riforma delle ASI, voluto dal governo e portato avanti con tenacia  e determinazione dall’assessore Venturi cui va il nostro plauso.

La riforma appena approvata prevede l’abolizione di tutte le ASI, con i relativi consigli di amministrazione, consentendo una riduzione dei costi e l’istituzione dell’IRSAP. Un unico ente che permetterà di sfruttare al meglio il patrimonio delle zone industriali siciliane, sotto una unica guida strategica, con minori costi ed una migliore efficienza consentendo il rilancio ed il risanamento che la Sicilia si è imposta anche sul fronte dello sviluppo industriale oltre che della lotta agli sprechi.

Anche questa roforma dimostra che la strada intrapresa sin dal principio della nostra azione di governo, tra lo scetticismo di una parte politica fin troppo roma-milano centrica, è quella più giusta per fronteggiare la crisi che in Sicilia si avverte maggiormente.

11 ago 2011
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Abbiamo ottenuto, dopo averla richiesta e reclamata, la Cig per i lavoratori della formazione professionale. E, devo dire, abbiamo trovato nel ministro Sacconi un interlocutore disponibile.

La formazione è oggetto di una riorganizzazione profonda e radicale che dovrà portarci a ridurre il numero degli operatori attraverso i prepensionamenti e anche attivando la cassa integrazione. Questa riguarderà lavoratori di enti che hanno già presentato istanza di mobilità e richiesta di messa in cassa integrazione e riguarderà anche i lavoratori del Cefop.

Il Cefop ha circa un migliaio di dipendenti che non percepiscono stipendio da 14 mesi. Avevamo detto che non potevamo pagare questi stipendi per diverse ragioni, a cominciare dal fatto che l’ente non era a posto con il Durc anche se rivendicava allo stesso tempo crediti nei confronti della Regione.

La messa in cassa integrazione ci ha consentito di chiudere un accordo attraverso il quale si potranno cominciare a pagare gli stipendi ai lavoratori. A questa indennità si aggiungeranno i 450 euro del nostro fondo di garanzia. Sarà una boccata d’ossigeno importante.

Quando dovesse poi intervenire una amministrazione determinata dall’avvio della procedura fallimentare, vicenda che sarà discussa credo a settembre, in quel caso avremo un interlocutore che consentirà alla regione di pagare anche a prescindere dal Durc.

Purtroppo su questo argomento che riguarda centinaia di famiglie si è fatta qualche speculazione e ci sono state le giuste lamentele e proteste da parte dei lavoratori, ma il ritardo nel definire questa pratica è il portato di un lavoro di riorganizzazione complessivo della formazione professionale.

Riorganizzazione che si realizza soprattutto con il nuovo piano Prof che sarà triennale e basato su un costo standard dell’ora formativa al quale gli enti dovranno adeguarsi. E noi, agli enti, chiederemo che ci venga reso quello standard che riguarda le strutture, il numero degli allievi, la qualità della formazione ecc. E gli enti, come qualunque fornitore privato di servizi dovranno adeguarsi a quelle che sono le condizioni perché questi servizi vengano resi bene e quindi pagati.

A differenza del passato, quando ogni ente presentava il rendiconto finale e otteneva l’integrazione, come se non ci fossero limiti di bilancio anche nella formazione professionale, oggi la cosa dovrà andare diversamente. La gran parte dei costi saranno caricati sul Fondo Sociale Europeo come non si è fatto mai in passato sprecando centinaia di milioni di euro che se fossero stati investiti nello sviluppo avrebbero dato migliaia di posti di lavoro per i nostri figli.

Anche in questo caso la riforma ci è costata incomprensioni e critiche ma servirà ai siciliani: ai ragazzi che devono essere formati bene e a chi presta il servizio che sa che ci sono regole da rispettare.

26 lug 2011
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Credo sia il momento giusto per presentare questo disegno di legge, pronto sul mio tavolo, che viene definito abolizione delle Province ma in realtà riguarda il l decentramento dei poteri della Regione.

