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	<title>Raffaele Lombardo - Il blog del Governatore della Regione Siciliana &#187; intervista</title>
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		<title>Raffaele Lombardo a Speciale Tg8</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 10:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo l&#8217;intervista rilasciata da Raffaele Lombardo alla trasmissione &#8220;Speciale Tg8&#8243;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.raffaelelombardo.it/2011/06/06/raffaele-lombardo-a-speciale-tg8/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Pubblichiamo l&#8217;intervista rilasciata da Raffaele Lombardo alla trasmissione &#8220;Speciale Tg8&#8243;</p>
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		<title>Raffaele Lombardo ospite di Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro su Radio2</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 20:53:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo pomeriggio Raffaele Lombardo è stato ospite della trasmissione &#8220;Un giorno da pecora&#8221; condotta da Sabelli Fioretti e Lauro su Radio 2. In questo estratto, il momento della conversazione telefonica con Maria Grazia Cucinotta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.raffaelelombardo.it/2010/11/24/raffaele-lombardo-ospite-di-claudio-sabelli-fioretti-e-giorgio-lauro-su-radio2/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Questo pomeriggio Raffaele Lombardo è stato ospite della trasmissione &#8220;Un giorno da pecora&#8221; condotta da Sabelli Fioretti e Lauro su Radio 2. In questo estratto, il momento della conversazione telefonica con Maria Grazia Cucinotta.</p>
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		<title>Politica, rifiuti, autostrade: l&#8217;intervista di Raffaele Lombardo a L&#8217;Espresso</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 10:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raffaele Lombardo ha rilasciato una lunga e corposa intervista al settimanale L&#8217;Espresso nel corso della quale ha affrontato diversi argomenti: gli oppositori del suo governo e la politica nazionale (coi dubbi sui punti del programma per il Sud dell&#8217;esecutivo e le possibilii elezioni in primavera); i rigassificatori e i termovalorizzatori, nonché il rapporto tra il ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><img class="size-full wp-image-6414 aligncenter" title="LOGO L'ESPRESSO" src="http://www.raffaelelombardo.it/wp-content/uploads/LOGO-LESPRESSO.gif" alt="" width="370" height="70" /></strong></p>
<p><strong>Raffaele Lombardo</strong> ha rilasciato una <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lombardo-qui-ce-la-cricca/2136858//0">lunga e corposa intervista</a> al settimanale <strong>L&#8217;Espresso</strong> nel corso della quale ha affrontato diversi argomenti: <strong>gli oppositori del suo governo e la politica nazionale</strong> (coi dubbi sui punti del programma per il Sud dell&#8217;esecutivo e le possibilii elezioni in primavera); <strong>i rigassificatori e i termovalorizzatori</strong>, nonché <strong>il rapporto tra il sistema dei rifiuti e la criminalità organizzata</strong> (con ampi riferimenti alla relazione Pecorella); la vicenda del Consorzio autostrade siciliane.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lombardo-qui-ce-la-cricca/2136858//0"><strong>Per leggere l&#8217;intervista, cliccare qui.</strong></a></p>
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		<title>La trasformazione radicale della Sicilia non è trasformismo</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 13:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riportiamo l&#8217;intervista rilasciata dal presidente Raffaele Lombardo al Corriere della Sera pubblicata oggi. Presidente, è l’ennesimo annuncio o questa volta nasce davvero il quarto governo di Raffaele Lombardo? Lo presenterò martedì prossimo all’assemblea siciliana. Ascolterò suggerimenti e consigli, poi però il governo lo faccio io. E se la signora assemblea accetta bene, altrimenti si stacca ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6041" title="logo_corriere" src="http://www.raffaelelombardo.it/wp-content/uploads/logo_corriere.gif" alt="" width="450" height="94" /><em><br />
Riportiamo l&#8217;intervista rilasciata dal presidente Raffaele Lombardo al Corriere della Sera pubblicata oggi.</em></p>
<p><strong>Presidente, è l’ennesimo annuncio o questa volta nasce davvero il quarto governo di Raffaele Lombardo?</strong><br />
Lo presenterò martedì prossimo all’assemblea siciliana. Ascolterò suggerimenti e consigli, poi però il governo lo faccio io. E se la signora assemblea accetta bene, altrimenti si stacca la spina e si va a casa. Ma non credo che lo farà.</p>
<p><strong>Per restare in sella ha rotto con la maggioranza del Pdl e con i cuffariani, dialoga con Fini, Casini e Rutelli e accetterà l’appoggio esterno del PD di Bersani&#8230;</strong><br />
Per  metà sarà un governo di tecnici, per l’altra metà di politici. Non politici di professione, però!</p>
<p><strong>In gergo si chiama ribaltone.</strong><br />
Il ribaltone lo ha fatto il PDL quando ha votato con il Pd.</p>
<p><strong>E quando lei ha liquidato i “lealisti” di Schifani e Alfano&#8230;</strong><br />
Sono loro i traditori, fedeli al mandato di lasciare che la Sicilia naufraghi. Noi invece cerchiamo di tenere a galla la barca con l’apporto di chi ci sta. E se poi questa esperienza sarà riprodotta su scala nazionale in un terzo polo, tanto meglio.</p>
