05 mag 2011
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Latteri non lo espelliamo per rispetto di tante cose. Ho saputo che ieri ha votato con la maggioranza e non con il terzo polo con cui ha scelto di stare il Mpa a proposito della mozione sulla Libia.

C’era una mozione del terzo polo che i nostri deputati hanno votato. Lui ha votato con Pdl e Lega. In effetti è nel Pdl e continua a pontificare con lettere aperte proposte di governo istituzionale come se fosse un parlamentare del Mpa. Non lo si mette fuori perché ha un’età e una tradizione ma farebbe bene a compiere un gesto di coerenza.

Il governo che propone, dopo questa premessa, potrebbe avere teoricamente un senso. Ma ci sono le condizioni perché i capigruppo si mettano insieme a fare gli assessori in una giunta di tutti? Non è pensabile.

Il Pd fa una proposta politica verso un governo politico. Devo dire che questa proposta e di cui si è parlato anche in passato è una ipotesi da prendere in considerazione.

Un governo politico è il governo delle elezioni, il governo di quanti sottoscrivono un patto che li veda insieme nel governo e poi nelle elezioni dove ci si giocano gli argomenti e i risultati perché le elezioni vengano vinte.

Certo, con alleati e con partiti in cui non emerga ogni settimana qualcuno che vuole il referendum, le assemblee, gli esecutivi, le riunioni di gruppo per mettere in discussione quello che a maggioranza si decide.

Questo è un gioco al massacro che fa deliberatamente, da parte di chi lo porta avanti, il gioco di un vecchio, sporco sistema che stiamo tentando di aggiustare tra mille difficoltà e ostacoli.

12 lug 2010
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“Se mettiamo insieme una squadra affiatata questa dovrà presentarsi unita per le prossime elezioni”. Queste le parole di Raffaele Lombardo in risposta alle questioni politiche sollevate da Fabio Granata qualche giorno fa in una lettera aperta a proposito del “senso da dare all’azione del governo regionale”.

“Questo governo deve durare ancora tre anni. Per riformare la Sicilia non bastano, forse ce ne vorrebbero 30. Diamoci un respiro e cominciamo a conoscerci ora e a lavorare insieme anche per la prossima legislatura, trovando un candidato condiviso. Non c’è la mia candidatura: cinque anni sono sufficienti per dare tutto quello che si può.“.

“E poi passare la mano ad una classe dirigente di trentenni - conclude Lombardo – cominciando a far capire che bisogna puntare su una classe dirigente onesta, leale e coraggiosa e non su qualche fannullone che, a volte, racconta frottole e non sarebbe degno nemmeno di fare l’usciere di un palazzo”.

08 lug 2010
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Due sono le questioni politiche critiche fondamentali in questo momento nella situazione siciliana. La prima è legata al fatto che  “il terremoto politico di cui si parla e di cui ci si lamenta è determinato da una scelta mia, ma non solo mia, di imprimere una svolta al governo della regione con una serie di riforme rivoluzionarie: dai rifiuti alla sanità, dalla gestione dell’acqua alla questione dei liberi consorzi dei comuni al taglio degli sprechi.”

Su tale svolta riformatrice è significativo che “un partito che stava all’opposizione all’inizio convenga su queste riforme e che io stesso, piuttosto che starmene comodamente sul trono del sultano di presidente della regione abbia scelto questa strada non è un capriccio e neppure una imposizione ma una scelta politica e umana di coscienza”

La seconda questione – aggiunge Raffaele Lombardo – riguarda invece “l’incertezza determinata, e le conseguenze deliberatamente programmate, con la fuga di notizie che mi riguardano. Fuga di notizie e nient’altro che hanno fatto anzitempo venire in mente a qualcuno di sostituirmi domani mattina piuttosto che fra tre anni.”

In questo quadro Lombardo si chiede se “qualcuno nel Pdl-Sicilia, non ho capito se Miccichè o altri, oltre una ricomposizione con l’altra parte del Pdl stia nel governo, da un canto, ma lavori alla mia successione. Con una alleanza nella quale chi sostiene questo governo non si ritroverebbe mai.”

A conclusione del ragionamento Lombardo intende allora proporre “alcuni punti programmatici fondamentali, riforme radicali, sulle quali chiedo la sottoscrizione a chi ci vuole stare. Miccichè è il primo alleato a cui chiederò. Che le forze politiche si impegnino in un patto di legislatura di tre anni e si impegnino in modo che, quando si andrà a votare, lavoreranno insieme con un unico candidato per vincere le elezioni. Questa sarà la discriminante.”