Mi spiace che l’ex assessore Venturi e i suoi amici siano usciti fuori dai gangheri quando abbiamo impedito l’ennesima nomina, dopo le tante da lui fatte, di un suo uomo di fiducia, privo dei titoli indispensabili, a commissario dell’Irsap. E mi spiace che egli si sia lasciato andare con parole dense di rancore e di rabbia.
Gli ricordo che è stato il governo di cui ha fatto parte e l’Ars a volere la riforma delle Asi, con l’eliminazione di centinaia di posti di sottogoverno, e non lui, eroe solitario più o meno incompreso e gli ricordo anche che è stato il dominus incontrastato della politica dello sviluppo in Sicilia le cui carenze sono state a me addebitate.
Io non posso che querelarlo per le calunnie e falsità. Non hanno capito, Venturi nè i suoi intimi, che Raffaele Lombardo per le società aeroportuali, per le Irsap, per qualche altra partecipata regionale, non è uomo che cede alle lusinghe, agli allettamenti, alle minacce nè alle intimidazioni dell’ultima ora. E alla magistratura, alla quale mi rivolgo per avere giustizia, fornirò ogni particolare circa l’assoluta legittimità dei nostri comportamenti e i tentati abusi dell’assessore Venturi.
Inoltre, a proposito di affaristi e mafiosi, ricordo all’ex assessore, riportando testualmente il pensiero di un giurista palermitano consultato a proposito della riorganizzazione delle partecipate regionali che “l’antimafiosità non si configura come un merito, ma come la mancanza di un, seppur grave, demerito. E comunque non giustifica un saccheggio a spese dei siciliani”.
E sempre a proposito di affaristi e mafiosi, l’assessore Venturi non avrà dimenticato che il governo del quale ha fatto parte, non per nulla giudicato il peggiore da lui e dai suoi amici, circa i termovalorizzatori e le discariche da un canto e la raccolta differenziata dall’altro; circa la devastazione del paesaggio con l’eolico da un canto e la salvaguardia del territorio dall’altro; circa la costruzione di un rigassificatore nel bel mezzo di una raffineria vetusta da un canto e la tutela della vita e della sicurezza dall’altro, ha scelto, grazie a Raffaele Lombardo – e me ne vanto – contrastando sì concretamente e non a chiacchiere interessi affaristici, tangentizi e mafiosi. Il governo che ho presieduto ha seguito l’unica strada dell’interesse superiore del popolo siciliano.


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