19 lug 2012

Pubblichiamo il video integrale della conferenza stampa tenuta ieri da Raffaele Lombardo a Palazzo d’Orleans.

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17 lug 2012

C’è un attacco spietato all’autonomia, un attacco spietato che parte soprattutto dall’UDC che non vede l’ora di rimettere le mani sulla Sicilia che ha governato per molti anni, dal 2001 al 2008.

Oggi l’UDC vorrebbe riconquistarsi una verginità. Ma non mi dicano i rappresentanti di quel partito, sia nazionale che regionale, che non sapevano cosa succedeva in Sicilia:  di quanta gente si assumeva nella formazione o cosa voleva dire il piano dei termovalorizzatori, perchè sappiamo che lo sapevano e chiaramente lo diremo ai quattro venti durante la campagna elettorale che quando sarà il momento di farla sarà molto, molto interessante. Così come sapevano le tante altre cose che abbiamo avuto modo di appurare e che chiaramente dovremo spiegare per filo e per segno ai siciliani.

La morte dell’autonomia la vuole anche Confindustria eppure mi pare che, non vorrei sbagliarmi, abbia qualche rappresentante all’interno del governo regionale. E non parliamo di qualche sindacato, come la Cisl, che appena la Confindustria dice “pio” non fa altro che amplificare le parole della stessa, vista la stretta parentela che la lega all’associazione degli industriali.

Allora cosa dire: questo governo e questo Stato il cui intervento viene invocato da più parti – intervento del tutto illegittimo oltre che costituzionalmente improprio – mi pare che in questi giorni abbia problemi ben piu gravi di quelli della Sicilia. Ma il governo nazionale fa le manovre, lo spendig review, e cala la mannaia dei tagli sulla povera gente e sulle regioni più deboli che pagano sempre per prime.

Lo spread ha superato i 500 punti, il debito pubblico ha raggiunto in questi giorni il record di circa 2000 miliardi di euro. Se il governo centrale ci desse le risorse che ci spettano, diverse centinaia di milioni di euro, non avremmo problemi di liquidità neppure oggi: le anticipazione di fondi fas, la premialità della sanità che non ci viene trasferita.

Un governo, quello nostro invece, che ha fatto la riforma della formazione e quella della sanità, ha bloccato il grande affare dei termovalorizzatori portando a casa un piano dei rifiuti che porterà la differenziata a livelli europei bloccando peraltro l’affare o il malaffare delle discariche.

Ma di cosa stiamo parlando se ancora non si riesce, per responsbailità del governo centrale, ad attivare l’aeroporto di Comiso sul quale la regione ha investito svariate decine di milioni e che chi ci governa fuori dalla Sicilia ha lasciato e ancora lascia marcire sotto il sole?

La sola verità è che abbiamo avviato una rivoluzione che non sta bene agli apparati, al potere centrale, ai padroni di oggi ed ai nostalgici di ieri. Ma noi andremo avanti per difendere gli interessi dei siciliani finché Dio vorrà.

10 lug 2012

Le nomine? Solo il nostro dovere

scritto da Raffaele Lombardo 7 commenti

E’ doveroso da parte mia formulare le mie scuse all’Ordine dei giornalisti perché quando ho profferito queste parole “sulle mie scelte fate killeraggio politico” ho offeso un’intera categoria, ecco perché chiedo scusa. I giornalisti esercitano la loro professione con scrupolo e coraggio e per mezzo dei giornali e degli altri media, informano puntualmente i cittadini, tuttavia un paio di cose mi è d’obbligo farle notare.

Mi capita oggi di leggere un articolo tratto da “La Repubblica” del 4 luglio in occasione dell’intervista rilasciata all’emettente tv La7 in materia di nomine e poltrone assegnate.

Comincio col dire che a proposito di quel revisore dei conti che è stato arrestato per stalking, è stato trattenuto per un reato che certamente non attiene alla sua attività professionale. In ogni caso il soggetto in questione ha presentato un curriculum – ritenuto congruo da chi lo ha valutato – e delle dichiarazioni che attenevano alla sua competenza professionale e ai titoli che servono, dopo di che è stato arrestato e su tempestiva proposta del amministratore liquidatore della società, al revisore sarà revocato l’incarico.

