03 feb 2012
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Aver diffuso la voce che si licenziano le persone e che non c’è copertura è da irresponsabili. Gli enti incasseranno più o meno le stesse somme. Certo devono avere gli studenti, devono fare le lezioni bene, devono qualificare il personale, devono avere sedi con le condizioni di sicurezza necessarie.

La formazione era una fonte di sperpero a prescindere dagli operatori, che sappiamo che sono eccessivamente numerosi. Tutto gravava ogni anno sul bilancio della regione e con le risorse che sono state spese in dieci anni si sarebbe potuto forse fare il ponte sullo stretto. In questi tempi ciò non è possibile.
Cosa abbiamo fatto quindi? Abbiamo passato la formazione sul fondo sociale e questo significa anche sottoporla a delle regole.

Regole vuol dire che ci vuole qualità. Quello che vogliamo fare è migliorare il sistema e poi ridurne l’onere. Noi dobbiamo tagliare gli sperperi e quello che risparmiamo investirlo in sviluppo che dà lavoro e porta benessere. Oggi più che mai questa riconversione a pratiche virtuose è fondamentale.

Questo serve a tutta la Sicilia, ai giovani formatori, agli operatori.

10 dic 2011

Le parole chiave dell’appuntamento di domani a Caltanissetta sono Sud, Italia e Militanza. Una quarta parola chiave è il luogo stesso in cui ci ritroveremo: Caltanissetta, una scelta non casuale.

Domani si chiude un ciclo. Nel marzo scorso abbiamo avviato un percorso di rifondazione del nostro movimento, quello della “naturale evoluzione”. Un percorso che si è sviluppato attraverso il confronto politico tra gli aderenti al movimento, dai giovani militanti di base ai quadri dirigenti, dagli amministratori locali ai parlamentari. Un confronto a volte anche aspro e polemico ma certamente utile e necessario.

Da domani con l’introduzione di nuove regole e con il lancio della campagna di tesseramento,  il nostro movimento, rifondato, potrà ripartire con slancio e convinzione rimettendo al centro del dibattito e dell’azione politica il concetto della militanza.

E così come vogliamo ripartire dalla centralità del militante, allo stesso modo intendiamo rimetterci in marcia e ripartire da un luogo posto al centro del nostro territorio. Ecco perchè Caltanissetta, al centro della Sicilia.

Solo però con una Sicilia “nuova” e pervasa dal medesimo sentire autonomista, che è istanza politica, sociale e culturale, possiamo far valere le nostre ragioni e lavorare per lo sviluppo della nostra economia e per il diritto al lavoro dei nostri cittadini. Solo con un forte partito autonomista possiamo influire sulle scelte della politica nazionale, indirizzarla a riconoscere i nostri diritti e a restituirci il posto che ci spetta ricostruendo quindi una “nuova” Italia che riconosca il valore e le esigenze di tutto il suo territorio nazionale, comprese le regioni meridionali, e sia finalmente davvero unita dopo 150 anni di unità dichiarata solo a parole ma negata e misconosciuta sempre nei fatti.

In caso contrario, senza una nostra forte presenza a livello nazionale, continueremo a subire i torti e le angherie alle quali, purtroppo, la storia e i poteri forti, radicati prepotentemente al nord, ci hanno abituato e continuano a volerci tenere sottomessi.

Tutto questo presuppone un cambio di passo, una ripartenza per il nostro movimento e per quanti vogliono impegnarsi per la Sicilia e per il suo sviluppo. E presuppone anche un forte impegno nella comunicazione, campo nel quale i nostri giovani militanti, ma non solo loro, dovranno e potranno giocare un ruolo fondamentale.

E, a questo proposito, già da domani inizierà le proprie trasmissioni in diretta una nostra radio, Radio Autonoma, per il momento diffusa solo attraverso internet ma che speriamo a breve di poter ricevere sulle tradizionali onde radio, per dare voce alle idee e alle istanze di giovani e non giovani, alle istanze autonomiste e a tutti i cittadini della nostra regione.

Su questo particolare aspetto della militanza così come sulla comunicazione in generale i più giovani e più avvezzi all’uso delle nuove tecnologie dovranno avere un ruolo centrale e potranno non solo spendersi in prima persona ma potranno anche rappresentare esempio e guida per quelli che come me invece sono in ritardo nell’adozione dei nuovi strumenti.

Da domani dovremo tutti quanti operare un salto qualitativo nel nostro impegno politico se vogliamo che l’idea autonomista diventi per la Sicilia una leva attraverso la quale conquistare il diritto alla nostra crescita sociale, economica, politica e culturale per il bene del nuovo sud, della nuova Italia e di tutti i siciliani.

