22 lug 2011

Ieri a Roma ho incontrato il ministro Fitto e oggi il ministro Tremonti. Abbiamo fatto sostanziali passi avanti per il trasferimento dei fondi Fas. Abbiamo inoltre lavorato alla definizione di un quadro più preciso per le infrastrutture che, nel corso della prossima settimana, si potrebbe concretizzare in una delibera del Cipe per giungere, finalmente, allo stanziamento definitivo delle risorse necessarie per lo sviluppo della Sicilia.

Oggi, sempre a Roma, c’è stato un proficuo ed interessante incontro con i partiti del terzo polo. Ho ribadito, nel corso mio intervento, quanto vado sostenendo da tempo.

E’ necessario invertire la rotta: non è più tollerabile il disinteresse dimostrato dal governo nazionale nei confronti del mezzogiorno e della Sicilia. Il terzo polo non può non farsi interprete dell’esigenza di unità vera e sostanziale del Paese. Al mezzogiorno e alla Sicilia deve essere consentito di diventare parte integrante e attore principale nello sviluppo dell’Italia intera.

Noi, in Sicilia, stiamo già operando concretamente in tal senso. Il nostro governo, con l’appoggio di tutte le forze del terzo polo, che in assemblea rappresenta circa un terzo dei deputati, e con il contributo fondamentale del Partito Democratico, sta portando avanti una politica di riforme e di sviluppo nell’esclusivo interesse del territorio e del popolo siciliano.

L’Italia ha bisogno di uscire dal pantano, politico ed economico, in cui rischia di affogare. E la strada per uscirne non può che passare da un governo di unità nazionale che abbia la forza e l’autorevolezza di prendere pochi, ma essenziali, provvedimenti. A partire dalla modifica della legge elettorale che deve riportare i cittadini nella condizione di decidere da chi vogliono essere rappresentati e governati.

Riavvicinare la politica ai cittadini, e i cittadini alla politica, è la sola strada praticabile per non dover più vedere e subire scandali, corruzione e malgoverno.

25 mar 2011
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Che la Sicilia si sia dotata di due leggi fondamentali quali quella elettorale e quella della semplificazione burocratica è  un ottimo risultato.

Sulla legge elettorale, devo dire che poteva essere migliore e contenere più norme. Tutto è migliorabile e su questo argomento è opportuno che si rifletta e si ritorni perché sulle regole elettorali si può essere d’accordo e comunque si può ragionare senza polemiche e senza ostruzionismi.

Sono contrario al fatto che si sia bocciata la seconda preferenza di genere che non è la quota rosa, una specie di riserva indiana, ma la possibilità per i cittadini di esprimere una seconda preferenza per una donna. Questo per determinare una percentuale maggiore di eletti tra le donne nei consigli comunali. Non capisco l’ostilità che si è venuta a determinare su questa norma e mi auguro che ci si possa tornare sopra.

Per il resto, la legge elettorale contiene alcune norme molto positive, a partire dal voto confermativo per i sindaci. Ciò vuol dire che i sindaci non saranno eletti per effetto di trascinamento dalle liste. Ciò favorirà i Comuni e i cittadini perché spingerà i partiti a migliorare la qualità dei loro candidati.

Anche la norma che prevede l’elezione diretta del presidente del quartiere è una ottima scelta. Sui quartieri bisogna poi intervenire per quanto riguarda i poteri, le risorse, il personale ecc. La funzione deve essere remunerata ma la funzione bisogna esercitarla: piccole competenze nell’ambito del quartiere per soddisfare le esigenze più immediate dei cittadini.

Sulla legge di semplificazione burocratica, credo che adesso siamo la Regione più avanzata d’Italia e mi sarei aspettato un boato di applauso su queste norme.

Oggi per un procedimento amministrativo c’è un termine massimo di trenta giorni salvo deroghe per i procedimenti più complicati che dovrei firmare io e ci starò più che attento.

