25 nov 2011

La Sicilia, il meridione e l’Italia intera hanno, oggi e nonostante il grave momento di crisi che stiamo tutti attraversando, una grande opportunità di sviluppo e di crescita all’insegna di una vera e concreta coesione nazionale.

Il governo nazionale, presieduto da Mario Monti, ha ottenuto larghissima fiducia da parte del Parlamento. I ministri sono tutti di altissimo profilo tecnico e sono già al lavoro per tracciare una strada che possa far uscire il Paese dalla crisi. Superata la lunga parentesi di ombre degli anni scorsi, l’Italia pare aver riacquistato in ambito europeo il ruolo che le spetta di diritto.

E’ vero, come da più parti è stato sottolineato, che i ministri e lo stesso presidente del consiglio sono uomini e donne del nord, tranne alcune eccezioni. Ma è pur vero che la loro storia e i loro curricula li pongono finalmente in uno stato di terzietà e quasi di garanzia nei confronti di un più complessivo ragionamento che possa affrontare la questione meridionale e quella settentrionale in un’ottica di concreta coesione nazionale. In questo senso abbiamo sottolineato con piacere la nomina di Fabrizio Barca ad un ministero che avrà il compito, certo non facile, di tenere insieme e coniugare al meglio le varie esigenze del territorio nazionale, così come abbiamo apprezzato il concreto segnale, suo e del governo Monti, ieri a proposito dello sblocco di 100 milioni di euro di finanziamenti per affrontare l’emergenza delle alluvioni nel messinese.

Abbiamo tutti insieme, regioni del nord, del centro e del sud, la possibilità concreta non solo di lavorare per far superare la crisi al Paese ma anche di raggiungere finalmente il traguardo di una reale unità nazionale – sociale, economica e politica – che non penalizzi parti del territorio, come finora avvenuto per il mezzogiorno e la Sicilia, ma anzi ne valorizzi il ruolo, le competenze e le enormi potenzialità.

17 nov 2011

Adesso atti concreti per il Sud

scritto da Raffaele Lombardo 18 commenti

Il discorso di Monti al Senato conferma il giudizio positivo che avevo già espresso sul nuovo governo. I primi passi del Presidente del Consiglio ed i percorsi politici ed istituzionali che hanno portato alla formazione di un governo tecnico, confermano la bontà dell’intuizione che avevamo avuto in Sicilia già un anno addietro e che ci ha permesso di realizzare riforme epocali.

Spero adesso di non venire smentito dagli atti concreti del Governo e di poter apprezzare interventi immediati per il Meridione, nella consapevolezza che il Sud rappresenta una grande risorsa e non un problema per l’Italia intera. In questo senso saremo al fianco del Governo, condividendone metodi ed obiettivi, nel rispetto del programma di rigore e risanamento che si è prefissato e che da tempo applichiamo anche in Sicilia.

15 nov 2011
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Abbiamo dato pieno sostegno a Monti, una persona che mi auguro possa sobbarcarsi l’onere di governare il paese in questo momento drammatico. Abbiamo dato dei suggerimenti: attenzione e priorità al mezzogiorno così come da sempre predica Napolitano, purtroppo inascoltato soprattutto a causa della politica antimeridionale della Lega.

E poi abbiamo suggerito a Monti di guardare, per la costituzione della squadra di governo, anche al sud dove ci sono uomini e donne che hanno le stesse competenze e la stessa bravura e però conoscono meglio il meridione perché ci vivono. Un mezzogiorno che ha bisogno di voci autorevoli e competenti per essere difeso e per essere aiutato a crescere.

13 nov 2011

“Al governo che il senatore Monti si accinge a comporre vanno assicurati il sostegno e la fiducia necessari per il superamento di una crisi economica e finanziaria senza precedenti. Va condivisa la scelta che il senatore si appresta a compiere di indicare tra i ministri tecnici di altissima competenza e rigore morale. Tra questi, il presidente incaricato non manchera’ di valorizzare docenti e professionisti che hanno concretamente dimostrato la capacita’ di affermarsi e di farsi apprezzare anche nei territori del sud del paese, dei quali conoscono le enormi risorse e i grandi problemi, perche’ quotidianamente li vivono”.

Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

12 nov 2011

Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha inviato una lettera aperta al senatore a vita, il professore Mario Monti che, secondo quanto si apprende dalla stampa, si accinge a formare un governo di unita’ nazionale. Di seguito il testo integrale della nota.

Illustre Professore, nel momento in cui si accinge, su incarico del Presidente della Repubblica, a formare il governo, a cui il gruppo del Movimento per l’autonomia darà il suo modesto, ma convinto contributo nell’Aula della Camera e del Senato, mi permetto di segnalarle, come Presidente di una Regione del Sud, il problema di questa difficile area del paese, che secondo me dovrebbe trovare un posto importante nella sua agenda. In controtendenza rispetto all’atteggiamento tenuto dai governi degli ultimi anni.

