09 dic 2011
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Il governo della regione sta impostando una vera e propria politica estera della Sicilia e la nostra politica estera non può che guardare al mediterraneo. E’ quello il nostro bacino naturale perché è lì che abbiamo costruito nei secoli rapporti di collaborazione, di amicizia, di convivenza, scambi commerciali ecc.

Il forum interistituzionale mediterraneo che si è aperto oggi ha visto la presenza di consoli, ambasciatori, docenti universitari, delegazioni, operatori commerciali provenienti da 21 paesi che si sono riuniti e continueranno i propri lavori oggi e domani intesseranno o rafforzeranno dei rapporti.

Importantissimo che oggi sia venuto a farci visita e abbia fatto un intervento bellissimo il ministro degli esteri Giulio Terzi di Sant’Agata.

Ormai le politiche dei vari stati che hanno avuto rapporti con i dittatori sono state superate dalla primavera araba: giovani generazioni e società civile che lottano per conquistare, mi auguro, diritti e democrazia e partecipazione dei cittadini. Quei rapporti non vanno più. Il modello alternativo è quello che è stato costruito in questi anni e cioè il partenariato tra istituzioni locali della nostra regione e istutizioni di quei paesi che oggi sono venuti da noi. Progetti che vedono insieme università, camere di commercio, singoli imprenditori con municipalità di quelle regioni. Una fittissima rete molto partecipata, molto diffusa, basata sulla cooperazione che può servire per cambiare musica nel rapporto tra il nostro paese e i paesi del mediterraneo, il mezzogiorno e la Sicilia in particolare che sta coltivando questi rapporti.

Il mediterraneo deve tornare ad essere un mare di pace, sviluppo, lavoro, crescita come è stato nei secoli scorsi quando si collaborava e si veniva in Sicilia per imparare o per svolgere un ruolo nelle corti di Federico II.

Se noi ci sottraessimo alla logica dei mercati finanziari e delle borse che molto spesso sono vittime delle grandi speculazioni che poi vengono pagate dalla povera gente e invece puntassimo su relazioni con quello che è il nostro mondo dove siamo imbattibili avremo qualcosa da guadagnare e qualcosa da dare.

Il forum mette insieme tutte queste esperienze di partenariato, di collaborazione e di rapporti. Al ministro degli esteri abbiamo chiesto di riprendere in mano questi temi ed aiutare ad esempio le nostre imprese in Libia dove ci sono da ricostruire le case e lì il nostro piccolo imprenditore edile può svolgere un ruolo importante e trovare occasioni di lavoro. E poi abbiamo chiesto al ministro che se davvero la Sicilia deve essere il terminale per il continente europeo nel mediterraneo, questo terminale ha un senso se le vie di collegamento stabile, dal ponte sullo stretto ma anche ferrovia e porti di Augusta e Pozzallo, diventino realtà e non sogni o lusinghe che ad ogni cambiar di governo ottengono prima una accelerazione e poi una cancellazione dall’agenda della politica.

Vorremmo una continuità e vogliamo conquistare, perché nessuno ci regala niente e per questo la forza politica è fondamentale, un ruolo dal quale possono derivare benefici per la nostra gente e per i partner dei paesi del mediterraneo.

10 nov 2011

La Sicilia, attraverso il suo governo e le sue istituzioni ma anche con il coinvolgimento attivo dei cittadini, credo debba guardare con la dovuta attenzione alla proposta di riforma della normativa che regola il diritto di cittadinanza sulla quale si è discusso ancora ieri nel corso di una tavola rotonda a Bruxelles.

La nostra regione, a causa della sua collocazione geografica, rappresenta la “porta naturale” attraverso la quale i flussi migratori accedono in Italia e in Europa. E, nell’affrontare la recente emergenza di Lampedusa, la Sicilia ha dato testimonianza dell’esigenza di un cambio di passo. Il governo regionale si è impegnato a fianco dei migranti che affrontano sofferenze inaudite alla ricerca di una prospettiva di vita dignitosa e civile. Per dare un segno di solidarietà che segnasse una rottura rispetto alle politiche di disuguaglianza, sfruttamento e neocolonialismo condotte nel mediterraneo.

Grazie al lavoro che il nostro governo sta portando avanti ormai da tempo, la Sicilia è destinata a diventare punto centrale di riferimento per i rapporti dell’area mediterranea con l’Europa.