Passiamo alle vicenda delle cento poltrone assegnate in due mesi. Su questa vicenda è stato montato volutamente un gran fracasso ed è stato deliberatamente rappresentato un sistema che potesse far gridare allo scandalo, quando, invece, facciamo solo il nostro dovere. Così come, devo dire, se non avessimo assolto a questo nostro dovere saremmo incorsi in reati quali quelli dell’abuso d’ufficio.

Mi chiedo: è possibile non nominare gli assessori regionali al posto di quelli che si sono dimessi? Quale sarebbe l’alternativa percorribile? Che io, oltre a fare il presidente, mi assuma l’interim di tutti gli assessorati? Ora, ad esempio ci sono da coprire due assessorati: Energia e Autonomie Locali. E’ chiaro che dovrò nominare i due titolari.

Poi è la volta di alcuni collaboratori o consulenti della competenza del professore Vagliasindi che, insieme ad altri professionisti, è fondamentale per la redazione piano dei rifiuti. Quando il piano dopo una lunga attesa sarà approvato dai competenti organismi nazionali, finalmente questi consulenti finiranno di fare il loro lavoro. O che so io, un avvocato amministrativista collabora con me, nel senso che lavora al mio fianco da quattro anni, non ho nominato niente di nuovo, si tratta di rinnovi per incarichi che puntualmente vanno scadendo.

Per quanto concerne i dirigenti generali – che il nuovo governo potrà cambiare per effetto dello spoil system – posso non nominarli dopo interim che durano da tanto tempo e che diventano insostenibili anche fisicamente? E poi ancora, il capo dell’azienda forestale che vive un momento di grandissima difficoltà e alla vigilia della stagione più calda dell’anno, posso non nominarlo?

O che so io il capo della pianificazione strategica nella sanità? Mi chiedo se è una nomina abusiva anche quella del commissario dell’Arpa che è un agenzia importante per quanto riguarda la protezione ambientale?

Posso non nominare i responsabili delle aziende e delle società partecipate della Regione? Aziende che abbiamo ridotto da 30 a 14 e nelle quali sono stati tagliati anche i compensi ai presidenti e agli amministratori, imponendo un limite rispettivamente di 50 mila e 25 mila euro. Possiamo lasciarle senza vertice?

Possiamo non nominare i liquidatori di tanti enti che si avviano ad essere chiusi e o accorpati ad altri? Possiamo privare la Società Sicil Aque – nella quale abbiamo una quota di minoranza – della rappresentanza della Regione e lasciarla in mano ai privati? Possiamo, ad esempio, non completare la nomina del cda dell’Istituto Vite e Vino visto che allo stato attuale c’è solo il presidente? O non nominare il liquidatore dell’Ente Acquedotti Siciliani che, peraltro, è un ente che eroga acqua a tantissimi comuni visto che il predecessore si dimesso? Possiamo non nominare i rappresentanti della Regione nell’Italkali che è una società governata da un privato?

Possiamo non nominare un responsabile dell’Aran, dal momento che l’Assemblea Regionale Siciliana ha ritenuto di mantenerla in vita e che prima era governata da cinque persone e ora c’è un solo responsabile? Possiamo non nominare il presidente dell’Ersu (opera universitaria) di Catania peraltro scelto in un elenco di nomi che ci è stato fornito dal Rettore? Possiamo non nominare il presidente dell’Ast? O i liquidatori degli enti fiera ? O non fare il decreto per il Corecom che governa e controlla il sistema di comunicazioni in ambito regionale anche se la scelta è del presidente dell’ARS?

Possiamo non nominare un commissario straordinario della Crias dopo mille istanze e proteste degli artigiani e delle associazioni che ci hanno ringraziato perché lo abbiamo fatto? Possiamo non nominare il cda, composto da cinque persone, dell’IRSAP? E cioè dell’agenzia che – su espressa volontà di questo governo – ha preso il posto degli 11 consorzi di bonifica, dove si annidavano 700 posti di sottogoverno, tutti tagliati. E tutte le altre vicende analoghe.

Non abbiamo inventato enti, semmai in moltissimi casi li abbiamo accorpati, tagliandone anche le indennità. Possiamo non nominare i revisori dei conti, la cui mancanza paralizza le Camere di Commercio? Piuttosto che altri consorzi istituiti in passato dalla Regione e che finanzia lucrosamente? Spesso l’unico controllo che abbiamo in questi enti è quello che si fa attraverso i revisori dei conti.

