12 gen 2012

Ho preso atto delle cortesi parole del senatore D’Alia. Non mi facevo nessuna illusione visto che fin dal momento della scelta che hanno fatto il 27 si era capito che non c’entrassero per nulla le ragioni del governo regionale.

Avevamo offerto la possibilità di potenziare la loro presenza in giunta già settimane fa, così come non ho ecluso che entrassero in giunta politici, preferibilmente non deputati regionali. Ho anche detto che sul piano delle riforme si guardasse a quanto è successo in questi tempi dalla sanità agli appalti, dalle Asi ai rifiuti, tutti rami dell’amministrazione nei quali si è realizzata un’opera di modernizzazione, di riforma e di moralizzazione che, nonostante gli insulti che ci possono venire strumentalmente fatti, credo non abbia precedenza nella storia della Sicilia.

Le ragioni sono altre e se sono altre è inutile stare a parlare e perder tempo. C’è stata una conferma che quelle valutazioni non erano errate. Che questo poi sia legato ad una ricollocazione per le prossimo politiche o regionali, sono discorsi che esulano, non sono stati fatti ieri e certamente emergeranno nei prossimi giorni. Mi auguro che questa condizione possa essere superata prima o poi e comunque i fatti dei prossimi giorni si incaricheranno, ammesso che non incidano quelli di oggi e di quanto è capitato a Roma, di fare chiarezza sulla scelta dell’Udc.

Mi fa piacere comunque che l’Udc non farà mancare il proprio contributo ad iniziative positive e sono certo comunque che l’Udc nel suo lavoro e nel suo impegno politico possa riconoscere il buon lavoro che stiamo facendo e ritrovare la via di una collaborazione più forte.

27 dic 2011

Molto profiquo l’incontro con il sottosegretario Catricalà di oggi pomeriggio nel corso del quale si sono affrontati molti dei temi in campo circa i rapporti tra il governo regionale e quello nazionale.

Innanzi tutto abbiamo affrontato il tema dell’ordinanza su Saponara e i comuni del messinese coinvolti nei recenti disastri. Quell’ordinanza ha bisogno di una dotazione finanziaria consistente e si è discusso della proposta di attingere alle accise sulla benzina per un piano serio di prevenzione e messa in sicurezza del territorio messinese e siciliano in generale.

Abbiamo parlato anche della questione dei treni a lunga percorrenza per i quali ho chiesto un confronto con le Ferrovie dello stato ma anche con il ministero delle infrastrutture. Ho ribadito al governo nazionale che i siciliani non possono subire questa scelta unilaterale da parte delle ferrovie sia per quanto riguarda l’aspetto inerente l’assenza di sevizio che per quanto concerne i lavoratori che da un momento all’altro si sono ritrovati in mezzo ad una strada.

Poi si e discusso anche di patto di stabilità e federalismo e delle premialità (seicento milioni) che deve essere trasferita alla Sicilia per avere mantenuto gli obiettivi di rigore in ambito sanitario. Abbiamo inoltre affrontato il tema dell’ultima quota del Fas che deve essere approvato da CIPE secondo un piano già definito e condiviso col governo centrale.

Abbiamo anche incontrato il ministro Clini con il quale si è defiito il discorso delle ordinanze di protezione civile per i rifiuti e si e discusso di bonifiche.

Tutto questo mentre teneva banco la questione politica con gli alleati e in particolare con L’Udc. Se l’obiettivo del gesto dell’Udc è il rilancio del governo sulla base dell’alleanza con il Pd, che ad oggi ha consentito di realizzare riforme rivoluzionarie per la Sicilia, ribadisco che da parte mia c’è volontà piena di costruire questa fase nuova dell’azione del governo fondata su un patto programmatico chiaro e su una alleanza capace di procedere senza incertezze verso le elezioni amministrative prossime e le elezioni politiche e regionali dell’anno successivo.

06 dic 2011

Domani alle 17, presso la sede del MpA a Palermo in via Libertà, terrò una conferenza stampa nel corso della quale verrà presentata l’iniziativa in programma domenica prossima a Caltanissetta. Una tappa fondamentale di quel percorso di rifondazione del MpA iniziato il 19 marzo del 2011 quando lanciammo la parola d’ordine de “La naturale evoluzione”. 

Un percorso che si è sviluppato attraverso il confronto politico tra gli aderenti al partito, dai giovani militanti di base ai quadri dirigenti, dagli amministratori locali ai parlamentari. Un confronto a volte anche aspro e polemico ma certamente utile e necessario.

Domenica quindi tireremo le fila di tutti quei ragionamenti e di tutti i contributi che in questi mesi sono stati elaborati.

Ma quello di domenica non è un punto d’arrivo. Semmai di ripartenza, con slancio e decisione, per il nostro movimentoe per la nostra idea di autonomia per la crescita della Sicilia.

