02 set 2010

“No al declassamento di Comiso ad aeroporto regionale, la Regione firmera’ a condizione che l’aeroporto venga considerato di interesse nazionale e che gli oneri occorrenti all’espletamento dei servizi, come Enav e vigili del fuoco, necessari ad assicurare la funzionalita’ dell’aerostazione, siano a carico dello Stato. Cosi’ come gia’ avviene per altri aeroporti come quelli di Ancona o La Spezia, che hanno un volume di traffico irrisorio se messo a confronto”.

Lo ribadisce il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, in un lettera a firma anche dell’assessore per le Infrastrutture Luigi Gentile, inviata, ieri, al presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri competenti e all’Enac.

Una lettera nella quale Lombardo spiega i motivi per cui la Regione ha rinviato la firma del documento prevista per ieri.

“Un passaggio del protocollo lascia, infatti, perplessi – sottolinea Lombardo -”. Si tratta, in particolare, dell’articolo 4 nel quale si dice ‘… ed acclarato, allo stato, l’interesse non nazionale, …’.

Per la Regione – come si evidenzia nella lettera – questo riferimento puo’ essere rivolto unicamente al mancato interesse dello Stato in ordine alle aree del sedime dell’ex aeroporto militare di Comiso. Con questo, le amministrazioni statali non dovranno sottrarsi dall’assicurare il proprio contributo agli oneri occorrenti all’espletamento dei servizi di statoCOMISO.

Il presidente della Regione ribadisce che “al riguardo, e’ appena il caso di ricordare che l’aeroporto civile di Comiso,di II^ categoria, al pari di quanto contenuto in tutti i documenti in cui e’ stata prevista la realizzazione dell’infrastruttura aeroportuale, e’ da considerarsi un aeroporto ricompreso nella rete degli aeroporti nazionali”.

La lettera prosegue con precisi riferimenti: ‘L’interesse nazionale della struttura aeroportuale – si legge – e’ stata gia’ acclarata nel piano regionale dei Trasporti e della Mobilita’ – piano attuativo del trasporto aereo del novembre 2004, come recepito nell’APQ trasporto aereo sottoscritto anche da codeste Amministrazioni, che prevede la realizzazione del sistema integrato della Sicilia orientale comprendente gli aeroporti di Comiso e di Catania e, pertanto, le due strutture aeroportuali dovranno essere considerate come un unica struttura interfunzionale ed interdipendente’.

La lettera si conclude con la rinnovata disponibilita’ alla firma del protocollo d’intesa “con le modifiche concordate nel corso della riunione”.

29 ago 2010

“Libero Grassi ebbe il coraggio di opporsi al racket rifiutandone il ricatto e per questo pagando con la propria vita”, lo dice il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, in occasione del diciannovesimo anniversario dell’uccisione ad opera della mafia dell’imprenditore Libero Grassi.

“La sua lucida determinazione nell’opporsi alle intimidazioni subite rappresenta ancora oggi un monito e un esempio da seguire nella lotta contro i tentacoli delle organizzazioni criminali. Il suo consapevole sacrificio, al quale si aggiunge quotidianamente l’impegno delle forze dell’ordine, della magistratura e di tutte le istituzioni – conclude Lombardo – puo’ essere onorato, ogni giorno di piu’, grazie anche alla rinnovata coscienza civile e di tutta la societa’ che vede via via piu’ vicina la liberazione dalla mafia”.

25 ago 2010

Riportiamo un’ampia selezione dell’intervista rilasciata da Raffaele Lombardo al sito LineaSicilia nel corso della quale il presidente, in 100 risposte, tocca i punti fondamentali dell’azione del governo regionale e della prospettiva politica futura, con una visione rivolta tanto alla politica nazionale quanto a quella della regione Siciliana.

Presidente, la situazione italiana sta precipitando. C’è di che preoccuparsi?
Siamo ad un passaggio fondamentale per la vita della Repubblica e della Democrazia. Mi rendo conto che sono parole grosse ma ho 40 anni di impegno politico alle spalle e non sono l’ultimo arrivato: se lo dico è perché ne ho motivo.

Il sistema politico sembra al collasso
Questi anni sono trascorsi in un eterno conflitto tra Berlusconi e il “resto del mondo”. Sta di fatto che nel corso di questi 16 anni il nostro paese è passato dall’essere la quarta o quinta  potenza più  industrializzata  a non so : la ventesima!? Certamente dopo le prime 8 o 9. Vede, io capisco bene che la proprietà delle materie prime, la forza lavoro, il costo del lavoro determinino lo sviluppo vertiginoso dell’economia di paesi come la  Cina o di altre economie dell’oriente. Non del Giappone che, al contrario, segna il passo e perde punti. Ma se guardiamo la stessa Turchia, che ha livelli di sviluppo che sono simili a quelli del’India o della Cina, beh la Turchia non è molto lontana né diversa da noi. Eppure fa passi da gigante sulla via del progresso mentre L’Italia si è spenta e si è fermata. Distratta e attratta da questa diatriba eterna e infinita.

Un bipolarismo da “stadio” che ha paralizzato il paese?
Il nostro bipolarismo si fonda su una legge elettorale assurda che va cambiata. Abbiamo vissuto 16 anni di sostanziale stallo. Ciò non è dipeso solo dalla legge elettorale ma anche dal sistema di interessi, dalla personalità del premier e dai mass media che gravitano attorno al leader. Ripeto: una lotta tra Berlusconi e il resto del mondo che ha paralizzato l’Italia.