Come sa, se si esclude il Capo dello Stato che ricorda sempre il permanere di un problema irrisolto all’interno della necessaria coesione nazionale, nessuno osa più pronunciare la parola Mezzogiorno.

E’ come se, scusi la brutalità del linguaggio, facesse ribrezzo.

Purtroppo è stato inoculato negli ultimi venti anni nelle vene degli italiani un diffuso sentimento antimeridionale, che è diventato il pretesto utilizzato da alcuni governi per penalizzare il Sud, investendolo di slogan ed annunci, ma sottraendogli nei fatti risorse e speranza. Può essere che alla creazione dello stereotipo di un territorio non più difendibile non sia stato estraneo il comportamento di una larga parte della classe dirigente meridionale che ha commesso in questi decenni di democrazia errori grandissimi.

Voglio però sperare che da questo giudizio liquidatorio venga esclusa la società meridionale onesta, oltremodo impoverita e atterrita dalla contiguità con la criminalità organizzata, a cui paga un pesante prezzo d’immagine.

Lei stesso ha affermato nei giorni scorsi che tra i tanti problemi che si pongono con forza alla Sua attenzione, c’è anche quella delle disuguaglianze diventate negli ultimi tempi insopportabili.

Se così è non può sfuggirle che la condizione in cui versa il Sud rappresenta il punto più alto delle disuguaglianze del nostro paese e dell’intera Europa.

Una condizione che rende, per molti cittadini di quest’area meridionale, solo formale il riferimento all’articolo cinque della nostra Costituzione, più e più volte da più parti richiamato nell’arco di questi mesi nel ricordo dei 150 anni trascorsi dall’unità dell’Italia.

Non nego che il Mezzogiorno è oggi diventato il luogo dove sembrano concentrarsi molte cose negative, ma uno Stato che si rispetti non lascia al suo destino un pezzo di territorio, che ha contribuito con il suo lavoro a far diventare l’Italia una delle nazioni più importanti del pianeta.

Mi rendo conto che il momento attuale è il meno adatto ad affrontare temi di struttura, ma nel momento in cui si avvia a ricevere da parte del Presidente della Repubblica, l’incarico di formare un governo in grado di meritarsi la fiducia dei mercati, insieme all’augurio di buon lavoro, ho avvertito il bisogno di ricordarLe che esiste un problema Sud, che lasciato al suo destino può esplodere.

Con stima

Raffaele Lombardo
Presidente della Regione Siciliana

22 ott 2011

Il concetto di “perequazione” degli incentivi per il fotovoltaico che il governo nazionale sta tentando di introdurre nel decreto sviluppo, in elaborazione in questi giorni, rappresenta la triste ed ennesima conferma della politica di discriminazione delle regioni meridionali attuata da questo governo a trazione leghista.

La Sicilia e le regioni meridionali non possono più tollerare questo costante e continuo disinteresse della maggioranza di governo nei confronti di una parte fondamentale del Paese.

Ho quindi inviato una lettera, che riporto di seguito, al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai presidenti delle Regioni del Sud, ai ministri competenti in materia, a tutti i deputati e senatori eletti in Sicilia e al presidente del Consiglio, con la quale manifesto tutto il mio disappunto e chiedo loro un pronto intervento per eliminare questa ulteriore discriminazione alla quale ci opporremo con qualunque mezzo a nostra disposizione.

Al Presidente  della Repubblica
On. Giorgio Napolitano
Al  Presidente del  Consiglio
On. Silvio Berlusconi
Al Ministro dello Sviluppo Economico
On. Paolo Romani
Al Ministro per l’Ambiente
On. Stefania Prestigiacomo
Ai  Presidenti Delle Regioni del Sud
Ai  Senatori  della Repubblica   eletti in Sicilia
Ai  Deputati Nazionali eletti in Sicilia
Loro Sedi