<p><strong>Non è trasformismo il suo?</strong><br />
No, io la chiamo trasformazione radicale. La riforma della sanità me la invidiano in tutta Italia, ho avuto il coraggio di cancellare un piano dei rifiuti che era in mano a ditte palesemente mafiose e rivendico il diritto di avere bloccato le assunzioni. E’ trasformismo? No, è la Sicilia che cambia, la Sicilia che prova a uscire dallo sfruttamento eterno.</p>
<p><strong>Non è possibile cambiare l’isola senza rompere alleanze?</strong><br />
Avrei potuto continuare  la politica sultanesca dei miei  predecessori tenendomi privilegi, lussi e vantaggi. Bastava non pestare i piedi alle lobbies e ai poteri forti, che sono i veri veicoli con cui la mafia governa la Regione. Invece sono andato aventi con il mio programma.</p>
<p><strong>Prima ha fatto fuori  i cuffariani.</strong><br />
Se  sulla sanità o sui rifiuti un pezzo della mia vecchia maggioranza si sfila e mi aggredisce, pur di difendere  il sistema, io che faccio? Me la tengo e cambio il programma? No, mollo un pezzo di maggioranza  a costo di farmi tacciare di trasformismo da chi preferisce una Sicilia immobile.</p>
<p><strong>L’ex presidente Cuffaro ha detto che la gestione Lombardo è molto più clientelare della sua.</strong><br />
Il clientelismo cos’è, scambiare favori? Io li ho cancellati, i favori. Sto risanando una Regione la cui situazione finanziaria mi è stata lasciata in termini drammatici.</p>
<p><strong>Accetterà  l’appoggio del Pd ma non vuole Miccichè, perché?</strong><br />
Con l’approssimarsi delle politiche Miccichè ha scelto di tornare a casa, forse perché Berlusconi gli ha offerto la presidenza della Regione. Ma se qualcuno contava di andare al voto a novembre o in primavera si sbaglia, io lavoro perché ci si vada fra tre anni. Speravano di azzopparmi per via giudiziaria? Mi dispiace per loro, non ho ricevuto alcun avviso. Quella è una parentesi chiusa.</p>
<p><strong>Il 28 settembre l’Mpa voterà la fiducia a Berlusconi?</strong><br />
La mia è una fiducia molto esigente, non gratuita. Non faccio parte dell’area della responsabilità e non darò nessuna fiducia cieca. Voglio leggere il programma, vedere cosa succede sulla giustizia e accettarmi che, per il Sud, non ci sono solo miraggi e un po’ di fumo. Farò di tutto per scongiurare che Berlusconi vada in crisi. Ma se succede&#8230;</p>
<p><strong>Se succede?</strong><br />
Sono pronto ad aderire a qualunque governo che riformi la legge elettorale. Con gli uomini di Fini abbiamo avviato un percorso di leale consultazione e condivisione.</p>
<p><strong>Dica la verità, davvero non sta trattando con Berlusconi per tornare nel centrodestra?</strong><br />
Io non sto trattando con alcuno. Ho con il premier un rapporto istituzionale e ne avrei uno buono sul piano personale, se non fossero successe tante cose. Il mio piccolo gruppo è già stato addentato da Berlusconi. Avevamo otto deputati e quattro se ne sono andati con quel finto Noi Sud, poi è arrivato Misiti&#8230;</p>
<p><strong>E siete diventati cinque. Voti preziosi per Berlusconi.</strong><br />
Fino al 28 c’è tempo&#8230;</p>
<p><a href="http://www.raffaelelombardo.it/wp-content/uploads/corriere170910.pdf"><em><strong>Qui l&#8217;intervista in formato Pdf</strong></em></a></p>
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		<title>Cento risposte per cento domande</title>
		<link>http://www.raffaelelombardo.it/2010/08/25/cento-risposte-per-cento-domande/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 18:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riportiamo un&#8217;ampia selezione dell&#8217;intervista rilasciata da Raffaele Lombardo al sito LineaSicilia nel corso della quale il presidente, in 100 risposte, tocca i punti fondamentali dell&#8217;azione del governo regionale e della prospettiva politica futura, con una visione rivolta tanto alla politica nazionale quanto a quella della regione Siciliana. Presidente, la situazione italiana sta precipitando. C’è di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3467" title="lombardo" src="http://www.raffaelelombardo.it/wp-content/uploads/lombardo5.jpg" alt="" width="440" height="330" /></p>
<p>Riportiamo un&#8217;ampia selezione dell&#8217;intervista rilasciata da Raffaele Lombardo al sito <a href="http://www.lineasicilia.it/">LineaSicilia</a> nel corso della quale il presidente, in 100 risposte, tocca i punti fondamentali dell&#8217;azione del governo regionale e della prospettiva politica futura, con una visione rivolta tanto alla politica nazionale quanto a quella della regione Siciliana.</p>
<p><strong>Presidente, la situazione italiana sta precipitando. C’è di che preoccuparsi?</strong><br />
Siamo ad un passaggio fondamentale per la vita della Repubblica e della Democrazia. Mi rendo conto che sono parole grosse ma ho 40 anni di impegno politico alle spalle e non sono l’ultimo arrivato: se lo dico è perché ne ho motivo.</p>
<p><strong>Il sistema politico sembra al collasso</strong><br />
Questi anni sono trascorsi in un eterno conflitto tra Berlusconi e il “resto del mondo”. Sta di fatto che nel corso di questi 16 anni il nostro paese è passato dall’essere la quarta o quinta  potenza più  industrializzata  a non so : la ventesima!? Certamente dopo le prime 8 o 9. Vede, io capisco bene che la proprietà delle materie prime, la forza lavoro, il costo del lavoro determinino lo sviluppo vertiginoso dell’economia di paesi come la  Cina o di altre economie dell’oriente. Non del Giappone che, al contrario, segna il passo e perde punti. Ma se guardiamo la stessa Turchia, che ha livelli di sviluppo che sono simili a quelli del’India o della Cina, beh la Turchia non è molto lontana né diversa da noi. Eppure fa passi da gigante sulla via del progresso mentre L’Italia si è spenta e si è fermata. Distratta e attratta da questa diatriba eterna e infinita.</p>
