09 mar 2010

La semplificazione amministrativa e la burocrazia regionale, vero collo di bottiglia per lo sviluppo del tessuto economico, sociale e produttivo della Sicilia. Sono questi gli argomenti che l’assessore regionale alle Attivita’ produttive, Marco Venturi, affrontera’ domani (mercoledi’ 10 marzo 2010) alle ore 11 nel corso di una conferenza stampa.

“Premesso che in Regione – dice Venturi – vi sono ottimi funzionari e dirigenti, spesso pero’ mortificati o poco utilizzati, vi sono invece pochi burocrati su cui e’ accentrato troppo potere. Questo non e’ accettabile perche’ il sistema viene rallentato ad arte spingendo le imprese a chiedere “favori” in luogo di atti dovuti, celeri e trasparenti. Questo modo di fare presta anche il fianco al malaffare e alla criminalita’ che nelle maglie della burocrazia e della sua lentezza trova linfa vitale per autosostenersi”.

L’incontro con i giornalisti si terra’ nella sede dell’assessorato, in via Degli Emiri 45, Palermo.

08 mar 2010

“A proposito delle norme per il sostegno al lavoro e al mondo produttivo da inserire nella finanziaria regionale, ritengo che la legge sul credito d’imposta sull’occupazione sia fondamentale per rilanciare il tessuto produttivo dell’isola, per dare nuova linfa in particolare alle piccole e medie imprese siciliane. Ma e’ tuttavia necessario attivare anche le misure 6.2 e 6.4 del PAR-FARS 2009-2013 che prevedono rispettivamente 600 milioni per credito d’imposta per gli investimenti e circa 300 milioni per i contratti di sviluppo”.

Lo sostiene l’assessore regionale per le attivita’ produttive, Marco Venturi, il quale chiede che nella finanziaria vengano appostate pure le somme annunciate fin da fine settembre, quando e’ stata resa nota la decisione della Commissione Europea di autorizzare il credito di imposta per le imprese siciliane.

“Per altro – prosegue Venturi – la priorita’ 6 del PAR-FAS 2009-2013 ha come obiettivo specifico quello di rafforzare la competitivita’ del sistema produttivo regionale e come obiettivo operativo quello di potenziare i servizi a sostegno dell’imprenditorialita’. Per il conseguimento di quest’ultimo obiettivo – aggiunge – sono destinati 330 milioni di euro ai Contratti di sviluppo e 600 milioni, come detto, alla fiscalita’ di vantaggio (credito di imposta) rivolta alle imprese che intendano investire per riposizionarsi sul mercato o innovarsi.

La crisi economica continua a farsi sentire, soprattutto in Sicilia e le nostre imprese, in particolare le piccole e medie, sono in sofferenza. Ben vengano provvedimenti che incentivano le nuove assunzioni, sotto forma di sgravi fiscali. Ma se non si mettono immediatamente a disposizione le risorse per incentivare gli investimenti, credo che sia molto difficile, trovare aziende che decidano di assumere se prima non ottengono benefici che consentano di restare sul mercato e di competere sia dal punto di vista tecnologico sia della produzione”.

04 mar 2010

“Sono abituato a lavorare e non e’ mio costume alimentare sterili polemiche o dibattiti a mezzo stampa. In merito alla vicenda Numonyx voglio precisare che la Regione siciliana sta seguendo attentamente tutti i passaggi, sta lavorando concretamente, con grande attenzione, in silenzio e senza clamori, per studiare l’accordo di programma quadro relativo alle societa’ 3SUN e Numonyx per garantire l’occupazione salvaguardata e aggiuntiva”.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Attivita’ produttive, Marco Venturi, a proposito della vicenda Numonyx e di alcune dichiarazioni rilasciate da parlamentari nazionali sull’incontro odierno avvenuto al ministero dello Sviluppo Economico.

