Il governo della regione sta impostando una vera e propria politica estera della Sicilia e la nostra politica estera non può che guardare al mediterraneo. E’ quello il nostro bacino naturale perché è lì che abbiamo costruito nei secoli rapporti di collaborazione, di amicizia, di convivenza, scambi commerciali ecc.
Il forum interistituzionale mediterraneo che si è aperto oggi ha visto la presenza di consoli, ambasciatori, docenti universitari, delegazioni, operatori commerciali provenienti da 21 paesi che si sono riuniti e continueranno i propri lavori oggi e domani intesseranno o rafforzeranno dei rapporti.
Importantissimo che oggi sia venuto a farci visita e abbia fatto un intervento bellissimo il ministro degli esteri Giulio Terzi di Sant’Agata.
Ormai le politiche dei vari stati che hanno avuto rapporti con i dittatori sono state superate dalla primavera araba: giovani generazioni e società civile che lottano per conquistare, mi auguro, diritti e democrazia e partecipazione dei cittadini. Quei rapporti non vanno più. Il modello alternativo è quello che è stato costruito in questi anni e cioè il partenariato tra istituzioni locali della nostra regione e istutizioni di quei paesi che oggi sono venuti da noi. Progetti che vedono insieme università, camere di commercio, singoli imprenditori con municipalità di quelle regioni. Una fittissima rete molto partecipata, molto diffusa, basata sulla cooperazione che può servire per cambiare musica nel rapporto tra il nostro paese e i paesi del mediterraneo, il mezzogiorno e la Sicilia in particolare che sta coltivando questi rapporti.
Il mediterraneo deve tornare ad essere un mare di pace, sviluppo, lavoro, crescita come è stato nei secoli scorsi quando si collaborava e si veniva in Sicilia per imparare o per svolgere un ruolo nelle corti di Federico II.
Se noi ci sottraessimo alla logica dei mercati finanziari e delle borse che molto spesso sono vittime delle grandi speculazioni che poi vengono pagate dalla povera gente e invece puntassimo su relazioni con quello che è il nostro mondo dove siamo imbattibili avremo qualcosa da guadagnare e qualcosa da dare.
Il forum mette insieme tutte queste esperienze di partenariato, di collaborazione e di rapporti. Al ministro degli esteri abbiamo chiesto di riprendere in mano questi temi ed aiutare ad esempio le nostre imprese in Libia dove ci sono da ricostruire le case e lì il nostro piccolo imprenditore edile può svolgere un ruolo importante e trovare occasioni di lavoro. E poi abbiamo chiesto al ministro che se davvero la Sicilia deve essere il terminale per il continente europeo nel mediterraneo, questo terminale ha un senso se le vie di collegamento stabile, dal ponte sullo stretto ma anche ferrovia e porti di Augusta e Pozzallo, diventino realtà e non sogni o lusinghe che ad ogni cambiar di governo ottengono prima una accelerazione e poi una cancellazione dall’agenda della politica.
Vorremmo una continuità e vogliamo conquistare, perché nessuno ci regala niente e per questo la forza politica è fondamentale, un ruolo dal quale possono derivare benefici per la nostra gente e per i partner dei paesi del mediterraneo.




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