“Nessun governo del passato ha mai preso realmente a cuore i problemi del precariato, a differenza di quanto sta compiendo quello in carica, con la stabilizzazione di migliaia di donne e uomini che attendevano da anni presso la Regione e presso gli Enti locali. Abbiamo cominciato con la legge sul comparto e poi proceduto con cio’ che era necessario fare presso gli Enti Locali. Comprendiamo bene le ragioni di chi manifesta oggi. Pur in presenza di una grave crisi finanziaria internazionale, che interessa il nostro Paese e si ripercuote sulla Regione, cercheremo una soluzione a quanto si vuole portare alla nostra attenzione da parte di chi manifesta. Per questa ragione, per arrivare in tempo utile a definire le questioni sul tavolo, incontrero’ personalmente le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl”. Lo dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.
Credo che Bernava abbia sbagliato sede. Forse era in deficit di manifestazione ma avrebbe dovuto farla a Roma non a Palermo. Lo dico con grande rispetto per il sindacato e per la storia della Cisl alla quale mi sono accostato grazie a figure straordinarie come quella di Vito Scalia e di tanti altri sindacalisti di base che ricordo ancora come se fosse ieri.
Quelle dei sindacati, oggi lo hanno fatto civilmente mentre non altrettanto sono state alcune dichiarazioni campate in aria o l’intervista alla Cisl siciliana di ieri, sono richieste legittime e sacrosante: provvedimenti per contenere la spesa e per lo sviluppo.
Ma quando si parla di Sicilia in default, forse si guarda a Roma e si parla di Palermo perché al default, alla rovina e alla recessione ci porta il governo nazionale. Io temo che queste siano le prospettive dietro l’angolo e per questo la manifestazione andava fatta dalle parti del Cipe o della presidenza del consiglio che da due anni continuano a negarci i fondi Fas che noi abbiamo anticipato, finanziando cantieri di lavoro e altri interventi. Ora, a singhiozzo, cominciamo a discutere di Fas, a cominciare dalle grandi infrastrutture e sappiamo bene che questi soldi li vedremo quando le opere si realizzeranno perché lo Stato non ha il becco di un quattrino per darci quello che ci spetta.
Rispetto alle spese, noi abbiamo risparmiato per 400 milioni e a questa manovra micidiale, già superata se guardiamo ai dati che vengono dalle borse, probabilmente ne seguirà un’altra ed è molto probabile che non sarà questo governo a farla, ammesso che riusciamo a restare a galla.
Nelle dichiarazioni e nelle interviste leggiamo poi che i politici vivono di assunzioni come i tossicodipendenti di cocaina. Forse non è stato riservato quel minimo di attenzione che merita la nostra legge con la quale abbiamo bloccato le assunzioni in Sicilia.
I politici fanno precariato? Forse si è dimenticato che tutto viene fuori da trattative con i sindacati con i quali abbiamo interloquito su tutto. Noi abbiamo lavorato per sottrarre i lavoratori dal ricatto di una precarietà e di un bisogno indegni che si protraevano da venti anni.
Bisogna riorganizzare la sanità? Certo che dobbiamo farlo. Il sindacato vuole forse sottoscrivere la mozione di censura contro Russo? Quello che si è fatto in questi tre anni è inimmaginabile, a cominciare dal rispetto del piano di rientro, che la Sicilia, unica regione meridionale, ha raggiunto grazie a questa gestione della sanità.
Lo sviluppo? Ma forse qualcuno ha voluto dimenticare che il nostro governo ha destinato 120 milioni al credito d’imposta. Se quest’anno dobbiamo risparmiare 1 miliardo, io sono per tagliarne uno e mezzo in modo che si dedichino quante più risorse possibili allo sviluppo e al lavoro.
E poi le mille vertenze che abbiamo fatto sempre in piena sintonia con il sindacato: abbiamo chiuso la trattativa Myrmex – Pfizer, abbiamo avviato al lavoro i lavoratori della ex Cesame, martedì saremo a Roma per sottoscrivere il protocollo per la Fiat di Termini Imerese.
Leggo che sulla formazione si fa clientelismo. Grazie alle nostre scelte, si comincia a non farne più! Sulla formazione abbiamo finalmente avviato un ciclo virtuoso basato sul parametro unico interrompendo lo sperpero e riversando sul Fondo sociale europeo spese che gravavano sul bilancio della Regione.
Credo che nella nostra azione ci siano mille difetti, errori e ritardi ma ritengo vada riconosciuto che noi abbiamo imboccato la strada giusta ben prima che si suonasse la campana di allarme della crisi e della recessione.
Il 3 ottobre vedremo i sindacati. Ci auguriamo che ci siano tutti e che i sindacati si muovano unitariamente, e non è un auspicio ma una collaborazione piena da parte mia perché questo obiettivo si raggiunga e perché si trovi un accordo con i sindacati che noi abbiamo coinvolto anche in un patto per lo sviluppo e per il lavoro che poi non si è sottoscritto.
