02 feb 2012
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Le polemiche sulla nomina del vice commissario al comune di Palermo sono legate al malanimo e alla carenza di argomentazioni di chi vuole fare opposizione a tutti i costi.

Opposizione e maggioranza, governo e non governo, uomini politici e dirigenti riconoscono la competenza, la determinazione la grande efficienza del capo di gabinetto dottoressa Patrizia Monterosso che non ha appertenenze politiche come non ce l’hanno molti dei miei collaboratori, dalla dottoressa Li Calzi, capo della segreteria tecnica o il segretario generale avvocato Carapezza. Checché se ne dica nessuno di loro è stato scelto per appartenenza politica all’MpA o ad altri partiti. Sono tecnici che fanno il loro lavoro.

Sono certo che tra la Monterosso e il prefetto Latella si instaurerà un rapporto di assoluta franchezza, lealtà e collaborazione.

Al commissario poi rinnoviamo gli auguri di buon lavoro. Conosciamo la sua bravura e la sua lunga esperienza anche nel governo di enti locali difficili come quelli della Calabria. Siamo convinti anche che abbia bisogno di qualcuno che conosca meglio la città, i palermitani, i problemi reali e sviluppi la connessione con la Regione che di certo la Monterosso assicurerà.

Sulla questione della candidatura a sindaco di Palermo, si è tornati sul nome della Chinnici la quale dichiarò a suo tempo che non si sentiva di fare questa scelta. Si è voluto tornare sul suo nome, le ha parlato anche il presidente della Camera Fini ma le difficoltà che c’erano sono state riconfermate. Conoscete la mitezza e la delicatezza ma anche la competenza e la serietà dell’assessore Chinnici, un tecnico di indubbio valore che non si è sentita di entrare in un contesto di polemica a volte furiosa e furibonda che non appartiene al suo stile.

Anche perché c’è poco da ridere, qualcuno dice di essere anche commosso dalla mia generosità. Io non ho da accampare pretese. Se mi si chiede di esprimere un candidato scelto tra le persone di Palermo che fanno politica nel Mpa perché non farlo? Così come, eventualmente, componenti della Giunta, quindi figure tecniche. Ma solo quando me lo chiederanno tutti, e solo dopo che nessuno di loro avrà espresso un candidato al quale, se all’altezza, io assicuro in anticipo il mio appoggio. Sarebbe auspicabile che la candidatura venga fuori dal concerto di più partiti dell’area del centro dell’area autonomista e moderata.

Tutta questa area ha difficoltà a ritrovarsi con il Pdl con il quale, per quanto riguarda l’Mpa, i rapporti si sono rotti per fatti regionali partiti forse proprio dalla vicenda palermitana. Lì noi abbiamo dato un contributo, essenziale per l’elezione di Cammarata, all’insegna di un progetto. Nonostante questo c’è stata la volontà di tagliare con un colpo di accetta questa collaborazione. Il secondo mandato del sindaco, sostenuto, ispirato portato avanti giorno per giorno dal Pdl non ha prodotto gli effetti che i palermitani si sarebbero aspettati.

Non voglio aggiungere polemiche; si dice che la Regione non ha fatto nulla per Palermo, ed invece l’altro ieri mattina, ad esempio, ho firmato un decreto con il quale Palermo sarà liberata dall’ipoteca di Bellolampo. La chiusura delle vasche vorrà dire che anche quell’area della città, interessata da quella grande vergogna, sarà liberata. Tutto il resto lo rappresenteremo nei prossimi giorni e settimane nel corso di un convegno in cui diremo cosa il governo ha fatto per questa città e per i suoi cittadini.

Questo l’apporto che il mio movimento e altri partiti potranno dare ad una candidatura che, mi auguro, venga fuori non dall’appartenenza partitica. Forse oggi serve una candidatura di questo tipo e che non si caratterizzi per l’aggressività, la polemica, gli insulti all’avversario, ma che faccia un programma e che la persona sia stimata per la sua bravura e per il suo stile. C’è tanto da contestare ma non credo che oggi serva una candidatura che viva di contrapposizione a tutti i costi.

