28 ott 2011

Occorre chiudere al piu’ presto la trattativa sul federalismo fiscale. E’ la sollecitazione che la Regione siciliana rivolge al governo nazionale con una nota predisposta dall’assessore all’Economia, Gaetano Armao, e che la giunta regionale ha condiviso nella riunione di ieri. “Una sollecitazione – spiega Armao – che tiene conto del fatto che, mentre con le altre Regioni a statuto speciale la trattativa e’ stata gia’ chiusa, con la Sicilia e’, invece, ancora aperta.

Inoltre, il fatto che soltanto lo scorso settembre il governo nazionale abbia risposto alle nostre proposte in materia di federalismo fiscale presentate a dicembre 2010, la dice lunga su come Roma voglia condurre il confronto. Abbiamo chiesto l’immediata applicazione degli articoli 36 e 37 dello Statuto ed il riconoscimento delle accise a cui corrispondera’ il definitivo trasferimento delle funzioni regionali e l’autonomia siciliana diventera’ compiuta. Adesso si deve chiudere al piu’ presto le trattative, anche perche’ il federalismo fiscale ha importantissime refluenze sui rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione oltreche’ sulla chiusura del nostro bilancio”.

04 feb 2011

Il forum sulla coesione che si e’ svolto a Bruxelles ha segnato la fine della fase della concertazione istituzionale, aprendo quella piu’ complessa e decisiva che portera’ alla formazione della proposta politica sull’utilizzazione dei fondi strutturali per il periodo 2014-2020.

Il Commissario per le politiche regionali, Johannes Hahn, ha spiegato che la proposta legislativa della Commissione europea sara’ pronta entro giugno. “In questa fase – ha precisato – sara’ determinante l’azione dei governi nazionali, che saranno chiamati a indicare le priorita’ strategiche d’area.

“Si tratta – ha affermato il direttore generale delle politiche comunitarie e internazionali della Regione siciliana, Francesco Attaguile, che ha rappresentato la Sicilia al forum insieme al direttore della programmazione, Felice Bonanno – di un’occasione storica per le regioni italiane, che per la prima volta saranno coinvolte nel processo decisionale “ascendente”, in applicazione della riforma costituzionale del 2001 e delle due leggi che la disciplinano: la legge 131 del 2003 e la legge 5 del 2005″.

“La Sicilia, in particolare – continua Attaguile – ha una grande occasione politica. La legge garantisce infatti alla Regione siciliana un ruolo nel processo decisionale, in virtu’ della specialita’ dello statuto. Ma non basta: in seno alla Conferenza Stato-Regioni, a Roma, la Sicilia ha il compito di coordinare le politiche comunitarie. Circostanza che le conferisce una forte responsabilita’ nei confronti di tutte le altre regioni italiane, a partire da quelle del Mezzogiorno”.

“Lo scenario con cui dobbiamo misurarci – ha proseguito il direttore generale – e’ assai complesso. Le risorse disponibili saranno certamente minori. La nuova politica europea poi mira all’efficienza dell’intervento. Non a caso, in tutta Europa nascono – proprio in questo periodo – nuove iniziative, che raggruppano stati e regioni attorno ad obiettivi condivisi: gruppi di pressione che avranno un ruolo decisivo nel condizionamento delle scelte e della spesa. Appena ieri e’ stata costituita, in Ungheria, la nuova macroregione del Danubio”.

“La Regione siciliana – conclude Attaguile – ha gia’ dato vita al Gruppo di coesione territoriale delle isole del Mediterraneo (Gect), che rappresenta il primo passo verso la costituzione di una macroregione mediterranea, unico e moderno. Un soggetto istituzionale in grado di rappresentare le caratteristiche e gli interessi dei nostri territori e della nostra gente”.

01 feb 2011

La nuova politica di coesione – destinata a riequilibrare le condizioni socioeconomiche delle diverse regioni d’Europa – finanziera’ meno progetti e piu’ efficienza.

E’ questa l’unica certezza per il periodo 2014-2020, che si ricava dal Forum sulla coesione che ha richiamato a Bruxelles rappresentanti di tutta la “governance multilivello”. Ai lavori hanno partecipato rappresentanti del parlamento e della commissione europea, dei governi e dei parlamenti nazionali, delle regioni e degli enti locali, delle universita’ e delle associazioni.

La due giorni comunitaria e’ servita a fare il punto della situazione, dopo la consultazione pubblica avviata in novembre con la pubblicazione della bozza programmatica della Commissione. La Commissione – ha assicurato il commissario alle politiche regionali Johannes Hahn- terra’ conto delle valutazioni acquisite nell’elaborazione della proposta legislativa che sara’ definita entro giugno.

