19 lug 2011
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Non ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere Falcone e Borsellino. Fu incredibile, traumatizzante per tutti, quello che accadde in quegli anni.

Mi pare giusto reclamare che si faccia giustizia ed emerga la verità. Capisco che non è facile vista la personalità di questi due uomini e il pericolo che rappresentavano non solo per la mafia ma per quello che la mafia si porta dietro: un tumore che si infiltra nella società e nelle istituzioni e che si allea, si lega e si compenetra.

Non c’è dubbio che Falcone e Borsellino, per la loro intransigenza, incorruttibilità, determinazione nel portare avanti il loro lavoro di magistrati scardinavano un assetto e un sistema di cui la mafia era beneficiaria e che aveva interesse a consolidare.

Sacrosanta la domanda di verità. Ciascuno di noi deve cercare di dimostrare il coraggio e la determinazione di questi uomini che, pur sapendo che la morte e le stragi potessero essere per loro un orizzonte possibile, riuscirono a lasciare una testimonianza che muove le coscienze e le azioni degli uomini e credo che ormai abbia determinato una svolta nella consapevolezza di tutti, e dei siciliani in particolare, che la malapianta di cosa nostra vada avversata ed estirpata.

Facendo ciascuno il proprio dovere fino in fondo. Fare il proprio dovere nella pubblica amministrazione significa essere rigorosi ed efficienti, portando dentro il sistema regole che non ci sono mai state. Parlo da una posizione complicata, quella della Regione, dove c’è estremo bisogno di regole e di riforme.

Mi auguro che tutto il corpo regionale, dalla politica all’amministrazione, ma anche i semplici cittadini, acquisisca la consapevolezza che c’è bisogno di una svolta dalla quale dipende la sopravvivenza e la rinascita della Sicilia.

19 lug 2010

In occasione del diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio, il Governo della Regione per iniziativa dell’Assessorato regionale all’Istruzione distribuirà a tutte le scuole siciliane di ogni ordine e grado le foto che ritraggono insieme due grandi eroi civili della nostra regione, i giudici Falcone e Borsellino.

La loro immagine simboleggia, ormai, anche a nome di tutte le altre vittime di mano mafiosa, l’impegno vincente della Sicilia contro la criminalità organizzata.

I dirigenti scolastici regionali sono invitati, se condivideranno lo spirito dell’iniziativa, a collocare le foto nelle aule dei loro Istituti per rappresentare visivamente lo spirito di adesione alla legalità che dovrà aleggiare in ogni luogo dove si educano giovani.

Un’azione didattica, quella auspicata sotto gli occhi di Falcone e Borsellino, orientata non solo a spiegare gli effetti negativi della mafia ma altresì a ricostruire, passo per passo, l’azione dell’anti-mafia, i suoi protagonisti, i suoi momenti di esaltazione e di appannamento, proponendo una identificazione quotidiana con soggetti che della lotta alla mafia hanno fatto la loro ragione di vita.

I dirigenti scolastici che aderiranno all’iniziativa, rispettosa ovviamente dell’autonomia scolastica, sono altresì incitati a dedicare la prima ora del nuovo anno scolastico 2010-2011 e di ogni anno scolastico alle figure dei due giudici assassinati dalla mafia e ai loro collaboratori della scorta che, sebbene meno famosi, anche loro hanno perso la vita per combatterla.

Nonché ad una presa di coscienza e ad una assunzione diretta di responsabilità delle nuove generazioni che dovrà permeare l’intera società siciliana, presupposto necessario per una sconfitta definitiva di Cosa Nostra.

19 lug 2010

La sconfitta definitiva della mafia passa non solo attraverso la strada giudiziaria e di repressione poliziesca ma anche, e forse soprattutto, per la presa di coscienza e l’assunzione diretta di responsabilità delle nuove generazioni.

E’ con questa motivazione che, in occasione del 18° anniversario della strage di via D’Amelio, il governo della Regione, in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione, distribuirà in tutte le scuole della Sicilia le foto che ritraggono i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, veri eroi civili della nostra regione.

Quelle immagini, che sono diventate ormai simbolo, anche a nome di tutti i caduti per mafia, nella coscienza collettiva dell’impegno vincente della Sicilia contro la criminalità organizzata, potranno essere collocate nelle aule degli istituti scolastici siciliani. Abbiamo anche voluto incitare i dirigenti scolastici, nel pieno rispetto della loro autonomia didattica, a dedicare la prima ora del nuovo anno scolastico alle figure dei due giudici assassinati dalla mafia.

Riteniamo che questa iniziativa possa concretamente e fattivamente intervenire sul processo formativo delle giovani generazioni in modo che i concetti di legalità e di lotta alla mafia diventino patrimonio fondamentale e irrinunciabile di tutta la nostra società civile.

