23 mag 2011

E’ stato firmato, alla Prefettura di Palermo, tra il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, vicepresidente della Regione siciliana e assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilita’, Giosue’ Marino, i Prefetti dell’Isola e Confindustria Sicilia, un protocollo destinato a garantire sul territorio regionale un piu’ penetrante controllo di legalita’ nei settori economici delle energie, delle fonti rinnovabili, delle acque e dei rifiuti.

Sono i settori di cui l’assessorato regionale all’Energia e dei Servizi di pubblica utilita’ gestisce procedimenti finalizzati a rilasciare, a soggetti privati, autorizzazioni o concessioni per la realizzazione di interventi infrastrutturali, anche di produzione, che rivestono il carattere della pubblica utilita’, e per l’esercizio di attivita’ imprenditoriali di pubblico interesse di importo superiore a 154.937,00 euro.

Con la sottoscrizione del protocollo, unico sul territorio nazionale, vengono introdotte innovative ed efficaci misure di cautela antimafia e anticorruzione, che integrano quelle gia’ imposte dalla legge. In particolare, per prevenire tali fenomeni patologici di assoluta gravita’ – che costituiscono anche remora ad un sano sviluppo economico del territorio – e garantire la piena affidabilita’ morale dei soggetti privati richiedenti concessioni o autorizzazioni all’amministrazione nei suddetti settori, l’assessorato all’Energia, gia’ in fase istruttoria, utilizzera’ sistematicamente lo strumento delle informazioni antimafia del Prefetto (articolo 10 del D.P.R. 252/98) nei confronti delle societa’ o imprese che richiedono il provvedimento. Anticipando quindi la soglia di tutela contro il rischio delle infiltrazioni criminali.

I privati interessati al provvedimento saranno obbligati, attraverso la sottoscrizione di appositi patti di integrita’, ad adottare analoghe iniziative nei confronti delle imprese appaltatrici e subappaltatrici con cui stipulano contratti privati per l’esecuzione dei lavori o per la prestazione di servizi o forniture connessi al provvedimento autorizzativo, abilitativo o concessorio.

I controlli, inoltre, verranno estesi ai proprietari dei suoli su cui i privati vorranno realizzare gli interventi autorizzati.

Inoltre, per assicurare, in generale, la prevenzione da possibili fenomeni corruttivi o estorsivi, l’assessorato imporra’ ai privati interessati ai provvedimenti abilitativi, come condizione per il rilascio, l’assunzione di specifici obblighi per prevenire comportamenti illeciti riguardanti un ventaglio di ‘situazioni a rischio’. I privati, pertanto, pena la revoca del provvedimento dovranno assumere ad esempio l’obbligo di non offrire accettare o richiedere somme di denaro o qualsiasi altra ricompensa, vantaggio o beneficio, sia direttamente che indirettamente tramite intermediari, al fine del rilascio del provvedimento autorizzativo, abilitativo o concessorio o al fine di distorcere l’espletamento corretto della successiva attivita’ o valutazione da parte dell’amministrazione regionale, di denunciare immediatamente alle forze di polizia ogni illecita richiesta di denaro o altra utilita’, ovvero offerta di protezione o estorsione di qualsiasi natura che venga avanzata nei lo ro confronti, di effettuare i pagamenti o le transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia di 2 mila euro esclusivamente per il tramite di istituti di credito o Poste Italiane s.p.a., di comunicare le modalita’ di affidamento dei lavori, la ditta esecutrice, il numero dei lavoratori occupati, qualifiche e criterio di assunzione, al fine di rendere tempestivi ed agevoli i controlli sull’osservanza delle norme previdenziali ed assicurative e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.

“Obiettivo del protocollo sottoscritto oggi, che segue quello gia’ stipulato con la Guardia di Finanza – afferma l’assessore regionale Giosue’ Marino – e’ quello di salvaguardare la liberta’ di impresa e la concorrenza leale e contrastare al contempo l’inquinamento di settori produttivi dell’economia isolana di cosi’ rilevante interesse, al centro dell’attenzione di gruppi speculativi privati e di quella imprenditoria mafiosa interessata a riciclare i proventi delle attivita’ illecite in iniziative imprenditoriali significatamente remunerative anche perche’ assistite da forme di incentivazione economica a valere su risorse pubbliche”.

“Il principio ispiratore dell’azione da me avviata – continua Marino – e’ quello di coniugare la doverosa attivita’ di sostegno al settore produttivo per l’evidente ricaduta positiva anche sull’occupazione locale e per il rilancio dell’economia in un momento di pesante congiuntura negativa, con l’esigenza imprescindibile di garantire trasparenza e scongiurare il rischio di infiltrazioni della criminalita’ organizzata in settori cruciali, quali rifiuti ed energia”.

04 feb 2011
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Ieri abbiamo firmato un accordo, esaminato anche in giunta, con l’Eni.

La trattativa è stata durissima perché in passato i protocolli sono stati fatti da terzi, valevano per tutti e la Regione firmava. Stavolta il protocollo lo abbiamo rifatto di sana pianta noi nell’interesse esclusivo della Regione. C’erano delle compensazione ambientali da fare e da rimettere a posto dei saggi che erano stati fatti per cercare petrolio. Noi abbiamo tutto l’interesse che i pozzi ripartano.

L’Eni si è impegnata a discutere del progetto della Catania-Gela, farà il porto di Gela che varrà anche per un’attività commerciale che mi auguro riprenda in modo che quella zona non viva solo di petrolio, chiude e mette in sicurezza il grande deposito del pet-coke che era all’aria aperta e determinava emissioni sicuramente venefiche. L’ambiente, la sicurezza e la salute sono al centro di questo protocollo.

