04 giu 2010
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“Il governo al massimo livello deve tenere conto del fatto che, se non c’è la deroga al patto di stabilità, qua salta la Regione, perché ci sono 22.500 persone, forse anche di più, che lavorano da moltissimo tempo, e, sebbene non prendano uno stipendio alto, su questo hanno costruito la loro speranza di vita”.

Lo ha detto il Presidente Raffaele Lombardo, che oggi è a Roma proprio per questo motivo. Il governatore ha, inoltre, ricordato che “i Comuni, senza queste persone, chiudono. Perché ormai le funzioni più importanti le assolvono loro. E quindi la deroga al Patto di Stabilità è indispensabile“.

Ieri, tra l’altro, a Palermo, c’è stato un incontro, convocato dall’assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro Lino Leanza, con “tutti i sindaci della Sicilia e molti deputati regionali, di qualunque schieramento”, durante il quale è stato deciso che “immediatamente si farà il disegno di legge per la stabilizzazione dei precari“, ha assicurato Lombardo, aggiungendo che ciò “andrà in Aula, speriamo, il più presto possibile.

Io stesso chiamerò il Presidente dell’Assemblea affinché si dia prorità a questo”, considerando che “tutti sono d’accordo” e che “non c’è bisogno di fare trascorrere tempo. L’Aula è convocata per l’8 giugno di pomeriggio e penso che i lavori si possano concludere nell’arco di pochi minuti”.

02 mar 2010
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Dopo la diffusione delle prime notizie provenienti da Palazzo Chigi sull’impugnativa delle nomine dei dirigenti generali della Regione Siciliana, ecco il commento di Raffaele Lombardo.

02 mar 2010

lombardo1

Dopo la diffusione delle prime notizie provenienti da Palazzo Chigi sull’impugnativa delle nomine dei dirigenti generali della Regione Siciliana, è intervenuto Raffaele Lombardo:

“Apprendo dalle agenzie di stampa che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Fitto, avrebbe disposto l’impugnativa, mediante conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale, delle deliberazioni con le quali la Giunta regionale di Governo ha provveduto alla nomina di 9 dirigenti generali esterni.

Si tratta di una notizia che era stata anticipata dai vertici regionali del partito del Ministro Fitto. Sembrerebbe che la violazione venga individuata nel fatto che la percentuale di nominati sia pari al 30% dei posti disponibili, mentre la legge nazionale prevede un limite del 10%.

Se le notizie trovassero riscontro, saremmo di fronte ad un accadimento che, oltre a non avere precedenti noti, lascia attoniti per la sua palese estraneità al sistema istituzionale.

Infatti, secondo quanto prevede l’art. 14 dello Statuto, la Regione siciliana ha potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici regionali e del suo personale. Nessuna competenza ha, in materia, lo Stato, le cui leggi trovano applicazione solo se la Regione non abbia altrimenti disposto.

(continua…)

23 dic 2009

fiat

Dal dicembre 2011 lo stabilimento di Termini Imerese non produrrà più auto“, ha annunciato ieri a Palazzo Chigi l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, a cui ha immediatamente replicato l’assessore regionale all’industria, Marco Venturi:

“Adesso sappiamo con certezza qual è la posizione della Fiat nei confronti dello stabilimento di Termini Imerese. L’azienda torinese ha presentato un grosso piano industriale che prevede il rilancio dell’azienda con grossi investimenti in Italia e nel mondo dimenticandosi tuttavia di Termini Imerese. Non lo condividiamo perché crediamo che a Termini Imerese bisogna continuare a produrre automobili”.

Ed ha aggiunto: “Oggi prendiamo atto che Fiat non crede di potere continuare a produrre auto a Termini. Ci auguriamo che questa posizione possa essere rivista ma qualora non ciò non accadesse allora mi sembra doveroso verificare se ci siano le condizioni affinché a Termini si possano continuare a costruire automobili rivolgendosi ad investitori stranieri“.

Il governatore Raffaele Lombardo, da par suo, ha dichiarato quanto segue:

“Il sud e la Sicilia hanno già dato, al nord e alla Fiat, con un esodo biblico durato oltre un secolo, braccia e cervelli, contribuendo alla costruzione di enormi fortune e di incommensurabile ricchezza. Non possiamo permettere quindi a mister Marchionne di calpestare con cinica ironia la nostra dignità.

Dinanzi a questo atteggiamento mi aspetto dal governo nazionale e dai sindacati una coerente reazione, in linea con quanto già ampiamente annunciato: il taglio di qualsiasi incentivo a favore della Fiat e delle sue consociate. Ai lavoratori dico che con le risorse che abbiamo destinato a Termini, sono certo che riusciremo a trovare una soluzione con buona pace di mister Marchionne.

Il governo nazionale sia consequenziale e stacchi un biglietto di sola andata per il canadese Marchionne”.

Appena due giorni fa Raffaele Lombardo aveva annunciato sul blog le intenzioni della Regione sulla vicenda.

Ed ecco, infine, cos’ha dichiarato il governatore ai giornalisti in conclusione del vertice di Palazzo Chigi di ieri:

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