19 lug 2010

“Sono trascorsi 18 anni dalla tragica morte del giudice Paolo Borsellino. Il ricordo del suo sacrificio e della sua lunga attivita’ di contrasto alla mafia all’interno della magistratura sono diventati patrimonio di tutti gli italiani; la sua figura e’ ormai conosciuta anche all’estero e additata come esempio di eroismo civile e di serieta’ professionale”.

Con queste parole il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo ha ricordato l’anniversario dell’eccidio di Borsellino e degli agenti della sua scorta.

“Il tempo trascorso – ha aggiunto Lombardo – anche se non ha ancora consentito di fare piena e totale luce su tutti gli avvenimenti di quella tragica estate, ha prodotto un risveglio della coscienza civile che tanti frutti ha cominciato a dare.

All’impegno di Polizia e Magistratura, cui va sempre il nostro pieno riconoscimento, si accompagna la ribellione della societa’ che, a partire dagli imprenditori, sottoposti al ricatto del pizzo, fino ai semplici cittadini, ha imboccato con convinzione la strada della liberazione dalla mafia”.

“Il sacrificio di Borsellino – ha concluso il presidente – indica sempre piu’, soprattutto a giovani, che e’ possibile pensare di poter vivere in una Sicilia dove non esista piu’ la mafia”.

19 lug 2010

Proporro’ a tutti gli istituti d’arte siciliani di realizzare, da parte di professori e allievi e secondo loro stilemi rappresentativi e scelta di materiali, cento statue raffiguranti Falcone e Borsellino per collocarle in ogni luogo dell’Isola”. E’ la proposta di Mario Centorrino, assessore regionale all’istruzione e alla formazione professionale della Regione siciliana.

“Il vile atto vandalico contro le statue di gesso che raffiguravano i giudici Falcone e Borsellino nel centro della citta’ di Palermo rafforza – secondo Centorrino – la necessita’ e l’opportunita’ di parlare nella scuola di mafia e Antimafia”.

“Rimuovere Falcone e Borsellino – aggiunge l’assessore – non e’ un gesto di esaltazione della mafia, ma la manifestazione vigliacca dell’ignoranza su quello che hanno significato, fino ad oggi, per il futuro della Sicilia, uomini delle istituzioni, scuole, associazioni con il loro impegno antimafioso”.

Da qui la proposta alle scuole d’arte di realizzare cento opere per ricordare le figure dei due giudici assassinati dalla mafia.

18 lug 2010

“Le statue di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vanno ricostruite, subito e piu’ belle di prima”.

Lo dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.”L’amministrazione e’ pronta a fare la sua parte – continua – per rendere il doveroso omaggio ai due magistrati caduti nella lotta alla mafia. Ricostruire le statue e’ il doveroso tributo che deve accomunare tutti i siciliani per cancellare lo squallido episodio di oggi”.

17 lug 2010

Sdegno per un “atto gravissimo che evidenzia mancanza di consapevolezza del prezzo pagato dal Paese per garantire a tutti valori preziosi come la liberta’ e la democrazia contro la mafia”. Lo ha espresso il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Anche l’assessore ai Beni culturali, Gaetano Armao, ha espresso ferma condanna per il danneggiamento delle due statue, raffiguranti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, installate ieri pomeriggio a Palermo, in via Liberta’, alla vigilia dell’anniversario della strage di via D’Amelio.

“Sono davvero colpito e offeso – ha aggiunto Armao – per quello che spero sia solo un atto stupido e ignorante di vandalismo. Ma, se cosi’ non fosse, appare chiaro che si tratta di un chiaro segnale mafioso per offendere la memoria di Falcone e Borsellino e per danneggiare l’immagine della Sicilia”.

17 lug 2010

“Che sia una ragazzata, il gesto sconsiderato di un senzatetto o peggio ancora un avvertimento mafioso o para mafioso, certamente e’ un atto vile, ingiusto da condannare fermamente senza se e senza ma da qualunque ambito esso provenga”. Lo dichiara l’assessore regionale alle Attivita’ Produttive, Marco Venturi, commentando la notizia delle statue di Falcone e Borsellino rinvenute danneggiate, questa mattina nel pieno centro di Palermo dai Carabinieri.

“Un gesto assurdo – continua Venturi – da parte di chi non vuole rassegnarsi alla sconfitta della mafia e alla supremazia della legalita’ e dello Stato. Un atto vile e irriguardoso che giunge in un momento in cui la magistratura sta riscrivendo la storia delle stragi del 23 maggio e del 19 luglio del 1992 e a pochi giorni dal diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio in cui morirono il giudice Borsellino e i ragazzi della sua scorta. Non bisogna recedere e fare passi indietro – conclude – sono certo che i carabinieri e le forze dell’ordine lavoreranno alacremente e senza sosta per assicurare in tempi brevissimi gli autori di questo gesto infame alla giustizia”.