06 giu 2011
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Pubblichiamo l’intervista rilasciata da Raffaele Lombardo alla trasmissione “Speciale Tg8″

24 nov 2010
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Questo pomeriggio Raffaele Lombardo è stato ospite della trasmissione “Un giorno da pecora” condotta da Sabelli Fioretti e Lauro su Radio 2. In questo estratto, il momento della conversazione telefonica con Maria Grazia Cucinotta.

26 ott 2010

Raffaele Lombardo ha rilasciato una lunga e corposa intervista al settimanale L’Espresso nel corso della quale ha affrontato diversi argomenti: gli oppositori del suo governo e la politica nazionale (coi dubbi sui punti del programma per il Sud dell’esecutivo e le possibilii elezioni in primavera); i rigassificatori e i termovalorizzatori, nonché il rapporto tra il sistema dei rifiuti e la criminalità organizzata (con ampi riferimenti alla relazione Pecorella); la vicenda del Consorzio autostrade siciliane.

Per leggere l’intervista, cliccare qui.

17 set 2010


Riportiamo l’intervista rilasciata dal presidente Raffaele Lombardo al Corriere della Sera pubblicata oggi.

Presidente, è l’ennesimo annuncio o questa volta nasce davvero il quarto governo di Raffaele Lombardo?
Lo presenterò martedì prossimo all’assemblea siciliana. Ascolterò suggerimenti e consigli, poi però il governo lo faccio io. E se la signora assemblea accetta bene, altrimenti si stacca la spina e si va a casa. Ma non credo che lo farà.

Per restare in sella ha rotto con la maggioranza del Pdl e con i cuffariani, dialoga con Fini, Casini e Rutelli e accetterà l’appoggio esterno del PD di Bersani…
Per  metà sarà un governo di tecnici, per l’altra metà di politici. Non politici di professione, però!

In gergo si chiama ribaltone.
Il ribaltone lo ha fatto il PDL quando ha votato con il Pd.

E quando lei ha liquidato i “lealisti” di Schifani e Alfano…
Sono loro i traditori, fedeli al mandato di lasciare che la Sicilia naufraghi. Noi invece cerchiamo di tenere a galla la barca con l’apporto di chi ci sta. E se poi questa esperienza sarà riprodotta su scala nazionale in un terzo polo, tanto meglio.

Non è trasformismo il suo?
No, io la chiamo trasformazione radicale. La riforma della sanità me la invidiano in tutta Italia, ho avuto il coraggio di cancellare un piano dei rifiuti che era in mano a ditte palesemente mafiose e rivendico il diritto di avere bloccato le assunzioni. E’ trasformismo? No, è la Sicilia che cambia, la Sicilia che prova a uscire dallo sfruttamento eterno.

Non è possibile cambiare l’isola senza rompere alleanze?
Avrei potuto continuare  la politica sultanesca dei miei  predecessori tenendomi privilegi, lussi e vantaggi. Bastava non pestare i piedi alle lobbies e ai poteri forti, che sono i veri veicoli con cui la mafia governa la Regione. Invece sono andato aventi con il mio programma.

Prima ha fatto fuori  i cuffariani.
Se  sulla sanità o sui rifiuti un pezzo della mia vecchia maggioranza si sfila e mi aggredisce, pur di difendere  il sistema, io che faccio? Me la tengo e cambio il programma? No, mollo un pezzo di maggioranza  a costo di farmi tacciare di trasformismo da chi preferisce una Sicilia immobile.

L’ex presidente Cuffaro ha detto che la gestione Lombardo è molto più clientelare della sua.
Il clientelismo cos’è, scambiare favori? Io li ho cancellati, i favori. Sto risanando una Regione la cui situazione finanziaria mi è stata lasciata in termini drammatici.

Accetterà  l’appoggio del Pd ma non vuole Miccichè, perché?
Con l’approssimarsi delle politiche Miccichè ha scelto di tornare a casa, forse perché Berlusconi gli ha offerto la presidenza della Regione. Ma se qualcuno contava di andare al voto a novembre o in primavera si sbaglia, io lavoro perché ci si vada fra tre anni. Speravano di azzopparmi per via giudiziaria? Mi dispiace per loro, non ho ricevuto alcun avviso. Quella è una parentesi chiusa.

Il 28 settembre l’Mpa voterà la fiducia a Berlusconi?
La mia è una fiducia molto esigente, non gratuita. Non faccio parte dell’area della responsabilità e non darò nessuna fiducia cieca. Voglio leggere il programma, vedere cosa succede sulla giustizia e accettarmi che, per il Sud, non ci sono solo miraggi e un po’ di fumo. Farò di tutto per scongiurare che Berlusconi vada in crisi. Ma se succede…

Se succede?
Sono pronto ad aderire a qualunque governo che riformi la legge elettorale. Con gli uomini di Fini abbiamo avviato un percorso di leale consultazione e condivisione.

Dica la verità, davvero non sta trattando con Berlusconi per tornare nel centrodestra?
Io non sto trattando con alcuno. Ho con il premier un rapporto istituzionale e ne avrei uno buono sul piano personale, se non fossero successe tante cose. Il mio piccolo gruppo è già stato addentato da Berlusconi. Avevamo otto deputati e quattro se ne sono andati con quel finto Noi Sud, poi è arrivato Misiti…

E siete diventati cinque. Voti preziosi per Berlusconi.
Fino al 28 c’è tempo…

Qui l’intervista in formato Pdf

25 ago 2010

Riportiamo un’ampia selezione dell’intervista rilasciata da Raffaele Lombardo al sito LineaSicilia nel corso della quale il presidente, in 100 risposte, tocca i punti fondamentali dell’azione del governo regionale e della prospettiva politica futura, con una visione rivolta tanto alla politica nazionale quanto a quella della regione Siciliana.

