11 dic 2011

Oltre duemila persone hanno preso parte stamane all’incontro del Movimento per le Autonomie al Cefpas di Caltanissetta “Per il nuovo Sud e per la nuova Italia – La naturale evoluzione è la militanza” alla presenza del leader Mpa e presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo.

L’occasione per avviare la campagna del tesseramento 2011-2012 del movimento autonomista, ma anche per lanciare ufficialmente con una apposita diretta web “Radioautonoma.it, struttura diretta da Giacomo Cagnes.

Ad aprire i lavori è stata la proiezione di un video sulle note della canzone di Patty Smith “People have the power”. Quindi gli interventi, alternati, di giovani e dirigenti del Movimento.

“Siamo in piena emergenza – ha detto Lombardo nel corso del suo intervento, seguito in diretta web da migliaia di ascoltatori – e stiamo sostenendo un governo che possa ridare quella credibilità che il nostro paese in parte ha perso. Con i nostri pochi deputati abbiamo contribuito seriamente a mutare il corso della politica nazionale. I nostri parlamentari – ha spiegato – non si sono venduti, rimanendo coerenti con le scelte del nostro movimento. Lo scenario politico indica una scomposizione che inevitabilmente sarà seguita da una ricomposizione e nel frattempo dovremo organizzarci per essere forti, per contarci e per valere”.

D’accordo rigore, d’accordo equità – ha proseguito – ma soprattutto Mezzogiorno. Non ha senso, infatti, il rigore e non ci può essere crescita se non assistiamo alla ripresa di un Sud del paese, oggi, indebolito”.

Da domani il Movimento per le Autonomie rafforzerà la propria azione in difesa dei diritti del Sud, con una serie di iniziative concentrate su alcuni temi ritenuti prioritari, come il ripristino dei collegamenti ferroviari per i treni a lunga percorrenza, il versamento delle accise per tamponare il caro benzina, l’applicazione di misure per il credito e la fiscalità di vantaggio a sostegno della ripresa economica.

Lombardo ha poi lanciato la nuova fase del tesseramento, rivolgendo a tutti i militanti l’invito a proporre idee nuove, a mettersi in discussione ogni giorno con nuovi obiettivi nuovi ed a valutare i risultati raggiunti.

17 nov 2011

Adesso atti concreti per il Sud

scritto da Raffaele Lombardo 18 commenti

Il discorso di Monti al Senato conferma il giudizio positivo che avevo già espresso sul nuovo governo. I primi passi del Presidente del Consiglio ed i percorsi politici ed istituzionali che hanno portato alla formazione di un governo tecnico, confermano la bontà dell’intuizione che avevamo avuto in Sicilia già un anno addietro e che ci ha permesso di realizzare riforme epocali.

Spero adesso di non venire smentito dagli atti concreti del Governo e di poter apprezzare interventi immediati per il Meridione, nella consapevolezza che il Sud rappresenta una grande risorsa e non un problema per l’Italia intera. In questo senso saremo al fianco del Governo, condividendone metodi ed obiettivi, nel rispetto del programma di rigore e risanamento che si è prefissato e che da tempo applichiamo anche in Sicilia.

15 nov 2011
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Abbiamo dato pieno sostegno a Monti, una persona che mi auguro possa sobbarcarsi l’onere di governare il paese in questo momento drammatico. Abbiamo dato dei suggerimenti: attenzione e priorità al mezzogiorno così come da sempre predica Napolitano, purtroppo inascoltato soprattutto a causa della politica antimeridionale della Lega.

E poi abbiamo suggerito a Monti di guardare, per la costituzione della squadra di governo, anche al sud dove ci sono uomini e donne che hanno le stesse competenze e la stessa bravura e però conoscono meglio il meridione perché ci vivono. Un mezzogiorno che ha bisogno di voci autorevoli e competenti per essere difeso e per essere aiutato a crescere.

12 nov 2011

Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha inviato una lettera aperta al senatore a vita, il professore Mario Monti che, secondo quanto si apprende dalla stampa, si accinge a formare un governo di unita’ nazionale. Di seguito il testo integrale della nota.