Rimangono senza risposta le questioni che determineranno il futuro per le regioni meridionali – come la Sicilia -, dove il ritardo di sviluppo e’ una delle caratteristiche endemiche del territorio.

Non si sa quante risorse finanziarie saranno destinate alle politiche di coesione. E non si tratta di una questione secondaria. Anche il bilancio comunitario risente della crisi: cinque Stati hanno chiesto infatti che sia “congelata” l’attuale impostazione.

Il resto d’Europa chiede – per voce di Mercedes Bresso, presidente del comitato delle regioni – che le politiche di coesione siano destinate a tutti i territori.

“Solo le procedure concordate della coesione potranno – afferma – dare una spinta concreta alle politiche dei trasporti, della ricerca e dell’innovazione”.

Perche’ cio’ accada, occorrono pero’ piu’ risorse. O, in alternativa, la concessione di nuovi spazi di autonomia alle regioni, che permetta loro di scegliere – per l’economia e lo sviluppo di ciascun territorio – tra la finanza comunitaria e assistita e la defiscalizzazione.

Questi saranno i temi che caratterizzeranno il dibattito della prossima stagione politica.

31 gen 2011

Comincia oggi, con il quinto forum sulla coesione, una nuova stagione per la politica europea destinata allo sviluppo delle regioni.

Il documento programmatico che ispirera’ – a partire dal 2014 e fino al 2020 – tutte le iniziative comunitarie e’ stato ufficializzato nello scorso mese di novembre. E da quel momento i governi, le regioni, i territori, hanno avuto la possibilita’ di esprimere – al proprio livello di governo e di responsabilita’ – valutazioni e proposte.

Il forum che ha richiamato a Bruxelles oltre ottocento rappresentanti della “governance multilivello”: ministri, rappresentanti del parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, amministratori regionali e locali, rappresentanti delle universita’ e delle organizzazioni sociali, vedra’ la partecipazione del commissario alle politiche regionali Johannes Hahn e di quello agli affari sociali Laszlo Andor.

Nel corso dei lavori saranno illustrati i risultati della consultazione pubblica e saranno definite le linee guida sulle politiche di coesione per la prossima stagione comunitaria, in coerenza con la cosiddetta strategia 2020, che guida l’intera macchina comunitaria.

Nel periodo 2014 – 2020, le istituzioni europee continueranno a farsi carico – proprio attraverso le politiche di coesione – dello sviluppo equilibrato dei territori europei. Ma il rilancio della politica di sviluppo passera’ attraverso un sistema di incentivi destinati alle regioni capaci di impiegare i fondi in maniera piu’ efficiente.

La Regione Siciliana, a cui e’ affidato il coordinamento delle politiche comunitarie della Conferenza delle Regioni italiane, ha seguito la fase di consultazione pubblica, che ha caratterizzato in questi mesi l’attivita’ del Comitato delle Regioni, a Bruxelles.

Il ruolo della Sicilia si rafforza anche nel contesto della Conferenza delle regioni periferiche e marittime d’Europa – CRPM – che rappresenta la sede in cui 160 regioni d’Europa definiscono le proposte utili allo sviluppo dei territori geograficamente lontani dal “cuore” delle istituzioni europee.

Nelle ore immediatamente precedenti all’apertura del Forum, il segretario generale della CRPM – Eleni Marianou – e’ stata in visita alla sede della Regione a Bruxelles, per incontrare il dirigente generale Francesco Attaguile.

L’attivita’ della Regione – che ha attivato il primo GECT delle isole del Mediterraneo – aumenta la visibilita’ politica della Sicilia, che nella Conferenza delle regioni periferiche e marittime ha gia’ la vice presidenza della commissione “isole” e fa attivamente parte della commissione intermediterranea.

Il GECT – gruppo europeo di cooperazione territoriale – e’ infatti uno degli strumenti piu’ innovativi della politica di coesione: serve a superare gli ostacoli alla cooperazione transfrontaliera nei progetti di cooperazione economica.

Mentre se ne discute ancora in tutta Europa, la Sicilia ha gia’ avviato il GECT Archimed, che permettera’ alle maggiori isole del Mediterraneo: da Cipro alle Baleari, dalla Corsica a Malta, passando naturalmente per la Sicilia, di sviluppare progetti comuni in materia di pesca, turismo, energie rinnovabili.

E’ questa la strada indicata dalle istituzioni europee e che sara’ ufficializzata dal Forum: finanziamenti a un numero minore di progetti, ma con un maggiore impatto sulla crescita locale e – soprattutto, basati sul coinvolgimento dei capitali privati attraverso lo strumento del partenariato.

