28 feb 2010

“La mafia non deve essere affrontata come un’emergenza, perche’ e’ un dato strutturale non solo della Sicilia ma dell’intero Paese; e’ una componente di un blocco di potere che controlla alcune zone in modo capillare, si espande ed investe, con la complicita’ di soggetti insospettabili.

Per questo serve piu’ coraggio nel chiedere nuove regole per gli appalti a tutela della sicurezza, del lavoro e della qualita’. Un nuovo sistema degli appalti che metta nelle condizioni l’impresa di verificare i requisiti progettuali e di gareggiare con cognizione di causa”.

Lo ha detto questo pomeriggio a Reggio Emilia l’assessore alle Attivita’ produttive della Regione siciliana, Marco Venturi, intervenendo al convegno dal titolo “Responsabilita’ della societa’ civile e dei soggetti economici nella prevenzione delle infiltrazioni mafiose” che si e’ svolto nell’aula magna dell’Universita’ di Modena e Reggio Emilia.

Il convegno e’ stato organizzato nell’ambito di una tre giorni dal titolo “Da Sud a Nord: un’alleanza per la democrazia”, in occasione della terza edizione della “Marcia nazionale contro la ‘Ndrangheta”, che da quest’anno e’ divenuta “contro tutte le mafie”.

In questo contesto lunedi’ 1 marzo, alle 10, nella sede della Camera di Commercio di Reggio Emilia, le camere di commercio di Caltanissetta, Reggio Emilia, Modena e Crotone, firmeranno un protocollo d’intesa per dare il via al progetto nazionale denominato “Le camere di commercio per le vie della legalita’ e dello sviluppo”. Sara’ presente anche l’assessore allo Sviluppo economico della regione Emilia Romagna, Duccio Campagnoli.

Venturi ha portato la sua testimonianza diretta, oggi a Reggio Emilia, di quanto importanti siano la legalita’ e il rispetto dei diritti per intraprendere una lotta dura, contro la mafia.

“A Caltanissetta nel 2005 e’ partita una rivoluzione copernicana: gli imprenditori contro ogni forma di criminalita’.

Una rivoluzione che ha coinvolto poi tutta Confindustria Sicilia e oggi Confindustria nazionale. Ognuno di noi e’ tenuto a combattere la mafia. Senza il contributo di tutti, ed in primo luogo della scuola e dell’Universita’, questa battaglia non si puo’ vincere.

Giovanni Falcone, invitandoci ad andare avanti, ci esortava a farlo “non piu’ confidando sull’impegno straordinario di pochi ma col doveroso impegno ordinario di tutti, in una battaglia che e’ anzitutto di civilta’ e che puo’ e deve essere vinta”. Se si vuole vincere questa sfida, dobbiamo bandire la parola “emergenza” dal vocabolario della lotta alla mafia. La battaglia deve essere fatta con continuita’, tutti i giorni, senza cedimenti o disattenzioni, con azioni di contrasto e di prevenzione, con misure strutturali e non temporanee”.

Ecco perche’ Venturi e’ presente alla “tre giorni” di Reggio Emilia e reputa fondamentale la firma del protocollo di intesa: “grazie a questo accordo lavoreranno in sinergia contro le infiltrazioni mafiose nei sistemi produttivi locali la Camera di Commercio di Reggio Emilia e quelle di Modena, Caltanissetta e Crotone. La firma del protocollo e’ il primo impegno concreto a livello nazionale del sistema camerale. In questo momento di forte crisi economica e finanziaria – ha concluso – dobbiamo garantire con regole certe e i dovuti controlli nell’assegnazione dei lavori le imprese sane, introducendo in tempi brevissimi procedure piu’ trasparenti possibile”.

25 feb 2010

Hanno ragione i vescovi italiani: il cancro della mafia non puo’ piu’ dettare i tempi e i ritmi dell’economia e della politica nel Sud”. Lo afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identita’ siciliana, Gaetano Armao, commentando il documento “Per un Paese solidale” che la Conferenza episcopale italiana dedica al Meridione d’Italia.

