28 gen 2012

Si è riunito il coordinamento regionale del Movimento per le Autonomie nel corso del quale è stato nominato il coordinamento per Trapani, nelle persone di Gaspare Noto, Vito Li Causi, Paolo Ruggirello, Paolo Torrente, Eleonora Lo Curto, Katia Bucaria ed Enzo Culicchia.
Il coordinamento nei giorni scorsi ha indicato Gaspare Noto ed Eleonora Lo Curto come portavoci. Analogamente è stato nominato il coordinamento per Ragusa, coordinatore Paolo Roccuzzo con lui collaboreranno il sindaco di Pozzallo, Sulsenti e l’on. Minardo.
Nel corso del coordinamento è stata espressa la volontà di partecipare alla costituzione di un’alleanza di Terzo Polo in tutte le province e di lavorare per la costituzione di un Terzo Polo per le elezioni comunali che si terranno nella prossima primavera.
Naturalmente l’alleanza avrà un senso se riguarderà il governo regionale e tutti i comuni mentre perderebbe di significato se si costituisse a macchia di leopardo in funzione della convenienza ora dell’uno ora dell’altro partito del Terzo Polo. A proposito della sintonia con la maggioranza che sostiene il governo regionale è stato anche espresso l’auspicio che il dialogo coinvolga il Partito Democratico ed altre formazioni civiche, autonomiste e meridionaliste.
Inoltre il coordinamento regionale invita i dirigenti locali a rivolgersi per quanto riguarda la scelta dei sindaci a figure che possano sintetizzare l’alleanza, non necessariamente legate ai partiti, e che la scelta si orienti verso uomini e donne che si distinguono nelle città per competenza, prestigio, efficienza e trasparenza.

26 dic 2011

Mi auguro che il disagio delle forze politiche, non solo dell’Udc ma anche dell’Mpa e degli altri partiti, per un riassetto complessivo e un rilancio in vista delle elezioni possa rientrare. Il riassetto è indispensabile e in questo senso mi impegno e mi auguro che il confronto con l’Udc e con gli altri partiti alleati possa tornare su un binario di collaborazione proficua per tutti.

Non c’è dubbio che la giunta politica abbia i suoi vantaggi e i suoi pro indiscutibili. Si tratta però di un ragionamento che andiamo facendo in una fase in cui bisogna rilanciare l’azione amministrativa. Che l’Udc abbia le sue ragioni l’ho sempre riconosciuto e si era detto che immediatamento dopo il bilancio se ne sarebbe discusso. Pensavamo di approvarlo prima della fine dell’anno ma poi c’è stata la manovra di Monti che rimette in discussione i conti e che ci richiede uno sforzo notevole per farli quadrare nuovamente e quindi si allungano i tempi.

Io credo che comunque il ragionamento sull’equilibrio della giunta e sulle persone che la compongono si debba fare e sono pronto a farlo. L’ho detto anche ai vertici dell’Udc e credo che ci sia qualcosa da aggiustare e che ciò riguardi l’assetto complessivo e tutti i partiti che compongono la maggioranza. E’ una esigenza avvertita da tutti che non può che trovare riscontro anche nel presidente della Regione.

Non credo si tratti di imporre politici in giunta che poi non sarebbe più tecnica. Si tratta di trovare le persone giuste che abbiano al tempo stesso la competenza e la sensibilità politica che serve per rilanciare l’azione amministrativa. Credo che si convenga che non saranno deputati, ma che ci sia necessità di una revisione l’ho sempre sostenuto e assicurato. Se si fosse approvato il bilancio entro fine anno avremmo già affrontato la questione. Da qui alla riapertura dell’assemblea c’è il tempo e la volontà perché anche il problema dei numeri che di certo penalizza l’Udc possa essere risolto.

A proposito dei dirigenti generali non può esserci una proroga. Intanto interrompiamo il rapporto con i direttori che scadono e in seguito si ragionerà su quali confermare e quali spostare di dipartimento e quali nominare per superare gli interim che vanno colmati. Questo va fatto valutando l’efficienza dell’azione dei dirigenti e seguendo ragionamenti e proposte degli alleati. Io sono pronto ad essere il punto di ascolto finale perché anche qui un equilibrio e una efficienza siano assicurati.

Sono convinto che si debba rinsaldare la coalizione che attualmente sostiene il governo e anche aprire un dialogo con chi ci voglia stare anche al di fuori di quella maggioranza perché l’apporto di tutti è più che utile, questo è fuori di dubbio e in tal senso io mi muoverò nei prossimi giorni. Giorni di lavoro, domani abbiamo giunta e poi vedrò il sottosegretario Catricalà per affrontare alcuni nodi fondamentali che riguardano ordinanze tra le quali quelle di protezione civile per i comuni interessati al dissesto e alle precipitazioni delle settimane scorse, e la vertenza con le Ferrovie dello stato sulla quale ho assunto un impegno, tutte questioni sulle quali mi prefiggo di avere un confronto con tutti sull’azione di governo e sulle cose da fare in questo scorcio di legislatura.