Presidente, la situazione italiana sta precipitando. C’è di che preoccuparsi?
Siamo ad un passaggio fondamentale per la vita della Repubblica e della Democrazia. Mi rendo conto che sono parole grosse ma ho 40 anni di impegno politico alle spalle e non sono l’ultimo arrivato: se lo dico è perché ne ho motivo.

Il sistema politico sembra al collasso
Questi anni sono trascorsi in un eterno conflitto tra Berlusconi e il “resto del mondo”. Sta di fatto che nel corso di questi 16 anni il nostro paese è passato dall’essere la quarta o quinta  potenza più  industrializzata  a non so : la ventesima!? Certamente dopo le prime 8 o 9. Vede, io capisco bene che la proprietà delle materie prime, la forza lavoro, il costo del lavoro determinino lo sviluppo vertiginoso dell’economia di paesi come la  Cina o di altre economie dell’oriente. Non del Giappone che, al contrario, segna il passo e perde punti. Ma se guardiamo la stessa Turchia, che ha livelli di sviluppo che sono simili a quelli del’India o della Cina, beh la Turchia non è molto lontana né diversa da noi. Eppure fa passi da gigante sulla via del progresso mentre L’Italia si è spenta e si è fermata. Distratta e attratta da questa diatriba eterna e infinita.

Un bipolarismo da “stadio” che ha paralizzato il paese?
Il nostro bipolarismo si fonda su una legge elettorale assurda che va cambiata. Abbiamo vissuto 16 anni di sostanziale stallo. Ciò non è dipeso solo dalla legge elettorale ma anche dal sistema di interessi, dalla personalità del premier e dai mass media che gravitano attorno al leader. Ripeto: una lotta tra Berlusconi e il resto del mondo che ha paralizzato l’Italia.

Dunque la legge elettorale va cambiata?
Assolutamente si. Con questa legge elettorale il sistema politico è completamente ingessato. Il parlamento, e dunque l’intero quadro istituzionale ha perso di vivacità e di rappresentatività. Il parlamentare è nominato dal “capo” ed è eletto in virtù della sua posizione nella lista bloccata (o, con la vecchia legge elettorale, perché scelto dal partito di maggioranza nel collegio uninominale, sistema anche quello sbagliato, ma comunque migliore di questo); non rappresenta i cittadini che non lo conoscono e con i quali non intende perdere tempo. Non gli interessa rapportarsi con loro: sta lì per obbedire, per fregiarsi del titolo di onorevole e per incassare l’indennità. Poi siccome questo non gli basta si arriva alle degenerazioni che vediamo e che leggiamo tutti i giorni. Si deve cambiare sistema . L’Italia ha perso competitività. Il Paese è in letargo. Ci vuole una nuova scossa.

(continua…)

22 mag 2010
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Ecco uno stralcio dell’intervista che Raffaele Lombardo ha rilasciato al mensile “S”.

26 apr 2010

Il Partito del Sud è sempre più indispensabile“, ha ribadito Raffaele Lombardo nel post precedente, pubblicato il 23 aprile. Un tema a cui il governatore è decisamente affezionato, perché consapevole della progressiva e irrinunciabile necessità di un forte partito territoriale nel Mezzogiorno.

Argomento, tra l’altro, approfondito nell’intervista che Lombardo ha rilasciato tre settimane fa al quotidiano Il Sole 24 Ore, evidenziando anche i pericoli che sottostanno a questo progetto innovativo e fondamentale per il perseguimento del bene comune di chi sta da Roma in giù: “Un partito del Sud è sempre più indispensabile, ma chi osa farlo rischia di essere impiccato o addirittura ghigliottinato”, ha detto il Presidente.

E chi dovrà fondarlo? “Io ho auspicato di poter prendere la tessera numero 1 milione, che siano cioé altri a scendere in campo. A cominciare da Gianfranco Micciché. Anche Adriana Poli Bortone ne va parlando. Capisco che qui è molto più difficile che al Nord. Anche la Lega mosse i primi passi tra accuse di corruzione, minacce ridicole di Colpo di Stato e altro. Ma il Nord è forse più fertile del Sud nel fare attecchire un partito del territorio“.

Stando a quanto accaduto a Roma durante la direzionale nazionale del Pdl, uno dei motivi della contesa verbale tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi è stato proprio la Sicilia. E a proposito della “maggioranza dissolta”, Lombardo ha affermato che ciò è avvenuto “per una scelta precisa del Pdl e poi anche dell’Udc di non favorire le riforme indispensabili per far quadrare i conti e arrivare con le carte più in regola possibile all’appuntamento col federalismo fiscale”.

E sull’apporto del Partito Democratico, nell’intervista Lombardo ha affermato che “con il Pd non s’è mai parlato di coinvolgimento nel Governo della Sicilia, anche se s’è voluta attribuire la maglietta del Pd ad assessori entrati in giunta, tecnici di indiscusso valore, come Mario Centorrino e Pier Carmelo Russo“. Comunque, “la nostra apertura al Pd, attorno al processo riformista, era e resta alla luce del sole“.

Infine, il Presidente ha spiegato il motivo per cui questo governo ha inferto il colpo più potente a Cosa Nostra:

“Abbiamo consegnato una relazione all’autorità giudiziaria, che la giunta ha fatto propria, in cui si attesta la presenza di società marcatamente mafiose nella costruzione dei vecchi termovalorizzatori, un progetto che valeva qualche miliardo di euro. La riforma ha fatto saltare questo sistema”.

Cliccate qui per leggere l’intervista integrale.

14 apr 2010
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Intervista a Raffaele Lombardo dopo il suo intervento all’Ars. Temi affrontati: inchiesta della Procura di Catania, finanziaria, riforme, intercettazioni telefoniche.