Quali sono le ragioni di questo disegno di legge? Se vogliamo aiutare i siciliani e la Sicilia a crescere dobbiamo spogliare la Regione, lasciarla snella e decentrare tutto ai comuni e ai liberi consorzi perché sotto il controllo dei cittadini le cose funzionano meglio.

Se la Regione si spoglia dei poteri, cede il proprio personale e le proprie competenze e una buona parte delle risorse queste risorse si risparmiano e si possono tagliare più facilmente gli sprechi.

Deleghiamo i poteri ai comuni, alcune delle competenze che sono di respiro sovracomunale verranno governate nell’ambito del consorzio dei comuni che sostituiranno le Province. I consorzi non sono altro che un gruppo di comuni e territori omogenei da un punto di vista sociale, economico, culturale e storico chiamati a gestire le competenze sovracomunali.

E come saranno governati questi consorzi? Facciamo l’elezione del consiglio di consorzio? Naturalmente no, altrimenti c’è il rischio di ritrovarci con le vecchie Province moltiplicate per tre. Saranno i sindaci ad eleggere uno di loro presidente del consorzio il quale potrà avvalersi della collaborazione di assessori, scelti tra gli assessori o i consiglieri comunali che non dovranno percepire indennità in più. Tutti devono fare il proprio lavoro non necessariamente per percepire indennità aggiuntive.

I consorzi poi dovranno avvalersi del personale della Regione, delle ex Province e dei dipendenti comunali per governare quel determinato territorio.

Uno dei tanti paradossi della situazione attuale: La Regione gestisce più di 25 mila forestali. Qualche giorno fa sono stato a Campobello di Mazara e ho visitato le cave di Cusa, che dovrebbero essere conosciute da tutti i siciliani e soprattutto dai giovani. Sono strapiene di erba secca con rischio concreto di incendi. Ora, abbiamo più di 25 mila forestali e all’area di Trapani ne apparterranno 2 mila che potrebbero benissimo pulire quel sito. Se quel gruppo di lavoratori della forestale fosse devoluto a quel consorzio dei comuni, l’autorità locale potrebbe mandare 10 di loro a ripulire il sito. Ecco cos’è il decentramento delle competenze, dei poteri, del personale, delle risorse.

Credo che questa sia una riforma importante per tagliare i costi perché, man mano che nei comuni consorziati andranno in pensione, ad esempio, i comandanti dei vigili urbani questi saranno sostituiti da uno solo per l’intero consorzio. E lo stesso ragionamento vale per il capo dell’ufficio tecnico, per il segretario comunale, per il ragioniere generale ecc.

Taglio dei costi e risparmio che diventano risorse utili da investire nello sviluppo dell’impresa privata e dell’economia per creare lavoro per i nostri giovani e crescita economica per la Sicilia.

06 lug 2011
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La politica che taglia agli altri e non ai propri privilegi non può essere accettata dalla gente. Noi abbiamo molto da tagliare. E’ disonesto chi dice che dovremmo tagliare il personale perché non si può mandare a casa chi è stato assunto.

Bisogna invece tagliare gli sprechi. Ieri la tante volte declamata eliminazione delle Province non è stata votata in parlamento. Noi possiamo farlo in Sicilia.

La prossima settimana l’assessore Chinnici definirà il testo per la creazione dei liberi consorzi dei Comuni che dovranno essere destinatari di molte competenze regionali e avranno il compito di mettere insieme i servizi.

Se in una città come Palermo c’è un unico segretario generale, un ragioniere generale o un capo dei vigli urbani perché non ci può essere una figura unica anche per 10 o 15 comuni che insieme fanno 150 o 200 mila abitanti?

Ai consorzi dei Comuni e ai Comuni stessi dovremo delegare funzioni. Tante funzioni di una Regione che si è troppo gonfiata di personale, di leggi, di cavilli e regolamenti che si traducono in difficoltà per i cittadini. Quando la burocrazia entra a diretto contatto con i cittadini e il funzionario che deve sbloccare la pratica non si trova a 200 chilometri di distanza  ma nello stesso Comune vedrete che il funzionario stesso non potrà che adoperarsi per dare una risposta immediata.

