22 lug 2010

“Nel 31° anniversario del sacrificio di Boris Giuliano, la sua figura di eroe libero e’ sempre un simbolo per tutti i siciliani onesti che credono nel riscatto e nell’affrancamento della Sicilia dalla piaga di Cosa Nostra”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ricordando il coraggioso capo della squadra mobile di Palermo, brutalmente ucciso dalla mafia il 21 luglio del 1979.

“Con grande fiuto investigativo – prosegue Lombardo – fu il primo a cogliere la trasformazione di Cosa Nostra e ad utilizzare innovativi metodi investigativi per contrastarla, in un periodo in cui anche solo parlare di mafia era impensabile. Grazie al suo impegno ed alla sua intelligenza si e’ aperta una nuova stagione investigativa che ha consentito di raggiungere straordinari risultati nella lotta alla mafia”.

05 lug 2010

“Identificare i patrimoni illeciti ed i canali del riciclaggio del denaro sporco, e’ la strada maestra per liberare l’economia siciliana dai fattori di inquinamento che la strangolano”.

Lo dice il Presidente della Regione Raffaele Lombardo commentando l’odierna operazione della Guardia di Finanza a Palermo.

“Alle Fiamme Gialle – prosegue Lombardo – come a tutte le altre forze dell’ordine impegnate nel contrasto ad ogni tipo di criminalita’, va il nostro costante ringraziamento per l’attivita’ svolta nell’interesse della comunita’ siciliana composta, per la stragrande maggioranza, da gente onesta che vuole far crescere la propria terra”.

“Proprio la parte sana e produttiva del tessuto economico siciliano sappia di poter sempre contare sulla Regione siciliana, impegnata in ogni sorta di attivita’ finalizzata a promuoverne lo sviluppo”.

03 giu 2010
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In merito all’emendamento sulle intercettazioni che stabilisce di opporre il Segreto di Stato per le comunicazioni degli “007″, commentando le dichiarazioni di Fabio Granata, vicepresidente della Commissione Antimafia, Raffaele Lombardo ha dichiarato:

“Mi sembrerebbe assurdo che ci fosse il Segreto di Stato opposto alla conoscenza di elementi che possano servire a capire e a sapere chi ha organizzato le stragi e chi ha fatto uccidere Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

È un’indecenza che ci sia qualunque segreto, una vergogna. Che si scopra chiunque sia stato, affinché venga giustamente perseguito; che si arrivi una volta per tutte alla verità, da cui ne ricaveremmo un vantaggio che gioverebbe moltissimo al nostro Paese, soprattutto ai siciliani e a quanti venerano le figure di uomini come i due giudici uccisi dalla mafia”.

24 mag 2010

Ci sono diversi aspetti sensibili da considerare riguardo al Ddl sulle intercettazioni in discussione in questi giorni in Parlamento: il primo attiene alla questione legata alle indagini e al ruolo della magistratura e il secondo tocca nel profondo il concetto stesso di democrazia sostanziale.

Non posso che essere d’accordo con gli allarmi preoccupati, e preoccupanti, lanciati da quei magistrati che si occupano di indagini legate alla mafia e che vedono il rischio cui andrebbe incontro il loro ruolo di corpo autonomo e indipendente volto all’accertamento della verità se il Ddl dovesse essere approvato. Hanno usato parole forti su cui tutti avremmo il dovere morale di riflettere attentamente.

Anche sull’altro aspetto della questione, la democrazia e il ruolo di controllo della pubblica opinione e della società civile che passa necessariamente attraverso la conoscenza e l’informazione, non si possono sottovalutare i rischi che la legge in discussione comporta.

Certo, bisogna fare attenzione: non tutte le intercettazioni possono e devono essere pubblicate. La tutela della vita privata di persone non coinvolte in indagini deve essere sacra. Così come deve essere chiaro che le fughe di notizie pilotate a fini politici sono una iattura per la democrazia e la convivenza di un paese civile.

Chi abbia a cuore l’accertamento della verità e chiunque attribuisca un valore fondamentale alla democrazia e al ruolo di controllo dell’opinione pubblica su di essa non può che battersi affinché le norme in discussione siano modificate e opportunamente corrette.

