01 dic 2011
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Le ferrovie una volta si chiamavano dello Stato. Quindi è lo Stato che vuole emarginare la Sicilia e tagliare i ponti, altro che crearne di nuovi.

I treni a lunga percorrenza che partivano da Siracusa, Palermo o Catania e ci consentivano di andare a Roma partivano alle 9 di sera per arrivare la mattina dopo. Quando questi treni partiranno da Villa San Giovanni e poi piano piano se ne risaliranno verso nord è chiaro che il treno non sarà più un mezzo da poter utilizzare.

Le strade sono quelle che sono. Arrivare a Roma con la Salermo-Reggio Calabria è un’impresa nelle condizioni in cui è e in cui si troverà ancora per decenni. Per inciso, se fosse stata a Milano avrebbero lavorato anche di notte pur di completarla in tempi ragionevoli. Bisognerà quindi utilizzare l’aereo e, visti i costi, purtroppo molti non se lo potranno permettere e saremo tagliati fuori dal mondo.

Per non parlare della questione del ponte. Alcune forze politiche forse si sono innamorate del via vai dei traghetti che ci collegano con il cosiddetto continente. E’ da incoscienti sostenere la tesi che ci porterebbe a rinunciare al ponte sullo stretto. Piaccia o meno, la società è andata avanti, ha fatto espropriazioni e una gara. Credo che le società aggiudicatarie farebbero una causa e 400 o 500 milioni si perderebbero comunque per pagare i danni.

Sappiamo che la parte pubblica interviene con 1,5 miliardi mentre il resto sarebbero fondi di privati. Rinunciare vuol dire non volerlo fare per pregiudizio o per lasciare le cose come stanno, cioè continuare con i traghetti che non trasporteranno più i treni e quindi anche di notte saremo costretti a scendere da un treno a Messina, salire sul traghetto con la valigia in mano, come nell’800, e poi risalire sul treno dall’altra parte.

Il piano delle ferrovie credo lo abbiano immaginato nel momento in cui avevano previsto anche un notevole investimento per la realizzazione del ponte. Le ferrovie, non caricando più i treni e non prevedendo più i treni a lunga percorrenza, risparmieranno ma non manterrebbero l’impegno a finanziare il ponte se questo non si facesse più. Noi saremmo penalizzati mentre le ferrovie realizzerebbero i loro piani di risparmio sempre sulla pelle della Sicilia.

Sono convinto che se non si farà il ponte non saranno neppure ripristinate le cuccette e i treni a lunga percorrenza e peraltro ci priveremmo di un investimento che ci darebbe un’opera che sarebbe una meraviglia nel mondo, che nel corso della costruzione farebbe lavorare decine di migliaia di persone, che rilancerebbe enormemente il nostro turismo, e che finalmente darebbe alla Sicilia un primato: avremmo una opera straordinaria che potrebbe compensare con il suo prestigio e il suo valore le mille cose delle quali non possiamo andare fieri.

29 nov 2011

Siamo ben consapevoli che c’è tanto da fare per riportare alla normalità e rimettere finalmente in sicurezza il territorio del messinese, duramente colpito dai recenti eventi naturali. E il nostro governo è già al lavoro per mettere in pratica tutto quanto è in proprio potere e per fornire le risorse necessarie utili a far ripartire quelle zone e a ridare speranza e futuro a quelle popolazioni.

Voglio anche sottolineare con orgoglio la grande prova di solidarietà che tutta la Sicilia sta dimostrando giorno dopo giorno a favore delle popolazioni della provincia di Messina.

E’ per questo che, insieme all’Assessorato delle Risorse Agricole ed Alimentari, abbiamo organizzato una raccolta di prodotti alimentari, rivolto alle aziende agroalimentari e alla moderna distribuzione, a favore di quei territori già fortemente penalizzati.

Quanti vogliano far sentire la propria solidarietà, possono inviare un fax o preferibilmente inviare una mail oppure telefonare dal lunedì a venerdì negli orari di ufficio, specificando il prodotto offerto, il quantitativo in pallets, luogo di stoccaggio e tempi di consegna per il relativo ritiro, non dimenticando di fornire il recapito telefonico della persona da contattare.

