27 gen 2012

L’Mpa non ci pensa nemmeno ad appoggiare Ferrandelli o chicchessia. E’ questa una polemica strumentale della quale si alimenta principalmente Orlando, ma non solo lui, che, mi pare, nelle sue posizioni si limiti ad esprimere solo aggressioni virulente contro i propri avversari politici.

E’ una cosa che spiace e che lascia l’amaro in bocca trattandosi di una persona con la quale, seppure da posizioni diverse, sarebbe più proficuo avere un dialogo come si conviene tra persone civili.

Ferrandelli, che non ho il piacere di conoscere, partecipa alle primarie del Partito democratico e sarà sostenuto dai suoi elettori e io certo non chiederò a nessuno di andare ad immischiarsi negli affari interni degli altri partiti.

Per esser chiari, si sta facendo un lavoro di riaggregazione del Terzo polo e noi avremo il nostro candidato, lo sosterremo e lavoreremo perché vada al ballottaggio in modo che saranno gli altri, purché compatibili, ad avere eventualmetne il problema di allearsi con noi.

Facciamo pure tutte le polemiche del mondo, litighino se vogliono anche se mi dispiace che lo facciano tra di loro, ma non coinvolgano per nessuna ragione né l’Mpa né, ritengo, gli altri partiti e i movimenti del Terzo polo che credo non abbiano nessuna intenzione di interferire con i temi, gli argomenti, le primarie, le verifiche, i confronti e i dibattiti in corso negli altri partiti.

10 gen 2012
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La storia del referendum del Pd ha dell’incredibile, a un anno dalle elezioni politiche regionali e a poche settimane dalle amministrative di Palermo. E’ un colpo di scena che sinceramente i più non si sarebbero mai aspettato e che neppure la più fervida immaginazione avrebbe potuto produrre.

C’era stata una raccolta di firme, peraltro su quesiti che sono stati profondamente modificati. Per quanto mi riguarda credo sia assurdo per un gruppo dirigente che ha instaurato con me un rapporto di collaborazione che è stato fondamentale per la produzione legislativa e per l’azione riformista che abbiamo portato avanti e quando faremo l’elenco delle riforme che abbiamo definito per legge e per azioni di governo non so se troveremo molti paragoni nella storia della nostra terra.

Adesso cosa si fa con il referendum? Si mette in discussione o meno l’appoggio al governo ora? E’ assurdo e folle e io non posso consentire che si faccia. Piuttosto che fare questo referendum, il Pd decida di non sostenere l’azione riformatrice del governo. Si vada a qualunque conseguenza ed eventualmente per togliere di imbarazzo e per eliminare qualunque dubbio o sospetto, gli assessori tecnici che si sentissero espressione per una ragione o per un’altra del Pd lascino pure la giunta e tolgano dall’imbarazzo questa parte di Pd che non so qual è. Non credo sia quella minoranza che ha chiesto il referendum perché il quesito sottoscritto dai loro firmatari è tutt’altra cosa. Non è neppure della maggioranza dell’80% dei componenti dell’assemblea perché di certo non vogliono il referendum. Eppure lo si fa. Leggo oggi che sarebbe illeggittimo perché è stata discrezionalmente cambiata la data.

Io onestamente non mi ci raccapezzo. Come non ci si raccapezzano gran parte delle persone serie, competenti, per bene, validissime che militano all’interno del Pd e non solo i deputati molti dei quali ho sentito.

Mi auguro che nel giro di qualche ora si riesca a fare chiarezza oppure ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Non c’è dubbio che il gran lavoro che si è fatto in questi anni e che ha prodotto ottime amministrazioni espressioni di questa alleanza nei vari comuni in cui si è votato l’anno scorso va a farsi benedire a cominciare dal comune di Palermo. E allora chiaramente ognuno farà le proprie scelte e prenderà la propira strada.

11 ott 2011

Accolgo con favore l’ipotesi di un governo politico avanzata in queste ore da Fli, Udc ed Api. Il governo politico però non ha solo bisogno dei numeri, ma soprattutto di una maggioranza che abbia una vera volontà riformista e di conseguenza, visti gli atteggiamenti concreti, del profilo essenziale ed insostituibile del Pd.