Nella direzione della qualificazione della spesa va gia’, del resto, la politica sui fondi comunitari espressa dal governo regionale.

In sincronia con la pubblicazione delle linee guida della nuova politica di coesione, il 23 novembre scorso, la giunta regionale siciliana ha infatti deciso di avviare una corposa rimodulazione del programma operativo 2007-2013, ridefinendo o integrando le priorita’ operative.

La nota metodologica approvata dalla giunta prevede di destinare risorse al rafforzamento delle azioni gia’ previste per il settore dei rifiuti, la depurazione delle acque, le azioni infrastrutturali per le scuole, il sistema di accesso alle cure domiciliari.

Maggior attenzione sara’ destinata anche ai progetti di infrastrutture corredate da un cronoprogramma che ne assicuri la realizzazione entro i tempi previsti. Il governo assicura attenzione ai progetti dei 26 contesti territoriali che mirano allo sviluppo urbano sostenibile; alle attivita’ collegate alla realizzazione dei distretti produttivi; alla concentrazione degli interventi per la salvaguardia dell’assetto idrogeologico.

Nella rimodulazione – predisposta dal Dipartimento della programmazione guidato da Felice Bonanno – si fa riferimento anche a nuove aree tematiche. Risorse saranno destinate infatti a iniziative che puntino all’efficienza energetica e all’utilizzo di energie rinnovabili per l’edilizia residenziale pubblica; allo sviluppo del territorio delle aree della provincia di Messina colpite dalle calamita’ naturali tra il 2009 e il 2010; alle aree di crisi industriale; alla cooperazione interregionale e al coordinamento delle politiche territoriali.

26 ago 2010

“Siamo giunti finalmente alle decisioni importati sul federalismo, quelle che deriveranno dai decreti di attuazione. Vedremo così se c’è la reale volontà di superare il dualismo nel quale vive ancora il nostro Paese”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, intervenendo al Meeting di Rimini al dibattito su “Federalismo e federalismo fiscale nell’Italia che cambia”, cui hanno preso parte anche i presidenti della Lombardia, Roberto Formigoni, del Veneto, Luca Zaia, e della Basilicata, Vito De Filippo.

“Mi auguro – ha detto Lombardo – che il federalismo faccia saltare il patto fra centralismo e governi locali su cui si è fondata la storia del nostro Paese e si produca in tal modo una svolta reale per le sorti di tutte le nostre regioni”.

“Noi – ha proseguito – abbiamo fatto la nostra parte, a partire dal ripianamento dei conti della sanità, ma attendiamo che dal Governo nazionale seguano scelte conseguenziali, come quelle sull’attuazione del nostro Statuto, riguardo alle accise che dobbiamo incassare. Basterebbe un decennio di questi introiti per superare anche il complesso problema dei fondi Fas che attendiamo da un anno e che ancora non ci vengono assegnati”.

O il federalismo è vero o sarà un ennesimo inganno. Siamo pronti ad assumere nuove responsabilità se ci saranno assegnate contestualmente le risorse necessarie. Ma vorremmo anche decidere sul nostro sviluppo, scegliendo noi e contrattando noi se avere o no una centrale nucleare, piuttosto che subire la decisione dall’alto. Abbiamo ereditato una difficile situazione, per esempio, in tema di precariato, cui abbiamo messo mano impedendo nuove assunzioni. Ma – ha concluso - è giunto il tempo di rendere giustizia a tanti precari che prestano da tempo la loro opera nell’amministrazione regionale. Questo è il nostro modo di metterci in regola”.

26 mag 2010
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“Credo che la politica dia la capacità di capire cosa fare e quali problemi affrontare o aggredire” che, nel caso della Sicilia, riguardano il “deficit infrastrutturale, la sconfitta della criminalità e la fiscalità diversa“, ovvero tre strumenti essenziali per superare il divario tra Nord e Sud.

“E si parla di queste cose”, ha ricordato Lombardo, “in una finanziaria che vede lo Stato oberato di tre milioni e mezzo di miliardi delle vecchie lire”.

Come risolvere questo problema? Dando alle “Regioni più autonomia per governare le proprie risorse e i propri investimenti e per far funzionare al meglio i servizi“. In più, occorre anche “l’autonomia della responsabilità, affinché si taglino gli sprechi e le risorse, quest’ultime da investire per promuovere lo sviluppo e il lavoro.

Quella di Rossignolo, ad esempio, per la Fiat di Termini Imerese è una iniziativa che s’inquadra in questo spirito“.