20 nov 2011

“Il rilascio del peschereccio mazarese Twenty Two e’ una buona notizia. Adesso attendiamo che i marittimi facciano ritorno in Sicilia per essere riabbracciati dai loro familiari. Al Governo nazionale e al neo ministro degli Esteri va comunque il nostro ringraziamento per l’immediato e costante impegno diplomatico con e’ stata seguita questa vicenda”.

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, commentando il rilascio da parte delle autorita’ libiche del peschereccio mazarese Twenty Two.

18 nov 2011

“Sono in costante contatto con l’unita’ di crisi del ministero degli Esteri attraverso il quale sto seguendo, in prima persona, la vicenda del peschereccio mazarese Twenty two e del suo equipaggio. Esprimo la mia solidarieta’, a nome dell’intera giunta, ai marittimi coinvolti, per i quali abbiamo chiesto l’immediato rilascio. Il Governo della Regione Siciliana e’ inoltre vicino alle famiglie dei pescatori bloccati nel Golfo della Sirte e confida nell’intervento immediato del Governo Italiano e del neo ministro degli Esteri per una immediata e positiva risoluzione della vicenda”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, in seguito al “fermo” del peschereccio mazarese Twenty Two da parte di una motovedetta libica.

06 ott 2011

C’e’ anche un bambino di 7 anni tra i 19 libici feriti arrivati ieri sera, alle 20, a Punta Raisi, a bordo dell’aereo dell’Aeronautica militare italiana che, in mattinata, aveva portato in Libia sette tonnellate e mezzo di generi alimentari, medicinali e un’ambulanza. I feriti saranno curati negli ospedali Civico, Villa Sofia e Cervello del capoluogo.

Nell’iniziativa umanitaria coordinata dal dipartimento degli Interventi extraregionali della Regione siciliana, con la collaborazione dei Ministeri degli Affari esteri e della Difesa, sono stati coinvolti gli assessorati alle Risorse agricole e alla Salute, la Protezione civile e il Distretto della Pesca. I generi alimentari sono stati offerti dal Banco delle opere di Carita’ di Bagheria, dalla Prolat e dalla Cooperativa del latte di Ragusa e dalla Tomasello di Palermo, individuate e contattate dall’assessorato alle Risorse agricole e alimentari. L’ambulanza e’ stata donata dall’azienda ospedaliera Vittorio Emanuele di Catania all’assessorato alla Salute che l’ha messa a disposizione per la Libia, insieme con i medicinali.

Gli aiuti sono stati consegnati dalla delegazione siciliana, guidata da Giovanni Tumbiolo, consulente per le relazioni internazionali dell’assessorato alle Risorse agricole e alimentari, al governatore di Tripoli, Abu Jair. Ad accogliere l’aereo all’aeroporto di Tripoli erano presenti anche il nuovo ambasciatore d’Italia, Giuseppe Buccino Grimaldi e il capo militare della regione, Shalgam che ha messo in contatto telefonico Tumbiolo con Mahmud Jibril, capo del governo provvisorio del Consiglio nazionale di transizione libico. “Jibril – dice Tumbiolo – ha voluto ringraziare il presidente Lombardo per il gesto di solidarieta’ compiuto dalla Sicilia nei confronti del popolo libico che si sente molto vicino ai siciliani. Ha invitato il presidente della Regione a Tripoli e ha espresso il desiderio di compiere una visita in Sicilia, non appena le condizioni lo permetteranno”.

In aeroporto, a Tripoli, era presente anche Ezzedine Franca, coordinatore del sistema sanitario della Libia, che, dice ancora Tumbiolo, “ha invitato in Libia l’assessore della Salute, Massimo Russo, per avviare forme di collaborazione tra i sistemi sanitari della Libia e della Sicilia”.

05 ott 2011

E’ partito alle 12, dall’aeroporto palermitano di Punta Raisi, un aereo dell’Aeronautica militare italiana che sta portando in Libia un carico di aiuti umanitari destinati alla popolazione. L’arrivo a Tripoli e’ previsto intorno alle 13.

Sette tonnellate e mezzo di generi alimentari. Il carico contiene pasta, riso, latte, farina, fette biscottate e, ancora, un’ambulanza donata dall’azienda ospedaliera Vittorio Emanuele di Catania all’assessorato alla Salute che l’ha messa a disposizione per la Libia, insieme con svariati medicinali: farmaci d’urgenza, antidolorifici, antinfiammatori e antibiotici.