“Ho sempre mostrato – ha aggiunto Venturi – grande rispetto per tutti i lavoratori e dunque anche per quelli di Numonyx, le porte dell’assessorato sono sempre aperte per qualunque tipo di incontro. Tutti gli uffici della Regione interessati alla questione stanno esaminando l’accordo per inserire specifici vinncoli a tutela e salvaguardia dell’occupazione. Ritengo quindi che prima di innescare inutili e pretestuose polemiche occorra attendere che tutti gli atti amministrativi siano definiti: allora si’ che si potra’ vedere realmente chi lavora davvero per il bene della Sicilia e dei suoi lavoratori e chi invece si limita soltanto a fare propaganda”.

04 mar 2010

Sono 270 le operazioni di credito sbloccate ed evase utilizzando 2 milioni di risorse del Fondo regionale per il commercio, che attiveranno investimenti per circa 22 milioni di euro. Il Fondo, istituito con la legge regionale 32 del 2000 e indirizzato alle piccole e medie imprese commerciali e di servizi, ha oggi una dotazione residuale di 55 milioni, di cui il 40% e’ destinato a finanziamenti diretti per l’adattamento e l’ammodernamento di esercizi commerciali, la rimanente parte e’ utilizzata per concedere crediti di avviamento e per il consolidamento di passivita’ concessi dalle banche convenzionate con lo stesso Fondo.

I finanziamenti, deliberati in questa prima sessione dopo il fermo di sette mesi provocato da un contenzioso amministrativo, riguardano la realizzazione di nuovi punti vendita, l’ammodernamento e l’arredamento di negozi, la formazione di scorte di magazzino e il consolidamento di debiti bancari di piccole e medie imprese commerciali e di servizi.

A rimettere in moto i contributi, la nomina, tre settimane fa, del commissario straordinario Salvatore Lanzetta, che ha esaminato e deliberato le pratiche istruite da Banca Nuova, l’istituto gestore del Fondo, in forza di una convezione con la Regione siciliana.

Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, sottolineando l’importanza del dialogo avviato tra imprese, Regione e banche ha detto: “In un momento di crisi di liquidita’ bancaria internazionale, l’utilizzo di queste risorse consentira’ anche l’abbattimento degli interessi, garantendo ai nostri imprenditori accesso al credito”. “Lo considero – ha aggiunto – un intervento anticrisi importante per le imprese e per le loro famiglia. In Sicilia nessuno sviluppo economico e’ possibile senza mettere le piccole aziende al centro di una seria politica di sviluppo perche’ svolgono un ruolo fondamentale nel contesto economico del territorio: sono un esempio di imprenditorialita’ per la capacita’ di mettersi in gioco con tutti i rischi di fare impresa in una terra difficile, e per la preziosa capacita’ di diffondere e tramandare tecniche produttive e servizi che esprimono valori e identita’.

“E’ stato possibile evadere le pratiche gia’ istruite dalla banca e rimaste inevase – ha sottolineato l’assessore regionale alle Attivita’ produttive, Marco Venturi – grazie alla nomina di un commissario straordinario, che in attesa della ricostituzione del comitato di gestione del Fondo ha potuto deliberare in tempi rapidi le somme necessarie a soddisfare le richieste di finanziamento e di abbattimento degli interessi dei mutui contratti dagli imprenditori”. “Per non arrecare ritardi e lunghe attese, ai danni delle imprese interessate, il commissario Lanzetta – ha precisato Venturi – restera’ in carica fino a quando il comitato di gestione, che ha il compito di sovrintendere all’istruttoria delle richieste e deliberare la concessione delle agevolazioni, non sara’ ricostituito”. “Banca Nuova ha gia’ un ruolo attivo in questi processi ed e’ pronta a fare di piu’ – ha detto il direttore generale dell’istituto bancario, Francesco Maiolini -. Nei nostri dieci anni di attivita’ abbiamo maturato esperienze e conoscenza del territorio. Il nostro centro decisionale e’ qui in Sicilia, e siamo presenti in tutte le nove province siciliane. Abbiamo quindi la capacita’ necessaria per un reale intervento nell’economia dell’isola”.