E’ un dovere di tutti noi far sentire la nostra vicinanza a quelle persone, ognuno secondo le proprie competenze e le proprie possibilità.

Indirizzo mail: agri1.serviziosupportoimprese@regione.sicilia.it
Fax 091/7076016
Tel 091/7076151-127

24 nov 2011

La giunta regionale di governo, riunita stasera in seduta straordinaria, presieduta da Raffaele Lombardo, ha deliberato la dichiarazione dello stato di calamita’ e nel contempo ha deciso di avanzare richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza per le piogge alluvionali del 22 novembre scorso che hanno causato i drammatici fatti in provincia di Messina ed in particolar modo nei comuni di Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, Condro’, Fondachelli Fantina, Gualtieri Sicamino’, Meri’, Messina, Milazzo, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela, Saponara, Spadafora, Terme Vigliatore, Torregrotta, Valdina, Venetico e Villafranca Tirrena.

23 nov 2011

“Solidarieta’ alla popolazione del territorio messinese e un sentimento di forte cordoglio per le vittime della frana di Saponara”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, intervenendo sulla tragedia che ha colpito la provincia di Messina. “Non faremo mai mancare il nostro sostegno a un territorio gia’ duramente colpito in passato, e sin da oggi i componenti della giunta regionale di governo saranno sui luoghi colpiti dalle forti piogge per assistere la popolazione.”

“La Protezione civile regionale – conclude il presidente Lombardo – e’ presente sui posti dall’inizio dell’emergenza e anche questa mattina il nostro capo del Dipartimento, Pietro Lo Monaco, sara’ accanto alla gente. Dichiareremo immediatamente lo stato di calamita’ con l’auspicio che il governo nazionale sostenga, senza altri indugi, la messa in sicurezza del territorio.”

12 ott 2011

“Non ci sara’ la soppressione delle Circoscrizioni nei comuni di Palermo, Catania e Messina poiche’ riteniamo questo strumento di rappresentanza democratica, di grande rilievo per raccogliere le istanze che vengono dai cittadini e convogliarle opportunamente nel dibattito e nelle decisioni del Consiglio e della Giunta comunali”.

Questa l’assicurazione data dal Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, nel corso della riunione di questo pomeriggio con i rappresentanti delle circoscrizioni di Palermo che, unitamente a quelli di Catania e Messina, avevano chiesto un incontro urgente sulla norma riguardante la soppressione delle municipalita’, presente nella legge finanziaria.

I portavoce dei Coordinamenti, Pietro Gottuso per Palermo, Massimo Tempio per Catania e Francesco Quero per Messina hanno accompagnato alla richiesta di incontro al Presidente della Regione, un documento in cui si evidenzia l’importanza del decentramento amministrativo soprattutto nelle grandi citta’.

Inoltre chiedono che siano rinforzati e sostenuti i poteri e gli strumenti anche di natura finanziaria delle Circoscrizioni.

Nel documento si avanza pure la richiesta che il Presidente della Circoscrizione interessata sia convocato quando la Giunta comunale tratti di questioni rilevanti per quel territorio.

“Ho accolto con piacere – ha detto il presidente Lombardo – la richiesta di incontro perche’ credo fermamente nel valore di queste forme di rappresentanza. Sono spesso il primo serio impatto con cui i giovani si avvicinano alla politica. Riteniamo questo strumento particolarmente utile anche per favorire il rapporto tra le istanze dei territori e il primo livello di decisione politica, quello delle Giunte e dei Consigli comunali” “In merito alla riduzione delle indennita’ previste per i Sindaci – ha concluso Lombardo – ne sara’ valutata piu’ avanti l’entita’ che sara’ disposta con decreto del governo”.

A questo primo incontro seguiranno quello con i rappresentanti di Catania e Messina.

01 ott 2011

“Assumiamo l’impegno di portare a termine tutte le opere per la messa in sicurezza dei territori affinche’ i cittadini possano sperare in un domani migliore e possano sentirsi giorno per giorni piu’ sicuri”, lo ha affermato il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, prendendo parte alle iniziative a Giampilieri in occasione del secondo anniversario dell’alluvione del 31 ottobre 2009.

Lombardo ha poi fatto il punto sulle risorse finanziarie”: “I cantieri aperti sono numerosi e altri saranno avviati a breve.

