26 feb 2013

Non possiamo che prendere atto del risultato. L’attuale sistema elettorale che esclude le preferenze, che sono il nostro forte, ci ha fatto passare in tre mesi dal 10 al 2 per cento. Abbiamo dato il nostro contributo e il nostro apporto alla coalizione nella quale siamo entrati e dove resteremo e abbiamo conquistato, grazie ad un accordo serio, l’elezione – nelle file del Pdl – di due senatori, che ritenevamo potessero essere importanti se non decisivi, e di un deputato autonomisti.

Continueremo a fare politica. Il movimento autonomista che abbiamo fondato non può rinunciare a discutere e portare avanti le proprie battaglie: la fedeltà ai siciliani e allo Statuto, le lotte per la nostra gente che soffre della povertà e della mancanza di lavoro. Battaglie e principi per i quali dobbiamo fare l’impossibile.

15 feb 2013
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Una campagna elettorale esaltante, come tutte quelle che sappiamo fare noi. Niente salotti televisivi che sono tra l’altro una cosa fredda, un parlarsi addosso sempre dei soliti leader e delle solite persone che dicono le stesse cose e aumentando la distanza tra eletti ed elettori.

Noi stiamo privilegiando una serie di confronti con le persone, spesso anche a piccoli gruppi, con l’appendice del confronto diretto ad uno ad uno con i partecipanti: così si colgono i problemi delle persone.

In Sicilia i problemi sono due, entrambi drammatici. Il lavoro, che tocca tutte le famiglie i figli ma spesso anche i genitori che perdono il lavoro e hanno difficoltà enormi a reinserirsi nel mondo del lavoro. E poi gli imprenditori, oppressi dal peso delle tasse che prima o poi sono costretti a chiudere i battenti spesso dopo aver esaurito le riserve finanziarie della famiglia.

E da questo traiamo, non dalla lettura dei sondaggi, la conclusione che la ricetta giusta per creare lavoro ed impresa è tasse zero per investimenti e lavoro. Dobbiamo batterci per la fiscalità di vantaggio, istanza che il nostro partito lanciò fin dalla sua nascita nel 2005. La sposarono i partiti e i sindacati ma nessuno mosse un dito.

Noi abbiamo avuto una piccola rappresentanza, purtroppo non decisiva, nel Parlamento. Questa volta, se i numeri saranno abbastanza risicati da una parte e dall’altra, una nostra rappresentanza potrà fare la differenza. Mi auguro che i cittadini se ne convincano, puntino sul partito regionale, il Partito dei siciliani, e ci consentano di fare finalmente la nostra parte e di farla in maniera decisiva.

23 mag 2012

Stamattina alle ore 11 presso la sede del Ministero del Lavoro, il Presidente della Regione Siciliana On. Raffaele Lombardo ha incontrato il Ministro Patroni Griffi e gli ha esposto la condizione del precariato negli Enti Locali e nella Regione.

Il Presidente, dopo aver premesso che il Governo regionale che presiede e l’Assemblea hanno disposto il blocco delle assunzioni sin dall’inizio della Legislatura, ha fatto il quadro del precariato delineandone dettagliatamente le dimensioni, le qualifiche, le fasce anagrafiche.

Ha prospettato al Ministro la inderogabilità di un piano condiviso per la stabilizzazione che contempli il livello economico, le qualifiche, gli oneri a carico della Regione e degli enti locali e i tempi della riduzione degli organici.

Il Presidente ha fatto riferimento allo schema del ddl contenente la nuova delega sul lavoro pubblico nel quale all’art. 2 – lettera g, si parla di “valorizzazione dell’esperienza professione acquisita con rapporto di lavoro flessibile”.

Il Presidente si è impegnato inoltre a confrontare, entro 15 giorni con i tecnici del Ministero del Lavoro e dell’Economia, un Piano per il superamento del precariato siciliano.

Il Presidente riferirà nei prossimi giorni nei dettagli circa i contenuti dell’incontro alle rappresentanze sindacali e ai parlamentari regionali interessati alla materia e che tanto hanno fatto per sensibilizzare le forze politiche e il Governo al fine della soluzione dell’annoso problema.

20 apr 2012
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Quella che è stata approvata qualche giorno fa in Assemblea è una finanziaria di straordinario rigore, per i tagli e per l’impostazione, che per pareggiare i conti ha dovuto tagliare diverse spese e che con il sistema degli accantonamenti sblocca una parte della spesa solo a condizione che ci siano le relative entrate.

Questa è l’impostazione generale della finanziaria che si avvale anche di una valorizzazione del patrimonio, questa volta dettagliatamente indicato. Non c’è dubbio che questa regione che ha problemi finanziari, come tutte le altre regioni e più delle altre essendo una regione del sud che paga di più i tagli e le manovre che i governi hanno fatto.