03 gen 2012

Oggi Piraino mi ha consegnato personalmente la lettera di dimissioni dalla carica di Assessore che ho dovuto accettare in quanto si tratta di dimissioni serie, non una mera formalità, e in maniera seria mi sono state presentate. Ho assunto io l’interim in attesa, ovviamente, che venga assegnata definitivamente la delega all’assessore designato nei prossimi giorni. Una delega, quella rimessa da Piraino, importantissima, con i poteri legati alla famiglia, all’agenzia per l’impiego e al lavoro oltre i cosiddetti servizi sociali e la politica della solidarietà. Ecco perché nei prossimi giorni e nelle prossime ore è necessario che io intraprenda una serie di colloqui per vedere come ricomporre il quadro, auspicando che l’UDC voglia ritrovare la via della collaborazione.

Si legge sui giornali che ci sarebbe l’intenzione dell’UDC a ricollocarsi politicamente guardando al PDL. Non credo che questo sia fondato, peraltro smentito anche dagli esponenti di quel partito almeno in Sicilia. Ma non si tratta di guardare soltanto alla Sicilia. E’ chiaro che la scelta dell’UDC è un fatto di politica nazionale.

In Sicilia è necessario comprendere se c’è un problema di riequilibrio della giunta o c’è necessità di caratterizzare la giunta di governo con un tasso di politica maggiore, e io condivido esattamente questa posizione, così come condivido ovviamente le preoccupazioni di un UDC che non riesce a seguire le scelte del Partito Democratico che è un alleato non soltanto solido ed affidabile ma indispensabile.

Quello che abbiamo fatto sul piano delle riforme, con il sostegno del PD, è senza eguali nella storia della Sicilia. Riforme e scelte che definire rivoluzionarie è poco. Sarebbe un nonsenso che qualunque forza politica che si sia riconosciuta in questo lavoro, seppure pieno di imperfezioni e ritardi ma di straordinario valore per i prossimi vent’anni, non voglia percorrere i passi successivi. Tutto questo impegno peraltro è stato furiosamente avversato dal PDL e da quella parte di UDC che si è staccata per diventare PID.

Ritrovarsi a questo punto col PDL, andare ad allearsi con i fautori della restaurazione di un sistema che avrebbe portato la Sicilia al tracollo, significherebbe smentire l’impegno e il lavoro fatto, piaccia o non piaccia, e ripristinerebbe un modo di essere e di pensare e di atteggiarsi che sicuramente non è stato favorevole allo sviluppo della Sicilia.

Comunque non c’è dubbio che tante cose sono da chiarire anche nel rapporto col Partito Democratico. Parliamo con chiarezza: il PD, a partire dalla vicenda palermitana che può essere emblematica di quanto potrà succedere nei prossimi mesi, ci sta portando a far passare i giorni e le settimane in vista di chissà quali eventi. Da un lato sostiene una linea maggioritaria di appoggio al governo regionale, dall’altro, per la città di Palermo, pare operare in piena contraddizione con le scelte compiute a livello regionale.

Questa è una cosa di cui non riusciamo a capire sinceramente ratio ed ispirazione e questo indubbiamente rischia di farci smarrire l’orientamento politico che è fondamentale per le scelte che dobbiamo fare.

Comunque apprezzo la ripresa di un dialogo e di un confronto con le forze politiche e che sia stato fugato il sospetto che si dovesse parlare di lottizzazione, di assessorati o direttori regionali; non c’è dubbio invece che si debba parlare del programma per questo scorcio di legislatura, delle elezioni amministrative e della costruzione o ricostruzione di un polo autonomista e centrale nella vita politica regionale.

Non si può essere alleati oggi e avversari alle prossime scadenze elettorali, questo vale per tutti. Mi auguro che prevalga il buonsenso e che si possa andare avanti a partire dall’approvazione di una legge sulla quale tutti dicono di essere d’accordo, quella sul decentramento di poteri e funzioni dalla regione agli enti locali con la creazione dei liberi consorzi di comuni e l’abolizione delle province.

12 lug 2011

Il tentativo del Pdl di indebolire l’azione riformatirice di Massimo Russo è miseramente fallito. La strumentalità dell’iniziativa è stata scoperta e l’aula l’ha sanzionata rimandandola ai mittenti.

