24 gen 2012

Domani incontrerò Mario Monti a Roma insieme agli assessori Elio D’Antrassi, Massimo Russo, Piercarmelo Russo e Gaetano Armao perché a prescindere dai temi che il presidente vorrà affrontare, le questioni che tratteremo riguradano anche le competenze specifiche dei loro assessorati.

Affronteremo le questioni che sono state sollevate nei giorni della protesta sia da coloro che ho ricevuto – Forza d’urto, i Forconi, l’Aias – e anche le altre categorie che sono state ricevute dagli assessori.

I temi sono sia quelli che riguardano il trasporto – il costo della benzina, il traghettamento, le tariffe autostradali – sia le tematiche della pesca – sono molto influenzate dalle decisioni dell’Unione Europea – così come le questioni che attengono all’agricoltura dove bisogna affrontare la concorrenza sleale e la competizione impari con i prodotti del nord Africa o della Turchia non più sostenibile visto che da noi c’è un’agricoltura pulita e occorro norme rigorose contro le agro-piraterie e controlli che fino ad oggi non ci sono stati.

Per non parlare poi delle altre misure che servono al mondo agricolo che magari in passato è stato abituato a vivere di contributi e ora non riesce a riconquistare i mercati. Mercati che oggi sono rappresentati dalla grande distribuzione che si approvvigiona dove ritiene più comodo e mette in ginocchio le produzioni di qualità della nostra agricoltura.

Alcuni provvedimenti vanno presi da noi: già abbiamo operato con la Serit e la Crias e abbiamo avviato qualche iniziativa legislativa che deve cercare di frenare la proliferazione di strutture della grande distribuzione che non giovano né alla produzione né al medio e piccolo commercio che sono le dimensioni tipiche della nostra economia.

Faremo quindi il punto della situazione. Sarà un discorso che non si chiuderà domani e che dovrà essere verificato giorno per giorno nei risultati perché credo che questa sensibilizzazione straordinaria che la protesta ha determinato sia servita a richiamare l’attenzione.

Aggiungo poi che onestamente continuare a farci del male sia non solo controproducente ma anche stupido e insopportabile. Fermare le nostre produzioni che senza i camion restano a marcire nei campi o impedire il rifornimento dell’acqua potabile o del latte o del metano per il riscaldamento è un volerci fare del male che la gente non sopporta.

10 nov 2011

Con l’approvazione del disegno di legge su agricoltura e pesca l’Ars ha fornito una prova di grande collaborazione di fronte alla crisi del mondo agricolo. E ha dimostrato come sia possibile, anche al di là della naturale dialettica politica tra i partiti e le componenti dell’assemblea, raggiungere risultati concreti e condivisi se soio si mettono al centro degli interventi l’interesse della Sicilia, della sua economia e del suo sviluppo.

Governo e assemblea hanno lavorato fianco a fianco ad un provvedimento che deve essere un nuovo punto di partenza per il nostro sistema economico e produttivo. La centralità delle questioni che riguardano l’agricoltura e l’attenzione verso questo comparto costituiscono un obiettivo dell’operato del nostro governo e della nostra amministrazione.

Quella appena approvata è una legge innovativa che interviene principalmente su due assi portanti: l’agevolazione fiscale e la promozione del prodotto locale. Sono previsti, da un canto, strumenti di finanza agevolata e attenzioni alla situazione creditizia di quanti operano nel settore e, dall’altro, strumenti e interventi per spingere la produzione locale presso la grande distribuzione puntando su prodotti a “chilometro zero” identificati con un marchio siciliano che ne certifichi qualità e provenienza.

La legge interviene inoltre anche sul settore della pesca soprattutto per quanto riguarda le questioni legate alla sicurezza sul mare.

Si tratta di un passo importante per il rilancio di un settore produttivo di enorme impatto per la nostra regione e che rappresenta un volano per l’intero sistema economico, sociale e occupazionale della Sicilia.

10 nov 2011

“Si tratta di una legge fondamentale per il settore, e anche innovativa, che contribisce a rilanciare e proiettare in prospettiva positiva, nel contesto economico globale, l’agricoltura siciliana”. E’ quanto ha affermato l’assessore regionale delle Risorse agricole e alimentari, Elio D’Antrassi, a seguito dell’approvazione all’Assemblea regionale del disegno di legge “Interventi per lo sviluppo dell’agricoltura e della pesca. Norme in materia di artigianato, cooperazione e commercio”.

“Si tratta – ha sottolineato D’Antrassi – di un testo di legge poliedrico ed esaustivo. Sono infatti numerose le misure, contenute nel Ddl, destinate a rivelarsi un sostegno strategico determinante per alleviare e superare l’attuale stato di crisi congiunturale, tra il fondo di garanzia per le imprese agricole, il sostegno alle cooperative, la ristrutturazione delle passivita’ agrarie, agevolazioni, Consorzi di bonifica, progetti per le vetrine promozionali e iniziativ e di tutela”.