Non dimentichiamoci quattro numeri sui quali un governo responsabile non può che fare la sua parte. Le due manovre di Tremonti e di Monti ci hanno portato via 1,5 miliardi di euro. Aggiungiamo che non abbiamo ricevuto i 600 milioni di premialità della sanità che ci spettavano. E, infine, abbiamo anticipato 800 milioni di fondi Fas. Il governo avrebbe dovuto darci tutti i fondi Fas entro il 2012 e invece non ci ha dato neppure quanto abbiamo anticipato. Questa è una cifra notevolissima che grava sul nostro bilancio.

Non c’è dubbio che c’è stata una intesa e la volontà di far passare delle norme positive, come non c’è dubbio che qualche deputato non si è tirato indietro rispetto alla tentazione di metterci dentro qualche sciocchezza. Mi auguro che queste vengano bocciate dal commissario dello Stato perché sono frutto di interessi particolaristici che non sarebbe male far sparire.

Ma in questa finanziaria le cose importanti e fondamentali ci sono. Ci sono norme per lo sviluppo e per aiutare la produzione anche e soprattutto quella agricola. Ci sono le norme che riguardano l’antitaroccamento e il contrasto alle frodi che nuocciono alla nostra economia.

Poi un articolo sul fotovoltaico e le energie alternative. Le banche concedono prestiti fino ad un certo punto, la restante parte può essere garantita dal nostro fondo costituito con il conferimento di pezzi del nostro patrimonio. Questo potrà accelerare la creazione di piccoli e piccolissimi impianti di produzione energetica che serviranno alla produzione agricola come all’artigianato e in generale alle famiglie.

Poi ci sono due norme di vitale importanza per la Sicilia, anche se appaiono in conflitto con le norme sulle liberalizzazioni che sono state approvate dal governo Monti. Una riguarda la Serit, argomento sul quale torneremo perché bisogna prevedere più rate, è necessario sbloccare i beni ipotecati, ci vogliono lievitazione di interessi meno cervellotiche. E poi c’è una norma sulla grande distribuzione alla quale o si da un freno oppure è chiaro che la morte del piccolo commercio e della nostre produzioni agricole sono segnate.

Poi ci sono alcune norme che sembrano sciocchezze ma sono di importanza fondamentale. Finalmente abbiamo stabilito per legge che si può fare la mobilità di un dirigente o di un dipendente da un dipartimento all’altro. Fino a ieri, e sembra incredibile ma pur avendo tanti dipendenti l’amministrazione riscontrava che alcuni dipartimenti erano sguarniti di personale mentre altri avevano un surplus di personale sottoimpiegato. Adesso possiamo fare la mobilità e l’istituto che si occupava di rapporti con il personale, l’Aran, è stato profondamente modificato. Mentre prima costava milioni di euro adesso avrà solo tre consiglieri di amministrazione che prenderanno una indennità modestissima.

Altre norme poi riguardano la soppressione di due dipartimenti importanti. Uno è l’Agenzia per l’impiego e la formazione, un doppione del dipartimento lavoro, che viene assorbita da quest’ultimo.

L’altro dipartimento è l’Azienda foreste. Questa credo sia la norma più rivoluzionaria di questa finanziaria perché realizziamo il primo grande decentramento di poteri, risorse e personale dalla Regione all’ente intermedio che in questo momento è la Provincia ma domani mi auguro possa chiamarsi libero consorzio dei comuni. La norma prevede che nell’arco di pochi giorni con un decreto della Presidenza dobbiamo realizzare lo straordinario obiettivo di trasferire 26 mila persone che si occupano di anti incendio e che lavorano nel settore delle foreste, alle Provincie che potranno controllarli più da vicino e li aiuteranno e gli faranno fare certamente un lavoro più dignitoso rispetto a quello che potevano fare sotto l’occhio lontano della Regione. Potranno curare il verde delle scuole o degli ospedali attraverso le convenzioni che la Provincia potrà fare e questo è certo un ente più vicino al territorio e conosce meglio le esigenze.

Altre norme prevedono ad esempio che nei boschi, per quanto compatibile, si possano impiantare strutture precarie per fare attività lavorative, dal vendere bevande a organizzare passeggiate a cavallo.

Abbiamo poi abolito i Consorzi di ripopolamento ittico, una invenzione che non serviva a nulla se non a pagare consiglieri di amministrazione. Allo stesso modo abbiamo abolito la commissione di tutela ambientale provinciale e regionale che non si riunivano ormai da dieci anni. Mentre alcuni servizi come quelli dell’Arpa, ormai devono essere retribuite. Molto spesso offrono servizi alle imprese e non vedo perché queste non debbano fare la loro parte per pagare servizi che alla regione costano.