Illustre Professore, nel momento in cui si accinge, su incarico del Presidente della Repubblica, a formare il governo, a cui il gruppo del Movimento per l’autonomia darà il suo modesto, ma convinto contributo nell’Aula della Camera e del Senato, mi permetto di segnalarle, come Presidente di una Regione del Sud, il problema di questa difficile area del paese, che secondo me dovrebbe trovare un posto importante nella sua agenda. In controtendenza rispetto all’atteggiamento tenuto dai governi degli ultimi anni.

Come sa, se si esclude il Capo dello Stato che ricorda sempre il permanere di un problema irrisolto all’interno della necessaria coesione nazionale, nessuno osa più pronunciare la parola Mezzogiorno.

E’ come se, scusi la brutalità del linguaggio, facesse ribrezzo.

Purtroppo è stato inoculato negli ultimi venti anni nelle vene degli italiani un diffuso sentimento antimeridionale, che è diventato il pretesto utilizzato da alcuni governi per penalizzare il Sud, investendolo di slogan ed annunci, ma sottraendogli nei fatti risorse e speranza. Può essere che alla creazione dello stereotipo di un territorio non più difendibile non sia stato estraneo il comportamento di una larga parte della classe dirigente meridionale che ha commesso in questi decenni di democrazia errori grandissimi.

Voglio però sperare che da questo giudizio liquidatorio venga esclusa la società meridionale onesta, oltremodo impoverita e atterrita dalla contiguità con la criminalità organizzata, a cui paga un pesante prezzo d’immagine.

Lei stesso ha affermato nei giorni scorsi che tra i tanti problemi che si pongono con forza alla Sua attenzione, c’è anche quella delle disuguaglianze diventate negli ultimi tempi insopportabili.

Se così è non può sfuggirle che la condizione in cui versa il Sud rappresenta il punto più alto delle disuguaglianze del nostro paese e dell’intera Europa.

Una condizione che rende, per molti cittadini di quest’area meridionale, solo formale il riferimento all’articolo cinque della nostra Costituzione, più e più volte da più parti richiamato nell’arco di questi mesi nel ricordo dei 150 anni trascorsi dall’unità dell’Italia.

Non nego che il Mezzogiorno è oggi diventato il luogo dove sembrano concentrarsi molte cose negative, ma uno Stato che si rispetti non lascia al suo destino un pezzo di territorio, che ha contribuito con il suo lavoro a far diventare l’Italia una delle nazioni più importanti del pianeta.

Mi rendo conto che il momento attuale è il meno adatto ad affrontare temi di struttura, ma nel momento in cui si avvia a ricevere da parte del Presidente della Repubblica, l’incarico di formare un governo in grado di meritarsi la fiducia dei mercati, insieme all’augurio di buon lavoro, ho avvertito il bisogno di ricordarLe che esiste un problema Sud, che lasciato al suo destino può esplodere.

Con stima

Raffaele Lombardo
Presidente della Regione Siciliana

12 nov 2011

Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha inviato una lettera aperta al senatore a vita, il professore Mario Monti che, secondo quanto si apprende dalla stampa, si accinge a formare un governo di unita’ nazionale. Di seguito il testo integrale della nota.

“Illustre Professore, nel momento in cui si accinge, su incarico del Presidente della Repubblica, a formare il governo, a cui il gruppo del Movimento per l’autonomia dara’ il suo modesto, ma convinto contributo nell’Aula della Camera e del Senato, mi permetto di segnalarle, come Presidente di una Regione del Sud, il problema di questa difficile area del paese, che secondo me dovrebbe trovare un posto importante nella sua agenda. In controtendenza rispetto all’atteggiamento tenuto dai governi degli ultimi anni.

Come sa, se si esclude il Capo dello Stato che ricorda sempre il permanere di un problema irrisolto all’interno della necessaria coesione nazionale, nessuno osa piu’ pronunciare la parola Mezzogiorno.

E’ come se, scusi la brutalita’ del linguaggio, facesse ribrezzo.