05 mag 2011
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Sono deluso dalla politica del Ppe che ormai è un coacervo di tutto e di tutti.
Sarebbe un grande gruppo e un grande partito ma cosa ha di democratico e di cristiano questo partito popolare che mette dentro l’estrema destra e quanto non ha nulla a che vedere con l’ispirazione cristiana? Non me lo chiedo più perché la risposta mi viene dal fatto che ha perso completamente la bussola delle regole.
Il presidente della Regione è stato 9 anni parlamentare europeo e ha aderito al gruppo del partito popolare. Non se ne sono accorti? Oppure i loro referenti locali hanno detto che no, siccome non va a genio al Pdl i cui esponenti hanno organizzato questo convegno, allora il presidente non andava invitato?

12 mar 2011

“L’affermazione della legalita’ e’ ancora un obiettivo da raggiungere. Legalita’ e sviluppo devono camminare di pari passo: non ci puo’ essere vero sviluppo senza legalita’ e rispetto delle regole. La partecipazione numerosa di cittadini, politici, sindacalisti, forze sociali alla manifestazione di Caltanissetta, un fatto storico per questa citta’ ma anche per l’intera Regione, testimonia che la gente ha fame di legalita’. E noi – classe dirigente, politici, imprenditoria sana, parti sociali – abbiamo il dovere morale di soddisfare questa richiesta, senza precedenti, di legalita’”.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Attivita’ Produttive, Marco Venturi, partecipando questa mattina a Caltanissetta alla manifestazione dal titolo ”Contro la mafia, per il lavoro”, organizzata da Cgil, Cisl e Uil nissene assieme al Tavolo unico per la legalita’, alla Camera di Commercio, all’Asi, ai comuni di Gela e Caltanissetta e alla Provincia regionale.

“Ancora una volta – aggiunge Venturi – Caltanissetta si propone come laboratorio di legalita’ e di iniziative contro la mafia.

Dopo la rivoluzione avviata dalla Confindustria regionale anni addietro, quando si decise di denunciare il pizzo ed espellere gli imprenditori collusi, oggi si sperimenta un’azione congiunta tra forze sociali e istituzionali per consentire a questo territorio di fare un salto di qualita’ all’insegna di due valori imprescindibili: sviluppo e legalita’”.

15 dic 2010

Su Porto Empedocle terremo conto dell’ordinanza del TAR del Lazio ma crediamo in quel rigassificatore anche perché lo riteniamo utile e legittimo.

Per quanto riguarda Priolo non abbiamo mai detto di no a quell’impianto ma abbiamo soltanto posto delle condizioni relativamente alla sicurezza ed alla vita delle persone oltre che per il rispetto del paesaggio che pure è già gravemente provato da precedenti insediamenti industriali.

Nello specifico le condizioni del Governo sono:

1) mettere in sicurezza un impianto che molto spesso è stato sede di incidenti;
2) incassare sotto terra, per circa tre quarti, la parte a rischio dell’impianto stesso;
3) mettere a punto adeguate compensazioni a favore del territorio, a fronte dei rischi ambientali.

Il temporeggiare in attesa che tutto accada come prima è una tattica perdente con questo Governo. È finita l’era in cui grandi gruppi imprenditoriali facevano i loro comodi in Sicilia senza tenere conto del rispetto delle regole e delle legittime esigenze del territorio.

21 dic 2009

Conversare con le persone

scritto da Raffaele Lombardo 3 commenti

persone

Per lasciare un commento su questo blog è necessario registrarsi. E’ questa una mia personale decisione, presa dopo approfondite discussioni con il mio staff. Mi hanno detto e ripetuto, fino quasi allo sfinimento, che questa non è la migliore delle pratiche possibili su internet e soprattutto nel caso di un blog, che dovrebbe essere lasciato aperto ai commenti di tutti senza alcuna restrizione, se non quella di lasciare un indirizzo mail.

Concordo con loro, in linea di principio. E voglio rassicurare tutti: se ho scelto di seguire un’altra strada non l’ho fatto perché abbia l’intenzione di censurare le opinioni di qualcuno.

La spiegazione è, dal mio punto di vista, più semplice: voglio poter discutere con persone reali, con chi ha desiderio di parlare con me in maniera diretta e aperta, ma che abbia anche un nome ed un cognome, una identità reale e non solo un semplice nick (così mi dicono che si chiama il nomignolo che ognuno può attribuirsi) e una mail.

Le opinioni di tutti, anche le più critiche ed aspre, sempre che siano manifestate con un linguaggio non violento o aggressivo e sempre che rispettino le regole che ci siamo dati, saranno pubblicate e troveranno il loro spazio su questo blog.

Nessuno verrà mai escluso o censurato perché ha espresso le proprie idee. Però, se dobbiamo conversare insieme, dobbiamo farlo tra persone. Io sono Raffaele Lombardo, col mio nome e cognome, e ho voglia di parlare con altri nomi e cognomi, non con freddi e impersonali indirizzi mail.