E poi c’è quest’altra notizia del 4 luglio dal titolo “Una quota del gettone va versata al Mpa”, anche in questo caso pubblicata dall’edizione di Palermo di Repubblica che almeno sino a quel giorno, quando ho denunciato questa stranezza, continuava a battere su questo fatto. Ebbene, io verso mensilmente è ho versato da diversi mesi 1650 euro della mia indennità al mio partito.

E’ scritto che nominati ed eletti lo fanno o dovrebbero farlo, purtroppo lo fanno in pochi. Repubblica ha finito di denunciare questa stranezza dal momento che ho fatto notare come, piuttosto che occuparsi di quanti vogliono liberamente e volontariamente aiutare il loro partito, avrebbero fatto meglio a scandalizzarsi (ma lo hanno fatto poco nelle pagine della cronaca regionale) di qualche parlamentare, forse un loro beniamino, mi riferisco al sen. Enzo Bianco, che i soldi piuttosto che versarli al partito, se li pigliava sotto forma di paghetta, consulenze, finanziamento di agenzie che hanno realizzato eventi o manifestazioni.

09 lug 2012
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Pubblichiamo l’intervento di Raffaele Lombardo con il quale si sono chiusi i lavori del Congresso Federale del Movimento per le Autonomie svoltosi all’Hotel Ergife a Roma il 7 e 8 luglio 2012.

07 lug 2012
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Pubblichiamo l’intervento di Raffaele Lombardo con il quale si sono aperti i lavori del Congresso Federale del Movimento per le Autonomie in corso di svolgimento all’Hotel Ergife a Roma.

04 mag 2012
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Io sono per esprimere un voto autonomista, oggi più che mai. Il nostro Statuto è messo sotto i piedi quotidianamente e chi ha osato opporsi a questo andazzo rischia di lasciarci le penne.
I cittadini devono comprenderlo: smettiamo di farci menare per il naso dalle logiche dei partiti nazionali che mettono in ginocchio il sud e la Sicilia, comprimono l’autonomia e non danno speranza ai cittadini.
Sosteniamo quindi il Mpa dove è presente e soprattutto il candidato sindaco che il nostro partito sostiene
oppure le liste autonomiste e certe liste civiche, la grande famiglia autonomista espressione di una insofferenza verso una politica dei partiti nazionali che fa solo la fortuna dei capi e dei leader che ragionano su alleanze e lottizzano le cariche pubbliche fregandosene delle esigenze della gente.

19 apr 2012
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Non possiamo rischiare di bruciare l’esperienza autonomista che abbiamo avviato. Non possiamo bruciarla sull’altare delle logiche nazionali che uccidono la Sicilia perché sono coincidenti con interessi e poteri forti che hanno testa e cuore a nord di Roma, e mi auguro che su questo i siciliani non abbiano dubbi.

Una politica autonoma e autonomista deve imporre le regole e le conseguenze di uno Statuto che è rimasto solo sulla carta. Se vogliamo portare avanti il cammino intrapreso  dobbiamo sganciarci dalle logiche perverse che la politica nazionale e antisiciliana metterà in essere con le prossime elezioni politiche, inventando nuovi partiti e schieramenti, reclutando personalità che serviranno come specchietto per le allodole per i cittadini.

Il Movimento per le Autonomie porterà invece avanti la sua politica legata al territorio nonostante gli attacchi che mi sono stati fatti da parte di quattro squallidi speculatori ascari della politica nazionale per indebolire il movimento.

L’MpA dovrà entrare sempre più nel cuore e nella coscienza dei siciliani mettendo fuori gioco i camerieri dei partiti nazionali che in questi 65 anni hanno lasciato a bocca asciutta la Sicilia e i siciliani e che a livello nazionale lasciano l’Italia in una condizione molto simile a quella della Grecia.

Quindi tempi diversi per le elezioni. Se il governo nazionale va avanti fino alla prossima primavera-estate non c’è dubbio che noi dobbiamo attrezzarci per votare prima, cioè in autunno prossimo, e metteremo in essere le condizioni perché ciò avvenga.