“I vescovi – dice Armao – spiegano che per risolvere la questione meridionale e’ necessario superare le inadeguatezze presenti nelle classi dirigenti. Che la mafia, soprattutto nel passato, sia stata un fenomeno di classi dirigenti. Beh, non ci sono dubbi. Oggi, pero’, lo scenario e’ cambiato. A cominciare dalla Sicilia”.

“Certo – osserva l’assessore – la mafia e’ ancora forte. Ma voglio sottolineare la discontinuita’ dell’attuale governo rispetto al passato. Cosi’ come importanti sono le azioni portate avanti dai ragazzi di ‘Addio pizzo’ e le coraggiose prese di posizione di Confindustria Sicilia”.

“Anche lo Stato, pero’ – aggiunge l’assessore – deve fare la propria parte. Sul serio e non a parole. Mi chiedo e chiedo: come mai il recente documento dello Svimez non ha trovato spazio presso la grande stampa nazionale? Forse perche’ si dimostra, numeri alla mano, che negli ultimi anni gli investimenti dello Stato nel Sud sono stati drasticamente ridotti?”.

“La Sicilia, prima di chiedere a Roma il rispetto dei propri diritti, deve avere le carte in regola – ripeteva sempre Piersanti Mattarella – e noi, nella nostra attuale esperienza di governo, stiamo provando, non senza difficolta’, ad operare con le carte in regola. Ma se le risorse stanziate dall’Unione europea per il Sud, che dovrebbero essere aggiuntive rispetto a quelle dello Stato, finiscono per sostituirsi a quelle dello stesso Stato, ebbene, allora c’e’ qualche cosa che non funziona”.

“La mafia si combatte reprimendola – conclude Armao – e si elimina con lo sviluppo. Se, insieme alla repressione del sistema mafioso e all’educazione alla legalita’, non ci preoccupiamo di dare ai giovani del Sud la possibilita’ di trovare lavoro e alle imprese le opportunita’ per operare nel Meridione senza l’oppressione criminale, la mafia riprendera’ fiato. E, come osservano sempre i vescovi, tornera’ a rigenerarsi anche dopo i colpi che lo Stato gli ha inferto”.

21 feb 2010
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TgWeb 19 febbraio 2010. Ecco il servizio dedicato all’Ufficio della Legalità, la cui direzione è stata affidata ad Emanuela Giuliano, figlia di Boris, assassinato dalla mafia nel 1979.

09 feb 2010

“Con la nascita dell”Ufficio per la legalita’” il Governo regionale pone un’altra pietra miliare nel percorso di contrasto alla mafia perche’ in tal modo rivendica l’utilizzo dei beni confiscati e in ogni caso l’uso dei proventi a favore della Sicilia”. Cosi’ ha commentato il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, la delibera con la quale la giunta di Governo ha costituito la notte scorsa questo ufficio, che sara’ posto alle dirette dipendenze dell’assessorato regionale per l’Economia.

“E’ la prima iniziativa – dice Lombardo – che il Governo siciliano pone in essere dopo l’audizione di due settimane fa in Commissione antimafia del Senato ove avevamo assunto l’impegno a porre sotto un’unico ufficio ogni attivita’ di contrasto alla criminalita’ mafiosa. E’ anche una concretizzazione della preziosa opera svolta dalla commissione regionale presieduta dall’ex procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna per la predisposizione di un codice etico anti infiltrazione nelle pubbliche amministrazioni della Regione”.

