29 lug 2010
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“C’è una volontà di una ripresa forte dell’attività amministrativa che è stata aggredita da più parti. Abbiamo un assetto che dovrà quadrarsi attorno a un patto: un governo di legislatura fatto da gente di buona volontà che conosce il proprio mestiere e lo sviluppi fino in fondo e ad una alleanza che resista nel tempo per realizzare un programma riformista.”

“Il programma riformista sarà il vero fattore di selezione di questa alleanza e la cui attuazione richiede non sei mesi ma anni. Siccome riformare vuol dire rivoluzionare abitudini e modi di fare, un andazzo che ci vede saccheggiati da secoli, non c’è dubbio che le reazioni che subiamo, che abbiamo subito e che subiremo sono apocalittiche.”

Siamo esposti a mille aggressioni cercando di far vincere la Sicilia. Fin quando ci stiamo, ci stiamo per questo.

12 lug 2010
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“Se mettiamo insieme una squadra affiatata questa dovrà presentarsi unita per le prossime elezioni”. Queste le parole di Raffaele Lombardo in risposta alle questioni politiche sollevate da Fabio Granata qualche giorno fa in una lettera aperta a proposito del “senso da dare all’azione del governo regionale”.

“Questo governo deve durare ancora tre anni. Per riformare la Sicilia non bastano, forse ce ne vorrebbero 30. Diamoci un respiro e cominciamo a conoscerci ora e a lavorare insieme anche per la prossima legislatura, trovando un candidato condiviso. Non c’è la mia candidatura: cinque anni sono sufficienti per dare tutto quello che si può.“.

“E poi passare la mano ad una classe dirigente di trentenni - conclude Lombardo – cominciando a far capire che bisogna puntare su una classe dirigente onesta, leale e coraggiosa e non su qualche fannullone che, a volte, racconta frottole e non sarebbe degno nemmeno di fare l’usciere di un palazzo”.

08 lug 2010
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Due sono le questioni politiche critiche fondamentali in questo momento nella situazione siciliana. La prima è legata al fatto che  “il terremoto politico di cui si parla e di cui ci si lamenta è determinato da una scelta mia, ma non solo mia, di imprimere una svolta al governo della regione con una serie di riforme rivoluzionarie: dai rifiuti alla sanità, dalla gestione dell’acqua alla questione dei liberi consorzi dei comuni al taglio degli sprechi.”

Su tale svolta riformatrice è significativo che “un partito che stava all’opposizione all’inizio convenga su queste riforme e che io stesso, piuttosto che starmene comodamente sul trono del sultano di presidente della regione abbia scelto questa strada non è un capriccio e neppure una imposizione ma una scelta politica e umana di coscienza”

La seconda questione – aggiunge Raffaele Lombardo – riguarda invece “l’incertezza determinata, e le conseguenze deliberatamente programmate, con la fuga di notizie che mi riguardano. Fuga di notizie e nient’altro che hanno fatto anzitempo venire in mente a qualcuno di sostituirmi domani mattina piuttosto che fra tre anni.”

In questo quadro Lombardo si chiede se “qualcuno nel Pdl-Sicilia, non ho capito se Miccichè o altri, oltre una ricomposizione con l’altra parte del Pdl stia nel governo, da un canto, ma lavori alla mia successione. Con una alleanza nella quale chi sostiene questo governo non si ritroverebbe mai.”

A conclusione del ragionamento Lombardo intende allora proporre “alcuni punti programmatici fondamentali, riforme radicali, sulle quali chiedo la sottoscrizione a chi ci vuole stare. Miccichè è il primo alleato a cui chiederò. Che le forze politiche si impegnino in un patto di legislatura di tre anni e si impegnino in modo che, quando si andrà a votare, lavoreranno insieme con un unico candidato per vincere le elezioni. Questa sarà la discriminante.”