06 giu 2011

Crocetta sbaglia e gli spiego perché

scritto da Raffaele Lombardo 1 commento

Leggo le dichiarazioni dell’onorevole Crocetta e credo che sia male informato o forse non ha riflettuto bene sulle cose che dice.

Ha dimenticato che a Gela, la sua città, il Pd era diviso in due e si è ricomposto mentre l’Mpa, per sostenere il candidato da lui proposto, ha perso un gruppo dirigente di persone serie e perbene che sono andate in un altro partito.

E’ disinformato anche su Vittoria. Noi non solo non abbiamo dato nessun avallo ad Aiello che ci aveva assicurato che non si sarebbe apparentato e avrebbe lasciato libertà di voto, ma abbiamo perso un gruppo dirigente che accennava a seguirlo. E Aiello non è detto che sarà candidato, almeno nell’Mpa. Forse lo recupererà il Pd dal quale Aiello proviene. Lo abbiamo sostenuto, eravamo d’accordo che non si sarebbe apparentato, ha fatto questa scelta che io non condivido.

Stiamo sostenendo il candidato del Pd, ad esempio, a Lentini dove, quando il Pd mi chiese di non assecondare la sfiducia, c’era l’impegno a cambiare quel candidato. Ciononostante siamo stati disciplinati e lo abbiamo sostenuto.

Il cosiddetto “cannibalismo”, sostenuto da Crocetta, è una invenzione che non esiste nella realtà.

A Ramacca, dove si sostiene che è inopportuno che si scontrino due candidati a sindaco che fanno il ballottaggio, uno dell’Mpa e uno del Pd, loro avrebbero dovuto sostenere il nostro candidato perché le nostre liste sono tre volte più forti. Così non è stato; il Pd è voluto scendere in campo e ci siamo ritrovati in questo ballottaggio che si trasformerà in un confronto civile al termine del quale i cittadini sceglieranno chi far vincere, senza alcun rancore.

In quanto al fatto che noi saremmo da qualche parte con il Pdl e da qualche altra con il Pd, l’onorevole Crocetta dimentica che, per mantenere la coerenza delle nostre scelte, siamo stati cacciati dalla provincia di Catania, da quella di Siracusa e di Messina, dal comune di Messina, dalla provincia di Palermo e da tante altre amministrazioni locali. Abbiamo pagato noi, non il Pd. Né abbiamo chiesto nei comuni dove governava il Pd di entrare in amministrazione con loro.

La nostra coerenza, in ordine a questa alleanza, è a prova di bomba. Ciascuno è libero di dire quello che vuole purché dica cose che stiano in piedi e siano confortate dai fatti.

21 mag 2011

Il terzo polo più che mai importante

scritto da Raffaele Lombardo 22 commenti
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In Sicilia il terzo polo governa, insieme al Mpa e al Pd. Qui, superate queste elezioni alle quali per la verità non bisogna annettere una importanza straordinaria, si rafforzerà ancora di più. Una grande consistenza all’interno dell’assemblea e una solida maggioranza che a mio parere deve assumere prima o poi il connotato politico che la porterà ad affrontare omogeneamente il passaggio elettorale.

Se ci fossero state le elezioni politiche il terzo polo si sarebbe aggregato in alleanza con altri, e noi in Sicilia questa alleanza l’abbiamo sperimentata con il Pd, e allora chi ci voleva stare ci stava.

Oggi il centro moderato è striminzito a causa di una legge elettorale che favorisce il bipolarismo che in Italia è finto e fallito.

Se i frutti della stabilità del bipolarismo sono un conflitto permanente, un’aggressione reciproca da parte dei due poli e le degenerazioni che vediamo giorno dopo giorno allora sarebbe il caso di cambiare la legge elettorale, dando stabilità e libertà di scelta ai cittadini.



09 mar 2011
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Quelli che hanno imboccato la strada dei ricatti o dei piccoli scambi quotidiani vanno avvisati che hanno deviato dalla strada maestra dell’autonomia e che questo posto, forse, non è più adatto a loro. Se ne vadano nei grandi partiti nazionali, augurando loro migliore fortuna.