L’ufficio svolgera’ una pluralita’ di funzioni che spaziano dalla formazione, volta ad accrescere e diffondere la cultura della legalita’ e della democrazia, sostenendo le associazioni che operano contro il raket delle estorsioni; al sostegno alle vittime della mafia, attraverso interventi economici per i familiari delle vittime e di indennizzo per i danni provocati da attentati. Sono previsti aiuti anche per i commercianti vittime di estorsioni, con interventi per la sicurezza e la video sorveglianza. Specifica attenzione sara’ rivolta ai provvedimenti per sollecitare le vittime a costituirsi parte civile. E’ prevista anche l’attivazione di un collegamento con le Prefetture e con l’Agenzia del demanio.

“Le numerose attivita’ previste – spiega l’assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, – sono state fino ad ora in capo a diversi assessorati. Potremo da oggi coordinare una pluralita’ di iniziative garantendo una maggiore efficacia alla nostra azione”.

“La direzione dell’ufficio – illustra l’assessore regionale all’energia, Pier Carmelo Russo, – e’ stata affidata ad Emanuela Giuliano, figlia del capo della squadra mobile Boris Giuliano, assassinato dalla mafia 31 anni fa, che si avvarra’ di tre funzionari direttivi e di due istruttori della Regione. Avra’ durata di un anno, prorogabile a due”.

“Questa struttura, – ha concluso Lombardo – e’ strategica perche’ avra’ il compito di coordinare e dare attuazione agli indirizzi programmatici dettati dal governo della Regione ed e’ l’ennesimo atto amministrativo varato dall’attuale Giunta nella direzione della legalita’ e del concreto contrasto alla mafia. Con l’istituzione di questo ufficio, che si raccordera’ con l’Assemblea regionale, che ha gia’ varato un’importante e innovativa legge antimafia, abbiamo mantenuto l’impegno assunto con la Commissione parlamentare e la scelta di affidarne la direzione all’avvocato Emanuela Giuliano, non e’ priva di significato”.

09 feb 2010
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Fiat di Termini Imerese: Raffaele Lombardo ha messo i puntini sulle i. La casa automobilistica, infatti, “cincischia“, “usa termini degni della migliore diplomazia“, mentre la Regione ha dimostrato di essere disponibile alla risoluzione positiva della vicenda. 350 milioni, infatti, sono pronti per la ricerca e per le infrastrutture.

Ci si augura che la Fiat cambi idea, decidendo di restare, ma Lombardo ha precisato che al suo posto non ci sarà l’Ikea o chi per lei, perché in Sicilia “la grande distribuzione non manca, arrecando danno al piccolo commercio e alla produzione“.

Insomma, o Fiat o un’altra industria automobilistica, in cui possano continuare ad esprimere la propria professionalità gli operai che lavorano a Termini.

Ma non finisce qui, perché la Regione sta agendo su altri fronti, che riguardano la semplificazione burocratica e la legge sui rifiuti, “organica, apprezzabile, sulla quale crediamo di trovare ampio o unanime consenso”.

Degno di nota, infine, è l’istituzione dell’ufficio per la legalità, la cui direzione è stata affidata ad Emanuela Giuliano, figlia di Boris, assassinato dalla mafia nel 1979. “Si tratta di un dirigente di ottimo livello, a capo di un ufficio che interverrà anche sui beni confiscati, garantendone un uso produttivo e sociale” e soprattutto siciliano.

05 feb 2010

Il vicepresidente della Regione siciliana con delega all’Economia, Michele Cimino, si compiace per la nomina del prefetto Alberto Di Pace, ex Commissario dello Stato in Sicilia, alla direzione dell’Agenzia per la gestione dei beni confiscati alla criminalita’ organizzata.

“La nascita della nuova Agenzia consentirà – afferma Cimino – di aggredire mafia, ‘ndragheta e camorra nella parte vitale delle organizzazioni criminali. Aver chiamato Di Pace alla guida di questo delicato organismo significa togliere i beni sequestrati ai malavitosi per inserirli nel circuito della legalità”.