Il buon lavoro di Massimo Russo e stato premiato con tanta determinazione da costringere i deputati del Pdl a lasciare l’aula e ad abbozzare una sorta di ritiro aventiniano che trovandoci a Palermo potrà trovarsi alle parti di Monreale

Ci auguriamo comunque che i parlamentari del Pdl riprendano presto il filo di un dialogo che ha prodotto una buona legislazione. E vogliano avviare un dibattito sulla sanità in cui i rilievi critici, che ci saranno certamente, vengano valorizzati dal governo e dall’assessore alla sanità perché dovranno tradursi nei correttivi necessari circa le cose che non vanno e che è interesse di tutti, e soprattutto della salute dei siciliani, mettere a posto.

12 lug 2011
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La mozione di censura contro l’assessore Massimo Russo ha una matrice esclusivamente politica. E’ presentata dal Pdl al completo che vuole dare addosso al governo, destabilizzarlo e possibilmente mandare a casa i 90 deputati.

Massimo Russo è uno dei nostri assessori più bravi. Ha ottenuto risultati inimmaginabili, ha una visibilità nazionale positiva senza pari, ha superato tutte le forche caudine del piano di rientro e, nonostante le difficoltà determinate da tutto un sistema che si rimette in moto secondo regole nuove e su binari diversi, ha avuto il merito di fare tutto ciò con disinteresse personale, trasparenza e onestà infinita.

La mozione, piuttosto che entrare nel merito, si avvarrà magari dei rancori, delle insoddisfazioni, dei ritardi, del mancato saluto, della mancata puntualità. Ciascuno di noi, rispetto ad un assessore tecnico, può avere motivi per lamentarsi o per fargliela pagare nella maniera più inappropriata e assurda possibile.

Sono convinto che in questo momento storico, allorché grazie a Russo stiamo tenendo fermo il riparto della spesa sanitaria, in attesa che il governo nazionale ci riconosca, come è giusto e doveroso, attraverso il Fas di saldare alcune rate dei mutui, indebolire Russo vuol dire massacrare la Sicilia, il suo bilancio, le sue risorse e le sue prospettive di sviluppo.

Mi auguro che il buon senso prevalga nell’interesse della Sicilia. Toccarlo oggi vuol dire fare del male alla Sicilia e ai siciliani.

16 giu 2011
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La Lega vive un momento di grandissima difficoltà e credo che sia lei la vera sconfitta di queste elezioni, forse più del Pdl, anche se è brava a rilanciare alzando la voce per far dimenticare i problemi di una coalizione con la quale ci sta rimettendo parecchio. E forse si spiega così anche questa inconsulta idea dei docenti del sud che verrebbero esclusi dalle scuole del nord.

La Lega ha una sua forza e condiziona il governo. Il sud deve organizzarsi autonomamente, non tanto eleggendo i propri deputati che sono tutti allineati e coperti agli ordini dei partiti del centrodestra o del centrosinistra.

La Lega è una forza autonoma del territorio che si allea per portare a casa dei risultati, cosa che dovremmo fare anche noi. Io ci ho provato con il Movimento per l’Autonomia che ha eletto alcuni deputati ma non in numero sufficiente.

Fin quando non finiremo di farci menare per il naso dai grandi partiti e non punteremo su una forza veramente autonoma che abbia il coraggio di mandare al diavolo qualunque governo se non vengono rispettati i patti e gli impegni assunti, subiremo il razzismo sui docenti piuttosto che su qualsiasi infrastruttura, servizio o fiscalità di cui si fa un gran parlare salvo poi non essere consequenziali, perdendo opportunità, creando emigrazione e impoverendo la società.

Il 25 e 26 giugno terremo conto anche di queste considerazioni. O si passa dal partito tradizionale alla militanza, oppure non potremo reggere il confronto con la Lega.

La stessa Lega ha degli iscritti ma ha anche, e soprattutto, militanti. Quelli che fanno la lotta, il comizio, la manifestazione ma non disdegnano di affiggere i manifesti. Sono una elite a cui è riservato l’elettorato attivo e passivo e a cui devono appartenere i parlamentari e i deputati. Fino a quando non faremo così avremo deputati che si vendono, cambiano partito, si lamentano e sputano sul piatto nel quale hanno mangiato.

Questa naturale evoluzione del movimento è fondamentale. Che cambi nome è meno importante, quello che conta è che cambi il suo nucleo forte e il suo modo di essere.

Il 25 e 26 parleranno quanti si saranno prenotati nel corso dei vari incontri che si sono fatti e che si faranno in questi giorni nel territorio. Soprattutto giovani perché il nostro è un lavoro lungo e faticoso che ha bisogno di forza e di ampio respiro.