“Un sostegno concreto per i cittadini libici, coinvolti nella sanguinosa guerra civile che sta sconvolgendo il Paese nordafricano – dice il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo-, che non si esaurisce nel tempo e che contribuira’ a dare loro un qualche sollievo. Un atto di solidarieta’, verso un popolo protagonista di una svolta storica ed epocale, promosso dalla Regione e realizzato anche grazie alla sensibilita’ delle aziende contattate. Non potevamo esimerci dall’aiutare uno dei Paesi piu’ importanti di quell’area e a noi piu’ vicini. Il rapporto che lega la Libia alla Sicilia, la loro storia e la loro economia, va salvaguardato e, anzi, rafforzato nel nome di quella grande patria comune che si chiama Mediterraneo”.

Al rientro in Italia, nel pomeriggio, il velivolo trasportera’ 19 libici feriti perche’ siano curati in alcuni ospedali siciliani.

Nell’iniziativa umanitaria promossa dalla Regione siciliana, con la collaborazione dei Ministeri degli Affari esteri e della Difesa, sono stati coinvolti gli assessorati alle Risorse agricole e alla Salute, la Protezione civile, il Distretto della Pesca e il Dipartimento regionale degli Affari extraregionali. I generi alimentari, complessivamente venti pedane, sono stati offerti dal Banco delle opere di Carita’ di Bagheria, dalla Prolat, dalla Cooperativa del latte di Ragusa e dalla Tomasello di Palermo, individuate e contattate dall’assessorato alle Risorse agricole e alimentari.

“I rapporti tra la Sicilia e la Libia – dice l’assessore alle Risorse agricole e alimentari, Elio D’Antrassi – sono sempre stati intensi, e non si sono interrotti nemmeno durante il periodo del conflitto che ha investito quel Paese. In particolare, sono stati avviati, negli ultimi anni, progetti di cooperazione nei settori dell’agricoltura e della pesca”.

Ad accogliere la missione umanitaria siciliana sara’ il governatore di Tripoli, Abu Jair. Il rientro a Palermo e’ previsto alle 17, con lo sbarco dei feriti libici.

27 lug 2011

Domani pomeriggio, alle 17, intendo essere presente all’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo per accogliere i 19 feriti del fronte anti-Gheddafi reduci dal conflitto in corso in Libia che saranno curati nei nostri ospedali. Un segnale concreto dell’impegno della nostra isola e della solidarietà dei nostri concittadini nei confronti di un popolo che sta soffrendo le conseguenze di una guerra per l’affermazione del proprio diritto alla vita e alla libertà.

Immediatamente dopo parteciperò all’incontro “La politica èvviva organizzato, a partire dalle 17,30, all’Astoria Palace Hotel di Palermo dall’onorevele Francesco Musotto, insieme ai consiglieri Vincenzo Briganò, Leonardo D’Arrigo, Fabio Ferranti, Filippo Fraccone, Giovanni Geloso, Francesco Miceli, Sandro Oliveri, Mimmo Russo e Giovanni Salerno.

Arriverò con qualche minuto di ritardo, ma intendo esserci, a questo evento che, sono certo, costituirà un importante momento di confronto, aperto e franco, sul ruolo della politica e sull’impegno di ciascuno di noi per la causa dell’Autonomia e dello sviluppo della Sicilia.

22 mar 2011

L’emergenza Lampedusa ci ha visto partecipi oggi a un incontro promosso dal ministro Maroni con tutte le regioni.

Si prevedono 50mila profughi piuttosto che i 15mila che sono transitati. Ma quei 15mila che sono arrivati sono passati da Lampedusa e quindi lì è una emergenza nell’emergenza che non può essere affrontata con la tendopoli, alla quale abbiamo detto di no, così come ha detto di no il sindaco, l‘amministrazione e la cittadinanza di Lampedusa a cui esprimiamo la nostra vicinanza e disponibilità. Lo abbiamo fatto con un contributo straordinario che abbiamo concesso 15 giorni fa, lo facciamo momento per momento dicendo al governo che così Lampedusa scoppierà e che non si risolve il problema con una tendopoli perché questa ne potrà ospitare, anziché i mille del centro di accoglienza, al massimo 5000. E dopo?

Allora tanto vale, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, fare una sorta di cordone di grandi navi militari o civili che ospitino quest’onda di immigrati per poi imbarcarli sugli aerei, purché si sappia dove portarli.