Con le nuove norme basta fare una certificazione di inizio di attività per cominciarla subito. Salvo che poi non si sia violata la legge e quindi chi sbaglia paga. Ma se chi opera rispetta la legge parte subito senza bisogno di autorizzazione.

Abbiamo poi previsto il Suap, il soggetto unico burocratico a cui rivolgersi, la digitalizzazione, la valutazione effettiva dei meriti dei dirigenti e, soprattutto, c’è il senso del dovere dei dirigenti che devono fare il loro dovere e costringere chi non lo fa a fare altrettanto.

I cittadini leggano la legge che è molto breve e molto semplice e ne facciano valere gli articoli: chi sbaglia, chi non la attua, chi la viola, chi la calpesta, paga.

02 mar 2011
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E’ poco serio che si rimproveri a Cracolici quello che forse altri fanno. Se c’è una persona del tutto disinteressata sul piano personale e politico è proprio Cracolici, con il quale mi trovo per molti versi in sintonia. Si tratta comunque di un dibattito interno a quel partito.
Tengo a ribadire che il rapporto con il Partito democratico è stato fondamentale e di vitale importanza per la vita di questa nostra travagliata esperienza di governo, mentre ci sono forze politiche che si battono perché tutto torni come prima. (continua…)

15 feb 2011
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Non so se nella maggioranza o nella minoranza, nel governo o nell’opposizione, il mio incontro con Francesco Cascio può essere accolto positivamente o meno. Ad ispirarlo è stata solo la buona volontà e l’interesse per la Sicilia.

Chi può essere contrario alla semplificazione burocratica, al riordino del commercio o a rivedere la legge elettorale nei suoi paletti minimi?

A proposito della legge elettorale, il voto confermativo per l’elezione del sindaco vuol dire che, se le persone devono mettere una crocetta anche sul candidato sindaco nella stessa scheda, è bene che quel candidato sia una persona  stimata. E questo significa che tutti i partiti dovranno puntare su candidati di valore, conosciuti e stimati dai cittadini. Non è meglio così piuttosto che candidare uno sconosciuto che rende conto ai partiti ma amministra male la città?

E la seconda preferenza, quella cosiddetta di genere? Che male c’è nel meccanismo che costringe a dare la seconda preferenza ad una donna se la prima è stata data ad un uomo e viceversa? Credo che un sistema di questo genere non potrà che creare e favorire la possibilità di far entrare donne in gamba nei consigli comunali.

Ciascuno di noi deve riconosce, molto onestamente, che le donne mettono in quello che fanno un quid in più di concretezza, di saggezza, di esperienza, di capacità e di ponderazione e così come tengono su le famiglie possono tenere su le amministrazioni.

06 ott 2010
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A Roma non abbiamo avuto difficoltà a votare per un governo che si è impegnato a fare delle cose per il sud. Le farà? Lo sosterremo. Se non le dovesse fare ci porremo un tema. Che ci stiamo a fare in un governo che tradisce il territorio che ci ha eletto? Qual è il tradimento? Nonostante il governo non faccia nulla non possiamo stare li a sostenerlo.

Io sono stato eletto direttamente dalla gente, certo con il traino dei partiti, ma che pensavano i partiti? Che io mi dovessi fare gli affaracci miei, arricchirmi? Sia chiaro. Non me ne frega niente di me stesso. Questo lo dico a chi in questi giorni mi ha minacciato, ha detto parole pesanti sul mio conto. Io sono qui, la mia vita, la mia intelligenza e la mia passione sono tutti interamente spesi per la Sicilia.

Sulla legge elettorale dico che se Berlusconi continua a governare e fa bene le cose comprese quello che ha detto per il sud, e non è solo il ponte, sono infrastrutture, questa vergognosa linea ferroviaria, bene. Se fossero così le condizioni della Torino-Milano o della Milano-Venezia l’amministratore delle Ferrovie rimarrebbe al suo posto o verrebbe cacciato a calci? Se così non fosse il presidente del consiglio e i suoi ministri dovrebbero sostituirlo immediatamente.