<p><strong>Un bipolarismo da “stadio” che ha paralizzato il paese?</strong><br />
Il nostro bipolarismo si fonda su una legge elettorale assurda che va cambiata. Abbiamo vissuto 16 anni di sostanziale stallo. Ciò non è dipeso solo dalla legge elettorale ma anche dal sistema di interessi, dalla personalità del premier e dai mass media che gravitano attorno al leader. Ripeto: una lotta tra Berlusconi e il resto del mondo che ha paralizzato l’Italia.</p>
<p><strong>Dunque la legge elettorale va cambiata?</strong><br />
Assolutamente si. Con questa legge elettorale il sistema politico è completamente ingessato. Il parlamento, e dunque l’intero quadro istituzionale ha perso di vivacità e di rappresentatività. Il parlamentare è nominato dal “capo” ed è eletto in virtù della sua posizione nella lista bloccata (o, con la vecchia legge elettorale, perché scelto dal partito di maggioranza nel collegio uninominale, sistema anche quello sbagliato, ma comunque migliore di questo); non rappresenta i cittadini che non lo conoscono e con i quali non intende perdere tempo. Non gli interessa rapportarsi con loro: sta lì per obbedire, per fregiarsi del titolo di onorevole e per incassare l’indennità. Poi siccome questo non gli basta si arriva alle degenerazioni che vediamo e che leggiamo tutti i giorni. Si deve cambiare sistema . L’Italia ha perso competitività. Il Paese è in letargo. Ci vuole una nuova scossa.</p>
<p><span id="more-5799"></span></p>
<p><strong>Ritiene possibile una prossima riforma elettorale?</strong><br />
Mi auguro che le prossime elezioni si svolgano con una nuova legge ma non perché si debba battere Berlusconi. Possibilmente Berlusconi  alla fine vince pure. Ma chiunque vinca deve essere circondato da 200 o 300 parlamentari liberi, intelligenti,coraggiosi che abbiano inventiva e capacità di scommettere, di competere e di vincere e che costituiscano il motore per la ripresa di una marcia che si è fermata, che rappresentino i cittadini e il Paese, che sappiano battersi per loro, che sappiano dire di no in omaggio al popolo sovrano.</p>
<p><strong>Riforma anche con un nuovo governo?</strong><br />
Non c’e dubbio: io auspico e mi batto perché ci sia una vera riforma elettorale. Il nostro movimento ha, tutto sommato, pochi parlamentari: 5 deputati e 4 senatori . Ma siamo pronti a farci valere e a sostenere chiunque voglia muoversi nella direzione di una seria riforma elettorale. Lo facesse Berlusconi, sottoscriverei 6 volte. Ma lui non lo fa perché questo metterebbe in discussione il suo potere e quello dei plenipotenziari dei vari partiti ai quali purtroppo si sacrifica l’interesse del Paese. E allora che ci sia un altro governo che faccia la riforma elettorale insieme ad altre 4 o 5 cose importanti. O magari, se serve, anche 50 cose importanti. Vede, con tutto il rispetto, noi non abbiamo l’elezione diretta del premier; per cui io capisco che il Pdl è il partito di maggioranza relativa ma se il Pdl si rompe, come si è rotto, non ha più la maggioranza. E quando la maggioranza viene meno non è detto che si debba andare alle elezioni per forza. Si deve tentare di fare un altro Governo. Si tentò con Marini due anni fa quando Prodi si dimise. Andò male, ma il tentativo si fece. Sarà così anche stavolta. E poi si smetta di tentare di intimidire il Capo dello Stato.</p>
<p><strong>Il Presidente della Repubblica in tal senso è stato molto chiaro.</strong><br />
Infatti: non si tratta di fare un governo tecnico. Il governo è politico, questo a mio avviso è il senso delle parole di Napolitano, perché è il parlamento che lo elegge, il parlamento che gli da la fiducia e quindi è comunque politico, anche se magari è fatto di tecnici, perché figlio della massima istituzione politica del paese cioè appunto del parlamento.</p>
<p><strong>Parlamento, che nella sua prossima composizione dovrà eleggere il Capo dello Stato.</strong><br />
Il prossimo parlamento , che appunto dovrà eleggere il Presidente delle Repubblica, mi auguro sia fatto di uomini liberi che abbiano consenso, che agiscano liberamente e non si lascino condizionare dal rapporto di dipendenza (come c’è tra il padrone e il cameriere) che purtroppo con l’attuale sistema elettorale è inevitabile. Questo non vale solo per Berlusconi ma per tutti i parlamentari che, nominati piuttosto che eletti, sono interessati a tenersi stretti alla poltrona piuttosto che mettersi in discussione e al servizio del popolo.</p>
<p><strong>Esiste già un nome per quello che potrebbe essere il prossimo Presidente?</strong><br />
Certo: Giorgio Napolitano. Vede parlare del prossimo Presidente della Repubblica la cui elezione avverrà nell’autunno del 2013 è certamente prematuro. Passerà tanta di quell’acqua sotto i ponti! Io davvero confermerei Napolitano: verrà dalla sinistra, sarà stato comunista  ma trovo in lui un uomo equilibrato che ama il nostro Paese come non mai, che ha un rispetto assoluto delle leggi e della Costituzione. E’ un uomo di grande prestigio. Ho avuto modo di stargli vicino in occasione di varie visite istituzionali ed ho apprezzato la statura morale, politica, istituzionale, la serietà e la severità. Tutt’altra pasta rispetto a Francesco Cossiga che seguii quando fondò la prima UDR, che tanto successo stava per avere. Uomo di sterminata cultura, sempre critico con tutto e insoddisfatto di tutto.</p>