Abbiamo la sensazione che il governo non sia attrezzato a fronteggiare questo esodo e non vorrei che stia pensando che, intanto, restino tutti a Lampedusa: l’isola è già in ginocchio, la gente non può andare a pescare, il turismo è finito né ci sono altre attività. Non vorrei che la gente fosse costretta a lasciare un’isola che non ha perso popolazione solo perché è gente tenace che fa il proprio mestiere e che vive del proprio lavoro.

Oltre che Lampedusa questa emergenza rischia di compromettere seriamente anche la situazione economica circostante Birgi. Lì c’è un’area che è cresciuta intorno all’aeroporto e che fa registrare circa un milione e ottocentomila arrivi annui, risultato frutto di scelte intelligenti della Provincia e dei Comuni. Noi abbiamo interesse a che questo tipo di sviluppo non muoia e non si interrompa. Usarlo soltanto come aeroporto militare, addirittura come punta avanzata rispetto alla Libia per le missioni su quel paese è impensabile.

Birgi chiuso al traffico civile e dedicato soltanto al traffico militare vuol dire che la gente disdirà le prenotazioni fatte, che i passeggeri si ridurrano al lumicino, che la stagione turistica salta e una volta che si cambia destinazione piuttosto che andare a Trapani si andrà a Corfù, a Cipro o a San Pietroburgo e per ricostruire quei livelli di numero di passeggeri e di sviluppo turistico ci vorranno altri dieci anni.

Diverso è il caso di Sigonella. Quella è una base militare che dista cinque minuti da Birgi e credo che, se proprio si deve scegliere, sarebbe preferibile usare quella e restituire Birgi al traffico civile.

09 mar 2011
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Dovunque nel mondo i lavori più umili li hanno fatti i siciliani come oggi li fanno i tunisini. Come potremmo essere inospitali o barbari con loro e respingerli? Dobbiamo però aiutarli nella loro terra e fare lì quello che non è stato fatto in Sicilia e nel sud dallo stato unitario. Aiutiamoli a vivere dignitosamente a casa loro.
Li si deve aiutare con un’agricoltura moderna, e forse possiamo anche guadagnarci, perché se si incentiva l’impresa agricola tunisina possibilmente l’Italia e la Sicilia possono avere un ruolo guida.
Se non si interviene tempestivamente è inevitabile che gente disperata, per sfuggire ai dittatori e per cercare da mangiare per vivere, proverà ad approdare in Europa. E il punto avanzato dell’Europa siamo noi.
Dovremmo svincolarci dall’apatia e dall’indifferenza dell’Europa per il Mediterraneo e fare fino in fondo la nostra parte.

25 feb 2011

Immigrati: l’Europa ci deve aiutare

scritto da Raffaele Lombardo 12 commenti
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La mia esperienza da parlamentare europeo è che, in situazioni di quel tipo, le comunicazioni sono estremamente complesse e problematiche. Non escludo che ci siano siciliani o italiani che lavorano in Libia, credo che siamo il più grosso partner della Libia e quindi è naturale che lì ci siano lavoratori italiani.

Quello che abbiamo sentito è inaudito, crudele e intollerabile.

Non si può stare ad aspettare una ondata di immigrazione come quella di cui si discute. L’Europa deve intervenire subito con uomini e mezzi per assistere lì questa popolazione, per difenderla dai massacri e per assicurare loro condizioni di vita dignitose.

Nessun popolo è ospitale come il nostro avendo sperimentato le difficoltà dell’emigrazione. Da noi lavorano nordafricani nel settore della pesca o dell’agricoltura. Ma qui si tratta di milioni di persone. E’ bene che si intervenga prevenendo.

Ne parleremo anche con il ministro Maroni lunedì a Catania. Apriamo gli occhi e muoviamoci subito, noi siamo pronti a fare la nostra parte, per quelli che sono i nostri mezzi. Intendiamo muoverci nel contesto della politica nazionale assicurando la massima disponibilità che, mi auguro, venga anche da tutte le altre regioni.

Ci vuole solidarietà, intelligenza e capacità di prevenire questo fenomeno. Lo sollecito anche attraverso un invito che ho fatto a riunire il Consiglio dei ministri con il presidente della Regione siciliana, regione di frontiera, insieme alle altre regioni, perché si adottino misure immediate che dopo potrebbero non avere effetto perché in ritardo.