Il 3 ottobre saremo nelle condizioni di presentarci con le misure che l’economia e gli altri assessorati stanno apprestando per ridurre le spese e per mettere in campo iniziative per lo sviluppo e il lavoro.
L’apporto del sindacato, se sereno e scevro da pregiudizi e da prevenzioni – come mi auguro torni o cominci o continui ad essere -, sarà prezioso, insostituibile e tenuto nella massima considerazione.
In arrivo 26,67 milioni di euro per i Comuni siciliani che hanno attivato misure di fuoriuscita dal bacino dei lavori socialmente utili. L’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, ha firmato il piano di ripartizione delle risorse relative al 2010.
Il decreto assessoriale e’ stato gia’ inviato al dipartimento regionale delle Autonomie locali, che provvedera’ a emettere i singoli mandati di pagamento. Il 50 per cento della somma e’ stata destinata ai comuni con meno di 10 mila abitanti, e il numero degli Lsu coinvolti in tutta l’isola e’ di 19.896.
Queste le risorse destinate alle nove province: Agrigento, 3,268 milioni, 2.260 lsu; Caltanissetta, 2,128 milioni, 809 lsu; Catania, 3,530 milioni, 2.408 lsu; Enna, 786mila, 655 lsu; Messina, 4,081 milioni, 2.997 lsu; Palermo, 5,945 milioni, 6.621 lsu; Ragusa, 2,201 milioni, 923 lsu; Siracusa, 2,273 milioni, 1.365 lsu; Trapani, 2,452 milioni, 1.858 lsu.
L’assessore Chinnici ha firmato anche la circolare che stabilisce i criteri per accedere alla quota di premialita’ dei finanziamenti per le province siciliane. Il documento verra’ pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione.
L’assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche Sociali e al Lavoro, Andrea Piraino, ha presieduto un tavolo tecnico operativo avente come scopo prioritario l’individuazione delle criticita’ relative al bacino dei lavoratori socialmente utili ed alla fuoriuscita del precariato. Il Tavolo tecnico di stamani e’ la continuazione dei tavoli gia’ tenuti presso la Presidenza della Regione Siciliana.
Oltre all’assessore hanno partecipato il Dirigente generale dell’Agenzia per l’impiego, Letizia Di Liberto, il responsabile del Comitato regionale per l’occupazione, il lavoro e le politiche sociali istituito presso la Presidenza della Regione Siciliana, Toto’ Cianciolo, il responsabile regionale di Lavoro Sicilia s.p.a. Anna Maria Di Vanni, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. “Questo tavolo – ha evidenziato l’assessore Piraino – manifesta l’impegno del Governo nel voler affrontare il problema con determinazione e risolverlo. Bisogna focalizzare l’obiettivo composto da una platea di quasi 6 mila LSU gestiti da Comuni ed enti locali, associazioni, parrocchie e societa’ cooperative, ma credo che la priorita’ immediata – ha aggiunto Piraino – e’ rappresentata dai 1889 LSU che non sono gestiti da alcun ente locale. Per essi e’ necessario rivalutare la loro dignita’ umana ed evitare disparita’ di trattamento con altri lavoratori del bacino del precariato”.
Concordano con l’indirizzo dell’assessore i sindacati puntualizzando che il problema dovra’ essere affrontato e risolto in maniera definitiva. L’assistenza tecnica per trovare soluzioni definitive al problema sara’ fornita da Lavoro Sicilia Spa con la collaborazione del Comitato regionale per l’occupazione, presieduto da Toto’ Cianciolo.
L’assessore Piraino entro la fine di questo mese riconvochera’ il tavolo per fare il punto della situazione.
Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha firmato oggi la circolare che individua le procedure di stabilizzazione dei 22.500 precari degli enti locali, in riferimento alla legge regionale n.24 del 2010 “Misure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato presso gli enti locali”.
Si tratta di una serie di norme che disciplinano le modalita’ di assunzione e l’utilizzo di contratti di lavoro flessibile nell’ambito della Regione. In particolare, la circolare detta le prescrizioni e fornisce una guida precisa su come gli enti locali devono muoversi per stabilizzare i loro precari. Il provvedimento e’ firmato anche dagli assessori per la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, per l’Economia, Gaetano Armao e per la Famiglia e Politiche sociali, Andrea Piraino.
Un accanimento da parte delle forze del governo. Due ministri che intervengono gridando allo scandalo e addirittura un attacco da parte di quella che dovrebbe essere la televisione del servizio pubblico contro un settore sul quale, da Tremonti al ministro della salute, tutti riconoscono che abbiamo fatto miracoli: la sanità
C’è un attacco alla Sicilia autonoma e autonomistica indecente rispetto al quale i siciliani devono aprire gli occhi e rendersi conto che siccome stanno venendo meno le fondamenta di un sistema marcio fino in fondo, allora si reagisce così.