<p><strong>Diceva all’inizio del momento delicato che vive il nostro sistema democratico.</strong><br />
Di certo è una cosa scandalosa e inquietante,ed è estremamente pericoloso per la democrazia ,che chiunque osi esprimere un dissenso nei confronti di chi comanda, in questo caso Berlusconi, viene massacrato dalla stampa. Cominciarono ad attaccare Fini già quando si mise con questa nuova compagna. La verità è che hai voglia di parlare bene o male del triumvirato Bondi – Verdini &#8211; La Russa (che poi non è neanche un politico di primo pelo) ! Ormai il triumvirato si occupa di intendenza, la linea politica del Pdl non la definisce oggi Berlusconi come non la definiva ieri Fini: la definisce “Il Giornale” e il suo direttore.</p>
<p><strong>Vittorio Feltri di certo non si distingue per moderazione.</strong><br />
Il direttore de “Il Giornale” aggredisce e attacca. “Licenzia” il direttore dell’Avvenire Boffo cosi come rompe di fatto il Pdl e decide che non c’è possibilità di ricucitura. E fa fuori chiunque non gli va a genio. E se qualcuno magari non ha già litigato con Berlusconi lo fa litigare lui. Alla politica si è sostituito il bombardamento mediatico del direttore de “Il Giornale” e dell’informazione di “regime “ che segue nel solco da lui tracciato. Questa è una cosa che mi inquieta molto. A tutti i livelli. Vi è un’aggressione di chi dissente che francamente, c’è poco da fare, è il preludio alla morte della democrazia. Questo non può non far riflettere gli italiani in un momento in cui per altro si parla di elezioni anticipate.</p>
<p><strong>Questa situazione la preoccupa davvero o è solo dialettica politica?</strong><br />
Io francamente sono molto, molto preoccupato. E se lo dico io lo dice un uomo che era in politica nel 1970. 40 anni fa e forse anche qualche mese prima. E ne ho viste di tutti i colori, comprese le varie chiamate “alle armi” contro il  pericolo comunista, ma ben prima che cadesse il muro di Berlino e finisse il Comunismo. Alla luce di questo quarantennio dico che non ho mai vissuto una fase così critica per la democrazia e la libertà nel nostro Paese.</p>
<p><strong>La sua azione politica in Sicilia sembra essersi poggiata sul superamento degli schieramenti nazionali.</strong><br />
Diciamo che arriviamo con grande ritardo. Dal 1946 ad oggi fanno 64 anni dalla fondazione della regione autonoma. Sono fermamente convinto che la riproduzione in Sicilia dei partiti nazionali sia la perfetta negazione dell’autonomia. In una Regione autenticamente autonoma si ricostruiscono i partiti in funzione di una distinzione: autonomia si, autonomia no.</p>
<p><strong>Cosa vuol dire oggi autonomia?</strong><br />
Autonomia in Sicilia oggi vuol dire solo una parola: riforme, riforme, riforme; perche 64 anni di ascarismo hanno portato al coma della regione e adesso bisogna rianimarla con le riforme giuste. Le riforme mettono in discussione il sistema “ascaristico “per cui i partiti non possono che ricomporsi attorno a questo obbiettivo: riforme radicali perché finalmente dopo l’unico vero tentativo , quello di Silvio Milazzo, si affermi la regione autonoma siciliana che, come sono solito dire, è dotata di tali risorse umane,ambientali e culturali, da potere primeggiare, tra le regioni, in Europa e nel mondo.</p>
<p><strong>La Sicilia autonoma non piace a tutti a giudicare dall’impegno di alcuni per far cadere il Suo governo…</strong><br />
La grande campagna mediatico-politica iniziata il 29 marzo con la notizia dell’indagine che mi riguardava e poi proseguita il 12 maggio con la falsa notizia della richiesta di arresto da la misura esatta di quanto questa politica, coraggiosa e riformista, rompa le scatole ad alcuni. Oltre che da certa stampa, la vicenda è stata amplificata in aula da taluni deputati di infimo livello che si facevano latori di notizie infondate che erano soltanto finalizzate a far cadere il governo.</p>
<p><strong>L’operazione non è riuscita…</strong><br />
Abbiamo tenuto duro, il mio discorso del 13 aprile in Assemblea Regionale credo sia servito. Ho fatto diverse conferenze stampa e ho rilasciato dichiarazioni spontanee ai magistrati su tutto quello che sapevo, sostenendo sempre che ero, e sono, pronto ad essere interrogato per contribuire a  ristabilire la verità. E credo sia proprio questa, quella della verità cioè, la strada che la procura di Catania ha deciso di imboccare.</p>
<p><strong>E sul nuovo governo atteso per settembre?</strong><br />
Mi auguro che questa ricomposizione porti a un’impostazione nuova del modo di essere della Regione, a un Governo che sappia fare tutte le riforme e che attraverso un piano di rientro, come per la sanità, per i rifiuti, per l’agricoltura e per il turismo determini una svolta virtuosa in politiche regionali che finora sono state tutte caratterizzate dallo sperpero e dalla inefficienza.</p>
<p><strong>Da cosa dovrà ripartire il nuovo governo?</strong><br />
Il Governo Regionale dovrà ripartire rifondandosi su 3 pilastri. Primo un piano di radicali riforme. Sanità e Rifiuti sono state un buon inizio, ma bisogna andare avanti. Secondo un patto di legislatura che dia stabilità al Governo e all&#8217;Assemblea. Terzo: un impegno per i successivi cinque anni. Non ha senso che chi collabora oggi per riformare la Regione, si ritrovi domani a braccetto con chi questo processo riformista boicotta, ostacola, aggredisce giorno per giorno.</p>
