30 nov 2011
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Si parla di tutto e di niente. Aspettiamo di vedere queste misure. Intanto sento di una nuova manovra di 15 o 20 miliardi di euro. Non credo che i problemi si affrontino così.
Bisogna intaccare le fonti di spesa della pubblica amministrazione e non ritoccare con manovre un meccanismo che continua comunque a procedere come ha proceduto portandoci al debito pubblico più alto del mondo.
Perché si determina questo reddito? Perché la macchina pubblica è elefantiaca e perché c’è da tagliare a destra e a manca. Lì bisogna intanto intervenire. Se la macchina pubblica che oggi assorbe 100 e fa crescere il debito si porta a 50 allora si può rientrare, con il tempo, dal debito.
Se si pensa invece di fare il semplice ritocchino di una manovra che costa grandi sacrifici per tutti e non porta a nessuna riduzione del debito, non solo non abbiamo concluso nulla ma la situazione è destinata a peggiorare, in un momento in cui sappiamo che l’anno prossimo probabilmente saremo in piena recessione. Dobbiamo approfittare dell’occasione, tutti parlano di tagli, la gente che può permetterselo può e deve fare dei sacrifici, vediamo di non farli pagare a chi è a reddito fisso o disoccupato e interveniamo avvalendoci di questo momento di grandissima difficoltà.

11 ott 2011
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Con Miccichè ci siamo incontrati, niente di clandestino, per riportare alla serenità rapporti che erano stati caratterizzati anche da qualche parola di troppo pronunciata da me o da lui.

E per fare una analisi. Lui dichiara che se si rompe l’alleanza con il Pd sarebbe disposto a riallearsi con me. Io dico, se si rompe il Pdl – e non c’è bisogno di dire se si rompe la sua appartenenza al Pdl – perché non colloca la Forza del Sud, come è giusto che sia, non solo lontano da una alleanza con la Lega che nuoce al sud ma distante anche da questo governo che per il sud non solo non ha fatto nulla ma ha prodotto grandi danni? E perché Micciché non si piazza in una posizione in cui una grande forza del sud, un grande partito dell’autonomia e del mezzogiorno si alleano sulla base degli interessi del sud e non dell’appartenenza pregiudiziale a questo o a quell’altro schieramento? Di questo abbiamo discusso.

La politica nazionale è in continua evoluzione. Non si capisce se il Pdl esplode, si legge del malcontento che serpeggia all’interno di quel partito. E poi c’è la spada di Damocle del referendum per ripristinare il Mattarellum che pesa sulla stabilità della legislatura. Si modifica l’attuale legge elettorale? Difficile, perché ciascuno poi guarda al proprio interesse. Si precipita la situazione per andare a votare e quindi impedire il referendum? E’ una possibilità anche questa.

Io credo che la cosa migliore sia quello di fare il nostro lavoro, ciascuno per il ruolo che svolge, e, politicamente, per quanto mi riguarda, di organizzare il movimento trasformandolo da movimento di eletti e grandi elettori in un movimento di militanti che sappiano toccare la testa e il cuore delle persone. Mi auguro che il prezioso contributo dei giovani in questo processo sia decisivo.

25 ago 2010

Riportiamo un’ampia selezione dell’intervista rilasciata da Raffaele Lombardo al sito LineaSicilia nel corso della quale il presidente, in 100 risposte, tocca i punti fondamentali dell’azione del governo regionale e della prospettiva politica futura, con una visione rivolta tanto alla politica nazionale quanto a quella della regione Siciliana.

Presidente, la situazione italiana sta precipitando. C’è di che preoccuparsi?
Siamo ad un passaggio fondamentale per la vita della Repubblica e della Democrazia. Mi rendo conto che sono parole grosse ma ho 40 anni di impegno politico alle spalle e non sono l’ultimo arrivato: se lo dico è perché ne ho motivo.

Il sistema politico sembra al collasso
Questi anni sono trascorsi in un eterno conflitto tra Berlusconi e il “resto del mondo”. Sta di fatto che nel corso di questi 16 anni il nostro paese è passato dall’essere la quarta o quinta  potenza più  industrializzata  a non so : la ventesima!? Certamente dopo le prime 8 o 9. Vede, io capisco bene che la proprietà delle materie prime, la forza lavoro, il costo del lavoro determinino lo sviluppo vertiginoso dell’economia di paesi come la  Cina o di altre economie dell’oriente. Non del Giappone che, al contrario, segna il passo e perde punti. Ma se guardiamo la stessa Turchia, che ha livelli di sviluppo che sono simili a quelli del’India o della Cina, beh la Turchia non è molto lontana né diversa da noi. Eppure fa passi da gigante sulla via del progresso mentre L’Italia si è spenta e si è fermata. Distratta e attratta da questa diatriba eterna e infinita.

Un bipolarismo da “stadio” che ha paralizzato il paese?
Il nostro bipolarismo si fonda su una legge elettorale assurda che va cambiata. Abbiamo vissuto 16 anni di sostanziale stallo. Ciò non è dipeso solo dalla legge elettorale ma anche dal sistema di interessi, dalla personalità del premier e dai mass media che gravitano attorno al leader. Ripeto: una lotta tra Berlusconi e il resto del mondo che ha paralizzato l’Italia.

Dunque la legge elettorale va cambiata?
Assolutamente si. Con questa legge elettorale il sistema politico è completamente ingessato. Il parlamento, e dunque l’intero quadro istituzionale ha perso di vivacità e di rappresentatività. Il parlamentare è nominato dal “capo” ed è eletto in virtù della sua posizione nella lista bloccata (o, con la vecchia legge elettorale, perché scelto dal partito di maggioranza nel collegio uninominale, sistema anche quello sbagliato, ma comunque migliore di questo); non rappresenta i cittadini che non lo conoscono e con i quali non intende perdere tempo. Non gli interessa rapportarsi con loro: sta lì per obbedire, per fregiarsi del titolo di onorevole e per incassare l’indennità. Poi siccome questo non gli basta si arriva alle degenerazioni che vediamo e che leggiamo tutti i giorni. Si deve cambiare sistema . L’Italia ha perso competitività. Il Paese è in letargo. Ci vuole una nuova scossa.

(continua…)