Dunque la legge elettorale va cambiata?
Assolutamente si. Con questa legge elettorale il sistema politico è completamente ingessato. Il parlamento, e dunque l’intero quadro istituzionale ha perso di vivacità e di rappresentatività. Il parlamentare è nominato dal “capo” ed è eletto in virtù della sua posizione nella lista bloccata (o, con la vecchia legge elettorale, perché scelto dal partito di maggioranza nel collegio uninominale, sistema anche quello sbagliato, ma comunque migliore di questo); non rappresenta i cittadini che non lo conoscono e con i quali non intende perdere tempo. Non gli interessa rapportarsi con loro: sta lì per obbedire, per fregiarsi del titolo di onorevole e per incassare l’indennità. Poi siccome questo non gli basta si arriva alle degenerazioni che vediamo e che leggiamo tutti i giorni. Si deve cambiare sistema . L’Italia ha perso competitività. Il Paese è in letargo. Ci vuole una nuova scossa.

(continua…)

25 ago 2010

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, insieme all’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mario Centorrino, ha incontrato questa mattina, nella sede del Centro servizi amministrativi (l’ex Provveditorato agli studi) di Palermo, i lavoratori precari che da giorni protestano davanti alla sede del Csa, in via Praga, contro i tagli agli organici della scuola, decisi dal governo nazionale e che, nell’isola dovrebbero riguardare circa 21 mila insegnanti in tre anni.

“E’ uno scempio insopportabile per la Sicilia – ha detto Lombardo, al termine della riunione -. Chiederemo formalmente, come giunta regionale, che il governo torni sull’argomento e che se ne occupi il consiglio dei ministri, per rivedere questa scelta. Sappiamo che in Lombardia e’ stato autorizzato il tempo pieno, che significa poter tenere aperte le scuole anche nel pomeriggio e anche tanti posti di lavoro in piu’, mentre da noi no. E’ una disparita’ evidente da rimuovere. Faremo conteggi precisi sul possibile recupero di forza lavoro docente e amministrativo. Il nostro interlocutore e’ il governo nazionale.

Ci metteremo in contatto con il ministro Gelmini. Domani, l’assessore Centorrino partecipera’ alla riunione in prefettura con il sottosegretario alla Pubblica istruzione e gli rappresentera’ queste posizioni”.

La protesta in via Praga continua. Per l’assessore Centorrino, comunque, “il colloquio di stamattina e’ stato franco e abbiamo prospettato le ipotesi di intervento della Regione. C’e’ l’impegno a portare la questione all’attenzione del consiglio dei ministri.

Certo, la protesta e’ contro il governo nazionale, non contro la Regione, che, in ogni caso, deve cercare di utilizzare tutte le risorse a sua disposizione per supplire a questi tagli”.

25 ago 2010

Martedi’ prossimo si riunira’ l’assemblea dei soci della Mediterranea Holding, la cordata, alla quale partecipa la Regione siciliana, intenzionata a acquistare le societa’ di navigazione Tirrenia e Siremar, per deliberare l’aumento di capitale.

“Noi non sottoscriveremo l’aumento – ha detto oggi il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo – e quindi la nostra quota percentuale diminuira’. Per Tirrenia c’e’ gia’ un’offerta presentata. Abbiamo avviato dei contatti con i sindacati e, tra i soci ai quali cederemo le nostre azioni, a prezzo di costo, ci sono i lavoratori che stanno investendo una parte del loro tfr per partecipare all’operazione contribuendo ad evitare il cosiddetto spezzatino, per una gestione unitaria delle societa’”.

24 ago 2010

“Esprimo a nome mio personale e del governo regionale la solidarieta’ umana e politica al senatore del Pd Giuseppe Lumia e al sindacalista della Cgil, Vincenzo Liarda, vittime, per l’ennesima volta, di minacce di stampo mafioso”.

Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

“Sono certo che Lumia e Liarda, come in passato, non si faranno intimidire e proseguiranno, con ancora maggiore impegno, la loro quotidiana attivita’ a difesa della legalita’. L’auspicio e’ che, al piu’ presto, magistratura e forze dell’ordine possano fare luce sulla vicenda, individuando i responsabili”.

23 ago 2010

Il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, – anche a nome dell’intero governo – ha espresso cordoglio al sindaco di Palermo, Diego Cammarata, per la scomparsa del padre Pietro.

19 ago 2010

Sulla base del buon lavoro svolto e dell’esperienza acquisita gia’ in passato per l’Istituto autonomo case popolari di Messina (Iacp), su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilita’, Luigi Gentile, nel corso della seduta di giunta del 14 luglio scorso, e’ stato designato, con relativa delibera, l’avvocato Giuseppe La Face, quale commissario straordinario dell’ente.

La delibera e’ stata gia’ trasmessa all’Assemblea regionale siciliana per acquisire il parere della I commissione Affari istituzionali, cosi’ come prevede la legge nel caso di nomine di figure esterne alla pubblica amministrazione”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, per fare chiarezza sulle polemiche relative alla nomina del vertice dell’Istituto Case popolari di Messina.