Rispetto alle somme che sara’ possibile attingere dai fondi Fas, che non sono risorse aggiuntive rispetto a quello che spettano alla Sicilia, probabilmente serviranno ulteriori stanziamenti. Il contesto economico non ci aiuta – ha continuato Lombardo – le manovre che si sono susseguite una dopo l’altra hanno imposto pesanti tagli al bilancio regionale ma posso assicurare che ogni intervento che sara’ necessario realizzare verra’ portata a termine”.

“La Regione – ha concluso Lombardo – ha manifestato giorno per giorno, e continuera’ a farlo, massima vicinanza agli abitanti dei territori colpiti da questa tragedia, attraverso l’apporto e la presenza degli esperti della Protezione civile, del Genio Civile e dei miei diretti collaboratori”.

01 giu 2011

In Italia e in Sicilia non si capisce mai chi vince e chi perda alle elezioni. Le dichiarazioni trionfalistiche si sprecano.

A mente serena io faccio una considerazione sul Mpa e sul terzo polo in Sicilia. Sei deputati regionali daranno vita a un gruppo, Alleanza per la Sicilia, che vuole diventare movimento politico e che collabora con il governo. Se a questi sommiamo gli 8 dell’Udc i 12 del Mpa e i 4 del Fli arriviamo al 33% dei seggi dell’assemblea regionale. Se questo 33% intende organizzarsi elettoralmente e politicamente credo che possa essere fondamentale e centrale nella vita politica e nelle prospettive elettorali. In tal senso dobbiamo lavorare e in tal senso intendo muovermi e operare.

Può darsi che il terzo polo abbia bisogno della scintilla delle elezioni politiche per coagulare. Ma non c’è dubbio che questa alleanza che, come me, contesta la validità dell’attuale schema bipolare, debba andare avanti.

Sul territorio, al di là delle polemiche e dei trionfalismi, il Mpa registra significativi risultati a cominciare da realtà come quella di Ragusa, dove dobbiamo riconoscere che qualcosa non ha funzionato, ma dove siamo passati dal 1,7% a circa il 12. O a Vittoria, dove ci siamo ritrovati con Aiello: tradizioni diverse unite all’insegna dell’autonomia e del valore del territorio. Nel messinese, dove i risultati ci sono nonostante la fase riorganizzativa in cui ci troviamo, legata alla necessità di darci una dirigenza stabile, definitiva e aperta a tutte le novità che si sono avvicinate a noi nelle ultime settimane e negli ultimi giorni.

Questo è il quadro ed è il segno di una forte presenza, quattro volte più forte di quella registrata cinque anni fa se facciamo un confronto con le precedenti elezioni.

Il 25 e 26 giugno sarà una data fondamentale per lanciare la nostra fase costituente e farla approdare in un partito veramente autonomo dagli schieramenti e che intende radicarsi anche nel resto del sud e tra i meridionali non solo in Italia ma nel mondo. Per nessuno di loro è stato un viaggio di piacere ma milioni di meridionali, a partire dalla Sicilia, sono stati costretti a percorrere il viaggio migratorio in cerca di migliori condizioni di lavoro.

05 apr 2011

Ben venga un dissenso forte all’interno del Mpa. Sono nato e cresciuto in un partito in cui ci si confrontava e poi si votava, come è giusto che sia in democrazia. Le correnti no, ma il dissenso ha diritto ad essere alimentato e anche inventato se è il caso.

Lo Monte veda di fare la sua parte, cominci ad organizzarsi e veda di non farci trovare impreparati per le amministrative di Capo d’Orlando, Patti e dei comuni dove si vota.

Sono stato a Messina e ho avuto la sorpresa bellissima di una grande disponibilità della società messinese per un soggetto politico che deve essere ricostruito bandendo le ansie, i nervosismi, i piccoli ricatti ecc. che di certo non appartengono a Lo Monte, uomo generoso e coerente e coraggioso che però molto spesso entra in una fase di intrattabilità che non si addice ad un capo politico che invece deve dare il senso della continuità per rassicurare i militanti e i dirigenti politici e li faccia andare avanti a prescindere dai mille problemi quotidiani.