Purtroppo e’ stato inoculato negli ultimi venti anni nelle vene degli italiani un diffuso sentimento antimeridionale, che e’ diventato il pretesto utilizzato da alcuni governi per penalizzare il Sud, investendolo di slogan ed annunci, ma sottraendogli nei fatti risorse e speranza. Puo’ essere che alla creazione dello stereotipo di un territorio non piu’ difendibile non sia stato estraneo il comportamento di una larga parte della classe dirigente meridionale che ha commesso in questi decenni di democrazia errori grandissimi”.

“Voglio pero’ sperare che da questo giudizio liquidatorio venga esclusa la societa’ meridionale onesta, oltremodo impoverita e atterrita dalla contiguita’ con la criminalita’ organizzata, a cui paga un pesante prezzo d’immagine.

Lei stesso ha affermato nei giorni scorsi che tra i tanti problemi che si pongono con forza alla Sua attenzione, c’e’ anche quella delle disuguaglianze diventate negli ultimi tempi insopportabili.

Se cosi’ e’ non puo’ sfuggirle che la condizione in cui versa il Sud rappresenta il punto piu’ alto delle disuguaglianze del nostro paese e dell’intera Europa.

Una condizione che rende, per molti cittadini di quest’area meridionale, solo formale il riferimento all’articolo cinque della nostra Costituzione, piu’ e piu’ volte da piu’ parti richiamato nell’arco di questi mesi nel ricordo dei 150 anni trascorsi dall’unita’ dell’Italia.

Non nego che il Mezzogiorno e’ oggi diventato il luogo dove sembrano concentrarsi molte cose negative, ma uno Stato che si rispetti non lascia al suo destino un pezzo di territorio, che ha contribuito con il suo lavoro a far diventare l’Italia una delle nazioni piu’ importanti del pianeta.

Mi rendo conto che il momento attuale e’ il meno adatto ad affrontare temi di struttura, ma nel momento in cui si avvia a ricevere da parte del Presidente della Repubblica, l’incarico di formare un governo in grado di meritarsi la fiducia dei mercati, insieme all’augurio di buon lavoro, ho avvertito il bisogno di ricordarLe che esiste un problema Sud, che lasciato al suo destino puo’ esplodere”.

Con stima

Raffaele Lombardo

Presidente della Regione Siciliana

11 ott 2011
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Con Miccichè ci siamo incontrati, niente di clandestino, per riportare alla serenità rapporti che erano stati caratterizzati anche da qualche parola di troppo pronunciata da me o da lui.

E per fare una analisi. Lui dichiara che se si rompe l’alleanza con il Pd sarebbe disposto a riallearsi con me. Io dico, se si rompe il Pdl – e non c’è bisogno di dire se si rompe la sua appartenenza al Pdl – perché non colloca la Forza del Sud, come è giusto che sia, non solo lontano da una alleanza con la Lega che nuoce al sud ma distante anche da questo governo che per il sud non solo non ha fatto nulla ma ha prodotto grandi danni? E perché Micciché non si piazza in una posizione in cui una grande forza del sud, un grande partito dell’autonomia e del mezzogiorno si alleano sulla base degli interessi del sud e non dell’appartenenza pregiudiziale a questo o a quell’altro schieramento? Di questo abbiamo discusso.

La politica nazionale è in continua evoluzione. Non si capisce se il Pdl esplode, si legge del malcontento che serpeggia all’interno di quel partito. E poi c’è la spada di Damocle del referendum per ripristinare il Mattarellum che pesa sulla stabilità della legislatura. Si modifica l’attuale legge elettorale? Difficile, perché ciascuno poi guarda al proprio interesse. Si precipita la situazione per andare a votare e quindi impedire il referendum? E’ una possibilità anche questa.

Io credo che la cosa migliore sia quello di fare il nostro lavoro, ciascuno per il ruolo che svolge, e, politicamente, per quanto mi riguarda, di organizzare il movimento trasformandolo da movimento di eletti e grandi elettori in un movimento di militanti che sappiano toccare la testa e il cuore delle persone. Mi auguro che il prezioso contributo dei giovani in questo processo sia decisivo.