Il presidente Lombardo ha poi ricordato l’effetto moltiplicatore sui flussi credito delle somme utilizzate: “Cosi’ come e’ avvenuto da quando e’ stato creato il Fondo, la quota dei 30 milioni destinata ai contributi in conto interesse consentira’ di immettere nel circuito finanziario del settore commerciale risorse delle banche per circa 300 milioni di euro”. “Infatti – ha spiegato il commissario Lanzetta – dal 2003 ad oggi sono state deliberate complessivamente 6300 pratiche di contributi in conto interesse per 55 milioni che hanno consentito di attivare risorse delle banche siciliane convenzionate per 475 milioni di euro. Senza trascurare le altre 450 pratiche evase attingendo direttamente dal Fondo, che hanno determinato investimenti per altri 37 milioni”.

Riguardo le 270 richieste esaminate, per i programmi di impianto il credito viene erogato al tasso fisso dello 0,90% annuo. Per i finanziamenti di esercizio e di ripianamento debiti il tasso e’ del 4,24%, come stabilito dalla Commissione europea, sul quale le aziende beneficeranno del contributo regionale del 60%. Il tasso effettivo sara’ quindi dell’1,69%.

Quanto ai settori merceologici, la maggior parte dei finanziamenti va agli alimentari (50 pratiche, 2 milioni 742 mila euro) seguiti dall’abbigliamento (46 pratiche per 3 milioni e 375 mila euro), materiali di costruzione arredamenti e macchine da lavoro (44 finanziamenti, 3 milioni 757 mila euro), distributori di carburanti, tabacchi e generi di monopolio (24 finanziamenti, 1 milione 897 mila euro), articoli da regalo e giocattoli (23 pratiche, 1 milione 557 mila euro), farmacie (23 finanziamenti, 2.390.000) informatica ed elettronica (21 finanziamenti, 1 milione 529 mila euro).

La divisione geografica vede in testa la provincia di Palermo con un finanziamento di 6.500.000 euro, seguita da Agrigento con 6.300.000, Trapani con 2.700.000, Messina 1.700.000, Catania 1.600.000, Caltanissetta 1.300.000, Ragusa 1.200.000, Enna 470.000, Siracusa 250.000.

04 mar 2010

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo e l’assessore per le attivita’ produttive Marco Venturi, oggi alle 11, a palazzo d’Orleans, presenteranno alla stampa i risultati della gestione del Fondo regionale per il commercio, gestito da Banca Nuova e destinato alle piccole e medie imprese commerciali.

Alla conferenza stampa parteciperanno anche il dirigente generale del dipartimento per le Attivita’ produttive, Nicola Vernuccio, il commissario straordinario del Fondo, Salvatore Lanzetta, e il direttore generale di Banca Nuova, Francesco Maiolini.

01 mar 2010

“La mafia non deve essere affrontata come un’emergenza, perche’ e’ un dato strutturale, non soltanto della Sicilia, ma dell’intero Paese: e’ una componente di un blocco di potere che controlla alcune zone in modo capillare, si espande ed investe, con la complicita’ di soggetti insospettabili. Per questo serve un nuovo sistema degli appalti che metta nelle condizioni l’impresa di verificare i requisiti progettuali e di gareggiare con cognizione di causa”.

Lo ha detto l’assessore alle Attivita’ produttive della Regione siciliana, Marco Venturi, intervenendo alla firma del protocollo di intesa che da’ il via al I progetto nazionale denominato “Le camere di commercio per le vie della legalita’ e dello sviluppo”.

Firmatarie dell’accordo di legalita’ sono le camere di commercio di Caltanissetta (capofila), Reggio Emilia, Modena e Crotone. La cerimonia si e’ svolta stamattina nella sede della camera di commercio di Reggio Emilia. Erano presenti, tra gli altri, anche l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Emilia Romagna, Duccio Campagnoli, e il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello.