E poi 800 milioni di investimento, tasse pagate in Sicilia per 20 anni per un miliardo di euro, sono il frutto di questa trattativa che ha visto confrontarsi una Regione, in questo caso da me rappresentata, che non ha mollato su niente. Fin quando durerà il mio mandato farò così con tutti.

Nessuna polemica con i grandi gruppi. Ma bisogna anche rispettare gli ospiti, non si può venire qua a fare quel che si vuole e portarsi via gli utili. Non so se Ikea, ad esempio, ha fatto una sede legale e fiscale in Sicilia in modo da pagare le tasse qui da noi. Il principio deve valere per tutti: quando c’è da dare autorizzazioni bisogna pretendere che questa norma statutaria venga rispettata.

Se si inverte la tendenza anche in questo e se si determina la svolta secondo la quale gli amministratori pubblici devono fare gli interessi del loro ente fino in fondo, fino a dire mille volte no fino a quando non si arriva al sì, abbiamo raggiunto un risultato. Perché una via di mezzo, nell’interesse dei siciliani, si trova.

06 set 2010
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Sull’aeroporto di Comiso ho espresso una firma condizionata, il protocollo è sottoscritto.

Ho posto delle condizioni e ho detto agli illustri interlocutori che ritengo, com’è giusto, che questo aeroporto è di interesse nazionale perché integrato nel sistema della Sicilia orientale così come quello di Trapani è integrato in quello della Sicilia occidentale.

La Sicilia è difficilmente raggiungibile in auto e anche per nave. Non c’è dubbio che l’aereo sia il mezzo più comodo. E l’area di Comiso è di importanza fondamentale perché è una terra molto bella, ospitale, ricca e interessante dal punto di vista ambientale e dei beni culturali. Io quindi lavoro in una prospettiva positiva.

Aeroporto nazionale, quindi, con i servizi pagati dallo Stato centrale che non andrà in fallimento per questo mentre per l’aeroporto sarebbe stato di certo un grave danno.

La firma è data ma considero scontato che l’aeroporto non sia regionale e che meriti che lo Stato sostenga quei servizi e se nessuno mi contesta ciò io non intendo revocarla.

Grazie alla nostra resistenza, perché noi dobbiamo imparare a dire di no ai diktat e ai voleri dei padroni di Roma, mentre l’art. 4 del protocollo definiva l’aeroporto non di interesse nazionale, noi abbiamo preteso che si eliminasse la voce “aeroporto” in modo che l’interesse non nazionale fosse riferito alle aree. Che le aree siano di interesse non nazionale e siano cedute dallo Stato è una cosa giustissima.

Abbiamo resistito perché questo declassamento dell’aeroporto venisse cancellato e grazie alla nostra resistenza siamo riusciti ad ottenere questo piccolo grande risultato.

Io sono convinto che l’aeroporto di Comiso avrà un grandissimo sviluppo e sarà fondamentale per la Sicilia. E’ questo il motivo per cui ci siamo battuti.

17 giu 2010

L’interscambio di conoscenze tecniche e scientifiche, la promozione e l’organizzazione di iniziative di scambio e di confronto fra imprenditori, nonche’ fra attori del settore pubblico e privato su temi specifici mirati alla soluzione di problemi, sono alcuni degli obiettivi previsti dalla convenzione firmata stamattina a palazzo d’Orleans, da Elio Cardinale, presidente del Cerisdi (Centro ricerche e studi direzionali), e da Ettore Artioli, vice presidente della Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno).

All’iniziativa erano presenti l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mario Centorrino, e il direttore della Svimez, Riccardo Padovani.

“Questo protocollo – ha detto Padovani- rafforza il legame tra la Svimez e la Sicilia, in un’ottica di centralita’ e sviluppo di rete tra istituzioni del Sud. E’ una grande occasione di coordinamento tra enti di formazione gia’ sentita anche da altre regioni del Mezzogiorno. Lo dimostra il Forum delle universita’del Mezzogiorno istituito presso la Svimez, a cui hanno aderito, tra le altre, le universita’di Palermo, Catania, Enna e Messina”.

Le attivita’ previste dal protocollo firmato stamattina a palazzo d’Orleans dai presidenti di Cerisdi e Svimez, Cardinale e Artioli, mirano allo sviluppo e alla crescita culturale, sociale ed economica della Sicilia e del Mezzogiorno, in rapporto con i paesi dell’area mediterranea, attraverso la promozione di incontri e seminari.

“L’innovazione e la ricerca – ha spiegato Cardinale- contribuiscono in maniera determinante alla crescita di un sistema produttivo. Il Cerisdi e’ il primo istituto di alta formazione a firmare un protocollo di questo tipo con la Svimez e si propone di diventarne la sede istituzionale di raccordo in Sicilia. In un momento di globalizzazione generale, e’ quanto mai necessario fare rete tra enti di formazione che hanno obiettivi comuni”.

L’accordo, della durata di tre anni, prevede, tra le altre cose, la realizzazione di attivita’ di studio, ricerca e formazione nelle aree di reciproco interesse tra le due istituzioni per lo sviluppo dei territori meridionali d’Italia, e l’attuazione di iniziative culturali coordinate, di studio e di confronto dei risultati delle ricerche.

“Questa convenzione – ha detto l’assessore Centorrino- e’ un ulteriore passo avanti della Regione siciliana, verso la creazione di un sistema di conoscenze scientifiche, che sta alla base dello sviluppo delle aree del mezzogiorno”.