31 ago 2011
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Abbiamo il dovere di intervenire per prevenire ed eliminare ogni zona grigia nell’amministrazione pubblica, nella consapevolezza però che tale processo necessita della collaborazione di tutti; anche di chi tutela interessi collettivi, a partire dai sindacati e dalle organizzazioni di categoria ai quali, oltre all’onere di tutelare i cittadini legittimamente, spetta anche il compito di abbandonare la difesa di ogni interesse corporativo nell’ottica di partecipare con convinzione all’eliminazione di ogni spreco, obiettivo convergente per il quale vuole e deve lavorare il mio governo.

Quando immagino la caccia agli sprechi penso ad un sistema moderno ed efficiente che aiuti la politica a migliorare il rapporto con i cittadini e a renderli effettivamente partecipi delle scelte in un momento cosi difficile quale quello attuale.

Penso ad un sito che permetta a tutti di segnalare sprechi ed inefficienze e di inoltrare proposte per sistemare ciò che non va; nessuna delazione e nessuna crocifissione, ma l’esaltazione della partecipazione e della collaborazione virtuosa.

Caccia agli sprechi vuol dire la segnalazione delle mille cose che non vanno, anche sotto il nostro naso, e rispetto alle quali si può migliorare in efficienza e anche in economicità.

Beneficiare del contributo di un cittadino che, anche mantenendo l’anonimato – seppure con un sistema che prenda in cosiderazione soltanto le segnalazioni da utenti registrati -, dice cose serie senza malanimo, dalla luce accesa di notte negli uffici – che può sembrare una banalità – ad indennità troppo elevate o a dirigenti che non hanno attivato un servizio, credo che sia una benemerenza ed un dovere civico.

Dare seguito a queste segnalazioni credo, inoltre, sia nell’interesse dei siciliani, compresi quelli che segnalano le disfunzioni.

25 ago 2011
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Sulla questione di Gela c’è un disegno di legge di iniziativa popolare, come ce ne sono centinaia che trattano le materie più disparate, e conosciamo le aspettative di Gela di avere una sua provincia così come di Caltagirone e del calatino, ma questo non vuol dire che la Regione in questo momento di taglio dei costi della politica stia creando una nuova provincia.

Il governo e l’assemblea potranno apprezzare un disegno di legge che stiamo elaborando e che istituisce i liberi consorzi dei comuni. Questi dovranno mettere insieme i comuni di un territorio i cui organi saranno selezionati con una elezione di secondo grado da parte dei sindaci e dei consiglieri comunali e non dovranno percepire alcuna indennità.

La vera riforma è il decentramento di poteri, uomini e risorse da parte della Regione.

Sono invece fermamente contrario all’ipotesi di abolire i piccoli Comuni. Non si può cancellare una identità, una bandiera, un campanile, una passione, una partecipazione, una storia, una cultura che si sono costruiti talvolta nei secoli. Semmai, per i Comuni, pensiamo a ridurre i consiglieri e gli assessori, non le indennità che sono, in quei casi, non riducibili.

Abolire i piccoli Comuni non serve a nulla. So che questi manifesteranno a Roma. Se la competenza, come credo, è nostra, io non farò mai passare una cosa del genere. I Comuni non si toccano: sono una risorsa straordinaria attraverso cui democraticamente i cittadini si ritrovano.

Sono convinto che l’elefante Regione, cresciuto a dismisura, blocca e paralizza la vita dei cittadini perché ha centralizzato tutto. Se questi poteri li passiamo ai liberi consorzi, il controllo da parte dei cittadini potrà essere più puntuale, diretto e forte.

Questa riforma arriva in un momento particolare per noi difficilissimo da fronteggiare, con una manovra iniqua quanto mai che sarà pagata dai più deboli e dai territori del sud – salvo che ne approvino una più equa – che ci costringe finalmente a tagliare tutti gli sprechi di questo mondo.

Lo dico con molta franchezza: intendo mettere su, online, uno strumento per la caccia agli sprechi. Segnalatemi tutti gli sprechi, che non sono solo l’auto blu o le indennità dei deputati, ma sono i dipendenti che non lavorano o gli uffici pieni di gente che stanno a leggersi il giornale.

Cominciamo, come cittadini, ad abituarci a tenere sotto controllo le nostre risorse e il patrimonio pubblico. I cittadini hanno il diritto di pretendere che noi dipendenti pubblici facciamo il nostro dovere.