E’ per questo che sul fronte di un nuovo dialogo interculturale salutiamo con favore la proposta di una nuova cittadinanza che si inserisce nel solco delle iniziative che la Regione sta promuovendo. Proprio in questi giorni a Palermo, ad esempio, abbiamo promosso un incontro interreligioso così come ormai da tre anni l’anniversario dello statuto regionale è diventato occasione per un incontro tra i rappresentanti di tutte le istituzioni locali del Mediterraneo. E in dicembre, a Catania, torneremo a parlare di cooperazione e di rapporti intermediterranei.

La condivisione di tali principi ci ha anche spinti a predisporre una proposta di legge regionale per estendere il diritto di voto per le amministrative a tutti i residenti.

E’ questo, a mio modo di vedere, l’avvio di un percorso di riforma che porterà all’affermazione di un nuovo e migliore rapporto tra cittadini e istituzioni.

09 nov 2011

Parte da Bruxelles la proposta di riforma della normativa che regola il diritto di cittadinanza, elaborata in Sicilia dalla delegazione regionale dell’ANFE, l’associazione nazionale famiglie emigrati.

In una delle sale del parlamento europeo – grazie alla adesione all’iniziativa del vice presidente Gianni Pittella – e’ stato presentato il portale (www.nextcitienship.it) che dalle 17 di oggi raccoglie firme, adesioni, dichiarazioni, alla proposta di allargamento del diritto di cittadinanza, abbattendo gli ostacoli che limitano la partecipazione sociale e politica agli emigrati in tutto il territorio europeo.

“E’ necessario andare oltre lo jus sanguinis e lo jus soli, i due soli principi – di nascita o di discendenza – su cui si articola la possibilita’ di acquisizione della cittadinanza in Italia ed in Europa” ha detto Giusto Catania, che da parlamentare europeo ha firmato una proposta di direttiva europea e che oggi ha moderato la conferenza in Place du Luxembourg.

“La Sicilia, nel fronteggiare l’emergenza Lampedusa, ha dato testimonianza dell’esigenza di un cambio di passo” ha affermato il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo.

“Il governo regionale si e’ impegnato a fianco dei migranti che affrontano sofferenze inaudite alla ricerca di una prospettiva di vita dignitosa e civile. Per dare un segno di solidarieta’ che segnasse una rottura rispetto alle politiche di disuguaglianza, sfruttamento e neocolonialismo condotte nel mediterraneo”.

“Sul fronte di un nuovo dialogo interculturale salutiamo con favore la proposta di una nuova cittadinanza – ha detto Lombardo – che si inserisce nel solco delle iniziative che la Regione sta promuovendo. Proprio in questi giorni a Palermo abbiamo promosso un incontro interreligioso”.

“Da tre anni ormai l’anniversario dello statuto regionale e’ diventato occasione per un incontro tra i rappresentanti di tutte le istituzioni locali del Mediterraneo. E in dicembre, a Catania, torneremo a parlare di cooperazione e di rapporti intermediterranei”.

“Tanto forte e’ nel governo regionale la condivisione di questi principi – ha aggiunto l’assessore delle politiche sociali, Andrea Piraino – che abbiamo predisposto una proposta di legge regionale per l’estensione del diritto di voto alle elezioni amministrative a tutti i residenti”.

“Vogliamo pensare che sia la prima pietra di un processo di riforma che vada verso la costruzione di una nuovo rapporto tra cittadini e istituzioni”

20 ott 2011

La Sicilia, grazie al lavoro che stiamo portando avanti, è sempre più punto centrale di riferimento nei rapporti con l’area mediterranea e la presidenza che ci è stata assegnata alla Conferenza Intermediterranea sicuramente ci aiuta. Il diciannovesimo incontro della task force italo-russa che si sta svolgendo a Catania è, in questo contesto, significativo del ruolo che la nostra regione vuole e sta recuperando rispetto alla marginalità a cui è stata condannata in Europa. Il nostro sistema economico è fondato sulla piccola e media impresa, radicata nel territorio e può assicurare sviluppo duraturo.