E’ in gioco il nostro vivere civile.

23 mag 2010

L’estremo sacrificio di Falcone, della moglie e degli uomini della sua scorta, resterà per sempre impresso nella memoria dei siciliani. Falcone pagò con la vita la lotta all’organizzazione criminale di cui aveva intuito l’infida capacità ad insinuarsi e a contaminare la società civile”.

Questo è il commento del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ricordando la strage in cui morì Giovanni Falcone.

“A distanza di 18 anni dal quel terribile giorno”, ha aggiunto Lombardo, “che segnò la storia della nostra terra, possiamo affermare che quelle morti non furono vane perché la Sicilia comincia a raccogliere i frutti di quel sacrificio e del lungo e faticoso lavoro che ne è seguito.

È possibile salutare oggi una nuova stagione di legalità, nella quale i continui e pesanti colpi inferti alla criminalità organizzata, la ribellione dell’imprenditoria dall’abbraccio soffocante del racket, mostrano a tutti il risveglio della società siciliana e la possibilità di sconfiggere la mafia”.

18 mag 2010

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha espresso, anche a nome della giunta di governo, il plauso alle forze dell’ordine per le operazioni che oggi a Enna e a Palermo hanno consentito di infliggere nuovi, duri, colpi alla criminalita’ organizzata.

In particolare, sugli arresti di Enna, il presidente Lombardo ha espresso l’auspicio che sia fatta piena luce sulla vicenda, preannunciando che sono gia’ stati avviati gli accertamenti necessari a tutelare l’Amministrazione regionale rispetto a ogni eventuale comportamento illecito delle persone coinvolte nell’indagine.

28 apr 2010

Chi di mestiere fa “l’intellettuale”, nonostante tutta la responsabilità che il ruolo comporta, ha la possibilità e la libertà, a volte anche il dovere, di “spararle grosse” sperando di smuovere le acque e di movimentare il dibattito e la discussione. Ottima e lodevole missione.

Chi invece di mestiere fa l’amministratore, a qualsiasi livello, ha il dovere morale e giuridico di agire, di prendere decisioni, di fare fatti concreti, di scegliere una strada o un’altra nel panorama di possibilità che ha di fronte e con cui si deve misurare. E su questi atti concreti deve essere giudicato, non sulle presunte intenzioni o, peggio, sulle professioni di fede.

Solo per fare qualche esempio, ma tanti altri ne avrei da citare, potrei ricordare la riforma della gestione dei rifiuti, il più grande affare del passato in Sicilia, oppure la riforma sanitaria o la riforma dei dipartimenti regionali.

Sono queste le cose su cui dovrei essere chiamato a rispondere. Non certo sulla semplicistica ironia di una “antimafietta portatile” che lascia solo il tempo che trova. Non ho bisogno di nascondermi dietro le spalle di questo o quell’assessore nè all’ombra di questo o quel deputato nazionale perché i fatti concreti parlano per me.

Quanto alle recentissime polemiche sollevate dalla signora Alfano su una mia presunta azione di generico malcostume in cui avrei addirittura approfittato del mio ruolo per far ritardare una funzione religiosa sarebbe troppo semplice abbandonarmi anch’io alla facile ironia richiamando la vicenda dei suoi viaggi in jet privati addossati alla comunità. Ma ritengo non ne valga la pena.

Che ognuno faccia il proprio mestiere e che ciascuno si assuma le proprie responsabilità: il giornalista per quello che scrive, l’amministratore o il presidente della regione per quello che fa.

13 apr 2010

“L’On Sonia Alfano dimentica che l’Assemblea regionale siciliana ha gia’ approvato una legge che rende automatica ed obbligatoria la costituzione di parte civile della Regione nei processi di mafia per fatti verificatisi sul proprio territorio”.

Lo dice il Presidente della Regione Raffaele Lombardo rispondendo alle dichiarazioni dell’europarlamentare di Italia dei Valori.

“Si tratta di una delle disposizioni della legge regionale antimafia che ho citato nel corso del mio intervento in aula; piu’ precisamente dell’articolo 4 della legge 15 del 20 novembre 2008 che non a caso riguarda ‘misure di contrasto alla criminalita’ organizzata’”.