<p><strong>A proposito di Riforme. Si parla di abolizione delle Province.</strong><br />
La definizione è semplicistica e riduttiva.<br />
Parlerei semmai di abolizione della Regione per come è, per come si è costruita in 60 anni: un pachiderma immobile che tutto paralizza. Gonfio di personale e di burocratismo. Che tutto pretende di finanziare, di progettare, di controllare e che ha finito con l&#8217;ingrassarsi fino alla paralisi.<br />
Quindi decentramento di poteri, tutti quelli che si può, di personale e di risorse ai Comuni i quali potranno organizzarsi spontaneamente in (appunto) &#8220;liberi consorzi&#8221;, ai quali affidare funzioni sovracomunali.<br />
I liberi consorzi (art. 15 mai attuato dello Statuto) sostituiranno le Province e saranno governati dai sindaci dei comuni consorziati e presieduti, senza indennità aggiuntive, da uno di loro</p>
<p><strong>Poi una riforma del sistema produttivo, agricolo, turistico e industriale?</strong><br />
In agricoltura ci si illude di guarire il malato intervenendo sui sintomi e ignorando le cause del male. La produzione può migliorare, ma non funziona la commercializzazione e il sistema degli ipermercati che ha messo in ginocchio commercio e agricoltura. Siamo finiti, vaso di coccio tra vasi di ferro, preda dei colossi della distribuzione. Abbiamo provocato la chiusura di migliaia di piccoli esercizi .<br />
Noi stessi abbiamo contribuito all’abbattimento dei prezzi dei prodotti agricoli e alla fine a pagare saranno anche i consumatori finali. Basta vedere che a fronte del prezzo del grano, circa 10 centesimi, il pane costa 3 euro/Kg.<br />
Danni per tutti i siciliani, produttori e consumatori, mentre gli utili tutti per gli speculatori.</p>
<p><strong>Sicilia Autonoma, libri che narrano di un Sud oppresso. Qualcosa sta cambiando nella cultura del paese?</strong><br />
Intanto la gente legge “Terroni”, il libro di Pino Aprile, e mi fa molto piacere. Questo scrittore, appassionato meridionale, in un certo senso riscrive il risorgimento italiano. E questo è anche il segno di un clima mutato.</p>
<p><strong>Siamo pronti ad una nuova lettura del risorgimento?</strong><br />
Di certo una volta chi avrebbe osato mettere in discussione “l’eroismo” di Garibaldi o la grande capacità strategica di Cavour , o i meriti storici di Vittorio Emanuele che ci avrebbe liberato dalla schiavitù, sarebbe stato lapidato! La verità e che l’unificazione è stata anche un crimine e comunque una rovina. Un’azione violenta con i relativi saccheggi della Sicilia e del Sud. Persecuzioni, assassinii e stupri di massa. Latrocini e furti come il “trasferimento” dell’oro del Banco di Sicilia e di quello di Napoli: è la storia ininterrotta della rovina del Sud.</p>
<p><strong>Un sud che da allora non si è più ripreso.</strong><br />
Comincia  allora la nostra storia di emigranti. La gente del Sud, era povera come anche quella del Friuli, ma erano loro i più poveri, come anche i veneti o i torinesi. O i sardi: il Regno di Sardegna… mi viene da ridere! Erano loro i migranti. Poi dopo l’Unità fu la volta dei siciliani, dei pugliesi, dei calabresi, dei lucani e dei campani.</p>
<p><strong>Una storia fatta anche di mistificazione: oltre al danno la beffa…</strong><br />
Precisamente: prendiamo l’esempio del brigantaggio; presentato come il movimento di quattro criminali, e che invece fu una vera e propria reazione civile all’occupazione militare e allo sfruttamento che iniziò allora. Questo grida vendetta agli occhi dei meridionali e da allora in poi è stato un susseguirsi di violenze anche sul piano culturale e storico. I meridionali vengono dipinti come una razza inferiore, lombrosianamente parlando, magari tendenti alla delinquenza, senza considerare che le mafie come le violenze da noi subite sono chiaramente figlie delle politiche nazionali piuttosto che di quelle regionali.</p>
<p><strong>Più che un’unificazione potremmo dire una colonizzazione…</strong><br />
E infatti oggi l’autonomia c’è solo sulla carta: non esiste un’autonomia quando i grandi gruppi e i grandi movimenti economici sono tutti nazionali. Facciamo l’esempio delle raffinerie. Sono gruppi nazionali che sfruttano il nostro lavoro per farci morire con tumori e altre orribili malattie; distruggono il nostro mare, la nostra terra, la nostra aria per i prossimi centomila anni! E nonostante questo dobbiamo anche beccarci gli insulti di cialtroni e disonesti….</p>
<p><strong>Certo in questi anni ci abbiamo messo pure del nostro…</strong><br />
Si capisce! Abbiamo mille colpe, dobbiamo dirlo. Dobbiamo correggerle e al tempo stesso recuperare l’orgoglio e la dignità. E sa cosa le dico? Dobbiamo prenderli a calci nel sedere senza pietà!</p>
<p><strong>Presidente: la cacciata degli invasori?</strong><br />
Se quelli del Nord devono continuare a lamentarsi e a paventare la secessione, e allora che la facessero pure lasciandoci liberi e se ne andassero “al diavolo” ! Solo che la secessione la proclamano, la minacciano, ma non la fanno. Non gli conviene farla. Finirebbe lo sfruttamento di questo enorme mercato di consumatori e di braccia che è diventato il Sud.</p>
<p><strong>Meglio soli insomma che male accompagnati?</strong><br />
Da soli ce la caveremmo molto meglio dopo avere conquistato e affermato livelli di efficienza e di capacità di sfruttamento delle nostre straordinarie risorse.</p>
<p><strong>In che modo tutto questo ha influito nella sua azione di governo?</strong><br />