E’ di fondamentale importanza, inoltre, in quest’ottica, il fatto che la Commissione europea abbia ripristinato il corridoio Helsinki-Berlino-Sicilia, rispetto alla tentazione di interromperlo, di fatto,  a Napoli. Così come l’acquisizione della Siremar, che incarna la tradizione della flotta navale siciliana dai tempi dei Florio, non deve limitarsi soltanto ai collegamenti con le isole minori o Napoli, ma guardare a Tunisi, Tripoli e al Cairo.

In questa nuova strategia internazionale stiamo tenendo rapporti forti con la Russia, la Cina e il Brasile perché ci sono presenze siciliane molto forti in questi Paesi e anche perché ci sono possibilità di scambi importanti: il nostro giacimento culturale sterminato, il settore agroalimentare e anche una Pmi molto interessante.

A fronte di questo nostro impegno devo purtroppo constatare che il governo nazionale continua a rimanere fermo sulle proprie posizioni, con la Lega che pare abbia perso la testa, oltre che il contatto, con il territorio. L’idea bizzarra e ridicola della “perequazione solare” per la quale al Nord, perché hanno meno sole dovrebbero avere più incentivi, fa ridere. La contrasteremo fino a quando non se la rimangeranno.

Sul decreto sviluppo, poi, ho la sensazione che si facciano soltanto chiacchiere: quando si sa che non ci sono risorse per finanziarlo vorrei vedere come si fa questo sviluppo. In questo contesto di grande crisi e di tagli che la Finanziaria comporta per la Regione, noi, a partire da novembre, avvieremo questo grande progetto per il credito d’imposta per gli investimenti, cui destiniamo 120 milioni di euro per produrre nuovo lavoro e sviluppo.

05 ott 2011

E’ partito alle 12, dall’aeroporto palermitano di Punta Raisi, un aereo dell’Aeronautica militare italiana che sta portando in Libia un carico di aiuti umanitari destinati alla popolazione. L’arrivo a Tripoli e’ previsto intorno alle 13.

Sette tonnellate e mezzo di generi alimentari. Il carico contiene pasta, riso, latte, farina, fette biscottate e, ancora, un’ambulanza donata dall’azienda ospedaliera Vittorio Emanuele di Catania all’assessorato alla Salute che l’ha messa a disposizione per la Libia, insieme con svariati medicinali: farmaci d’urgenza, antidolorifici, antinfiammatori e antibiotici.

“Un sostegno concreto per i cittadini libici, coinvolti nella sanguinosa guerra civile che sta sconvolgendo il Paese nordafricano – dice il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo-, che non si esaurisce nel tempo e che contribuira’ a dare loro un qualche sollievo. Un atto di solidarieta’, verso un popolo protagonista di una svolta storica ed epocale, promosso dalla Regione e realizzato anche grazie alla sensibilita’ delle aziende contattate. Non potevamo esimerci dall’aiutare uno dei Paesi piu’ importanti di quell’area e a noi piu’ vicini. Il rapporto che lega la Libia alla Sicilia, la loro storia e la loro economia, va salvaguardato e, anzi, rafforzato nel nome di quella grande patria comune che si chiama Mediterraneo”.

Al rientro in Italia, nel pomeriggio, il velivolo trasportera’ 19 libici feriti perche’ siano curati in alcuni ospedali siciliani.

Nell’iniziativa umanitaria promossa dalla Regione siciliana, con la collaborazione dei Ministeri degli Affari esteri e della Difesa, sono stati coinvolti gli assessorati alle Risorse agricole e alla Salute, la Protezione civile, il Distretto della Pesca e il Dipartimento regionale degli Affari extraregionali. I generi alimentari, complessivamente venti pedane, sono stati offerti dal Banco delle opere di Carita’ di Bagheria, dalla Prolat, dalla Cooperativa del latte di Ragusa e dalla Tomasello di Palermo, individuate e contattate dall’assessorato alle Risorse agricole e alimentari.

“I rapporti tra la Sicilia e la Libia – dice l’assessore alle Risorse agricole e alimentari, Elio D’Antrassi – sono sempre stati intensi, e non si sono interrotti nemmeno durante il periodo del conflitto che ha investito quel Paese. In particolare, sono stati avviati, negli ultimi anni, progetti di cooperazione nei settori dell’agricoltura e della pesca”.

Ad accogliere la missione umanitaria siciliana sara’ il governatore di Tripoli, Abu Jair. Il rientro a Palermo e’ previsto alle 17, con lo sbarco dei feriti libici.