Lasciano però perplessi alcuni atteggiamenti di esponenti del terzo polo, che dovranno essere oggetto di attenta verifica; in particolare dovremo verificare attentamente la visione riformista di quegli esponenti terzopolisti che sulla mozione di sfiducia a Russo si sono espressi con comportamenti e dichiarazioni indegne rispetto ad una riforma della sanità che ha abolito gli sprechi ed i privilegi, e che è impegnata a riportare sul binario dell’efficacia e dell’efficienza, a lungo smarrite, la politica sanitaria regionale.

07 ott 2011

“Non entro nel merito dei reprimenda della Bindi nei confronti del suo partito, non mi compete; ma certo non ambisco ad essere uguale all’on. Bindi che non per ragioni di rigore morale o di trasparenza, alle quali mi inchino, ma che per puro e meschino calcolo politico e con impareggiabile disonesta’ intellettuale osa offendere una persona, fingendo di scambiare un rinvio a giudizio per una sentenza inappellabile. Mi hanno insegnato che il rispetto della persona distingue gli uomini dai cani rabbiosi”.

“In quanto alla “cattiva politica di cui la Sicilia non ha bisogno” sappia l’On. Bindi che “l’intreccio tra gli aspetti penali e la cattiva politica” si trova semmai da quella parte che ha prodotto, ad esempio, un sistema sanitario e un sistema dei rifiuti che stiamo cambiando, grazie all’apporto importante del Partito Democratico. Spiace constatare che da quella parte oggettivamente si schieri la Bindi”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo.

26 ago 2011

Proficuo incontro del terzo polo

scritto da Raffaele Lombardo 14 commenti

Riunione costruttiva con gli esponenti del terzo polo questa mattina, anche se con alcune assenze “giustificate” per questi ultimi giorni di vacanza.

E’ stata confermata l’importanza di stare insieme in questa maggioranza che sostiene il governo regionale. La prossima settimana il terzo polo organizzerà un incontro con i deputati.

Nel corso della riunione sono state affrontate diverse questioni, a partire dal dato insostenibile del 28% di disoccupazione tra i nostri giovani che merita tutta la nostra attenzione e il nostro impegno verso la realizzazione di iniziative per lo sviluppo e per il lavoro.

E ancora, il rapporto privilegiato con il Partito democratico. Occorre cominciare a costruire un ragionamento complessivo sulle prossime elezioni amministrative ed è stato ribadito l’impegno a proseguire sulla strada del taglio agli sprechi, con la soppressione delle province e l’istituzione dei liberi consorzi.

Infine, nei prossimi giorni, verrà presentata la manovra che riguarderà non solo i tagli ma soprattutto forti iniziative e interventi per lo sviluppo e il lavoro.

22 lug 2011

Ieri a Roma ho incontrato il ministro Fitto e oggi il ministro Tremonti. Abbiamo fatto sostanziali passi avanti per il trasferimento dei fondi Fas. Abbiamo inoltre lavorato alla definizione di un quadro più preciso per le infrastrutture che, nel corso della prossima settimana, si potrebbe concretizzare in una delibera del Cipe per giungere, finalmente, allo stanziamento definitivo delle risorse necessarie per lo sviluppo della Sicilia.

Oggi, sempre a Roma, c’è stato un proficuo ed interessante incontro con i partiti del terzo polo. Ho ribadito, nel corso mio intervento, quanto vado sostenendo da tempo.

E’ necessario invertire la rotta: non è più tollerabile il disinteresse dimostrato dal governo nazionale nei confronti del mezzogiorno e della Sicilia. Il terzo polo non può non farsi interprete dell’esigenza di unità vera e sostanziale del Paese. Al mezzogiorno e alla Sicilia deve essere consentito di diventare parte integrante e attore principale nello sviluppo dell’Italia intera.

Noi, in Sicilia, stiamo già operando concretamente in tal senso. Il nostro governo, con l’appoggio di tutte le forze del terzo polo, che in assemblea rappresenta circa un terzo dei deputati, e con il contributo fondamentale del Partito Democratico, sta portando avanti una politica di riforme e di sviluppo nell’esclusivo interesse del territorio e del popolo siciliano.

