01 mar 2010

“La mafia non deve essere affrontata come un’emergenza, perche’ e’ un dato strutturale, non soltanto della Sicilia, ma dell’intero Paese: e’ una componente di un blocco di potere che controlla alcune zone in modo capillare, si espande ed investe, con la complicita’ di soggetti insospettabili. Per questo serve un nuovo sistema degli appalti che metta nelle condizioni l’impresa di verificare i requisiti progettuali e di gareggiare con cognizione di causa”.

Lo ha detto l’assessore alle Attivita’ produttive della Regione siciliana, Marco Venturi, intervenendo alla firma del protocollo di intesa che da’ il via al I progetto nazionale denominato “Le camere di commercio per le vie della legalita’ e dello sviluppo”.

Firmatarie dell’accordo di legalita’ sono le camere di commercio di Caltanissetta (capofila), Reggio Emilia, Modena e Crotone. La cerimonia si e’ svolta stamattina nella sede della camera di commercio di Reggio Emilia. Erano presenti, tra gli altri, anche l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Emilia Romagna, Duccio Campagnoli, e il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello.

“Quello di oggi – ha detto Venturi – e’ un momento importante perche’ si innesta in un percorso avviato da tempo, quello della legalita’ e del no incondizionato ad ogni tipo di sopruso mafioso, partito dal coraggio degli imprenditori nisseni, fatto proprio da Confindustria Sicilia e poi anche da Confindustria nazionale. Il protocollo tra le quattro camere di commercio individua un iter comune per l’affermazione di una cultura della legalita’ e definisce azioni congiunte contro la criminalita’”.

25 feb 2010

Hanno ragione i vescovi italiani: il cancro della mafia non puo’ piu’ dettare i tempi e i ritmi dell’economia e della politica nel Sud”. Lo afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identita’ siciliana, Gaetano Armao, commentando il documento “Per un Paese solidale” che la Conferenza episcopale italiana dedica al Meridione d’Italia.

“I vescovi – dice Armao – spiegano che per risolvere la questione meridionale e’ necessario superare le inadeguatezze presenti nelle classi dirigenti. Che la mafia, soprattutto nel passato, sia stata un fenomeno di classi dirigenti. Beh, non ci sono dubbi. Oggi, pero’, lo scenario e’ cambiato. A cominciare dalla Sicilia”.

“Certo – osserva l’assessore – la mafia e’ ancora forte. Ma voglio sottolineare la discontinuita’ dell’attuale governo rispetto al passato. Cosi’ come importanti sono le azioni portate avanti dai ragazzi di ‘Addio pizzo’ e le coraggiose prese di posizione di Confindustria Sicilia”.

“Anche lo Stato, pero’ – aggiunge l’assessore – deve fare la propria parte. Sul serio e non a parole. Mi chiedo e chiedo: come mai il recente documento dello Svimez non ha trovato spazio presso la grande stampa nazionale? Forse perche’ si dimostra, numeri alla mano, che negli ultimi anni gli investimenti dello Stato nel Sud sono stati drasticamente ridotti?”.

“La Sicilia, prima di chiedere a Roma il rispetto dei propri diritti, deve avere le carte in regola – ripeteva sempre Piersanti Mattarella – e noi, nella nostra attuale esperienza di governo, stiamo provando, non senza difficolta’, ad operare con le carte in regola. Ma se le risorse stanziate dall’Unione europea per il Sud, che dovrebbero essere aggiuntive rispetto a quelle dello Stato, finiscono per sostituirsi a quelle dello stesso Stato, ebbene, allora c’e’ qualche cosa che non funziona”.

“La mafia si combatte reprimendola – conclude Armao – e si elimina con lo sviluppo. Se, insieme alla repressione del sistema mafioso e all’educazione alla legalita’, non ci preoccupiamo di dare ai giovani del Sud la possibilita’ di trovare lavoro e alle imprese le opportunita’ per operare nel Meridione senza l’oppressione criminale, la mafia riprendera’ fiato. E, come osservano sempre i vescovi, tornera’ a rigenerarsi anche dopo i colpi che lo Stato gli ha inferto”.

09 feb 2010

“Prima che qualche Solone di partito riprenda ancora questa vicenda, voglio far ricordare a chi l’avesse dimenticato che il partito ‘Sicilia Libera’ cui accenna il sottosegretario Micciche’, e’ cosa diversa dal movimento autonomista “Sicilia Libera” cui aderii anche io, e che aveva omologhi e collegati movimenti meridionalisti come ‘Calabria libera’ e ‘Puglia libera’, e che fu avallato anche da alti esponenti dell’allora Movimento sociale.

Ed e’ stata la stessa procura di Catania, che aveva indagato sulla questione, su indicazione dei colleghi di Palermo, ad archiviare la vicenda, stabilendo come si trattasse solo di una semplice omonimia. Ringraziamo comunque quel deputato regionale, per la sicuramente non voluta confusione tra i due movimenti”.

Lo ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo, Nino Strano.

04 feb 2010

munnizza

Ieri il presidente della Regione è stato a Roma, presso la Commissione Ecomafie, che sta svolgendo un approfondimento sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti in Sicilia.

L’organizzazione mafiosa è incontrovertibilmente presente anche in questo settore. Già nel 2007 la Corte dei Conti aveva rilevato l’infiltrazione, strutturale in almeno due ambiti dei quattro in cui era stata divisa la regione per la gestione dei rifiuti con i termovalorizzatori”, ha dichiarato Lombardo.

Ed ha aggiunto: “La questione dei rifiuti è una di quelle che ci ha impegnato di più come dimostrano gli atti finora adottati dal governo che mi onoro di guidare”, sottolineando che “stiamo lavorando a un nuovo piano per la gestione dei rifiuti che non poggerà tutto sui termovalorizzatori, ma anche sulla raccolta differenziata e su una maggiore responsabilizzazione dei sindaci, anche rispetto agli aspetti finanziari”.

Foto di Giuseppe Romano