“Quello di oggi – ha detto Venturi – e’ un momento importante perche’ si innesta in un percorso avviato da tempo, quello della legalita’ e del no incondizionato ad ogni tipo di sopruso mafioso, partito dal coraggio degli imprenditori nisseni, fatto proprio da Confindustria Sicilia e poi anche da Confindustria nazionale. Il protocollo tra le quattro camere di commercio individua un iter comune per l’affermazione di una cultura della legalita’ e definisce azioni congiunte contro la criminalita’”.

28 feb 2010

“La mafia non deve essere affrontata come un’emergenza, perche’ e’ un dato strutturale non solo della Sicilia ma dell’intero Paese; e’ una componente di un blocco di potere che controlla alcune zone in modo capillare, si espande ed investe, con la complicita’ di soggetti insospettabili.

Per questo serve piu’ coraggio nel chiedere nuove regole per gli appalti a tutela della sicurezza, del lavoro e della qualita’. Un nuovo sistema degli appalti che metta nelle condizioni l’impresa di verificare i requisiti progettuali e di gareggiare con cognizione di causa”.

Lo ha detto questo pomeriggio a Reggio Emilia l’assessore alle Attivita’ produttive della Regione siciliana, Marco Venturi, intervenendo al convegno dal titolo “Responsabilita’ della societa’ civile e dei soggetti economici nella prevenzione delle infiltrazioni mafiose” che si e’ svolto nell’aula magna dell’Universita’ di Modena e Reggio Emilia.

Il convegno e’ stato organizzato nell’ambito di una tre giorni dal titolo “Da Sud a Nord: un’alleanza per la democrazia”, in occasione della terza edizione della “Marcia nazionale contro la ‘Ndrangheta”, che da quest’anno e’ divenuta “contro tutte le mafie”.

In questo contesto lunedi’ 1 marzo, alle 10, nella sede della Camera di Commercio di Reggio Emilia, le camere di commercio di Caltanissetta, Reggio Emilia, Modena e Crotone, firmeranno un protocollo d’intesa per dare il via al progetto nazionale denominato “Le camere di commercio per le vie della legalita’ e dello sviluppo”. Sara’ presente anche l’assessore allo Sviluppo economico della regione Emilia Romagna, Duccio Campagnoli.

Venturi ha portato la sua testimonianza diretta, oggi a Reggio Emilia, di quanto importanti siano la legalita’ e il rispetto dei diritti per intraprendere una lotta dura, contro la mafia.

“A Caltanissetta nel 2005 e’ partita una rivoluzione copernicana: gli imprenditori contro ogni forma di criminalita’.

Una rivoluzione che ha coinvolto poi tutta Confindustria Sicilia e oggi Confindustria nazionale. Ognuno di noi e’ tenuto a combattere la mafia. Senza il contributo di tutti, ed in primo luogo della scuola e dell’Universita’, questa battaglia non si puo’ vincere.

Giovanni Falcone, invitandoci ad andare avanti, ci esortava a farlo “non piu’ confidando sull’impegno straordinario di pochi ma col doveroso impegno ordinario di tutti, in una battaglia che e’ anzitutto di civilta’ e che puo’ e deve essere vinta”. Se si vuole vincere questa sfida, dobbiamo bandire la parola “emergenza” dal vocabolario della lotta alla mafia. La battaglia deve essere fatta con continuita’, tutti i giorni, senza cedimenti o disattenzioni, con azioni di contrasto e di prevenzione, con misure strutturali e non temporanee”.

Ecco perche’ Venturi e’ presente alla “tre giorni” di Reggio Emilia e reputa fondamentale la firma del protocollo di intesa: “grazie a questo accordo lavoreranno in sinergia contro le infiltrazioni mafiose nei sistemi produttivi locali la Camera di Commercio di Reggio Emilia e quelle di Modena, Caltanissetta e Crotone. La firma del protocollo e’ il primo impegno concreto a livello nazionale del sistema camerale. In questo momento di forte crisi economica e finanziaria – ha concluso – dobbiamo garantire con regole certe e i dovuti controlli nell’assegnazione dei lavori le imprese sane, introducendo in tempi brevissimi procedure piu’ trasparenti possibile”.