Abbiamo poi investito per la riduzione dei ticket sanitari e abbiamo previsto che le assunzioni per le vittime di mafia possano riguardare anche i parenti fino al secondo grado. Abbiamo poi cominciato a onorare, finanziandoli, i contratti dei regionali. Abbiamo fatto un piccolo passo e se ne dovranno fare altri. Vi posso assicurare che c’era una forte opposizione da un bel pezzo dell’assemblea e attraverso il maxiemendamento abbiamo posto questa condizione importante.

Abbiamo poi affrontato la questione del precariato che riguarda i nostri e i 22 mila degli enti locali. Abbiamo fatto una norma che però non so che esito e che fortuna avrà.

Parlare di precariato come solito vizio della regione è fuori di luogo. Io credo di essere stato il primo presidente che ha chiuso la partita del precariato attraverso il blocco delle assunzioni negli enti e nell’amministrazione e che allo stesso tempo ha fatto una forte stabilizzazione. Persone che di proroga in proroga stavano da venti anni soffocati nella speranza che la politica gli mantenesse il lavoro. Per i 4500 della regione non è più così. C’è ancora il problema degli altri che però inciampa su una norma nazionale. Dovremo organizzare un tavolo con il governo nazionale, che mi pare poco sensibile sull’argomento, perché capisca che qui è tutta un’altra storia che dobbiamo certo lasciarci alle spalle ma non lasciando in mezzo a una strada queste famiglie che sulla previsione di un modesto stipendio hanno costruito le prospettive della loro vita.

A proposito di rifiuti abbiamo poi approvato una norma molto importante che consente di intervenire sui comuni viziosi che in alcuni casi vanno commissariati. Gli Ato hanno un debito di un miliardo verso i fornitori, che sono anche le imprese che forniscono la manodopera e che realizzano la raccolta dei rifiuti urbani. I comuni non vigilano sulla efficienza della riscossione e a loro volta sono debitori nei confronti degli Ato rispetto ai quali hanno esercitato pressioni sempre con il solito obiettivo delle assunzioni. Lo scandalo è enorme e quando si ci infila la mafia scattano le misure conseguenti, dagli arresti al disvelamento di tutto questo formicaio di porcherie che stava sotto il settore dei rifiuti (per non parlare della vergogna e dello scandalo che sarebbe scoppiato sui termovalorizzatori). Ora cosa si fa? Intanto ci sono le sanzioni per i sindaci. E poi bisogna definire gli Ato e chiudere le liquidazioni entro quest’anno per poi organizzare una grande gara per le riscossioni. Ci auguriamo che la società per le riscossioni che dovrà rapportarsi con i singoli comuni abbia la capacità finanziaria per poter anticipare quel miliardo che abbiamo il dovere di pagare ai nostri creditori. Questo è il contesto complessivo che abbiamo affrontato.

Infine bisogna attaccare il patrimonio. Se questo è utile bisogna metterlo a profitto. Se invece è meglio che sia un privato ad occuparsene lo si dismetta. Ovviamente con la riserva che le dismissioni non possono pagare spesa corrente ma solo investimenti mentre la messa a reddito potrebbe consentirci di fronteggiare la spesa corrente.

16 apr 2012

Oggi pomeriggio, alle ore 16,30 a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione siciliana, a Palermo, saranno firmati i piani integrati di sviluppo territoriale (Pist) che riguardano 136 fra Province, Comuni ed Enti territoriali. I Pist permetteranno di sbloccare 310 milioni di euro dell’asse 6 del Po Fesr con progetti immediatamente cantierabili. Subito dopo la firma, i piani saranno illustrati alla stampa dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo.

19 mar 2012

La nostra riforma del settore della formazione professionale, nonostante quello che se ne dice e se ne scrive in questi giorni, è una vera e propria rivoluzione.

Abbiamo infatti raggiunto il fondamentale risultato di determinare un risparmio per il bilancio della Regione. Le risorse necessarie per finanziare il settore saranno a totale carico dell’Unione Europea e i dipendenti della formazione non graveranno più sulle casse regionali.

Questo si traduce non solo in un risparmio ma anche in un maggior controllo, basato su standard europei, della qualità della formazione che verrà erogata.

L’introduzione poi del costo standard per ora di formazione, fissato a 129 euro, semplifica e razionalizza l’intero sistema. Con quella cifra gli enti dovranno coprire tutti i costi, dal rimborso per gli alunni alle docenze, dai locali alla logistica e a tutto quanto occorre per formare i nostri giovani e i nostri lavoratori.

Questi fattori, uniti alla scelta di indirizzare il piano triennale dell’offerta formativa verso settori prioritari e strategici per la nostra regione – energia alternativa, gestione dei rifiuti, valorizzazione dei beni ambientali e culturali, agricoltura e agro-alimentare – consentiranno di offrire finalmente una formazione di qualità sviluppando e rafforzando al contempo settori della nostra economia per creare sviluppo, occupazione e crescita alla Sicilia.