28 set 2011

La Sicilia da oggi e’ “ufficialmente” diventata il fulcro delle politiche regionali del mediterraneo. L’assemblea plenaria della commissione intermediterranea della Conferenza delle regioni periferiche e marittime d’Europa, ha infatti approvato oggi pomeriggio ad Arhus, in Danimarca, la relazione predisposta dal presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che lo scorso 14 luglio, a Catania, ne e’ stato acclamato presidente fino al 2013.

Le regioni da quest’anno hanno un nuovo ruolo attivo nel processo di formazione delle decisioni comunitarie. E le regioni meridionali hanno una loro specificita’ da salvaguardare: il programma 2011-2013 della commissione intermediterranea – illustrato all’assemblea dal dirigente generale dei rapporti extraregionali, Francesco Attaguile – rappresenta la piattaforma dell’attivita’ che le regioni del Mediterraneo svilupperanno all’interno delle istituzioni comunitarie.

Il voto unanime dell’assemblea permette al Presidente Lombardo e a tutto l’ufficio politico, di avviare azioni concrete per garantire maggiore visibilita’ ai temi proposti dalle regioni della sponda sud in particolare in materia di coesione e di prossimita’, che sono i due binari su cui si muovono gli investimenti del bilancio europeo destinati al mediterraneo.

“Solo con scelte politicamente qualificate potremo affrontare le rigidita’ annunciate nel nuovo budget delle istituzioni comunitarie – ha commentato il Presidente Lombardo -. Per questo l’ufficio politico della commissione intermediterranea e’ gia’ da oggi al lavoro per definire le nostre proposte nei settori che riteniamo strategici per le nostre economie e i nostri territori”.

A conferma che questa e’ la direzione su cui indirizzare gli sforzi, proprio oggi al Presidente Lombardo e’ arrivata la conferma dell’incontro sui temi della politica euromediterranea, gia’ fissato in ottobre, con il Presidente della Repubblica di Cipro. Un incontro e un contatto strategicamente importanti, considerato che Cipro assumera’ la presidenza dell’Unione, nel secondo semestre del 2012, proprio nel momento in cui dovranno essere definite tutte le politiche europee fino al 2020.

Il programma approvato ad Arhus da’ via libera alle iniziative proposte dalla Sicilia in materia di pesca e agricoltura, energie rinnovabili e trasporto, cooperazione territoriale e cultura. Dopo il vertice a Cipro, a fine Ottobre si svolgera’ a Taormina un incontro dei gruppi europei di cooperazione territoriale – i GECT -, che servira’ a mettere a punto le proposte per il nuovo regolamento comunitario che regola l’attivita’ di questi nuovi strumenti di cooperazione tra regioni di nazioni diverse.

In dicembre, a Palermo, si svolgera’ una conferenza internazionale che servira’ a mettera a punto le strategie per una maggiore incisivita’ dei territori nelle politiche euromediterranee. Nel 2012, si lavorera’ attorno ai temi della salvaguardia delle risorse idriche, in vista del Forum di Marsiglia. E si lavorera’ al coordinamento della presenza delle regioni mediterranee all’Expo 2015.

30 ago 2011
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Oggi a Roma abbiamo incontrato una delegazione di operatori commerciali che hanno apprezzato i nostri vini e i prodotti dell’agro-alimentare e incontreremo un responsabile del turismo che verrà in Sicilia, ma soprattutto si è parlato dei grandi progetti dei quali avevamo discusso con l’architetto Maggiora cioè alcune grandi infrastrutture.

Predisporremo delle schede che riguarderanno il fotovoltaico perché i cinesi sono anche produttori di pannelli fotovoltaici ma soprattutto devono accompagnare l’operazione con un investimento della loro grande banca per lo sviluppo.

Abbiamo poi affrontato la questione del grande aeroporto di cui i cinesi si sono fatti carico, almeno a parole, e vedremo se con la scheda che gli consegneremo l’idea li convince. Poi abbiamo parlato di alta capacità ferroviaria Messina-Catania-Palermo, strettamente connessa con il ponte, di una grande area commerciale nella quale far arrivare le loro merci per poi smistarle non solo in Sicilia ma anche in Europa e Africa. La Sicilia come hub per il mediterraneo per questa economia che è in fortissima espansione.