Mi diceva l’assessore Russo che non so quanto costi al sud e alla Sicilia la sanità della Lombardia o dell’Emilia, grazie ai siciliani che vanno a farsi curare lì. Si sta riducendo il tasso di mobilità e i siciliani cominciano a cogliere la sensazione che il nostro sistema funziona. Meno gente va fuori a farsi curare al nord e quindi le grandi cliniche private e le lobby del nord cominciano a mostrare un certo nervosismo.
Si è gridato allo scandalo per la questione delle assunzioni e delle stabilizzazioni nella sanità che svuoteranno qualche reparto di ospedale al nord. Come faranno a sostituirli? Ecco perché sono così agitati.
Noi stiamo facendo queste assunzioni perché sono previste nel piano di rientro. Ci sono una serie di tappe e, dopo aver rispettato tutte le altre, la sanità non può rimanere sguarnita di personale. I nostri oppositori prima si sono lamentati perché c’era stato il blocco delle assunzioni (punto essenziale del piano di rientro) adesso si lamentano perché stiamo assumendo (altra tappa del piano di rientro).
E’ una disinformazione disonesta. La stessa disinformazione che riguarda la questione della stabilizzazione dei precari degli enti locali, persone che non potevano essere licenziate e che stiamo liberando dal ricatto della politica: il consenso in cambio della proroga. E a questi aggiungono gli assunti dei cantieri di lavoro. Persone che lavoreranno per qualche mese per fare i lavori negli enti locali e nel frattempo si rimette in movimento l’occupazione e l’economia che erano ferme.
E’ veramente incredibile. Ma noi andiamo avanti e mi auguro che tutto il popolo siciliano si renda conto che il lavoro che stiamo facendo continua nell’esclusivo interesse della Sicilia.
“Sia il presidente che gli esponenti della maggioranza hanno espresso una valutazione assolutamente condivisibile. Se l’avviso pubblico per la concessione di contributi a circa 700-800 nuovi e vecchi poveri (e non 8 mila e 400, come fantasiosamente scrivono i giornali), esponesse al pericolo della nascita di nuovo precariato andrebbe immediatamente ritirato. Cosi’ non dovra’ essere, e non potrebbe essere, perche’ la linea del governo e di questo assessorato e’ opposta. Le preoccupazioni manifestate, seppur comprensibili, trascurano, infatti, di rilevare che, affinche’ si possa creare nuovo precariato, manca il presupposto fondamentale e cioe’ il rapporto con la pubblica amministrazione”. Lo ha detto l’assessore al Lavoro, Andrea Piraino, il quale, sottolineando che “quasi identico avviso e’ stato emanato il 12 ottobre 2010 dalla Regione Lombardia”, ha aggiunto che “in ogni caso la polemica e’ stata utile perch e’ ha fatto emergere la necessita’ di tenere distinte le politiche socio assistenziali da quelle del lavoro e dello sviluppo, e di pensare alla possibilita’ di creare un fondo unico nel quale convogliare tutte le risorse per gli interventi sociali.
Allo scopo di individuare, in un secondo momento, con l’ausilio del partenariato i principali obiettivi da perseguire”.
“Nei prossimi giorni – ha concluso Piraino – incontrero’ i sindacati dei lavoratori e i rappresentanti del mondo dell’impresa per affrontare la questione e avviare quella svolta che in sede di illustrazione del programma del governo alla Commissione Lavoro e Politiche sociali dell’Ars era stata preannunciata”.
Credo che il momento più difficile stia passando.
Nel 2011 avremo la Venere di Morgantina che torna, riapre la Villa del Casale, i siti archeologici da valorizzare, il piano energetico con le nuove linee per le famiglie e le piccole e medie imprese affinché siano incentivate a integrare il reddito con la produzione di energia pulita, l’attenzione alla scuola e le mille forme di solidarietà per i più deboli.
Tutti campi e settori, a cominciare da quello dei conti pubblici che devono farsi quadrare, continuando nel restituire dignità e libertà a quanti hanno lavorato in condizioni di precariato sottoposti all’umiliazione della proroga da invocare anno per anno alla politica. Liberi e sicuri nella dignità del lavoro loro e delle loro famiglie.
Un anno nel quale mese per mese dovremo fare il punto della situazione e dire ai siciliani quello che otteniamo. Continueremo a perseguire il nostro obiettivo di dare una mano a questa Sicilia che, svincolandosi dalle trame ormai consolidate nel tempo di chi l’ha sfruttata per secoli, faccia valere le sue risorse a cominciare da quelle delle intelligenze, della passione, della generosità e della pulizia dei propri uomini per emergere e per conquistare i primati che sono a portata di mano e che dobbiamo raggiungere.



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