L’Italia ha bisogno di uscire dal pantano, politico ed economico, in cui rischia di affogare. E la strada per uscirne non può che passare da un governo di unità nazionale che abbia la forza e l’autorevolezza di prendere pochi, ma essenziali, provvedimenti. A partire dalla modifica della legge elettorale che deve riportare i cittadini nella condizione di decidere da chi vogliono essere rappresentati e governati.

Riavvicinare la politica ai cittadini, e i cittadini alla politica, è la sola strada praticabile per non dover più vedere e subire scandali, corruzione e malgoverno.

16 giu 2011
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Il terzo polo ha funzionato, soprattutto nei ballottaggi. E’ chiaro che bisogna lavorare per rendere omogenee queste forze.
I ballottaggi hanno dimostrato che il terzo polo è centrale, essenziale, vincente e, dove si è alleato con il Pd, il successo è stato pieno.
Una strada che si può seguire e che va costruita sul piano del programma e attorno a questo percorso, che abbiamo intrapreso, caratterizzato dalle riforme e dallo spirito di autonomia al quale io credo che si leghi la prospettiva della Sicilia.
Se noi avessimo abbinato all’autonomia del 1946 una grande forza regionale come hanno fatto i trentini, saremmo una delle regioni più ricche d’Europa. Non è mai troppo tardi e dobbiamo riprendere questa strada.
Tra una battuta e l’altra, questo concetto l’ho fatto valere con il ministro Calderoli. Regalatagli una macchinetta spremiagrumi e un po’ di nostre arance rosse, quando diceva, con una battuta, che la prossima avremmo dovuto portarla nella sede del ministero a Monza ho risposto che quel giorno noi avremo anche la repubblica indipendente della Sicilia con capoluogo Palermo.
O noi facciamo valere questa autonomia a pieno che, se vissuta politicamente nella consapevolezza dei siciliani equivale a una vera e propria indipendenza politica, culturale, morale, economica e sociale, oppure non abbiamo il diritto di lamentarci perché le cose non vanno.

08 giu 2011
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Lo dico con molta franchezza e capisco il Pd che vorrebbe mettere insieme il diavolo e l’acqua santa, ma con gente come Orlando non si può andare d’accordo.

Orlando oggi fa il moralista e il giustizialista. Ma io non posso dimenticarlo quando, con una aggressività forse pari a quella che ci riserva oggi, aggrediva e attaccava il giudice Falcone, una scena indimenticabile.

Non ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere Falcone, una figura alla quale tutti noi, i nostri figli e i figli dei figli guarderanno come a un eroe e ad un esempio da imitare. Guai a chi pensasse di sfiorarlo per trarne un vantaggio.

Per Orlando tutto serve per la sua carriera e per conquistare le prime pagine dei giornali. E’ una politica perdente che non ha nulla a che vedere con le fatiche del governo. Quando vedo Orlando che, da presidente della commissione che si occupa degli errori della sanità, attacca indiscriminatamente la nostra sanità molto più quanto da cittadino e da deputato non faceva quando la sanità era sul serio una cosa incredibile, non posso non pensare che, se lo fa ora, si vede che c’è qualcosa che non funziona e la politica è sottosopra.

Per quanto possa contare il mio parere all’interno del mio partito e della sua Naturale evoluzione, che farà il 25 e 26 giugno un importante convegno in cui si dovrà cominciare a decidere democraticamente e a votare, credo che con posizioni come quella di Orlando la gente ci volgerebbe le spalle. A ritrovarsi con questa gente, all’interno della causa autonomistica, l’unica che possa servire per governare e tirar fuori dalle secche la nostra terra e i nostri figli, credo possa essere solo una infima minoranza.

Il rapporto con il Pd ha prodotto cose buone per la Sicilia, nonostante quanto sostenuto da una piccolissima minoranza all’interno di quel partito. Un grande lavoro di cambiamento che abbiamo portato avanti in questi anni e che non ha pari per la Sicilia. Riforme e interventi condotti con straordinaria onestà e ottimi risultati per la Sicilia.