La legge approvata dall’ Ars rappresenta la sintesi dell’ intensa attivita’ di coordinamento tecnico-politico svolta dall’ assessore per l’Agricoltura, Elio D’Antrassi, di concerto con la Giunta, le commissioni parlamentari interessate e tutti i gruppi parlamentari che sostengono il Governo. “Il provvedimento – ha aggiunto D’Antrassi – assegna oltre 60 milioni di euro a iniziative urgenti e indispensabili a sostegno dell’agricoltura regionale, colmando i vuoti progettuali e normativi del Piano di sviluppo rurale siciliano, coofinanziato dall’Unione Europea. Infatti, spesso, le misure del Psr (2007 – 2013) sono state progettate e predisposte da quasi un decennio, e quindi non sono sempre pienamente rispondenti alle esigenze piu’ immediate. L’Assessorato ha impegnato oltre 40 milioni di risorse proprie in un progetto organico di interventi, ribaltando la consuetudine dei governi precedenti di utilizzare tali somme, proprie della regione siciliana, per interventi “a pioggia” e disordinati”.

I punti qualificanti del disegno di legge – ha concluso D’Antrassi – sono: sostegno del credito agrario agevolato; rifinanziamento del fondo di solidarieta’ regionale e del fondo per la stipula dei contratti assicurativi; capitalizzazione delle cooperative e delle societa’ di capitali; l’introduzione di norme per la diffusione della conoscenza della produzione agricola e agroalimentare di qualita’; interventi per la prevenzione e il controllo delle infezioni causate dal virus della tristezza degli agrumi; interventi in favore delle cantine sociali per fronteggiare le maggiori spese di gestione causate dalla vendemmia verde; aumento dei premi agroambientali delle misure del PSR; l’estensione delle agevolazioni della presente legge anche alle imprese agricole soggette a procedure concorsuali o vittime di usura”.

09 ago 2011

Un disciplinare per il riconoscimento della Dop, la denominazione d’origine protetta, per il gambero rosso, viola e rosa di Sicilia, come risultato della ricerca sulla fattibilita’ commerciale del marchio “gambero del Canale di Sicilia”.

La presentazione e’ avvenuta nella sede dell’assessorato regionale delle Attivita’ produttive, insieme al progetto “Ricerca dei limiti ambientali, alieutici e di filiera allo sfruttamento del gambero”, realizzato nell’ambito del programma “Innovazione dei distretti”, e promosso dai dipartimenti Attivita’ produttive e Pesca della Regione siciliana e dal ministero dello Sviluppo economico.

Erano presenti Marco Romano, dirigente generale del dipartimento regionale Attivita’ produttive, Salvatore Barbagallo, dirigente generale del dipartimento degli Interventi per la Pesca, Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto produttivo della pesca, Giuseppe Pernice, coordinatore dell’Osservatorio della Pesca nel Mediterraneo, Vincenzo Fazio, docente del dipartimento di Scienze economiche aziendali e finanziarie dell’Universita’ di Palermo,e i rappresentanti di Icram, Ispra, Istituto zooprofilattico sperimentale e Parco scientifico e tecnologico della Sicilia.

“La Regione – ha detto Barbagallo – ha sostenuto questa iniziativa che migliora la qualita’ grazie alla tracciabilita’, e questo, oltre a tutelare i consumatori aiuta il settore perche’ ricerca e filiera della pesca, insieme, fanno acquisire competitivita’ del nostro prodotto sui mercati, anche internazionali”.

Il disciplinare tutelera’ con il marchio Dop l’altissima qualita’ del gambero pescato nel Canale di Sicilia certificandone, attraverso apparecchiature applicate a bordo dei pescherecci e sulle reti, resa, tempi e tecniche di pesca, condizioni e integrita’ del prodotto, qualita’ organolettiche, tempi e temperatura di congelamento.

“Bisogna infatti che tutti sappiano – ha specificato Tumbiolo – che il gambero rosso deve rigorosamente essere congelato a bordo e consumato appena scongelato, per mantenere integre le sue qualita’. Questo, inoltre, permette di contenere al minimo la presenza di bisolfito di sodio”.

La Dop sara’ anche un marchio di qualita’ ambientale, a tutela degli ecosistemi e degli habitat marini sensibili.

“Questo progetto – ha concluso Romano – dimostra come oltre ai fondi comunitari, e questo dipartimento ha praticamente raggiunto gli obiettivi del PO Fesr, sia importante intercettare la programmazione nazionale, e per questo abbiamo rafforzato la nostra collaborazione con Mise e Miur perche’ la Sicilia abbia il giusto peso nell’ambito della distribuzione dei finanziamenti alle singole regioni. Un’iniziativa, questa del ‘progetto Gambero’, che rappresenta una concreta sinergia sul campo di diversi dipartimenti e istituzioni per fornire strumenti operativi alle imprese”.