29 lug 2011

Via libera alla concessione di un contributo straordinario da 45 milioni di euro al Comune di Palermo. Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha firmato oggi l’intesa formale sulla proposta di ordinanza invitando, pero’, ad effettuare l’accredito delle somme direttamente al Comune di Palermo anziche’ procedere al trasferimento in transito sul bilancio della Regione. Lo schema di ordinanza di protezione civile, assentito dalla Regione, prevede il rilascio del contributo straordinario da 45 milioni di euro “in virtu’ dei gravi episodi verificatisi a Palermo, connessi alla situazione emergenziale della Gesip SpA, che hanno determinato una grave situazione sotto il profilo igienico – ambientale inerente al ciclo integrato dei rifiuti ed in particolare per quanto concerne il servizio di tumulazione delle salme, la pulizia e lo spazzamento negli uffici comunali, nelle scuole materne, nelle ville e nei canili municipali”.

28 lug 2011

Ciak si gira. L’assessore regionale al Turismo, sport e spettacolo, Daniele Tranchida sara’ domani ad Acate al primo ciack delle riprese della co-produzione Rai-Palomar in associazione con Sicilia film commission-Sensi cinema “Il giovane Montalbano”.

La produzione, sei puntate da cento minuti ciascuna, e’ tratta dai romanzi di Andrea Camilleri.

“La Sicilia- ha detto l’assessore al turismo Daniele Tranchida, – riparte con una co-produzione di grande prestigio. Si tratta in assoluto del primo accordo di associazione per una co-produzione.

La Regione Siciliana per la prima volta ha una partecipazione agli utili per i diritti di distribuzione in Francia e in Germania della serie”.

La fiction, ambientata negli anni 90, racconta gli esordi del commissario Montalbano, il suo primo incarico e il trasferimento a Vigata. Il rapporto fra il giovane Montalbano e il padre, il suo primo amore e l’incontro con Livia che diverra’ poi la storica fidanzata.

Le riprese, 24 settimane, verranno effettuate oltre che nei luoghi che gli spettatori hanno conosciuto e amato nelle precedenti serie, anche in altre localita’ della provincia di Ragusa, Siracusa e Agrigento.

Oltre ai consolidati rapporti con le aziende locali che negli anni hanno collaborato alle precedenti edizioni, la produzione si avvarra’ di societa’ siciliane per la fornitura di mezzi e materiali e per la logistica. Inoltre verranno impiegati in prevalenza professionisti locali, molti gia’ formatisi nelle precedenti realizzazioni.

L’accordo per la prima volta prevede, oltre alla produzione della serie televisiva, anche una serie di iniziative collaterali di promozione del territorio, fra cui l’allestimento di un sito internet della serie che includera’ oltre ai backstage, le foto sul set, la storia, i libri di Camilleri e il mondo che ruota attorno a Montalbano: le ricette dei piatti amati dal giovane commissario, con una selezione di piatti tipici locali e una sezione dedicata ai prodotti tipici siciliani, necessari per potere eseguire le ricette; i luoghi di Montalbano, con una selezione di itinerari turistici consigliati collegati ad altri siti sui quali poter direttamente acquistare i pacchetti turistici.

27 lug 2011

Questa mattina l’assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao ha relazionato alla conferenza delle Regioni sulle norme relative all’assegnazione dei beni confiscati inserite nel c.d. Codice antimafia varato dal Governo, adesso all’esame delle Commissioni giustizia di Camera e Senato. Nel merito l’assessore Armao – ricordando le pesanti critiche cui in termini generali e’ stato sottoposto il testo, a partire dal Procuratore nazionale antimafia e dal Centro ‘Pio La Torre’ – ha evidenziato “le criticita’ presenti nel decreto legislativo – ha detto – che avranno gravi ricadute negative soprattutto nel territorio delle regioni dov’e’ allocato il numero maggiore di beni (in Sicilia il 45%)”.

La Conferenza delle Regioni, al termine della relazione, ha richiesto audizione alle Commissioni parlamentari per proporre le modifiche al testo governativo.

“In primo luogo – ha proseguito l’assessore – il codice e’ viziato da eccesso di delega, modifica infatti la previgente normativa (l. N. 575 del 1965 e succ. mod. ed int.), senza che in merito vi sia riferimento nella l. delega n. 136 del 2010.

Nell’attuale formulazione del c.d. Codice antimafia (artt. 55 e segg.) le Regioni e gli altri enti territoriali sono posti soltanto alla fine dell’elenco dei soggetti beneficiari dei beni confiscati, in termini residuali e, pertanto, inaccettabili”. E ancora Armao: “la scelta del Governo nazionale sembra individuare Regioni ed enti territoriali come soggetti ai quali i beni possono essere conferiti in via sostanzialmente marginale, solo dopo che le amministrazioni statali e l’Agenzia per i beni confiscati non ne richiedano l’assegnazione. Altro aspetto significativo riguarda il mancato coinvolgimento delle Regioni nella individuazione degli enti territoriali locali. In particolare questa scelta puo’ provocare ritardi nell’adozione delle procedure e difficolta’ gestionali”.