Apprendiamo  da un articolo di stampa,pubblicato il 18 ottobre u.s . sul sole 24 Ore, che, nell’ambito della bozza del c.d. Decreto legge Sviluppo (articolo 47), in questi giorni in sede di elaborazione definitiva, si introduce il concetto di perequazione degli incentivi per il Fotovoltaico.
Si  tratterebbe di una misura di “perequazione”, per l’appunto, volta ad una differenziazione delle tariffe del conto energia in base alle caratteristiche del territorio, dell’irradiazione solare e della relativa capacità di generare energia elettrica a parità di mezzi e strumentazioni, con la conseguenza inevitabile di dirottare gli incentivi al Nord Italia, laddove la produzione di energia solare è ridotta rispetto al Sud.
Il correttivo perequativo proposto sugli incentivi al fotovoltaico, stabilito con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e collegato ai gradi-giorni delle zone climatiche, persegue il fine di ridurre gli incentivi nelle regioni meridionali.
Appare evidente come l’introduzione di tale emendamento creerebbe ulteriori incertezze e confermerebbe, dopo il tormentato varo del quarto conto energia,una politica di discriminante differenziazione degli aiuti sul territorio nazionale.
Tale misura peraltro sarebbe in pieno contrasto con la politica energetica nazionale in quanto, come osservato più volte dalla Regione siciliana in sede di Conferenza Stato-Regioni, da un lato  lo Stato tramite l’approvando decreto sul burden  sharin chiede soprattutto  alle regioni meridionali un forte contributo nella produzione di energia da fonte  rinnovabile ai fini del raggiungimento degli obiettivi europei nell’ottica del c.d. 20.20.20, dall’altro lo stesso territorio verrebbe penalizzato dalla riduzione degli incentivi.
Nel manifestare vivo disappunto per la incredibile  proposta, che non farebbe altro che incrementare le tariffe incentivanti per le zone meno soleggiate  a scapito del Sud Italia,premiando gli impianti che producono di meno,si invitano le SS.LL. ad intervenire prontamente per eliminare l’ennesima discriminazione attuata a discapito del Meridione d’Italia.
Ci riserviamo, nell’ipotesi di approvazione  della misura,  di avviare ogni azione  possibile per assicurare che tale  nefasta scelta della politica nazionale non sia portata a termine.
Raffaele Lombardo

11 ott 2011
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Con Miccichè ci siamo incontrati, niente di clandestino, per riportare alla serenità rapporti che erano stati caratterizzati anche da qualche parola di troppo pronunciata da me o da lui.

E per fare una analisi. Lui dichiara che se si rompe l’alleanza con il Pd sarebbe disposto a riallearsi con me. Io dico, se si rompe il Pdl – e non c’è bisogno di dire se si rompe la sua appartenenza al Pdl – perché non colloca la Forza del Sud, come è giusto che sia, non solo lontano da una alleanza con la Lega che nuoce al sud ma distante anche da questo governo che per il sud non solo non ha fatto nulla ma ha prodotto grandi danni? E perché Micciché non si piazza in una posizione in cui una grande forza del sud, un grande partito dell’autonomia e del mezzogiorno si alleano sulla base degli interessi del sud e non dell’appartenenza pregiudiziale a questo o a quell’altro schieramento? Di questo abbiamo discusso.

La politica nazionale è in continua evoluzione. Non si capisce se il Pdl esplode, si legge del malcontento che serpeggia all’interno di quel partito. E poi c’è la spada di Damocle del referendum per ripristinare il Mattarellum che pesa sulla stabilità della legislatura. Si modifica l’attuale legge elettorale? Difficile, perché ciascuno poi guarda al proprio interesse. Si precipita la situazione per andare a votare e quindi impedire il referendum? E’ una possibilità anche questa.

Io credo che la cosa migliore sia quello di fare il nostro lavoro, ciascuno per il ruolo che svolge, e, politicamente, per quanto mi riguarda, di organizzare il movimento trasformandolo da movimento di eletti e grandi elettori in un movimento di militanti che sappiano toccare la testa e il cuore delle persone. Mi auguro che il prezioso contributo dei giovani in questo processo sia decisivo.

29 set 2011

E’ inquietante l’assenza del ministro Matteoli domani in Lussemburgo dove si discuterà della rete dei trasporti europea e, per quanto ci riguarda, del corridoio 1.

Due giorni fa l’ho incontrato insieme al presidente della Calabria, Scopelliti, ed entrambi si erano impegnati a partecipare a questo delicatissimo e importantissimo consesso che avrebbe consentito di mettere sul tavolo con forza l’istanza italiana perché il corridoio 1 si realizzasse.

Senza il corridoio 1 non c’è l’impegno strategico dell’Europa perché Cristo non si fermi, come si suol dire, ad Eboli, perché la ferrovia veloce arrivi a Reggio Calabria, perché si possa realizzare il ponte sullo stretto di Messina, perché il corridoio si completi in Sicilia e a Palermo. Questo con l’avallo dell’Europa e, cosa non indifferente, con il contributo finanziario dell’Unione Europea.

Mi auguro, ma temo che non sia così, che non si tratti di una orchestrata iniziativa per farci perdere il corridoio 1. Sarebbe un crimine contro più di un terzo della popolazione italiana che, come evidenziato dall’ultimo rapporto Svimez, sembra condannata all’emarginazione, alla povertà e alla fuga da questi territori. Privarli anche di queste importanti infrastrutture significa decretarne la morte sociale, economica e civile.

Sarebbe una responsabilità di una gravità storica. Mi auguro che ciò non avvenga e che il ministro, spinto anche da questa mia nota, vada personalmente. Il governo dovrà essere rappresentato ma il ministro per le infrastrutture è lui e si chiama Matteoli così come il collega Scopelliti potrà rappresentare il sentimento e l’istanza di queste due estreme regioni meridionali.