Una scelta tutta politica che non ha niente a che fare con la mia vicenda giudiziaria, sulla quale renderò conto, in maniera il più possibile obiettiva, all’Ars il prossimo 26 aprile. E poi, come è giusto e doveroso che sia, cercherò di dedicarmi pienamente alla mia difesa perché, come si dice, ognuno è il miglior avvocato di se stesso perché nessuno come noi stessi sa quanto è capitato attorno a noi e quello che abbiamo fatto nella nostra vita.

05 apr 2012
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Prima o poi avrò il tempo di difendermi, e non c’è migliore difensore di se stesso.

Viene la nausea a sentire gentaglia da strapazzo e farabutti, ai quali non ho mai dato confidenza, dire sciocchezze di dimensioni mondiali che vengono prese da qualcuno come oro colato; qualcuno che magari ha svolto il ruolo di sanguisuga insaziabile nei miei confronti e adesso le amplifica attraverso la stampa. Questa gente dice falsità, calunnie e diffamazioni e io li perseguirò e la magistratura dovrà condannarli.

Di Gati dice che ha sostenuto l’MpA. L’MpA ha esordito nella scena politica nazionale nel 2006, alle regionali e alle politiche. Di Gati è rimasto in provincia di Agrigento dopo il 2006 pochi giorni latitante e poi si è consegnato. Prima di allora, l’MpA era stato solo al comune di Catania e al comune di Messina. Ad Agrigento, lui dichiara che il nostro punto di riferimento, l’onorevole Di Mauro, era un suo nemico perché lui sosteneva altri soggetti politici, Lo Giudice, mai candidato nell’MpA. Ma stiamo scherzando? Diamo ascolto ad un farabutto che non dovrebbe osare nominarmi? Lo smonteremo virgola per virgola e lo consegneremo alla giustizia perché paghi il fio di queste falsità che mettono in ginocchio persone che con questa gentaglia non hanno mai avuto nulla a che fare.

Leggo nei provvedimenti, dettagliatamente indicati, i favori: assunzioni, concessioni, autorizzazioni, appalti. Bello a dirlo; ma chi svolge il ruolo di verifica della verità delle cose un minimo di pezza d’appoggio credo lo debba trovare. E non ne troveranno nemmeno una ad iniziativa di una persona come me che pure è presidente della Regione ed è stato presidente della provincia e vicesindaco del comune di Catania con delega a lavori pubblici, protezione civile ecc. Dove sono questi favori e queste cortesie? Mai. Replicheremo e smonteremo una ad una queste falsità e porcherie.

Stessa cosa vale per quest’altro farabutto da due lire che dice di aver picchiato persone a me vicine per impegni non mantenuti. Ma quali impegni? Impegni assunti con chi? Con il geologo Barbagallo che vedevo forse una volta ogni sei mesi e che non mi ha chiesto un bel niente? E poi, in venti anni di indagini antimafia a Catania, come a Palermo o a Messina, con pentiti che hanno rivelato nessi, protagonisti, nomi e cognomi, è mai uscito il nome di questo signore come mafioso? E perché avrei dovuto saperlo io che fosse legato a questo o quell’altro mafioso, quando nel momento in cui l’hanno arrestato gli hanno sequestrato fucile e porto d’armi? Gli davano il porto d’armi perché era insospettabile. E perché avrei dovuto saperlo io? Io, che a quest’uomo non ho mai dato nulla, perché nulla mi ha mai chiesto.

E avrei favorito una ditta, la Safab che, vedi caso, nel sistema degli affari e degli appalti, c’è entrata e non certo patrocinata da me. E’ bene che la magistratura verifichi se c’è stato un patron politico o politico mafioso di questa ditta che pare abbia fatto il parcheggio sotto il tribunale di Palermo, dighe e altro. E vedi caso – per questo parlo di sponsor politici – è una ditta che era nel gioco dei termovalorizzatori, quel gioco che ho l’onore, insieme ad altri, di aver fatto saltare e cancellato.

E’ tutto un castello di carte che non sarà difficile far saltare e smontare una ad una. Leggere come fossero vangelo le falsità, le porcherie e le calunnie di questa gente, molto meno che da niente, fa veramente riflettere. Non credo che per governare il cosiddetto potere in questa regione si debbano pagare prezzi così alti.

Io sono tranquillo e sereno perché, per iniziativa di una magistratura onesta e competente smonteremo, con il nostro aiuto, che io conto di dare a tempo pieno, questo castello di fesserie.