In questo momento di crisi economica e politica in cui la Sicilia rischia di rimanere schiacciata, il MpA si trasforma, pur rimanendo ancorato alla sua tradizione e vocazione autonomista, e ritrova le proprie radici e la propria ragion d’essere rimettendo al centro del ragionamento politico il concetto di militanza.

Un partito di lotta e di governo per il territorio, per lo sviluppo, per il lavoro, attento alle esigenze dei cittadini e delle fasce più deboli e svantaggiate. Un partito fatto di persone che credono in un ideale e che per quell’ideale sono disposte a metterci la faccia e a combattere. Tutti quelli che vorranno farne parte non potranno limitarsi a prendere la tessera e poi starsene con le mani in mano ma dovranno scendere in piazza e impegnarsi in prima persona per far sì che l’ideale autonomista in cui credono si trasformi in realtà.

Dobbiamo ricominciare dalla strada, sporcandoci le mani e stancandoci le gambe per andare a parlare con le persone, fare comizi in tutte le piazze, affiggere i nostri manifesti, convicere gli altri della bontà delle nostre idee per il governo delle città e delle regioni.

Dobbiamo ricominciare dalla militanza e puntare sui giovani e le donne se vogliamo che l’autonomia della Sicilia diventi non solo un bel concetto con cui magari riempirsi la bocca ma una conquista per la crescita sociale, economica e politica della Sicilia e per il bene di tutti i siciliani.

30 nov 2011
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L’Mpa è stato tra i primi ad andare all’opposizione di Cammarata quando c’è stata una rottura le cui ragioni sarebbero tutte da spiegare. E’ stata però una opportunità perché non siamo stati coinvolti in una gestione disastrosa tutta all’insegna della più assoluta indifferenza nei confronti dei drammi di una grande città come Palermo che oggi ha un debito complessivo che certamente la città non riesce a reggere.

E’ necessaria una cura ricostituente e una gestione così rigorosa da far tremare i polsi a chiunque. Da questo punto di vista non so se saremo chiamati a esprimere un parere sulla candidatura della Borsellino. In ogni caso, chiunque la voglia o la debba sostenere, o la si correda di uno staff di superamministratori per cui la signora svolgerà una funzione importante di rappresentanza della città e di guida di una squadra, o altrimenti io non vedo la Borsellino nelle condizioni di governare una macchina ingovernabile come è stata ridotta la città di Palermo.

Serve il concorso di tutti. Non certo, come la signora Borsellino continua a dire, chiudersi nell’angusto spazio di una sinistra dura e pura che però quando deve fare i conti con l’amministrazione comincia a perdere colpi.

Sono necessari bravi amministratori con una lunga esperienza e una grande competenza nella materia amministrativa.

17 nov 2011

Adesso atti concreti per il Sud

scritto da Raffaele Lombardo 18 commenti

Il discorso di Monti al Senato conferma il giudizio positivo che avevo già espresso sul nuovo governo. I primi passi del Presidente del Consiglio ed i percorsi politici ed istituzionali che hanno portato alla formazione di un governo tecnico, confermano la bontà dell’intuizione che avevamo avuto in Sicilia già un anno addietro e che ci ha permesso di realizzare riforme epocali.

Spero adesso di non venire smentito dagli atti concreti del Governo e di poter apprezzare interventi immediati per il Meridione, nella consapevolezza che il Sud rappresenta una grande risorsa e non un problema per l’Italia intera. In questo senso saremo al fianco del Governo, condividendone metodi ed obiettivi, nel rispetto del programma di rigore e risanamento che si è prefissato e che da tempo applichiamo anche in Sicilia.

05 nov 2011

“Caro presidente Cascio disapprovo fermamente l’attacco che hai rivolto all’assessore Massimo Russo perché hai superato i limiti che “l’equilibrio del tuo ruolo impone”, che sono quelli della misura e convenienza”.

Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, in una lettera aperta inviata al presidente dell’Ars.

Russo non minaccia la libertà di stampa – aggiunge il governatore – al contrario la tutela rivolgendosi all’ordine professionale e non invece minacciando o acquisendo la compiacenza dei giornalisti, o pretendendo e ottenendo di farli cacciare dalle Tv e dai giornali, come chi governa da Roma in giù è abituato o è tentato di fare. E semmai – osserva Lombardo – tutela i cittadini dall’abuso della disinformazione della mistificazione cui talune testate talvolta si dedicano, specie quando si inaridiscono le fonti finanziarie che hanno da sempre costituito uno dei fiumi dello sperpreso regionale”.

“Sai bene – sottolinea il presidente della Regione Siciliana – che Russo non ha subito alcune sfiducia, poiché solo 29 deputati su 90 hanno votato una censura, che mi permetto di continuare a dubitare dovesse essere trattata, ai quali argomenti Russo ha replicato con puntualità e scrupolo con una memoria di ben 30 pagine.