Questa è la più grande rivoluzione che possiamo realizzare. Credo che il nostro governo e l’assemblea non potranno che accogliere questa volontà.

I sindaci dei Comuni saranno eletti con la consapevolezza dei cittadini che dovranno esprimere il voto confermativo per la loro scelta. Così avremo sindaci più voluti dai cittadini e non trascinati dalle liste di supporto dei partiti. Gli assessori, in numero limitato, avranno ampi poteri.

Credo che questa riforma renderà l’amministrazione più efficiente e ridurrà gli sprechi per rispondere meglio ai bisogni dei cittadini. La Sicilia poi, piuttosto che essere l’ultima ruota del carro, abolendo le Province e puntando sui Comuni e sui liberi consorzi, intraprenderà una strada che il parlamento nazionale e le altre regioni non potranno non seguire.

17 giu 2011

Con il quadro normativo regionale vigevano in Sicilia, dopo l’emanazione della legge n.7 del 2002, ben ventuno leggi successive di modifica, integrazioni e, a volte, di modifiche delle modifiche, che determinavano una grave incertezza sulle norme da applicare procurando ritardi nelle procedure. Inoltre, l’entrata in vigore l’8 giugno scorso, del nuovo Regolamento di attuazione del Codice dei Contratti, senza il nuovo intervento legislativo, avrebbe comportato un’ulteriore disordine.

Con la legge di riforma del settore degli appalti pubblici, il cui articolato e’ stato approvato ieri dall’Ars, e che recepisce il D.Lgs. 163/2006 e il nuovo Regolamento D.P.R. 207/2010, la Sicilia si e’ dotata di un quadro normativo chiaro e di facile applicazione che elimina inutili differenze con quello nazionale, pur preservando e tenendo conto delle specificita’ della regione.

Sono elementi chiave della nuova disciplina:

- La chiarezza, la trasparenza, l’accelerazione delle procedure e ulteriori norme di contrasto ai tentativi di infiltrazione criminale e mafiosa.

- E’ stato privilegiato come sistema di aggiudicazione, il metodo dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa, ponendo dei paletti a salvaguardia dell’utile d’impresa. Nel caso di ricorso al sistema del massimo ribasso, sono state previste garanzie aggiuntive in presenza di ribassi eccedenti il 20%, con polizza fidejussoria bancaria. Sono state introdotte, inoltre, alcune norme di snellimento e di maggiore trasparenza per le attivita’ svolte dall’Ufficio regionale per l’espletamento di gare (Urega).

Tale meccanismo, nello spirito della legge e’ orientato, soprattutto, ad arginare il fenomeno delle infiltrazioni della criminalita’ organizzata, garantendo, nello stesso tempo, la completa e corretta esecuzione dei lavori.

- L’accelerazione di alcune procedure, come l’approvazione dei progetti con importi sotto soglia comunitaria, attraverso lo strumento della Conferenza dei servizi, prevedendo anche la partecipazione dei progettisti dell’opera.

- Il dimezzamento dei tempi di pubblicazione per tutti gli enti del Programma Triennale delle opere pubbliche.

- La previsione che nei programmi di spesa regionale possono essere inseriti anche lavori dotati soltanto del documento preliminare alla progettazione, consentendo cosi’ anche agli enti che non dispongono delle risorse economiche necessarie per predisporre ulteriori livelli di progettazione, di potere concorrere per ottenere i finanziamenti regionali.

Questi ultimi tre punti consentono di accelerare tutti i processi di spesa con evidenti benefici per la ripresa economica, riducendo i tempi che intercorrono tra la fase di programmazione dei lavori e la loro ultimazione.