05 feb 2010

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Il prefetto Alberto Di Pace (nella foto), ex Commissario dello Stato in Sicilia, è stato nominato alla direzione dell’Agenzia per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Apprezzamento da parte di Raffaele Lombardo:

“Di Pace, che ha maturato gran parte della sua carriera nelle realtà difficili del meridione d’Italia e della Sicilia, dove ancora le istituzioni combattono quotidianamente per contrastare i tentativi di infiltrazione della mafia in ogni aspetto del vivere civile, saprà rendere la neonata Agenzia uno strumento efficace nella strategia che porterà a sconfiggere la criminalità organizzata.

Colpire le mafie negli interessi economici significa privarle di gran parte della loro forza di condizionamento; riuscire a reinserire i beni sequestrati nel circuito legale dell’economia, in maniera trasparente e rapida, significa dare maggiore visibilità all’impegno profuso ogni giorno da forze dell’ordine, magistrati e società civile’‘.

28 gen 2010

“L’aggressione ai patrimoni mafiosi. È questa la strada maestra nel contrasto a Cosa Nostra”.

Lo dice il Presidente della Regione Raffaele Lombardo commentando l’operazione con la quale oggi il GICO della Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro preventivo un patrimonio di 550 milioni di euro riconducibile ad un imprenditore agrigentino condannato per associazione mafiosa.

“Alla Guardia di Finanza va il pieno apprezzamento della Regione siciliana per l’importante lavoro svolto” aggiunge Lombardo che prosegue: “È questa utile occasione per ribadire la posizione della Sicilia riguardo la gestione dei beni confiscati alla mafia. Si tratta di patrimoni che vanno amministrati nell’interesse del territorio in cui insistono, allo scopo di far crescere la coesione sociale e l’economia di quelle regioni che da Cosa Nostra subiscono il maggior danno sia al tessuto imprenditoriale, economico e produttivo che all’immagine”.

27 gen 2010

“Sono passati trentun’anni dalla morte del giornalista Francese, tra i primi a intercettare e, soprattutto, scrivere con coraggiose inchieste sul Giornale di Sicilia dell’intreccio tra criminalità organizzata e mondo imprenditoriale, denunciando con puntuali dettagli non solo le strategie ma anche le divisioni interne di allora dei corleonesi di Cosa nostra. Il suo ricordo deve servire a capire il valore dell’informazione veramente libera e indipendente nella vita di una qualsiasi democrazia”. Così il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha voluto commemorare il giornalista Mario Francese, nel giorno del suo assassinio.

“In questo delicatissimo momento storico di cambiamento e di lotta alla mafia – ha aggiunto il presidente – il lavoro di Mario Francese testimonia quanto l’impegno di tutta la società civile, insieme alle istituzioni, sia in grado di mettere in crisi la compagine mafiosa, i loro loschi affari e i loro orrendi crimini”.

27 gen 2010

“Voglio dare il mio personale benvenuto a chi oggi entra nei ranghi dell’amministrazione regionale, forte di un passato dalla schiena dritta e dopo avere pagato un tributo altissimo e doloroso per la legalità e il contrasto alla mafia”. Lo afferma Titti Bufardeci, che plaude così al provvedimento siglato dal dipartimento funzione pubblica e del personale, con la ratifica dell’assunzione di sei familiari di vittime di mafia.

“Non vorrei fare torto a nessuno – continua Bufardeci – ma sento di dover esprimere un particolare augurio di buon lavoro ai siracusani Francesco Coletta e Luigi Zuppardo. Condivido in pieno le dichiarazioni dell’assessore Caterina Chinnici e aggiungo semplicemente che questo atto è l’ennesima dimostrazione di come questo governo voglia caratterizzarsi per le sue scelte di rinnovamento, legalità e trasparenza. Fattori determinanti per una buona amministrazione e per sradicare il fenomeno mafioso. Questo provvedimento di oggi, assume un significato maggiore poiché avviene in occasione dell’anniversario dell’omicidio di Mario Francese, un grande e coraggioso cronista, il primo a comprendere l’evoluzione del fenomeno mafioso e le sue ramificazioni nel mondo degli appalti”.