29 set 2011

E’ inquietante l’assenza del ministro Matteoli domani in Lussemburgo dove si discuterà della rete dei trasporti europea e, per quanto ci riguarda, del corridoio 1.

Due giorni fa l’ho incontrato insieme al presidente della Calabria, Scopelliti, ed entrambi si erano impegnati a partecipare a questo delicatissimo e importantissimo consesso che avrebbe consentito di mettere sul tavolo con forza l’istanza italiana perché il corridoio 1 si realizzasse.

Senza il corridoio 1 non c’è l’impegno strategico dell’Europa perché Cristo non si fermi, come si suol dire, ad Eboli, perché la ferrovia veloce arrivi a Reggio Calabria, perché si possa realizzare il ponte sullo stretto di Messina, perché il corridoio si completi in Sicilia e a Palermo. Questo con l’avallo dell’Europa e, cosa non indifferente, con il contributo finanziario dell’Unione Europea.

Mi auguro, ma temo che non sia così, che non si tratti di una orchestrata iniziativa per farci perdere il corridoio 1. Sarebbe un crimine contro più di un terzo della popolazione italiana che, come evidenziato dall’ultimo rapporto Svimez, sembra condannata all’emarginazione, alla povertà e alla fuga da questi territori. Privarli anche di queste importanti infrastrutture significa decretarne la morte sociale, economica e civile.

Sarebbe una responsabilità di una gravità storica. Mi auguro che ciò non avvenga e che il ministro, spinto anche da questa mia nota, vada personalmente. Il governo dovrà essere rappresentato ma il ministro per le infrastrutture è lui e si chiama Matteoli così come il collega Scopelliti potrà rappresentare il sentimento e l’istanza di queste due estreme regioni meridionali.

02 ago 2011
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Rispetto alla questione del cosiddetto corridoi 1 c’è, quantomeno, una mobilitazione importante e credo che possiamo vantare il fatto di esserci accorti e aver sollevato il problema per primi.
I nostri deputati siciliani non si erano accorti di questo piccolo dettaglio, lo dico tra virgolette, cioè del fatto che venivamo tagliati fuori dal corridoio, che deviava su Bari, e l’estremo lembo sud dell’Europa, cioè Malta, si sarebbe dovuto raggiungere via mare.
Che Bari abbia diritto ad un treno ad alta velocità che la colleghi con Napoli sarebbe normale in un paese unito. Questa Italia invece, che in questo anniversario dell’unità sta celebrando la sua divisione, fa passare come una grande conquista l’alta capacità ferroviaria per collegare una regione importante come la Puglia quando, per accorciare di un quarto d’ora il tempo per andare da Milano a Roma, si spendono miliardi di euro.
Ma è una illusione anche quella di Bari perché chissà quando avrà una velocità decente, almeno con questo assetto politico di partiti nazionali e gruppi economici che penalizzano e saccheggiano sistematicamente il sud da 150 anni.
Tanti parlamentari europei italiani, da Mauro a Pittella, si sono accorti che era uno scempio e si sono impegnati a battersi perché venisse ripristinato il corridoio 1. Io non posso far altro che ringraziarli per l’attenzione e per la sensibilità che hanno dimostrato.
Dobbiamo muoverci insieme agli altri presidenti del sud perché queste opere, a partire dal Ponte sullo Stretto, rientrino in una strategia per cui ci possiamo sentire parte importante dell’Italia e dell’Europa.
Un piccolo particolare: i deputati europei della Sicilia non hanno sottoscritto nulla, non se ne sono curati, non se ne sono accorti e non sono intervenuti, non so se per distrazione o per gelosia. Mi auguro che nei prossimi giorni possano aggiungere la loro voce, seppure flebile, a quella dei loro colleghi che si sono impegnati a favore del sud, della Sicilia, della Calabria, e quindi di una Italia che, almeno in Europa, venga riconosciuta come un paese unito.