26 feb 2010

“Dobbiamo spendere bene i soldi, quei 15 miliardi di euro che sono a disposizione tra Fondi strutturali europei e le risorse del Fas. Come? Un tavolo tra parti sociali, istituzioni e sistema delle imprese seguendo la formula gia’ usata per gli ammortizzatori sociali. La voglia di reagire da parte nostra c’e’. Ma piu’ che interventi straordinari, serve una politica ordinaria e una pubblica amministrazione che funzioni.

Nell’utilizzo dei fondi strutturali europei gli errori del 2000-2006 si stanno ripetendo nel ciclo di programmazione 2007-2013. C’e’ poca determinazione nelle scelte: per esempio e’ bassa la spesa prevista per le infrastrutture necessarie per rendere appetibile il nostro territorio”. Lo ha detto questo pomeriggio l’assessore regionale alle Attivita’ produttive, Marco Venturi, intervenendo alla “Conferenza sullo stato dell’universita’ a Palermo e in Sicilia”, organizzata dall’universita’ del capoluogo presso l’aula magna della facolta’ di Ingegneria.

Secondo Venturi infatti: ” La riprogrammazione dei fondi, prevista per quest’anno, e’ un’occasione da non perdere.

Soprattutto per focalizzare gli obiettivi e programmare interventi che riescano ad evitare la dispersione delle risorse e a realizzare opere che possano migliore la qualita’ del territorio, rendendolo piu’ attrattivo per gli investimenti. Servirebbe una “cabina di regia” Stato-Regione-parti sociali con il compito – ha aggiunto – di selezionare priorita’ condivise e criteri di intervento. Dobbiamo puntare su poche priorita’ e concentrare le risorse su ricerca, innovazione, infrastrutture e competitivita’ e sostenere le reti fra aziende del Sud e del Centro-Nord che hanno interesse a delocalizzare le proprie attivita’. In Sicilia sono poche le aziende che hanno investito in ricerca e innovazione, trovato nuovi prodotti e nuovi mercati”.

“La Regione – ha proseguito Venturi – deve essere capace di sviluppare, insieme alle categorie produttive azioni di accompagnamento, che consentono poi alle imprese di trovare le intese e di raggiungere gli accordi con le strutture di ricerca affinche’ si generino i progetti che poi daranno luogo all’innovazione dell’imprese stesse. Dobbiamo mettere le aziende nelle condizioni di verificare e rilevare le esigenze di innovazione, organizzativa, di processo e di prodotto. In Sicilia abbiamo circa 200 strutture tra dipartimenti universitari, centri di ricerca, centri pubblici e societa’ private. Che tipo di servizi offrono che cosa c’e’ dietro queste strutture?

Qual e’ il personale di cui dispongono, quali attrezzature hanno, che progetti hanno fatto, che know how hanno, insomma, cosa possono mettere in campo per fornire servizi alle imprese? Molte imprese, pur avendo necessita’ di avviare percorsi di ricerca e innovazione, non traducono in veri progetti i loro intenti perche’ man ca la rete di collegamento con le imprese”.

L’assessore ha poi spiegato di avere firmato un decreto grazie al quale “sono state approvate le direttive per l’erogazione, mediante bando pubblico, di contributi in favore del sistema della ricerca in attuazione delle linee di intervento del P.O.-Fers 2007-2013 sulla concessione delle agevolazioni in favore della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione(misure 4.1.1.1; 41.1.2; 4.1.1.3).

Si tratta di direttive – ha proseguito – volte a promuovere, consolidare e potenziare l’apparato produttivo siciliano maggiormente competitivo e di qualita’, stimolando la collaborazione tra sistema della ricerca e le imprese, favorendo la cooperazione e il trasferimento tecnologico, introducendo innovazioni presso le piccole e medie imprese, i consorzi di imprese e i distretti produttivi per innalzare il livello di competitivita’ attraverso l’innovazione tecnologica”.

