28 ago 2011

“Non c’e’ dubbio che, sul fronte della lotta alla mafia e del contrasto al racket delle estorsioni, lo scenario sia cambiato. Lo dobbiamo a Libero Grassi, che ha anticipato nel 1991 tutto quello che oggi si cerca costantemente di combattere: il silenzio degli imprenditori che non denunciavano per paura delle estorsioni”.

Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ricordando la figura di Libero Grassi, alla vigilia del ventesimo anniversario della sua uccisione da parte della mafia.

“Dalla sua forza morale e dal sacrificio della sua vita – ha aggiunto Lombardo – e’ nata una sensibilita’ e un bisogno profondo di legalita’ nel mondo imprenditoriale e in tutta la societa’ civile. A venti anni dal quel tragico 29 agosto, il clima infatti e’ cambiato, commercianti e imprenditori denunciano, le istituzioni fanno la loro parte, e interventi concreti arrivano dalle associazioni antiracket che nel frattempo si sono organizzate, anche nel nome e sull’esempio di Libero Grassi”.

“La mia solidarieta’ – ha concluso il presidente della Regione siciliana – va anche a Pina Maisano, vedova di Libero Grassi, che tutt’ora, con le sue preziose parole, continua la sua lotta per dare forza e coraggio soprattutto a quei giovani imprenditori che hanno intrapreso la difficile strada del cambiamento”

29 ago 2010

“Libero Grassi ebbe il coraggio di opporsi al racket rifiutandone il ricatto e per questo pagando con la propria vita”, lo dice il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, in occasione del diciannovesimo anniversario dell’uccisione ad opera della mafia dell’imprenditore Libero Grassi.

“La sua lucida determinazione nell’opporsi alle intimidazioni subite rappresenta ancora oggi un monito e un esempio da seguire nella lotta contro i tentacoli delle organizzazioni criminali. Il suo consapevole sacrificio, al quale si aggiunge quotidianamente l’impegno delle forze dell’ordine, della magistratura e di tutte le istituzioni – conclude Lombardo – puo’ essere onorato, ogni giorno di piu’, grazie anche alla rinnovata coscienza civile e di tutta la societa’ che vede via via piu’ vicina la liberazione dalla mafia”.

29 ago 2010

“Libero Grassi fu assassinato perche’ era solo. Dopo le sue denunce, isolate e coraggiose contro il racket del pizzo, i primi ad abbandonarlo furono gli stessi imprenditori. La Confindustria di Palermo di quegli anni assunse una posizione disdicevole, lasciando solo Grassi. E lo sappiamo, nelle strategie di cosa nostra, l’isolamento e’ l’anticamera della morte”.

Lo dichiara l’assessore regionale alle Attivita’ Produttive, Marco Venturi, che oggi ha deposto una corona di fiori, su delega del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, in via Alfieri a Palermo, nel luogo in cui 19 anni fa i killer di cosa nostra uccisero l’imprenditore palermitano che aveva deciso di non pagare il pizzo, denunciare i suoi estorsori, invitando inoltre i suoi colleghi a fare lo stesso.

L’assessore Venturi, imprenditore e protagonista, assieme a Ivan Lo Bello e Antonello Montante, del nuovo corso intrapreso da Confidustria Sicilia, sostiene che “tuttavia il sacrificio di uomini coraggiosi, veri e propri eroi, come Libero Grassi, ha contribuito al risveglio dei siciliani e alla formazione di una nuova coscienza sociale. Un grosso contributo e’ stato dato, oltre che da magistratura e forze dell’ordine, anche dall’azione spontanea dei commercianti e degli imprenditori che resistono alla violenza mafiosa facendo rete. Le associazioni antiracket sono ormai una realta’ preziosa che andrebbe sempre piu’ aiutata, mentre chi paga il pizzo deve sapere di avere una seria alternativa nella denuncia. E’ importante, per rendere onore al sacrificio di chi e’ morto per difendere un ideale, contribuire – conclude Venturi – ognuno nel proprio piccolo, denunciando ogni sopruso, malversazione, sopraffazione, atto di prepotenza, richiesta di pizzo o tangenti. Solo cosi’ sconfiggere mo la mafia e potremo regalare ai nostri figli una Sicilia migliore “.