La nuova legge garantisce, inoltre, una migliore trasparenza nell’affidamento degli incarichi professionali grazie all’istituzione di: – Un Albo unico regionale al quale tutti gli enti fanno riferimento per l’individuazione dei professionisti ai quali affidare gli incarichi sotto la soglia dei 100.000 euro, evitando il proliferare di Albi diversi, per i quali i requisiti di iscrizione erano a volte fissati in maniera discrezionale e variavano da ente a ente.

- Un Albo regionale di esperti dove attingere, per sorteggio pubblico, i componenti delle commissioni esaminatrici per gli appalti da aggiudicare con il sistema dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa.

- La previsione che il R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento) possa richiedere al competente ordine professionale la verifica del corrispettivo economico da mettere a gara per i servizi di architettura e di ingegneria.

Ulteriori elementi di novita’ sono costituiti da:

- Uno specifico fondo per la conservazione e la sicurezza dei beni culturali siciliani, prevedendo di reperire le risorse necessarie con il 50% derivante dai contratti di sponsorizzazione.

- Il ricorso al concorso di idee, in modo da consentire anche ai giovani professionisti di proporsi per la progettazione di importanti opere pubbliche, potendo acquisire successivamente, in caso di aggiudicazione, i requisiti economici e tecnici necessari per la progettazione esecutiva, mediante l’associazione temporanea con altri soggetti.

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha voluto complimentarsi con l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilita’, Pier Carmelo Russo, e con il suo staff per il lavoro svolto ma ha anche sottolineato l’atteggiamento positivo del parlamento siciliano che, “senza ostruzionismi, ne’ in commissione ne’ in aula, ha consentito in poche ore di consegnare la riforma a tutti siciliani e, in particolare, alla categoria dei costruttori che la invocava”. “E’ una legge – ha sottolineato Lombardo – che potra’ rilanciare il settore dell’edilizia in Sicilia”.

“Gli obiettivi raggiunti – ha affermato l’assessore Russo – sono stati condivisi da tutte le componenti del tavolo tecnico che ho insediato ai primi di gennaio presso l’assessorato. Con tali rappresentanze, a cui va un sincero e affettuoso ringraziamento, si e’ concertato il percorso e le norme da inserire nella nuova legge”.

01 giu 2011

Quello della formazione, come tutti gli altri rami dell’amministrazione, ha bisogno di una riorganizzazione della quale ci stiamo occupando.

Non c’è dubbio che stiamo cambiando sistemi e regole che hanno dilatato la spesa, a prescindere dal prodotto e dalla qualità dei risultati, e che poggiano su una anomalia: gli enti privati, come è giusto che sia, hanno assunto gli operatori come hanno voluto salvo poi aspettarsi, sempre e comunque, dalla Regione le cosiddette garanzie occupazionali.

L’aggressione all’assessore Centorrino è comunque la reazione sconsiderata ad una serie di inziative che hanno certo bisogno di essere riordinate ma che intendono iscriversi in una strategia di riforma ineludibile.

La giunta, nei prossimi giorni, potrà raccogliere le proposte che vengono avanzate. Mi sento comunque di dire che il nostro intento è quello di assicurare la massima attenzione verso quanti, comunque, su quella occupazione hanno costruito una vita sicura per sé e per le loro famiglie.

18 mag 2011

“Siamo soddisfatti per l’approvazione della legge sulla formazione professionale in Sicilia. Voglio sottolineare l’impegno dell’assessore Mario Centorrino che ha raggiunto un risultato importante, in un contesto delicato quanto complicato”. Lo dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, dopo l’approvazione della norma da parte dell’Assemblea regionale siciliana.

“Con questa legge, che e’ un buon punto di partenza – prosegue Lombardo – si avvia un percorso virtuoso in un sistema caratterizzato fino ad oggi per le troppe disfunzioni”.

“E’ importante – afferma Lombardo – sottolineare l’unanimita’ del voto del Parlamento, adesione che e’ stata raggiunta, proprio in queste ore, anche nei lavori delle Commissioni parlamentari, impegnate a valutare disegni di leggi fondamentali, quale ad esempio quello sugli appalti. E’ il segno di come il programma riformatore possa andare avanti”.