Il nostro governo, tra mille difficoltà, e mille aggressioni, vuole imboccare questa strada nonostante la catena degli ascari e dei loro padroni che si muove giorno per giorno contro di noi.</p>
<p><strong>Cosa intende per “catena degli ascari”?</strong><br />
Le spiego il sistema: prima ci sono i Romani, poi gli Arabi e i Normanni fino ai Savoia e dopo i Savoia i governanti di Roma e le politiche nazionali dei grandi gruppi economici che sfruttano la Sicilia, che possiedono i giornali e ci fanno attaccare, che possiedono grandi scrittori e ci fanno sputtanare .E hanno le loro quinte colonne: sono gli ascari. Siciliani venduti al soldo dei padroni romani. Quelli che fanno carriera nell’economia, nella politica, diventano ministri. E siccome lo diventano perché sono i padroni romani o milanesi che glielo consentono, e siccome il frutto di questi premi ministeriali è la schiavitù e la sottomissione, e siccome il prezzo che si paga non è a carico delle loro tasche ma del popolo siciliano, difendono questo sistema con le unghie e con i denti.</p>
<p><strong>E lei vuole spezzare questa catena.</strong><br />
Naturale! Se questo assetto saltasse , se dovessero guadagnarsi il consenso della gente piuttosto che fare i parlamentari o i ministri nominati, allora ci sarebbe da divertirsi. Per questo sono inviperiti e sono pronti ad azzannare e ad ammazzare.</p>
<p><strong>Una lotta che sembra impari.</strong><br />
Ed infatti è difficilissima. La potremo spuntare solo quando una nuova consapevolezza di quello che siamo e dobbiamo essere farà giustizia di queste miserie e di questi miserabili.</p>
<p><strong>Possiamo dire in quest’ottica che un ottimo alleato funzionale è la Lega?</strong><br />
La Lega ha preso la sua strada e se vuole fare la secessione la faccia pure così noi avremo acquisito la nostra indipendenza e la nostra libertà. Guardate Malta, realtà minima nel mare mediterraneo, territorio piccolo, 300.000 abitanti. Però ha 3 parlamentari europei, un commissario europeo, prima quello della pesca e ora quello della sanità, può fare la fiscalità di vantaggio, può abbassare le tasse quanto vuole. E attrae centinaia di operatori turistici siciliani che lì investono, lavorano, progrediscono.</p>
<p><strong>Se tanto mi da tanto…</strong><br />
Beh, noi in Sicilia siamo 5 milioni, siamo un decimo della superficie italiana. Potremmo produrre beni per noi e da esportare, potremmo raffinare noi il nostro petrolio e decidere del nostro destino. E quindi il governo impari davvero a rispettare la nostra autonomia. O i siciliani si sveglieranno e la faranno rispettare loro. Ci faremo valere. Grazie a Dio ci sono organismi internazionali come l’Onu, la Corte di Giustizia, che sono posti a salvaguardia e tutela di quei principi affermati con chiarezza nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e che vanno garantiti. E quindi il nostro governo che lavora soltanto per il nord e per il centro nord, corregga questa politica prima che sia troppo tardi. I siciliani riprendano coscienza delle loro prerogative dandosi una mossa per cercare la strada della liberazione da questo giogo.</p>
<p><strong>Aeroporto di Comiso, caso Tirrenia e vicenda autostrade: difficile parlare di coincidenze. Sembra un attacco alla Sicilia per cielo, per terra e per mare…</strong><br />
Veda, Berlusconi parla di elezioni ma non so come possa il suo partito raccogliere dei voti in Sicilia e nel Sud.</p>
<p><strong>Partiamo dalla vicenda dell’aeroporto di Comiso.</strong><br />
Una truffa. Che il governo nazionale tenta di perpetrare ai nostri danni. Prima di tutto c’è da dire che è stato realizzato con fondi europei e di certo non l’ha finanziato né l’Anas, né il ministero dei Lavori Pubblici con fondi nazionali. Bene: lo vogliono catalogare come aeroporto regionale il che vuol dire che il controllo aereo (l’Enav) e i servizi di sicurezza, cioè i Vigili del Fuoco dovremmo pagarli noi. Se questi costi venissero posti a carico dei passeggeri un biglietto costerebbe 200 euro in più e nessuno atterrerà a Comiso! L’aeroporto atterra e affonda prima di decollare.</p>
<p><strong>Nel caso di altri aeroporti di analoghe dimensioni è comunque lo Stato a provvedere.</strong><br />
Assolutamente. E vorrei proprio capire perché non dobbiamo avere gli stessi diritti del piccolo aeroporto di Ancona o di Bergamo. Peraltro l’aeroporto di Catania ha comprato parte di quello di Comiso e può trasferirvi la sua conoscenza e il suo know how. Ma finché non sarà chiaro che i servizi vengano pagati dalla stato noi non sottoscriveremo il protocollo.</p>
<p><strong>E veniamo al caso Tirrenia.</strong><br />
Siamo alle solite: abbiamo messo su una cordata che può partecipare all’acquisto della Tirrenia. Ma lo stato evidentemente o perché la vuole svendere, o magari regalare agli amici degli amici, soprattutto le tratte più convenienti, compie un autentico misfatto e impedisce che la Sicilia si riappropri di una delle tante cose che le sono state tolte.</p>
<p><strong>La celebre flotta dei fratelli Florio…</strong><br />
I Florio con le loro tonnare, le loro banche e le loro distillerie, oltre appunto alla flotta in oggetto, erano uno dei gruppi più ricchi e potenti d’Europa. Furono portati al fallimento e alla distruzione dopo l’unificazione d’Italia.</p>
<p><strong>E infine le autostrade con la revoca da parte dell’Anas delle concessioni al Cas.</strong><br />
Guardi, qui lo scriva chiaramente: il disegno è criminale! Incaricherò i miei legali di individuare ogni risvolto amministrativo e penale di questa vergognosa vicenda.</p>