A Russo, che opera tra mille difficoltà, ostacoli, resistenze e ostruzionismi dobbiamo riconoscere il merito di averci tirato fuori dalle secche di un piano di rientro complicato e esigente, come non hanno saputo fare taluni suoi colleghi di altre regioni che pagano il mancato risparmio vedendosi sottratti miliardi di euro da fondi Fas che sono destinati agli investimenti. E dobbiamo riconoscergli – sostiene Lombardo – il merito di avere avviato la ristrutturazione di un sistema sanitario nel quale non credo si possa essere certi che non vi allignasse il germe dell’affarismo, del clientelismo e della mafia. Russo opera con asprezza e durezza, è vero, piuttosto che col fare accattivante e accomodante di qualche suo collega del passato, un po’ ruffiano, un po’ ladro, un po’ puttano, ma certo simpatico, gentile e sempre disponibile di cui ne tu, ne io, ne i siciliani possono sentire la nostalgia.

Russo – ricorda il governatore – ha lasciato un mestiere rischioso che gli avrebbe consentito di dispensare giustizia,. verità e libertà. Si è messo in discussione, e ogni giorno per difendere il suo progetto è disposto a farsi aggredire e talvolta anche insultare. Lo fa per la Sicilia, della quale si dice bene e benissimo e nei tavoli romani e non solo. Avremmo bisogno di tanti altri come lui, e io ho la fortuna di collaborare in giunta con figure di questo stampo. Russo – conclude Lombardo – ha il dovere di farsi conoscere meglio anche e soprattutto da te. Mi auguro che la stampa onesta lo aiuti di più. Sono certo che mi darai ragione”.

27 ott 2011
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Il Terzo polo ha detto che vuole giocare la partita delle amministrative a Palermo dando una prova di grande disponibilità. Il Pd ha scelto un candidato che ancora deve esprimersi se accettare o meno. Il Terzo polo vuole sapere se giocherà questa partita, come la dovrà giocare, all’insegna della chiarezza e alla luce del sole, quindi alleandosi o andando per i fatti propri.
Il Terzo polo dice che vuole, non che è disposto o che è costretto, ma che vuole allearsi con il Pd al limite accettando un candidato che è già in campo. Si faccia una grande alleanza senza limiti tra quanti condividono un programma di risanamento e di rilancio per Palermo che dia al candidato sindaco, che non avrà vita facile e dovrà impegnare tutte le proprie forze per salvare questa città, assicurandogli un grande sostegno e il successo al primo turno.
In caso contrario, dovranno essere altri a dire che non vogliono l’apporto, il sostegno e la partecipazione di forze politiche che in Assemblea regionale contano 30 deputati su 90.
Forze che darebbero un apporto decisivo per le elezioni e che indicherebbero la volontà di mettersi in campo tutti, attorno ad una personalità significativa, con una volontà riconoscibile per superare questa crisi. Mettersi insieme per sostenene un grande sforzo al servizio della città.

27 ott 2011
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Il nostro paese è molto screditato per le tante sciocchezze che si sono fatte e dette. Lo testimoniano le risatine riprovevoli e poco encomiabili di leader europei che quando si parla di un loro partner dovrebbero mettersi sull’attenti piuttosto che ridacchiare.

Siamo in una condizione di grave crisi, abbiamo perso credibilità e fiducia nei mercati, anche se non si può far dipendere la vita e la serenità di un popolo dai numeretti dei mercati e dalla finanza che poi finisce con far pagare i più deboli e avvantaggiare i più forti.

Ormai la gente non crede più a questi “assegni postdatati”: porteremo l’età pensionabile a 67 anni nel 2026, fra quindici anni. Viene da ridere. Diciamo che non tocchiamo le pensioni. Se si deve fare un sacrificio sulle pensioni oggi lo si fa solo se serve a riparare i danni, ad intaccare le cause del debito. Se invece le pensioni devono riformarsi solo per tenere in vita un governo altri 15 giorni o un mese, è gravissimo.

Se questo governo cadesse domani mattina forse ci sarebbe ancora la possibilità di fare un governo di salute pubblica per salvare il paese dal fallimento e anche per mettere mano alla legge elettorale che ha allontanato i cittadini dalla politica. E se ci fosse uno spirito super partes che prevalesse tra i partiti si potrebbero fare un po’ di cose buone compreso indicare una inversione di tendenza che l’Europa aspetta dal nostro paese e che comunque noi dobbiamo assicurare ai nostri figli.

Se non cade il governo domani saranno Berlusconi e Bossi che staccheranno la spina al momento giusto cioè a gennaio per far votare a marzo e impedire qualsiasi possibilità di governo tecnico che sostituisca quello attuale. Faranno le elezioni con questa legge elettorale perché bene o male il parlamento dei nominati gli conviene e regoleranno le partite interne e sceglieranno chi mettere escludendo chi non gli aggrada, per evitare il referendum che sarebbe una sconfitta ortale per l’attuale maggioranza.

Io credo che se in questo Parlamento, compresi i parlamentari che sono passati con Berlusconi, si capisse che per rendere un servizio all’Italia questo governo deve farsi cadere subito sarebbe una cosa buona per il nostro paese.