12 mag 2011

Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, insieme all’assessore regionale alla pesca, Elio d’Antrassi, presenteranno domani mattina presso la sede della Presidenza, il “Rapporto Annuale sulla Pesca e sull’Acquacoltura in Sicilia 2010″.

E’ quindi gia’ pronta, cosi’ come previsto dalla Legge Regionale n.16/2008, la bozza esecutiva del Rapporto 2010 Pesca e Acquacoltura in Sicilia, redatto dal Comitato scientifico dell’Osservatorio Mediterraneo della Pesca, riconosciuto dalla stessa legge come organo di supporto per la politica della pesca della Regione Siciliana, e presieduto dall’ ingegnere Giuseppe Pernice.

Il Rapporto costituisce una radiografia approfondita sulle luci ed ombre del sistema ittico siciliano. Il documento fornisce dati sulle risorse ittiche nei mari siciliani, sullo stato della flotta siciliana e sulle conseguenze economiche e sociali dell’attuazione delle direttive comunitarie relative alla riduzione dello sforzo di pesca.

Affrontati anche i temi dell’”innovazione tecnologica” e del “risparmio energetico”.

Ecco alcuni dati, tra i piu’ significativi, emersi dal Rapporto: 1) A luglio 2010 in Sicilia risultano attivi 3.017 pescherecci, il cui tonnellaggio medio e’ di poco superiore alle 20 tonnellate.

2) La diminuzione dei natanti e’ stata costante: piu’ del 75% degli oltre 1.500 pescherecci che si sono ritirati dall’attivita’ negli ultimi 10 anni sono usciti nel periodo tra il 2000 e il 2005,

3) I posti di lavoro persi nella filiera nell’ultimo triennio sono stati 4500.

La riduzione del pescato siciliano dal 2009 ad oggi e’ stata di circa il 30%. A cio’ bisogna aggiungere una paradossale diminuzione dei prezzi alla banchina di molte specie, insieme all’aumento costante e vertiginoso dei costi di produzione.

4) Gli effetti della crescita del prezzo del gasolio da autotrazione hanno aumentato considerevolmente l’incidenza del costo del carburante sui costi totali di gestione. Le previsioni di un trend ancora crescente del prezzo del carburante per il 2011, mettono nuovamente in allarme il settore gia’ in sofferenza.

Per pescare un chilogrammo di pesce si consuma il triplo del gasolio rispetto ai Paesi europei. I costi energetici in pratica incidono oltre il 50% rispetto alla media europea.

Il “Rapporto Annuale 2010″ e’ redatto in tre lingue: italiano, inglese e francese, affinche’ possa essere strumento utile anche ai Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, con i quali e’ necessario costruire comuni strategie per la salvaguardia e la tutela del patrimonio ittico. L’alto valore scientifico “aggiunto”, che il Rapporto racchiude in se’, dovra’ necessariamente esplicarsi attraverso la preziosa fruizione da parte dello stesso comparto oggetto d’analisi. Tutto cio’ potra’ avvenire dopo il vaglio del professor Salvatore Barbagallo, Dirigente Generale del Dipartimento degli Interventi per la Pesca della Regione Siciliana.

Il Rapporto sara’ poi pubblicato sul portale del Dipartimento degli Interventi per la Pesca della Regione Siciliana e sul sito web del Distretto.

04 mag 2011

La Sicilia e’ a Bruxelles, in questi giorni, per “ragionare” sullo sviluppo del settore della pesca. L’occasione e’ quella dell’European seafood exibition, che richiama ogni anno i piu’ grandi operatori del settore da ogni latitudine mondiale.

La Regione ha organizzato la sua presenza in collaborazione con l’Istituto per il commercio estero e ha coordinato il lavoro di quattordici operatori che hanno deciso di testare l’impatto dei loro prodotti con il mercato globale.

“La nostra presenza – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca – Elio D’Antrassi, ha proprio il valore di un test: siamo qui per valutare cosa e’ necessario fare per mantenere il passo con il mercato.

“Dobbiamo ammodernare, diversificare, aggiornare il nostro modo di pensare la pesca. La necessita’ di salvaguardare il patrimonio ittico, che e’ in cima alle priorita’ europee, deve essere coniugata in maniera positiva con quella, non secondaria, della competitivita’.

“Le nuove politiche europee ci mettono in condizione di ripensare al nostro sistema, puntando al turismo, alla trasformazione del pescato, alla diversificazione delle attivita’. Tocca a noi cogliere l’opportunita’, riformando radicalmente il sistema delle regole.