Non si tratterà di un pubblico parlatoio ma di un confronto di quanti ci credono.  Questa campagna perché ci si iscriva a starci, salvo poi selezionare i militanti entro qualche mese, è fondamentale.

Io credo che parlerò. La mia decisione è di non aderire a questo movimento in modo da potermi dedicare all’azione di governo da un lato e dare, dall’altro, il senso tangibile e netto della novità di una classe dirigente che si avvalga di uomini e donne nuovi.

05 mag 2011
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Latteri non lo espelliamo per rispetto di tante cose. Ho saputo che ieri ha votato con la maggioranza e non con il terzo polo con cui ha scelto di stare il Mpa a proposito della mozione sulla Libia.

C’era una mozione del terzo polo che i nostri deputati hanno votato. Lui ha votato con Pdl e Lega. In effetti è nel Pdl e continua a pontificare con lettere aperte proposte di governo istituzionale come se fosse un parlamentare del Mpa. Non lo si mette fuori perché ha un’età e una tradizione ma farebbe bene a compiere un gesto di coerenza.

Il governo che propone, dopo questa premessa, potrebbe avere teoricamente un senso. Ma ci sono le condizioni perché i capigruppo si mettano insieme a fare gli assessori in una giunta di tutti? Non è pensabile.

Il Pd fa una proposta politica verso un governo politico. Devo dire che questa proposta e di cui si è parlato anche in passato è una ipotesi da prendere in considerazione.

Un governo politico è il governo delle elezioni, il governo di quanti sottoscrivono un patto che li veda insieme nel governo e poi nelle elezioni dove ci si giocano gli argomenti e i risultati perché le elezioni vengano vinte.

Certo, con alleati e con partiti in cui non emerga ogni settimana qualcuno che vuole il referendum, le assemblee, gli esecutivi, le riunioni di gruppo per mettere in discussione quello che a maggioranza si decide.

Questo è un gioco al massacro che fa deliberatamente, da parte di chi lo porta avanti, il gioco di un vecchio, sporco sistema che stiamo tentando di aggiustare tra mille difficoltà e ostacoli.

05 mag 2011
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Sono deluso dalla politica del Ppe che ormai è un coacervo di tutto e di tutti.
Sarebbe un grande gruppo e un grande partito ma cosa ha di democratico e di cristiano questo partito popolare che mette dentro l’estrema destra e quanto non ha nulla a che vedere con l’ispirazione cristiana? Non me lo chiedo più perché la risposta mi viene dal fatto che ha perso completamente la bussola delle regole.
Il presidente della Regione è stato 9 anni parlamentare europeo e ha aderito al gruppo del partito popolare. Non se ne sono accorti? Oppure i loro referenti locali hanno detto che no, siccome non va a genio al Pdl i cui esponenti hanno organizzato questo convegno, allora il presidente non andava invitato?

04 mag 2011
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Non trova di meglio Dipasquale, piuttosto che parlar d’altro e fare un bilancio e soprattutto una prospettiva, cosa che compete ad un candidato che si rispetti, che attaccare e polemizzare, senza motivo e in termini per lui controproducenti.

Lui dice che non è stata assicurata la riserva nel bilancio per la legge su Ibla. Intanto sappia, e dovrebbe dirlo ai cittadini. La finanziaria e il bilancio, così come capita nei comuni, può essere proposta dalla giunta ma poi si tratta di leggi che vengono approvate dalle assemblee, dall’Ars.

Lui appartiene al Pdl. Gli risulta che ci sia un emendamento del Pdl per la riserva su Ibla? A me non risulta. E allora cosa fa se non ci fosse, si dimette da questo partito?

Noi gli avevamo chiesto di candidarsi come indipendente sostenuto da tutti, anche da noi. Lui ha voluto confermare l’appartenenza ora ne tragga le conseguenze.

Non ha motivo di far polemica, è una polemica fuor di luogo. Semmai il governo, per Ibla ma anche per altro, proporrà delle riserve nelle prossime leggi e comunque proporrà, attraverso un intervento dell’assessore alle Autonomie Chinnici, nella conferenza Regione e autonomie locali, che alcune riserve, tra cui quella per Ibla, vengano assicurate con il consenso della Regione e delle autonomie locali.