In questa fase bisognerà fissare paletti precisi perché non si consenta, a chi ci crede, di demotivarsi a causa dei cattivi esempi.

Questo movimento deve registrare una evoluzione che gli consenta di uscire dall’ambito della Sicilia nel quale viene identificato e localizzato anche in funzione del fatto che il presidente della Regione ne è pure il fondatore. Da qui la necessità di individuare una persona che sia al di sopra dell’appartenenza a questo o quell’altro territorio.

Io chiedo un impegno a tutti, anche a quei meridionali che stanno nelle città del nord. Rivolgo loro un appello, e spero che mi si risponda anche attraverso il mio blog, perché nei tanti comuni in cui si vota i cittadini provenienti dal sud  possano ritrovare la ragione per stare nel nostro movimento, dare un contributo attivo per ridefinirne i connotati e dare una mano e impegnarsi con quanti vogliono un sud diverso e una unità d’Italia che si realizzi superando l’attuale vergognoso divario.

Un movimento nuovo che avrà una radice autonomistica ma nel quale innesti della società civile, dai giovani universitari ai docenti, dagli intellettuali agli agricoltori o ai disoccupati si possano ritrovare, cosa che fino ad oggi è avvenuta solo parzialmente.

Basta guardare i conflitti, le divisioni, gli odi e i rancori che caratterizzano i grandi partiti nazionali, dalle fibrillazioni del Pd con le contestazioni alla leadership e gli attacchi che subisce anche da sinistra, al Pdl con la frattura con Fini e i tanti fermenti che in quel partito stanno vivendo. Un partito che ormai ha delegato la rappresentanza degli interessi economici e sociali nel governo alla Lega, augurandomi che si possa uscire vivi da questo federalismo, riforma epocale che lo Stato si appresta a vivere.

Rispetto a questi partiti, che di ideale e programmatico esprimono poco, o perché non riescono o perché non ne hanno interesse, il legame con il territorio, all’insegna di principi e valori che non intendiamo trascurare, e il farsi carico dei problemi della gente sono istanze fondamentali e di grande attualità.

La crisi dei nostri gruppi parlamentari alla Camera, con le incertezze di chi se ne va o di chi baratta la propria dignità per un posto di sottosegretario, dimostra che c’è bisogno di un progetto solido a cui ancorare una classe dirigente fatta di persone che ci credono e che portino avanti le stesse battaglie che i leghisti facevano quando erano quattro gatti, prima di diventare il partito che governa l’Italia.

11 feb 2011

‘Esprimo solidarieta’ e vicinanza al segretario del Pd Pierluigi Bersani per le minacce ricevute. E’ un episodio da non sottovalutare, frutto di un clima di veleni che non fa bene al Paese e mette a repentaglio i principi stessa della democrazia”. Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

27 feb 2010

lombardo_bio

Sull’edizione odierna di Repubblica è stata pubblicata l’intervista che Raffaele Lombardo ha rilasciato a Antonio Fraschilla. Ecco i punti salienti.

Piano Casa: “Su di esso non vedo divisioni ideologiche. Il via libero ai parcheggi, per esempio, ha diviso anche il Pdl ufficiale, con alcuni deputati contrari, come Fabio Mancuso, e altri favorevoli. Sono certo che non ci sarà una cementificazione del territorio“.

Il Partito Democratico e il Governo: “Il Pd non è al momento al governo. Tutti gli accordi su alcuni emendamenti sono stati fatti alla luce del sole e in incontri ai quali hanno partecipato perfino i capogruppi dell’Udc e del Pdl. Non escludo, comunque, possibili accordi futuri di governo con il Pd“.

Il Pdl Sicilia e l’Mpa: “Penso che dopo il voto occorrerà fare una verifica tra i partiti che sostengono questo governo, cioé Mpa e Pdl Sicilia, per vedere insieme il da farsi. Al centro del dibattito dobbiamo rimettere la questione del Partito del Sud. In questo senso mi aspetto un intervento concreto da parte di Micciché che sono certo non rientrerà nel Pdl, abbandonando l’esperienza in chiave autonomista inaugurata con il Pdl Sicilia”.

(continua…)