<p><strong>Un disegno ordito a favore di qualcuno?</strong><br />
Di un determinato gruppo economico in particolare che vuole avviare un project financing ,deliberato dall’Anas, investendo dei soldi per realizzare l’autostrada  Catania/Ragusa impossessandosi così di un tratto di autostrade siciliane e poi di tutte.</p>
<p><strong>L’accusa è che il Cas faceva acqua da tutte le parti.</strong><br />
Il Cas è un colabrodo perché così lo abbiamo ereditato: pieno di dipendenti, inefficiente quanto volete ma che in 7 mesi di gestione commissariale, voluti dal governo da me presieduto, ha approvato consuntivi, ha avviato gare e ha reso conto all’Anas delle tante cose fatte.</p>
<p><strong>Dunque il commissariamento è un atto ingiusto?</strong><br />
No, è il preludio di una rapina!  Sottraggono le concessioni al Cas e magari si mette su una società privata dell’Anas che poi vende le proprie quote ad un privato. Ma attenzione, non al maggiore offerente perché nel frattempo ci sarà un privato che si è insediato sulla Catania/Ragusa e che godrà pertanto di un diritto di prelazione. In questo modo si impossesseranno delle nostre autostrade facendo pagare il “pizzo” ai siciliani per i prossimi 30 anni. Questo è un misfatto che si deve impedire. Chiedo che il Governo torni indietro o dovranno provvedere i giudici.</p>
<p><strong>Tre messaggi molto chiari al governo nazionale</strong><br />
Solo un presidente che non deve rispondere al padrone romano può denunciare queste cose. E’ questo quello che i miei alleati devono capire una volta per tutte: se domani torniamo ad un presidente che è condizionato dai partiti nazionali, allora non abbiamo concluso nulla. Io non chiedo che si rompano rapporti di amicizia, al contrario anche io ci terrei sempre ad avere rapporti buoni con Berlusconi. Ma lui è il Presidente del Consiglio ed io quella della Regione e mi aspetto risposte sul piano istituzionale. Io poi non posso consentire che quelli che oggi aggrediscono la politica riformista del mio governo domani tornino a governare la Sicilia.</p>
<p><strong>E’ il superamento degli schieramenti nazionali.</strong><br />
Proprio così. E questo esperimento deve continuare per almeno 15 o 20 anni dopodiché appena capiscono da Roma da Milano e da Berlino che qua è cambiato il clima, vengano pure. Ma troveranno nuove regole che imporranno il rispetto e la valorizzazione delle nostre cose e che non consentiranno più lo sfruttamento e il saccheggio della nostra terra magari pagando una mancia agli ascari locali che gli fanno da palo.</p>
<p><strong>Nell’ottica di una regione autonoma non può mancare una banca…</strong><br />
La Banca del Sud se è fatta dal nord è una finzione che nasconde sicuramente un trucco. La Banca del Sud deve essere fatta da imprenditori del Sud che si mettono insieme affidandola a manager capaci e rifondino quello che sarebbe dovuto essere il migliore Banco di Sicilia prima che degenerasse e che, con questa scusa, ci venisse portato via con l’ennesimo furto. E un Governo della Regione che si rispetti ha il dovere di fare luce su certi “furti”</p>
<p><a href="http://www.lineasicilia.it/politica/linea-sicilia-intervista-in-esclusiva-raffaele-lombardo.html"><em><strong>L&#8217;intervista completa può essere letta sul sito di Linea Sicila</strong></em></a></p>
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		<title>I rapporti con Micciché e con Alfano e Firrarello</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 17:26:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecco uno stralcio dell&#8217;intervista che Raffaele Lombardo ha rilasciato al mensile &#8220;S&#8221;.]]></description>
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<p>Ecco uno stralcio dell&#8217;intervista che Raffaele Lombardo ha rilasciato al mensile &#8220;S&#8221;.</p>
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		<title>Partito del Sud? A me la tessera numero 1.000.000</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 16:44:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il Partito del Sud è sempre più indispensabile&#8220;, ha ribadito Raffaele Lombardo nel post precedente, pubblicato il 23 aprile. Un tema a cui il governatore è decisamente affezionato, perché consapevole della progressiva e irrinunciabile necessità di un forte partito territoriale nel Mezzogiorno. Argomento, tra l&#8217;altro, approfondito nell&#8217;intervista che Lombardo ha rilasciato tre settimane fa al ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.raffaelelombardo.it/wp-content/uploads/lombardo_bio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-698" title="lombardo_bio" src="http://www.raffaelelombardo.it/wp-content/uploads/lombardo_bio.jpg" alt="" width="450" height="320" /></a></p>
<p>&#8220;<strong>Il Partito del Sud è sempre più indispensabile</strong>&#8220;, ha ribadito Raffaele Lombardo nel <a href="http://www.raffaelelombardo.it/2010/04/23/il-partito-del-sud-sempre-piu-indispensabile/" target="_blank"><strong>post precedente</strong></a>, pubblicato il 23 aprile. Un tema a cui il governatore è decisamente affezionato, perché consapevole della progressiva e irrinunciabile necessità di un forte partito territoriale nel Mezzogiorno.</p>
<p>Argomento, tra l&#8217;altro, approfondito nell&#8217;intervista che Lombardo ha rilasciato tre settimane fa al quotidiano <a href="http://www.ilsole24ore.com/" target="_blank"><strong>Il Sole 24 Ore</strong>,</a> evidenziando anche i pericoli che sottostanno a questo progetto innovativo e fondamentale per il perseguimento del bene comune di chi sta da Roma in giù: &#8220;Un partito del Sud è sempre più indispensabile,<strong> ma chi osa farlo rischia di essere impiccato o addirittura ghigliottinato&#8221;</strong>, ha detto il Presidente.</p>