Abbiamo poi incontrato il ministro Frattini. La Sicilia sarà coinvolta nella trattativa per i nuovi fondi strutturali, la nuova fase dopo il 2013. Ci sarà una riduzione da 350 a 330 miliardi di euro per i territorio obiettivo coesione e noi seguiremo questa fase direttamente.

Poi si è parlato del bacino del mediterraneo e il ministro ci ha coinvolto  in questa fase di evoluzione, ci auguriamo verso regimi democratici. Anche in questo senso il ruolo della Sicilia può essere importante e io personalmente farò valere la mia presidenza della conferenza intermediterranea, una delle istituzioni che l’Europa riconosce e uno strumento importante per farsi valere.

Con Frattini abbiamo soprattutto affrontato due questioni che ci ha assicurato  che sosterrà: che  dal corridoio 1 Berlino-Palermo non salti la Calabria e la Sicilia così come aveva paventato Barroso in una sua dichiarazione secondo la quale avrebbe dovuto essere sostituito con Berlino-Napoli-Bari per poi continuare via nave per La Valletta, un assurdo geografico e storico.

Il ministro si è anche impegnato a cominciare a sollevare l’argomento verso il quale finora l’Europa si è dimostrata insensibile: quello della fiscalità di vantaggio. Si tratta di uno strumento importante che potrebbe essere anche più utile dei fondi strutturali che costano molto all’Europa e, per la verità, non è che abbiano prodotto effetti stratosferici.

30 ago 2011

“La Sicilia deve svolgere per l’Europa un ruolo centrale e strategico nell’area mediterranea e diventarne la cerniera geopolitica con l’Asia e l’Africa. Per raggiungere questo obiettivo serve una consistente opera di infrastrutturazione del territorio”. Lo ha detto il presidente della Regione Raffaele Lombardo, che questa mattina a Roma ha incontrato il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e i rappresentanti in Italia della Istituzioni cinesi. La creazione di un aeroporto intercontinentale, il Ponte sullo Stretto di Messina e la velocizzazione del sistema di trasporti interno: sono i maggiori attrattori per i principali fondi sovrani cinesi. Con la realizzazione di queste infrastrutture si consoliderebbe il ruolo di hub del Mediterraneo per la Sicilia e si otterrebbero ricadute virtuose sul tessuto imprenditoriale dell’Isola. Nei prossimi giorni i tecnici della Regione forniranno agli investitori cinesi le schede tecniche delle opere di loro maggiore interesse. Condizione necessaria per il migliore effetto di questi investimenti e’ il mantenimento dei finanziamenti sul Corridoio 1 Berlino-Palermo, che e’ stato ultimamente messo in dubbio. E’ anche per affrontare questo tema che il presidente ha incontrato il Ministro degli Esteri Frattini.

“Il Corridoio 1 va difeso da tutta la politica e le istituzioni siciliane – ribadisce il Presidente Raffaele Lombardo – perche’ la Sicilia e certamente anche le altre Regioni del Sud Italia, devono avere un ruolo nel Mediterraneo e non possono essere condannate ad un isolamento infrastrutturale che sarebbe un colpo durissimo alle loro economie. Non siamo contro ulteriori investimenti, come il corridoio Helsinki – Malta, ma ci opponiamo alle politiche che rallenterebbero sensibilmente la modernizzazione delle reti di trasporto e portuali siciliane. L’interesse dimostrato dai fondi d’investimenti cinesi, tra i piu’ importanti a livello mondiale, ci conforta su quanto, a livello internazionale, abbiamo messo in opera per un concreto rilancio della Sicilia”.

La Regione Siciliana, forte della presidenza della Commissione per gli affari comunitari e internazionali delle Regioni italiane e della Commissione intermediterranea della Conferenza delle regioni periferiche e marittime d’Europa, partecipera’ ai negoziati, tanto al loro livello tecnico quanto a quello politico, su quanto si dovra’ decidere a proposito dei corridoi che dovranno collegare il continente europeo alla sponda sud e alle regioni del Mediterraneo. Questo e’ un impegno che il Presidente Lombardo ha ottenuto oggi dal Ministro Frattini. Agli incontri hanno partecipato il capo della segretaria tecnica della Presidenza, Cleo Li Calzi,e il dirigente generale dei rapporti extraregionali, Francesco Attaguile.