Le risorse comunitarie disponibili sono pari a 79 milioni e 250 mila euro e possono accedere ai finanziamenti: le imprese; le piccole e medie imprese e le microimprese; gli organismi di ricerca, universita’ e istituti di ricerca, aziende sanitarie, enti pubblici regionali non economici, i soggetti a capitale pubblico regionale. Le grandi imprese sono considerate ammissibili esclusivamente se presenteranno progetti in partenariato con piccole e medie imprese.

26 feb 2010

È stato prorogato al 2 aprile il termine per la presentazione delle richieste di finanziamento in favore delle imprese giovanili, femminili e di nuova costituzione. Lo ha disposto il dirigente generale del dipartimento regionale Attivita’ Produttive, Nicola Vernuccio, di concerto con l’assessore Marco Venturi.

“La proroga – spiega l’assessore Venturi – e’ stata stabilita per concedere ulteriore margine di tempo ai soggetti interessati, al fine di partecipare al bando che mette a disposizione poco piu’ di 53 milioni in favore delle imprese giovanili, femminili e di nuova costituzione”.

Il bando e’ stato pubblicato a dicembre sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana e utilizza le risorse del Po-Fers 2007-2013 (misura 5.1.3), attivando la legge regionale 23/2008 sugli aiuti alle imprese.

I progetti devono prevedere un programma di investimenti che comporti spese non inferiori a 50.000 euro e il valore massimo dell’agevolazione concedibile e’ 1.500.000 euro.

Le imprese ammissibili, micro, piccole o medie devono appartenere ad una delle seguenti categorie: imprese nuove (costituite da non oltre 5 anni e non operanti negli ultimi 3);

imprese giovanili (imprese individuali, societa’ di persone, societa’ di capitali e societa’ cooperative il cui titolare o la cui maggioranza sia formata da giovani che non abbiano ancora compiuto 36 anni);

imprese femminili (imprese individuali, societa’ di persone, capitali e societa’ cooperative il cui titolare o la cui maggioranza sia formata da donne).

Potranno essere finanziati: la realizzazione di un nuovo impianto, l’ampliamento di un impianto produttivo, la rilocalizzazione di impianti produttivi (solo se all’interno di agglomerati industriali o incubatori di imprese), la diversificazione di un impianto produttivo. Per le micro e piccole imprese sono altresi’ ammissibili le spese da sostenere per lo start up ed il primo sviluppo dell’attivita’.

“La procedura di presentazione delle istanze – aggiunge Vernuccio – avverra’ in forma telematica. Occorrera’ compilare un modulo attraverso il portale http://agevolazionimprese.regione.sicilia.it“.

20 feb 2010

“E’ finito il tempo della Regione imprenditrice che si occupa di tutto e male. Occorre privatizzare laddove possibile, stare sul mercato, perche’ ciascuno possa svolgere al meglio quello che sa fare, senza improvvisare”.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Attivita’ produttive, Marco Venturi, intervenendo a Bari al convegno “Il Sud aiuta il Sud” organizzato da Confindustria nel centenario della sua fondazione.

“La legalita’, il rispetto delle regole, la trasparenza e risposte celeri da parte dell’amministrazione – ha aggiunto Venturi, ripercorrendo la sua esperienza diretta in seno al nuovo corso della Confindustria siciliana assieme a Ivan Lo Bello e Antonello Montante che hanno deciso di dire no al pizzo e agli imprenditori collusi – sono gli strumenti necessari, primari, per riaccendere il motore dello sviluppo e della crescita del tessuto produttivo siciliano.

Sburocratizzare ed eliminare quelle sacche di dannosa lentezza amministrativa, in cui sappiamo che la criminalita’ organizzata si annida, e’ il principio da cui dobbiamo partire per rilanciare la Sicilia e per convincere gli imprenditori, italiani e stranieri, che fare impresa in Sicilia non solo e’ possibile ma e’ conveniente”.