<p>E chi dovrà fondarlo? <strong>&#8220;Io ho auspicato di poter prendere la tessera numero 1 milione, che siano cioé altri a scendere in campo.</strong> A cominciare da <a href="http://www.gianfrancomicciche.net" target="_blank"><strong>Gianfranco Micciché</strong></a>. Anche <strong><a href="http://www.adrianapolibortone.eu/" target="_blank">Adriana Poli Bortone</a> </strong>ne va parlando. Capisco che qui è molto più difficile che al Nord. Anche la Lega mosse i primi passi tra accuse di corruzione, minacce ridicole di Colpo di Stato e altro. <strong>Ma il Nord è forse più fertile del Sud nel fare attecchire un partito del territorio</strong>&#8220;.</p>
<p>Stando a quanto accaduto a Roma durante la direzionale nazionale del Pdl, uno dei motivi della <strong>contesa verbale</strong> tra <strong>Gianfranco Fini </strong>e <strong>Silvio Berlusconi </strong>è stato proprio la Sicilia. E a proposito della &#8220;<em>maggioranza dissolta&#8221;</em>, Lombardo ha affermato che ciò è avvenuto<strong> &#8220;per una scelta precisa del Pdl e poi anche dell&#8217;Udc di non favorire le riforme indispensabili</strong> per far quadrare i conti e arrivare con le carte più in regola possibile all&#8217;appuntamento col federalismo fiscale&#8221;.</p>
<p>E sull&#8217;apporto del <strong>Partito Democratico</strong>, nell&#8217;intervista Lombardo ha affermato che &#8220;con il Pd non s&#8217;è mai parlato di coinvolgimento nel Governo della Sicilia, anche se s&#8217;è voluta attribuire la maglietta del Pd ad assessori entrati in giunta, tecnici di indiscusso valore, come <strong>Mario Centorrino</strong> e <strong>Pier Carmelo Russo</strong>&#8220;. Comunque, &#8220;la n<strong>ostra apertura al Pd, attorno al processo riformista, era e resta alla luce del sole</strong>&#8220;.</p>
<p>Infine, il Presidente ha spiegato il motivo per cui questo governo ha inferto i<strong>l colpo più potente a Cosa Nostra</strong>:</p>
<p>&#8220;Abbiamo consegnato una relazione all&#8217;autorità giudiziaria, che la giunta ha fatto propria, in cui si attesta<strong> la presenza di società marcatamente mafiose nella costruzione dei vecchi termovalorizzatori, un progetto che valeva qualche miliardo di euro</strong>. La riforma ha fatto saltare questo sistema&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.raffaelelombardo.it/wp-content/uploads/intervista.pdf" target="_blank"><strong>Cliccate qui per leggere l&#8217;intervista integrale.</strong></a></p>
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		<title>Sì all&#8217;uso delle intercettazioni telefoniche</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 18:20:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervista a Raffaele Lombardo dopo il suo intervento all&#8217;Ars. Temi affrontati: inchiesta della Procura di Catania, finanziaria, riforme, intercettazioni telefoniche.]]></description>
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<p>Intervista a Raffaele Lombardo dopo il suo intervento all&#8217;Ars. Temi affrontati: <strong>inchiesta della Procura di Catania</strong>, <strong>finanziaria</strong>, <strong>riforme</strong>,<strong> intercettazioni telefoniche</strong>.</p>
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		<title>I rifiuti sono una risorsa</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 14:51:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha partecipato venerdì 9 aprile, a Castelvetrano, all’inaugurazione dell’impianto di compostaggio del polo tecnologico di Belice ambiente spa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.raffaelelombardo.it/2010/04/09/i-rifiuti-sono-una-risorsa/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha partecipato venerdì 9 aprile, a<strong> Castelvetrano</strong>, all’inaugurazione dell’impianto di compostaggio del polo tecnologico di <strong>Belice ambiente spa.</strong></p>
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		<title>La politica è indispensabile</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 14:07:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il luogo comune, secondo cui la politica è compromessa e ci si debba per forza sporcare le mani, è senza fondamento. Ci sono politici, cittadini, professionisti, imprenditori, lavoratori, disoccupati, che agiscono momento per momento secondo coscienza, rispettando i principi della legalità; e ci sono altri che li violano. È vero, comunque, che la politica è ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.raffaelelombardo.it/2010/04/01/la-politica-e-indispensabile/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Il luogo comune, secondo cui la politica è compromessa e ci si debba per forza sporcare le mani, <strong>è senza fondamento</strong>. Ci sono politici, cittadini, professionisti, imprenditori, lavoratori, disoccupati, che <strong>agiscono momento per momento secondo coscienza, </strong>rispettando i principi della legalità; e ci sono altri che li violano.</p>
<p>È vero, comunque, che<strong> la politica è indispensabile</strong>. E quindi bisogna impegnarsi politicamente, essere intransigenti, seguirla, e dare una mano quando serve,<strong> perché nessuno risolve da solo i problemi dell&#8217;umanità</strong>.</p>
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