“In ultimo – ha aggiunto l’assessore – considerato che Regioni ed Enti locali non sono stati tenuti in conto nella disciplina della vendita dei beni confiscati alla mafia, si ravvisa la necessita’ di riformulare i commi 9 e 10 dell’art. 58 che stabiliscono semplicemente che i proventi derivanti dalla vendita o dall’affitto o dalla liquidazione dei beni confiscati siano devoluti al Fondo unico giustizia per poi essere riassegnati allo Stato. Anche in questo caso Regioni ed Enti Locali non sono presi in considerazione come possibili destinatari dei proventi di attivita’ illecite che si sono,direttamente o indirettamente, consumati nel loro territorio. In questo modo il territorio viene penalizzato due volte: la prima volta quando il bene e’ stato acquistato con proventi e/o modalita’ illecite e la seconda volta con l’attribuzione del ricavato della vendita allo Stato.

E’ auspicabile, pertanto, che le Regioni che utilizzano gli immobili confiscati assegnati al demanio dello Stato (anche se appartenenti a societa’ oggetto del provvedimento di confisca), siano sgravate dei costi che in atto sostengono, com’e’ il caso dei costi ingenti per gli affitti a fini pubblici dei predetti immobili, che in atto gravano pesantemente sull’erario regionale.

La sola Regione siciliana spende oltre sei milioni di euro l’anno”. A tal proposito l’assessore ha evidenziato “l’incompatibilita’ delle previsioni del c.d. Codice antimafia con l’art. 33 dello Statuto che assegna alla Regione i beni appartenenti allo Stato e da esso non direttamente utilizzati”.

“I siciliani – ha concluso l’Armao – rischiano di pagare due volte, considerato che la gran parte dei beni confiscati ai mafiosi sono il frutto della vessazione e del pizzo. Pagherebbero prima come vittime e poi come contribuenti, considerato che non solo i beni non verrebbero assegnati alla fruizione collettiva, ma addirittura potrebbero essere ceduti e poi utilizzati per finanziare il fondo nazionale e quindi utilizzati in gran parte fuori dalla Sicilia. Si preveda, almeno, il vincolo di destinazione alle spese dei tribunali e delle forze dell’ordine della Sicilia.”

16 giu 2011

“Il piano regionale di coordinamento della qualita’ dell’aria-ambiente e’ stato modificato e aggiornato gia’ nel 2008. Sempre in quell’anno, l’amministrazione ha realizzato l’inventario regionale delle emissioni in aria /ambiente, la valutazione della qualita’ dell’aria nel territorio regionale; sempre nel 2008 la zonizzazione del territorio regionale. Sono tutti provvedimenti realizzati con metodologie scientifiche. Inoltre, sempre in quel periodo, sono stati attivati i tavoli provinciali per arrivare alla concertazione di tutte le azioni da porre in essere per la tutela della qualita’ dell’aria. Oltre ai tavoli provinciali, e’ stato attivato il tavolo di coordinamento regionale. A questi organi collegiali hanno preso parte Enti Locali, Universita’, associazioni ambientalisti, organizzazioni sindacali e datoriali.

Nel 2009 sono stati raggiunti altri due obiettivi: la zonizzazione preliminare per Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e metalli pesanti, la valutazione e la zonizzazione preliminare per la rilevazione dei dati dell’ozono.

Successivamente e’ stato preparato il documento preliminare per tutte le iniziative per la tutela della qualita’ dell’aria. Questo screening generale sintetizza tutte le attivita’ svolte nel periodo compreso tra il 2007 e il 2009. Il documento e’ stato definito a luglio dell’anno scorso. Nello stesso periodo e’ entrato in vigore un nuovo Decreto legislativo (155/2010) con cui il Ministero dell’Ambiente ha disposto la revisione di tutte le zonizzazioni territoriali contenute nei piani regionali. Con questo decreto si prevede la ridislocazione delle reti di monitoraggio. Seguendo le indicazioni del decreto legislativo, l’amministrazione ha gia’ predisposto le nuove zonizzazioni che sono gia’ in fase di valutazione presso il Ministero dell’Ambiente. Quando il Ministero avra’ esitato le nostre proposte di zonizzazione e reti di monitoraggio, la regione potra’ partire con i piani di azione, i documenti strategici per il controllo sistematico della qualita’ dell’aria e la prevenzione de i fenomeni di inquinamento”. E’ la nota della Presidenza della Regione siciliana, in relazione all’inchiesta sui piani anti inquinamento, portata avanti dalla Procura della Repubblica di Palermo.