01 mar 2012
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Quella di questa mattina credo sia stata una manifestazione molto positiva nel senso che è stata ispirata alla costruttività. Ci sono state proposte serie ed è stata una grande mobilitazione che va interpretata come l’impegno dei sindacati, degli artigiani, dei commercianti, degli industriali, dei cooperatori e di tutte le associazioni coinvolte che vogliono trovarsi in prima fila a difesa della Sicilia.

Fanno delle rivendicazioni e, ripeto, quello che ci dicono è sacrosanto. Per parte nostra, facciamo tutto quello che possiamo. Dobbiamo certamente fare di più. E invito sindacati, associazioni datoriali e quanti si vogliono sedere attorno a un tavolo per una verifica e un monitoraggio continuo di quello che facciamo.

A proposito del clima di collaborazione che stiamo portando avanti saluto l’istituzione di un intergruppo che si è costituito presso l’Ars, promosso dall’onorevole Leanza e al quale hanno aderito una trentina di deputati di tutti i partiti, perché le misure che riguardano il lavoro e lo sviluppo abbiano da parte dell’assemblea una attenzione nuova e un percorso facilitato.

Una giornata, quella di oggi, molto positiva per questa mobilitazione e per un confronto forte, serio e costruttivo e non fine a se stesso che gioverà nel rapporto con la società siciliana e nel lavoro che dobbiamo portare avanti.


 

01 mar 2012
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Mi auguro che la manifestazione di questa mattina sia finalizzata al confronto e al rilancio del rapporto con imprenditori e sindacati perché su quel piano vogliamo mantenere la nostra interlocuzione. Dalla manifestazione verranno delle proposte come anche dei rilievi critici. Noi siamo pronti a rispendere a tutti i rilievi e ad accogliere tutte le proposte. Lo possiamo fare in occasione dell’incontro che potrà avvenire oggi pomeriggio come la settimana prossima, pronti a render conto di ognuna delle nostre azioni e ognuna delle nostre scelte.

Mi pare intanto opportuno ricordare solo alcuni dei risultati raggiunti dal governo regionale a proposito di sviluppo e lavoro anche in un momento di grave e profonda crisi economica che il Paese e la Sicilia stanno attraversando.

Non ricordo neppure quante decine di incontri abbiamo fatto in una lunghissima trattativa per mantenere la produzione di auto a Termini Imerese con investimenti di decine e decine di milioni di euro. La Regione è stata in prima fila accanto ai lavoratori perché la Sicilia non perdesse questa opportunità.

Abbiamo fatto un piano energetico ispirato alla logica del fotovoltaico “democratico”, quello per le famiglie e per la piccola impresa agricola e artigianale, e oggi lo stiamo sostenendo con un disegno di legge che destina un miliardo di patrimonio immobiliare per la costituzione di un fondo di garanzia a sostegno delle imprese e delle famiglie che così potranno avere quasi il 100% del credito per avviare gli impianti di energia alternativa.

Abbiamo inaugurato a Catania un nuovo stabilimento di Selex e abbiamo avviato con Finmeccanica un rapporto di collaborazione che ci consente di acquisire apparecchiature e sistemi che Finmeccanica produce. E ancora, abbiamo aiutato i lavoratori della Cesame a mettere su una cooperativa di produzione. E poi la Pfizer che stava perdendo il suo centro di ricerca e che, dopo laboriosi incontri, confronti e trattative, la Regione ha aiutato e sostenuto perché il know-how posseduto da quegli imprenditori e ricercatori non si perda.

E ancora, il credito d’imposta per l’occupazione e per gli investimenti. I 120 milioni che avevamo destinato si sono volatilizzati e abbiamo dovuto avviare una lunga trattativa con l’Unione europea per farci autorizzare ad impiegare queste risorse e questi fondi. Per la prima volta della storia abbiamo destinato una parte delle nostre risorse perché si acceleri la tratta ferroviaria Catania-Palermo e già siamo pronti per realizzare il primo tratto di questo percorso.

Tutti risultati che vengono incontro alle richieste e alle istanze che lavoratori e imprenditori ci fanno. Ho letto un documento delle associazioni di categoria degli artigiani a favore di un governo che li ha sostenuti anche attraverso il credito Crias che ha funzionato. Per il resto, stiamo adottando misure quali ad esempio quelle sulla Serit per rendere meno pressante sui nostri imprenditori il peso della riscossione dei crediti e delle imposte. All’Ars si è istituito un intergruppo per il lavoro e lo sviluppo. E ciò indica una precisa volontà anche dell’Assemblea di sintonizzarsi lungo questa lunghezza d’onda.

Ecco perché credo e spero che la manifestazione di stamattina non possa che andare nella direzione di un proseguimento di dialogo e confronto con le forze imprenditoriali e produttive nell’esclusivo interesse della Sicilia.