Se si dimette Berlusconi delle due l’una: o è tutta colpa del presidente Berlusconi o c’è un sistema politico elettorale che fa acqua da tutte le parti. Allora cambiamo la legge elettorale, facciamo un proporzionale diverso, ristabiliamo il diritto dei cittadini di scegliersi il parlamentare che vogliono in modo che se lo tengano legato e che il parlamentare sia responsabile per le scelte che fa nei confronti dei cittadini.

Il presidente del consiglio ci dia la fiscalità di vantaggio, bisogna abolire le tasse ottenendo dall’UE un assenso, una autorizzazione. Una fiscalità di vantaggio o meglio una fiscalità per superare lo svantaggio. A meno che non ci si vuole che il mezzogiorno rimanga relegato al suo ruolo di consumatore di prodotti che vengono dal nord e fornitore di braccia e cervelli per i mercati del nord.

Ma se così fosse ce lo dicano e cominciamo a percorrere la nostra strada da indipendenti e liberi. Lo dicano, ci stringiamo la mano, nessuno urlerà allo scandalo, ma non potremmo che fare meglio perché quanto meno non ci autosfrutteremmo così come adesso veniamo sfruttati.

25 set 2010

Il nuovo governo regionale è sostenuto anche dall’Udc, visto che dall’Udc escono quegli uomini che, come la parte del Pdl che non ci sostiene e che si è allontanata per ragioni di posti di potere e di sottogoverno, si sono schierati contro e hanno iniziato una aggressione quotidiana contro il governo e, pazienza, non ce l’hanno fatta, attorno alla riforma della sanità e a quella dei rifiuti.

Noi continuiamo ad andare avanti. Conosciamo bene il sistema Boffo e ne vedremo altre edizioni nei prossimi giorni.

Però andiamo avanti, non ci facciamo intimidire, anche perché ne abbiamo viste di tutti i colori.

A proposito di questi quattro gruppi che si sono trovati a votare l’astensione in occasione della mozione Caliendo, intendiamo lavorare insieme. Stiamo parlando di federalismo? Ci teniamo all’unità del paese? Vogliamo che il mezzogiorno non venga abbandonato al suo destino? Se vogliono la secessione, allora mettiamoci d’accordo.

Malta che, lo ricordo sempre, è un piccolo paese di 400mila abitanti, ha tre parlamentari europei, un commissario, fissa le tasse al 10, al 15 o al 20% e piuttosto che perderli gli investitori li attrae e spesso sono i siciliani che vanno a metter su alberghi, pizzerie, ristoranti e piccole imprese. Noi non vogliamo questo.

Vorremmo sottoscrivere un patto per il federalismo, per la legislatura e per le riforme perché questo governo ha il dovere di farle e che le faccia. In caso contrario vediamo di attrezzarci alternativamente e se il nostro giudizio su questo bipolarismo coincide, allora modifichiamolo, costi quel che costi. Penso che anche il Pd non possa essere insensibile per smantellare questo falso bipolarismo con una nuova legge elettorale che ci sottragga a questo conflitto eterno che ha tradito l’Italia e la condanna tutta al declino.

03 set 2010
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Questa legge elettorale è assurda perché fa sì che un deputato di un territorio, visto che è stato nominato dal suo capo chiunque egli sia, destra, sinistra, centro o quant’altro, piuttosto che servire il territorio stesso obbedisca agli ordini del suo capo.
E’ una violenza alla democrazia e un sovvertimento delle regole, nonostante tutta la buona volontà degli uomini e delle donne eletti.
La democrazia è scelta, è potere del popolo e il popolo esercita tale potere se sceglie i propri rappresentanti. Per questo ritengo che la legge vada riformata a tutti i costi.