“Se per un verso dobbiamo salvaguardare le nicchie di pesca artigianale che rappresentano una buona parte del settore in Sicilia, non possiamo ignorare le esigenze della pesca industriale, che deve adeguarsi alle sfide del mercato globale.”

Non a caso la “missione” a Bruxelles dell’assessore alla pesca, e’ stata impostata proprio come il momento d’avvio di una nuova fase di confronto e di lavoro con le istituzioni europee.

La delegazione dell’assessorato e’ stata impegnata, infatti, in un vero e proprio giro d’orizzonte delle istituzioni comunitarie.

Per discutere della situazione in Sicilia l’assessore D’Antrassi, ha incontrato sia il direttore generale della DG Mare della Commissione europea, Monique Pariat, che il presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro.

E per una valutazione tecnica del quadro normativo in evoluzione, si e’ svolta oggi anche una riunione tecnica con i dirigenti della rappresentanza diplomatica del governo italiano presso la Commissione europea.

L’assessore D’Antrassi, accompagnato dal dirigente generale del dipartimento di Bruxelles, Francesco Attaguile e da Giovanni Tumbiolo, consulente per il settore della pesca, ha incontrato il Ministro plenipotenziario Pietro Grassi, rappresentante generale aggiunto del governo presso la Ue, che – nell’occasione – era accompagnato da uno staff di esperti diplomatici: Massimiliano Benelli, Francesco Cionco e Angela Milano per il settore agricoltura, Riccardo Rigilo per la pesca e Tuccio D’Urso, per le questioni regionali.

28 lug 2010

E’ stato firmato, dall’assessore alle risorse agricole e alimentari della Regione Siciliana Titti Bufardeci, il decreto per il fermo biologico nel settore della Pesca. Il documento regolamenta le modalita’ di arresto temporaneo, per il 2010, delle attivita’ per le unita’ abilitate alla pesca a strascico e volante iscritte nei compartimenti marittimi della Sicilia.

Nel decreto si stabilisce che “per le unita’ da pesca iscritte nei compartimenti marittimi siciliani, ad esclusione delle unita’ abilitate alla pesca oceanica che operano oltre gli stretti, e’ disposta un’interruzione temporanea obbligatoria alla pesca per trenta giorni consecutivi, da effettuarsi nell’arco temporale compreso tra il primo agosto e il 17 ottobre.

“Si tratta di un risultato positivo -spiega Bufardeci – che e’ stato ottenuto grazie anche alla sensibilita’ del ministro Galan.

Il Ministero, infatti, ha accolto la richiesta del consiglio regionale della Pesca siciliano che aveva suggerito di inserire i trenta giorni obbligatori di fermo in un arco temporale maggiore, rispetto alla data di conclusione, fissata proprio con decreto ministeriale alla fine di settembre”.

“Grazie al provvedimento di fermo biologico – ricorda Bufardeci – saremo in grado di coniugare le esigenze di sostenibilita’ ambientale per il settore con le necessarie misure compensative sia a favore dei pescatori, utilizzando gli strumenti della cassa integrazione in deroga per gli imbarcati, sia per le imprese con gli strumenti finanziari del Fondo europeo della Pesca”.

01 lug 2010

Per studiare e approfondire i vincoli e le prescrizioni del nuovo Regolamento mediterraneo per la Pesca, la Regione siciliana mette in campo l’Unita’ di crisi.

La decisione e’ stata presa nel corso dell’ultima riunione del Consiglio regionale della Pesca e il percorso e’ stato ratificato con un decreto dell’assessore regionale alle Risorse agricole e alimentari della Sicilia, Titti Bufardeci. L’Unita’ di crisi sara’ composta dai membri del Consiglio regionale del settore.

“Abbiamo accolto la richiesta delle associazioni di categoria del mondo della pesca – spiega Bufardeci – che hanno spinto in questa direzione per assicurare il massimo sostegno al settore, in questo delicato momento di transizione, con i nuovi limiti al prelievo imposti alla nostra marineria da un regolamento che, secondo noi, e’ stato studiato a fondo per i mari aperti, ma e’ carente dal punto di vista scientifico per le specificita’ della Sicilia e dei suoi specchi d’acqua”.

“All’Unita’ di crisi siciliana – continua Bufardeci – spettera’ il compito di studiare misure di compensazione sociale e interventi per il settore che si affianchino alle previsioni del governo nazionale, che e’ gia’ intervenuto con un decreto di fermo biologico, con misure a favore della marineria e degli armatori”.

“Siamo al fianco del mondo della pesca – sottolinea l’assessore – che rappresenta una porzione importante della nostra economia e delle nostre tradizioni. Abbiamo avviato una ricerca scientifica- conclude Bufardeci – che punta a dimostrare l’inefficacia di alcune misure estremamente penalizzanti per la nostra flotta”.